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Parte X: Un insulto all'umanità
Cubadebate, 18 Settembre 2009

Il 6 marzo 2009 dodici documenti di Amici della Corte (Amicus Briefs) sono stati presentati a sostegno della petizione di revisione del processo dei Cinque. Questo è stato il maggior numero di documenti di quel tipo che abbia mai richiesto alla Corte Suprema di rivedere un caso criminale.
Otto dei documenti sono stati presentati da istituzioni o da persone negli Stati Uniti: l'Associazione Nazionale degli Avvocati Difensori Penalisti; l'Associazione degli Avvocati Difensori Penalisti della Florida, Capitolo di Miami; il Progetto Nazionale dei Giurati; la Corporazione Nazionale degli Avvocati e la Conferenza Nazionale degli Avvocati Neri; l'Istituto William C. Velásquez e l'Associazione Politica Messicano-Americana; la Clinica dei Diritti Civili della Facoltà di Diritto dell'Università Howard; il Centro per la Politica Internazionale e il Consiglio degli Affari Continentali; e un ‘amicus’ presentato dai Professori Nelson P. Valdés, Guillermo Grenier, Félix Masud-Piloto, José A. Cobas, Lourdes Arguelles, Rubén G. Rumbaut e Louis Pérez, distinti accademici cubano-americani, autori di alcuni dei più importanti libri sull'emigrazione cubana negli Stati Uniti.
Il sostegno di tutto il mondo è stato realmente impressionante:
Un ‘amicus’ è stato presentato da dieci Premi Nobel: José Ramos-Horta (Presidente della Repubblica di Timor Est), Wole Soyinka, Adolfo Pérez Esquivel, Nadine Gordimer, Rigoberta Menchú, José Saramago, Zhores Alferov, Dario Fo, Günter Grass e Máiread Corrigan Maguire.
Un altro, da un numero record di legislatori di tutti gli angoli del mondo: è stato sottoscritto in pieno dal Senato del Messico e dall'Assemblea Nazionale del Panama, in entrambi i casi essendo stato discusso e deciso all'unanimità. Anche per Mary Robinson, ex-Presidentessa dell'Irlanda ed ex-Alta Commissaria per i Diritti Umani delle Nazioni Unite; da decine di componenti di tutti i gruppi politici del Parlamento Europeo, compresi tre attuali Vicepresidenti e due ex-Presidenti e da centinaia di parlamentari di Brasile, Belgio, Cile, Germania, Irlanda, Giappone, Messico, Scozia e del Regno Unito.
Questo documento aggiungeva appelli simili di altri Premi Nobel, l'Arcivescovo Desmond Tutu e Harol Pinter, e del Consiglio delle Chiese dell'America Latina, della Conferenza Permanente dei Partiti Politici dell'America Latina e dei Caraibi, del Parlamento Latinoamericano, come pure degli altri organismi legislativi regionali, e le risoluzioni specifiche di sostegno approvate dai parlamenti nazionali di Namibia, Mali, Russia, Messico, Brasile, Bolivia, Venezuela, Perù, Irlanda, Svizzera e Belgio, tra molti altri.
Due documenti separati sono stati presentati da un ampio ventaglio di organizzazioni di avvocati e di personalità:
Uno è stato presentato dalla Federazione Ibero-Americana dell'Ombudsman, dall'Ordine di Avvocati del Brasile (con 700'000 iscritti), dall’Associazione degli avvocati del Belgio, dall'Associazione degli Avvocati di Berlino e da altre associazioni tedesche, dalla Federazione Internazionale dei Diritti Umani e da un gruppo di organizzazioni religiose, legali e dei diritti umani, professori di diritto e avvocati di Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Germania, Giappone, Messico, Panama, Portogallo, Spagna e Regno Unito. Tra le personalità che hanno firmato vi sono Federico Mayor Zaragoza, ex Direttore Generale dell'UNESCO e il Giudice Juan Guzmán Tapia del Cile.
L'altro ‘amicus’ è stato presentato dall'Associazione Internazionale degli Avvocati Democratici; dall'Associazione Americana dei Giuristi, dall'Associazione degli Avvocati dell'India, da Droit Solidarité, dalla Società Haldane e da altre organizzazioni legali di Italia, Giappone, Filippine, Portogallo e Belgio.
Un gruppo di avvocati nordamericani si è offerto volontario per preparare questi documenti (come richiede la legge) consultando e in coordinazione con le molte persone coinvolte e presentando i documenti in tempo e con il dovuto rispetto dei parametri tecnici e di altro tipo che la Corte ha stabilito. Ogni individuo o istituzione che presentava un ‘amicus’ doveva identificarsi con dati specifici, firmare personalmente e pagare. In conformità con la Regola 37.6 della Corte "nessuno degli avvocati di nessuna delle parti ha redatto questo documento né totalmente né parzialmente. Nessun avvocato o ente, non essendo gli amici della corte o i loro avvocati, ha realizzato un contributo monetaria alcuno con l'intenzione di finanziare l'elaborazione o la presentazione di questo documento".
E’ stato un immenso lavoro per il quale molte persone meritano riconoscenza. Tutti i documenti, insieme a una lista completa degli amici della corte si possono trovare nel blog SCOTUS (www.scotusblog.com) e in www.antiterroristas.cu
Non sapremo mai che fu quello che i magistrati o i loro assistenti hanno pensato, se è quello che hanno fatto, riguardo questi documenti. Nessuno sa se almeno gli hanno dato un'occhiata. Gli amici della corte non hanno ricevuto alcuna risposta né un commento, neanche una ricevuta di ritorno di un assistente.
Neanche nessuno neppure come si sono pronunciati i magistrati riguardo al sollecito di revisione. Abbiamo saputo il 14 giugno che la petizione dei Cinque era stata respinta insieme ad altre petizioni che la Corte aveva deciso di non ascoltare.
Un famoso poeta messicano una volta ha definito l'atteggiamento imperiale degli Stati Uniti con la combinazione di due parole: arroganza e ignoranza. Sembra che la Corte sia la suprema personificazione di entrambe.