italcuba.jpg (27434 byte)

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Segreteria: Via Pietro Borsieri, 4  - 20159 MILANO - tel. 02-680862  
 www.italia-cuba.it
30_px.gif (66 byte)30_px.gif (66 byte)30_px.gif (66 byte)amicuba@tiscali.it 
 


Ricerca nel sito
mappa del sito
circoli

premi il pulsante per
iscriverti in rete

Iscriviti all'Associazione

antiterr.gif (3602 byte)
Libertà per i cinque

stop1.gif (1692 byte)
Lotta al Blocco
interventi e votazioni alle Nazioni Unite

Cuba contro il terrorismo




Pagina Superiore


Associazione
Comunicati Segreteria
Chi siamo
Lo statuto
I circoli
I gemellaggi
Progetto reti informatiche
Mostre
Viaggi di conoscenza

Cuba
I simboli
Popolazione
Geografia
Storia
Approfondimenti storici
Politica
Lotta al blocco U.S.A.
Il terrorismo degli U.S.A.
Discorsi di Fidel Castro
Personaggi di Cuba
Cuba è anche ...
Immagini di Cuba
Per invitare una persona
Ambasciata di Cuba

Informazione
Notizie da Prensa Latina
Archivio "notizie da P.L."
Nuestra America
Resumen Latinoamericano
El Moncada in rete
Notizie dall'Ambasciata

Attualità
Granma diario
Granma Internacional
Juventud Rebelde
Trabajadores
Prensa Latina
CUBAnews
Agencia Informativa Nacional

CubaWeb
 

Parte XV: L'importanza di essere un bugiardo (1)
Cubadebate, 21 ottobre 2009

Pasticcini di Guayaba
Luis Posada Carriles è un genuino VIP che gode di cortesie e di privilegi unici che vengono concessi a dignitari e celebrità. Ma è anche un terrorista internazionale confesso e dovutamente certificato.

  • Posada ha iniziato la sua lunga carriera con precoci azioni contro la Rivoluzione cubana, compreso il fiasco della Baia dei Porci e per molti anni è stato l’uomo della CIA nella polizia politica del Venezuela dove è diventato il leader di alcuni bene noti torturatori.
  • E’ stato ricercato dall'Interpol da quando è fuggito da un carcere venezuelano nel 1985 - Hugo Chávez era ancora un giovane sconosciuto - mentre lo processavano per aver pianificato e organizzato la prima distruzione di un aereo civile in pieno volo e l'assassinio a sangue freddo di 73 esseri umani.
  • E’ apparso immediatamente in America Centrale come figura principale nello scandalo Iran-Contras, essendo stato citato varie volte durante l'indagine del Senato degli Stati Uniti e nel diario di Oliver North.
  • Ha pubblicato la sua autobiografia - un bestseller a Miami - ed è comparso molte volte sui mezzi di comunicazione locali e nordamericani.
  • Per due volte è comparso nella prima pagina del New York Times, in numeri consecutivi, mentre descriveva la sua responsabilità nella campagna di attentati con bombe a Cuba negli anni ’90.
  • Giudicato colpevole da un tribunale panamense di crimini relativi a un tentativo di attentato con bombe nell'Università con l'obiettivo di assassinare Fidel Castro e centinaia di studenti e professori, è stato amnistiato in modo illegale dalla Presidentessa del Panama, il giorno prima della scadenza del suo mandato e dopo aver ricevuto emissari speciali inviati di corsa da George W. Bush.
  • Di nuovo è tornato a "nascondersi" in qualche posto dall'America Centrale, ma ha mantenuto costante comunicazione con i suoi soci della Fondazione Nazionale Cubano-Americana e con altri gruppi terroristici e ha raccolto denaro in frequenti e ben reclamizzati eventi a tale scopo.
  • Sì, è stata una lunga carriera di infamia, sempre a nome degli interessi e degli obiettivi degli Stati Uniti, come ha proclamato orgogliosamente il suo avvocato di Miami.
    Se diamo fede alle sue parole, durante tutto questo periodo Posada ha visitato gli Stati Uniti in varie occasioni, anche se è passato in incognito. Un giorno ha deciso di stabilirsi lì per sempre. Dopo tutto, la sua famiglia ha risieduto a Miami per decenni.
    E allora è ritornato a casa.
    Posada Carriles è entrato in Florida nel marzo 2005, clandestinamente, senza visto nordamericano, come milioni di latini tentano di fare più volte infruttuosamente. Ma non è stato arrestato, e ancor meno espulso. La storia di come ha fatto, sull’imbarcazione Santrina con l'aiuto della sua rete terroristica radicata negli Stati Uniti, è stata descritta dal quotidiano "Por Esto" dello Yucatan, in una cronaca ampiamente diffusa in tutto il continente. Tutti erano a conoscenza di questo, eccetto l'Amministrazione Bush, che ha insistito per due mesi a dire che non sapeva niente sul suo recapito, fino a quando Posada ha convocato una conferenza stampa in maggio per annunciare la sua disposizione a continuare a fare da Miami la sua guerra totale contro la Rivoluzione cubana.
    Non avendo altra scelta, l'Amministrazione Bush ha arrestato Posada e lo ha condotto a un centro di immigrazione a El Paso, dove avevano predisposto per lui un’area VIP, completamente separata della popolazione generale, con cibo speciale e servizi di qualunque tipo, perfino con la possibilità di riunirsi con amici e giornalisti. L'unico lamento di Posada: il protocollo nordamericano non ha potuto fornirgli pasticcini di guayaba cubani.
    Secondo documenti ufficiali presentati dal Governo degli Stati Uniti ai tribunali di immigrazione, Washington ha dispiegato ardui sforzi diplomatici per cercare di convincere altri paesi affinché offrissero ospitalità e protezione a Posada. I diplomatici nordamericani hanno contattato governi in America Centrale e nell’America del Sud, e perfino in Europa, chiedendo loro di ricevere il tanto famoso VIP. Senza eccezione, la risposta è sempre stata: No, grazie.
    Per ironia, Washington deve ancora rispondere alla nota diplomatica presentata dal Venezuela il 15 giugno 2005 per il suo arresto e la sua susseguente estradizione a Caracas, in conformità al Trattato di Estradizione esistente tra i due paesi.
    L'Amministrazione Bush, e finora il suo successore, hanno optato per accusarlo di essere un bugiardo e di entrare in un contenzioso deliberatamente confuso con il sig. Posada, accusato di non essere stato sincero con i funzionari dell’immigrazione sulla sua entrata nel paese. Come risultato, un tribunale amministrativo ha inviato a Posada a casa affinché possa continuare comodamente a richiedere la sua ammissione formale ad alcune autorità, che hanno mostrato una pazienza e una comprensione senza parallelo.
    Quanti poveri latinoamericani clandestini hanno avuto questa opportunità? Quanti di loro, nel frattempo, sono stati liberati ed è stato loro permesso di andare via senza essere disturbati e di fare quello di cui avevano voglia?
    E Posada non si lamenta più. È un uomo libero a Miami che mangia molti pasticcini di guayaba.