|
| |
Parte
IV: La "inabilitazione" dei Cinque"
Cubadebate, 29 agosto 2009
Le sproporzionate condanne imposte ai Cinque - Gerardo Hernández Nordelo (2
ergastoli + 15 anni), Ramón Labañino Salazar (1 ergastolo + 18 anni), Antonio
Guerriero Rodríguez (1 ergastolo + 10 anni), Fernando González Llort (19 anni),
e René González Seheweret (15 anni) – sono nettamente in contrasto con quelle
applicate in anni recenti negli Stati Uniti ad altre persone accusate per aver
praticato realmente lo spionaggio, a volte a livelli inusuali, e perfino in
alcuni casi legato ad azioni armate violente contro gli Stati Uniti. Nessuno di
loro è stato condannato all’ergastolo; tutti hanno avuto sentenze inferiori a
quelle dei Cinque cubani, alcuni di loro hanno perfino scontato le loro sentenze
e si trovano in libertà, e ad altri, condannati per spionaggio, sono state
ritirate le accuse dall'Aamministrazione di Obama e sono stati liberati.
La natura eccessiva delle sentenze dei Cinque costituisce una dimostrazione
della motivazione politica vendicativa di tutto il processo, così come sono
state le condizioni della loro prigionia, compresi gli ostacoli molto severi
alle visite dei familiari che sono arrivati all'estremo di avere rifiutato per
tutto il tempo i visti alle mogli di René e di Gerardo.
Tuttavia, c'è ancora un aspetto più rivelatore che dimostra che il proposito del
Governo statunitense era quello di dare rifugio e protezione ai terroristi anti-cubani,
per evitare che si scoprissero i suoi sinistri piani, trasformandosi così in
complice e in copertura delle loro future atrocità.
Per l'amministrazione Bush, questa era la cosa più importante, ancor più degli
sproporzionati anni di prigionia. Questo è stato ciò che la procura ha detto, in
modo veemente e in termini abbastanza grafici, quando ha chiesto al Tribunale
una punizione addizionale: la "inabilitazione".
Che cosa significa questo? Nelle sue stesse parole, per il Governo era
essenziale affermare che questi 5 individui, dopo aver scontato le loro condanne,
mai più avrebbero potuto fare alcunché potesse colpire le attività dei
terroristi che operano a Miami sotto la protezione del Governo statunitense. Per
garantire questo, i pubblici ministeri hanno chiesto, e il tribunale lo ha
concesso loro, disposizioni speciali in ogni condanna, affermando che, dopo aver
scontato il loro periodo di prigione, compreso perfino uno o più ergastoli, agli
accusati non fosse più possibile fare ciò per cui sono finiti in carcere.
Gerardo, Ramón e Fernando sono nati a Cuba, e come stranieri indesiderabili, una
volta esaurito il tempo della loro prigione saranno espulsi immediatamente del
territorio statunitense. Questo è stato specificamente inserito in ognuna delle
loro sentenze, compresa quella di Gerardo, che dopo aver trascorso in prigione
15 anni della sua seconda vita sarà immediatamente deportato. (Trascrizione
dell'Udienza per le Sentenze di fronte all'Onorevole Joan A. Lenard, 12 dicembre
2001, pagina 93).
Per René e Antonio sorge un problema particolare. Essendo nati rispettivamente a
Chicago e in Florida, i due sono cittadini statunitensi per nascita, e non
possono essere obbligati ad abbandonare il paese. Questo fatto ha richiesto idee
più fantasiose e un'ispirata retorica da parte dei pubblici ministeri che hanno
fatto mostra di entrambe.
Era necessaria una spiegazione più franca e precisa della "inabilitazione".
Per primo è venuto il turno di René, condannato "solo" a 15 anni. I pubblici
ministeri hanno espresso senza giri di parole la loro grave preoccupazione sulla
possibilità che un uomo ancora giovane, fosse liberato e tornasse a cercare di
fare di nuovo quello che ha già fatto.
Il Tribunale, con particolare attenzione alla preoccupazione del Governo, ha
aggiunto questo peculiare requisito alla sentenza di René: "Come condizione
speciale addizionale alla liberazione si proibisce all'accusato di associarsi o
di visitare luoghi specifici dove si sa che vi sono o che sono frequentati da
individui o gruppi tali come terroristi, membri di organizzazioni che propugnano
la violenza o figure del crimine organizzato" (Trascrizione dell'Udienza per le
Sentenze di fronte all'Onorevole Joan A. Lenard, 12 dicembre 2001, pagine
45-46).
Poi è venuto il turno di Antonio Guerriero, che aveva già ricevuto un ergastolo
più 10 anni di prigione. I pubblici ministeri doverono usare tutte le risorse
della loro eloquenza. Per il Governo l'inabilitazione era di vitale importanza.
Non poteva correre rischi, e quando Antonio si è trovato di fronte al Tribunale
il 27 dicembre 2001, è stata aggiunta alla sua sentenza, parola per parola, la
stessa "condizione speciale" imposta prima a René.
Tutto questo è avvenuto nel dicembre 2001, solo 3 mesi dopo l'orrore dell’11
settembre. Da quel fatidico giorno, George W. Bush è diventato famoso chiedendo
una guerra massiccia contro i terroristi e contro chiunque desse loro qualunque
tipo di aiuto. Solo un pezzo del suo discorso: "Qualunque Governo che appoggi,
protegga od ospiti terroristi sarà complice dell'assassinio di innocenti e
altrettanto colpevole di crimini terroristi".
Dobbiamo prendere in parola George W. Bush.
P.S. Nell’ottobre 2011, René González avrà scontato la sua condanna se la difesa
non riesce a tirarlo fuori di prigione prima. In ogni caso, sarà sotto libertà
controllata durante l'attuale amministrazione. Cercherà il Presidente Obama di "inabilitarlo"?
Sarà proibito a René di fare qualsiasi cosa che disturbi i terroristi nei posti
dove "si sa che vi sono o che frequentano?".
|