Parte XII: I ciliegi in fiore
Cubadebate, 7 ottobre 2009
Attrarre il turismo straniero era allora – alla metà e alla fine degli anni ’90
- una delle poche possibilità per ottenere le tanto necessarie entrate in valuta.
Sapendo questo, Washington ha rafforzato le sue sanzioni e le sue minacce contro
le aziende straniere che investivano o che commerciavano con Cuba. Allo stesso
tempo, la cosiddetta Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) e altri gruppi
terroristici hanno dichiarato apertamente "nemici" i turisti e hanno
giustificato gli attacchi violenti contro di loro.
Mentre un gran numero di turisti approdava a Cuba, una serie di bombe è esplosa
o è stata trovata nei nostri hotel e stabilimenti balneari nel 1997 e nel 1998.
Da aprile a settembre del 1997 tali attacchi hanno avuto la città di La Habana
come loro principale obiettivo. Come risultato sono state ferite quattro persone
il 12 luglio nell’esplosione di bombe all’Hotel Nazionale e all’Hotel Capri. Il
4 settembre si sono verificate esplosioni quasi simultanee negli Hotel
Copacabana, Chateau e Tritón e in un ristorante di La Habana. Al Copacabana,
Fabio Di Celmo, un turista italiano di 22 anni, è stato assassinato.
L’11 agosto 1997 nel mezzo di questa campagna terroristica la FNCA ha fatto
pubblica una dichiarazione descrivendola come "incidenti di ribellione interna
che si sono verificati a Cuba nelle ultime settimane" e manifestando che "la
Fondazione Nazionale Cubano-Americana li appoggia senza tentennamenti e senza
riserve".
Non c'era niente di "interno" e molto meno di "ribellione". Alcuni mercenari
centroamericani arrestati a La Habana hanno ammesso che stavano agendo sotto le
istruzioni di Luis Posada Carriles, un criminale latitante che era fuggito da un
processo per pianificare e organizzare la prima distruzione in pieno volo di un
aeroplano civile nel 1976 e che in questo preciso momento gode di totale
impunità a Miami. Il 12 luglio 1998 in un'intervista nella prima pagina del New
York Times, Posada Carriles ha ammesso la sua totale responsabilità nei nuovi
atti terroristici, ha riconosciuto di essere stato finanziato dalla FNCA e in
modo cinico ha fatto riferimento a Fabio Di Celmo come una persona "che stava
nel posto sbagliato nel momento sbagliato" e la cui morte non lo turbava,
affermando che lui, Posada, poteva "dormire come un bambino". Ha ripetuto parole
simili davanti alle telecamere in un programma trasmesso in tutti gli Stati
Uniti.
Tra marzo e aprile 1998 il Dipartimento di Stato e i suoi rappresentanti a La
Habana si sono messi in contatto varie volte con il Governo cubano per
condividere informazioni riservate che loro avevano ottenuto, la più grave di
tutte relativa a possibili attacchi ad aerei civili che volavano verso Cuba.
Abbiamo passato ore a esaminare insieme ciò che i nordamericani avevano
considerato tanto verosimile che ha fatto sì che l'Amministrazione Federale
dell’Aviazione (FAA) ha emesso un avvertimento speciale alle compagnie aeree.
Alla luce di questi positivi scambi, Fidel ha preso un'iniziativa molto
importante. Gabriel García Márquez, un noto amico di Cuba e del leader della
Rivoluzione, avrebbe dovuto viaggiare di lì a poco per partecipare a una
conferenza a Princeton e sperava di incontrarsi con il Presidente Clinton,
lettore e ammiratore, come molti milioni di persone, del Premio Nobel della
Letteratura.
Il 18 aprile, Fidel in persona ha scritto un messaggio a Clinton e lo ha
consegnato allo scrittore colombiano che giunse nella capitale dagli Stati Uniti
il 1° maggio. Ha atteso diversi giorni "nella camera da letto impersonale
dell’hotel di Washington, dove arrivai a scrivere fino a dieci ore al giorno.
Tuttavia, anche se non me lo confessavo, la vera ragione della reclusione era la
custodia del messaggio conservato nella cassetta di sicurezza… mi sono dedicato
a curarlo mentre scrivevo, mentre mangiavo e mentre ricevevo visite nella camera
dell’hotel".
Nell’impossibilità di ricevere personalmente Gabo, il Presidente Clinton dispose
che alcuni dei suoi più stretti collaboratori lo facessero alla Casa Bianca il 6
maggio. Secondo la relazione di Gabo il messaggio di Fidel è stato preso in
conto molto seriamente.
Uno dopo l’altro lo hanno letto con molto interesse. Richard Clarke, alto
funzionario del Consiglio della Sicurezza Nazionale (CSN) ha detto "che
avrebbero fatto immediatamente i passi per un piano congiunto Stati Uniti-Cuba
contro il terrorismo"; James Dobbins, anche lui alto funzionario del CSN, "ha
concluso che si sarebbero messi in comunicazione con la loro ambasciata (sic) a
Cuba per avviare il progetto". Mack McLarty "ha espresso la sua gratitudine per
la grande importanza del messaggio, degno di tutta l'attenzione del suo Governo,
e del quale si sarebbero occupati con urgenza".
Al termine della riunione alla Casa Bianca Mack McLarty ha detto "La Sua
missione era in effetti di grande importanza, e lei l'ha compiuta molto bene".
Sia il messaggio di Fidel come la completa e affascinante descrizione di García
Márquez della sua missione sono state rese pubbliche, senza essere pubblicate,
da Fidel Castro in un discorso pubblico speciale il 20 maggio 2005 ("Una
condotta diversa", www.antiterroristas.cu).
Avendo concluso un compito tanto delicato, Gabo era felice, quasi completamente
felice:
"La mia unica frustrazione durante il tragitto dall’hotel era quella di non
avere scoperto e goduto fino ad allora il miracolo dei ciliegi in fiore di
quella primavera splendida.
Ho avuto appena il tempo di fare la valigia e di prendere l'aereo delle cinque
del pomeriggio. Quello che mi ha portato dal Messico quattordici giorni prima,
ha dovuto ritornare alla sua base con una turbina in avaria, e abbiamo aspettato
quattro ore in aeroporto fino a quando vi è stato fu un altro aereo disponibile.
Quello che ho preso per ritornare in Messico, dopo la riunione alla Casa Bianca,
è rimasto fermo per un'ora e mezza a Washington con i passeggeri a bordo mentre
riparavano il radar.
Prima di atterrare in Messico, cinque ore dopo, ha dovuto sorvolare la città per
quasi due ore a causa di una pista fuori servizio. Da quando ho iniziato a
volare cinquantadue anni fa, non mi era mai successo niente simile. Ma non
poteva essere altrimenti, per un'avventura pacifica che avrà un posto di
privilegio nelle mie memorie".