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Parte XV: L'importanza di essere un bugiardo (1)
Cubadebate, 21 ottobre 2009
Pasticcini di Guayaba
Luis Posada Carriles è un genuino VIP che gode di cortesie e di
privilegi unici che vengono concessi a dignitari e celebrità. Ma è anche un
terrorista internazionale confesso e dovutamente certificato.
Posada ha iniziato la sua lunga carriera con precoci azioni contro la
Rivoluzione cubana, compreso il fiasco della Baia dei Porci e per molti anni
è stato l’uomo della CIA nella polizia politica del Venezuela dove è
diventato il leader di alcuni bene noti torturatori.
E’ stato ricercato dall'Interpol da quando è fuggito da un carcere
venezuelano nel 1985 - Hugo Chávez era ancora un giovane sconosciuto -
mentre lo processavano per aver pianificato e organizzato la prima
distruzione di un aereo civile in pieno volo e l'assassinio a sangue freddo
di 73 esseri umani.
E’ apparso immediatamente in America Centrale come figura principale
nello scandalo Iran-Contras, essendo stato citato varie volte durante
l'indagine del Senato degli Stati Uniti e nel diario di Oliver North.
Ha pubblicato la sua autobiografia - un bestseller a Miami - ed è
comparso molte volte sui mezzi di comunicazione locali e nordamericani.
Per due volte è comparso nella prima pagina del New York Times, in
numeri consecutivi, mentre descriveva la sua responsabilità nella campagna
di attentati con bombe a Cuba negli anni ’90.
Giudicato colpevole da un tribunale panamense di crimini relativi a un
tentativo di attentato con bombe nell'Università con l'obiettivo di
assassinare Fidel Castro e centinaia di studenti e professori, è stato
amnistiato in modo illegale dalla Presidentessa del Panama, il giorno prima
della scadenza del suo mandato e dopo aver ricevuto emissari speciali
inviati di corsa da George W. Bush.
Di nuovo è tornato a "nascondersi" in qualche posto dall'America
Centrale, ma ha mantenuto costante comunicazione con i suoi soci della
Fondazione Nazionale Cubano-Americana e con altri gruppi terroristici e ha
raccolto denaro in frequenti e ben reclamizzati eventi a tale scopo.
Sì, è stata una lunga carriera di infamia, sempre a nome degli interessi e
degli obiettivi degli Stati Uniti, come ha proclamato orgogliosamente il suo
avvocato di Miami.
Se diamo fede alle sue parole, durante tutto questo periodo Posada ha visitato
gli Stati Uniti in varie occasioni, anche se è passato in incognito. Un giorno
ha deciso di stabilirsi lì per sempre. Dopo tutto, la sua famiglia ha risieduto
a Miami per decenni.
E allora è ritornato a casa.
Posada Carriles è entrato in Florida nel marzo 2005, clandestinamente, senza
visto nordamericano, come milioni di latini tentano di fare più volte
infruttuosamente. Ma non è stato arrestato, e ancor meno espulso. La storia di
come ha fatto, sull’imbarcazione Santrina con l'aiuto della sua rete
terroristica radicata negli Stati Uniti, è stata descritta dal quotidiano "Por
Esto" dello Yucatan, in una cronaca ampiamente diffusa in tutto il continente.
Tutti erano a conoscenza di questo, eccetto l'Amministrazione Bush, che ha
insistito per due mesi a dire che non sapeva niente sul suo recapito, fino a
quando Posada ha convocato una conferenza stampa in maggio per annunciare la sua
disposizione a continuare a fare da Miami la sua guerra totale contro la
Rivoluzione cubana.
Non avendo altra scelta, l'Amministrazione Bush ha arrestato Posada e lo ha
condotto a un centro di immigrazione a El Paso, dove avevano predisposto per lui
un’area VIP, completamente separata della popolazione generale, con cibo
speciale e servizi di qualunque tipo, perfino con la possibilità di riunirsi con
amici e giornalisti. L'unico lamento di Posada: il protocollo nordamericano non
ha potuto fornirgli pasticcini di guayaba cubani.
Secondo documenti ufficiali presentati dal Governo degli Stati Uniti ai
tribunali di immigrazione, Washington ha dispiegato ardui sforzi diplomatici per
cercare di convincere altri paesi affinché offrissero ospitalità e protezione a
Posada. I diplomatici nordamericani hanno contattato governi in America Centrale
e nell’America del Sud, e perfino in Europa, chiedendo loro di ricevere il tanto
famoso VIP. Senza eccezione, la risposta è sempre stata: No, grazie.
Per ironia, Washington deve ancora rispondere alla nota diplomatica presentata
dal Venezuela il 15 giugno 2005 per il suo arresto e la sua susseguente
estradizione a Caracas, in conformità al Trattato di Estradizione esistente tra
i due paesi.
L'Amministrazione Bush, e finora il suo successore, hanno optato per accusarlo
di essere un bugiardo e di entrare in un contenzioso deliberatamente confuso con
il sig. Posada, accusato di non essere stato sincero con i funzionari
dell’immigrazione sulla sua entrata nel paese. Come risultato, un tribunale
amministrativo ha inviato a Posada a casa affinché possa continuare comodamente
a richiedere la sua ammissione formale ad alcune autorità, che hanno mostrato
una pazienza e una comprensione senza parallelo.
Quanti poveri latinoamericani clandestini hanno avuto questa opportunità? Quanti
di loro, nel frattempo, sono stati liberati ed è stato loro permesso di andare
via senza essere disturbati e di fare quello di cui avevano voglia?
E Posada non si lamenta più. È un uomo libero a Miami che mangia molti
pasticcini di guayaba.
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