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Conferenze "La Nazione e l’Emigrazione"

Su proposta di Cuba, la Prima Conferenza "La Nazione e l’Emigrazione" è stata effettuata a Ciudad de La Habana dal 22 al 24 aprile 1994, con l’obiettivo di individuare il modo di regolamentare le relazioni dell’isola con i cubani residenti all’estero che mantengono un’identità nazionale, senza aver compiuto azioni contro la Rivoluzione.
Effettuata prevalentemente a porte chiuse, ha contato 225 partecipanti di 30 paesi (il 70 % circa proveniente dagli Stati Uniti), tra questi Canada, Spagna, Messico, Venezuela, Puerto Rico, Costa Rica, Uruguay, Brasile, Angola, Zimbawe, Giordania, Australia, Germania e Romania.
L’allora Ministro degli Esteri cubano, Roberto Robaina, ha informato i partecipanti sulle misure adottate dal suo Governo per dare continuità a questi contatti: la creazione di una nuova struttura istituzionale, avente a carico i problemi migratori, con il fine di coordinare e armonizzare i diversi punti, l’autorizzazione ai discendenti di emigrati affinché possano frequentare corsi universitari a Cuba, in particolare quelli scientifici (tecnici, naturalistici, medici), nel cui campo quest’isola ha raggiunto un notevole grado di sviluppo, o come la nascita di una rivista dedicata ad affrontare i temi legati all’emigrazione.
Inoltre sono stati eliminate le procedure di attesa di cinque anni affinché l’emigrante legale cubano potesse ritornare all’isola.
La Seconda Conferenza "La Nazione e l’Emigrazione" è stata pure effettuata nella capitale cubana dal 3 al 6 novembre 1995, questa volta però con la partecipazione di 357 emigrati residenti in 36 paesi.
Durante questa riunione è stata ampliata la possibilità ai cubani residenti all’estero non solo di poter frequentare corsi universitari a Cuba, aspetto già concordato nella Prima Conferenza, ma che possano anche partecipare alle discipline post-laurea nei modi, centri e tipi di corso stabiliti dal Ministero cubano dell’Educazione Superiore o da altri organismi affini.
Allo stesso modo, è stato adottato un nuovo concetto migratorio: la Valenza di Viaggio, mediante la quale i cubani residenti in altri paesi potranno recarsi liberamente a Cuba tutte le volte che lo desiderino senza richiedere il permesso di entrata, solo con l’ausilio di un documento della validità di due anni e con la possibilità di prorogarlo senza limitazione alcuna, quante volte lo ritengano necessario.
Quello finora chiamato Permesso d’Entrata verrà mantenuto come alternativa, per quelli che non richiedano la nuova variante o per quelli a cui, anche se l’hanno richiesta, non è stata concessa.
Questi incontri riprendono le conversazioni avvenute nei giorni 20 e 21 novembre e 8 dicembre 1978 a La Habana tra i rappresentanti della comunità cubana all’estero e quelli del Governo di Cuba, su iniziativa del Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri,
Fidel Castro.
In questa circostanza il Governo cubano ha annunciato che avrebbe proceduto alla scarcerazione mediante indulto di 3.000 reclusi condannati per crimini commessi contro la sicurezza dello Stato o l’integrità del paese e di 600 reclusi condannati per violazione delle disposizioni legali sull’emigrazione, i quali erano stati pure autorizzati a recarsi negli Stati Uniti insieme ai familiari più stretti.
E’ stato precisato che sarebbero rimasti esclusi da questo beneficio solamente le persone responsabili di gravi crimini nel periodo della tirannia di
Fulgencio Batista o elementi affini ai gruppi terroristi.
Allo stesso modo, è stata autorizzata la partenza dal paese di numerose persone che erano in libertà, ma che erano state detenute per delitti contro la Sicurezza dello Stato.
Da parte loro, i rappresentanti della comunità cubana all’estero si sono impegnati a realizzare le pratiche necessarie per ottenere il visto di entrata negli Stati Uniti per gli ex-detenuti e per i familiari che desiderino partire.
Il Governo di La Habana ha annunciato anche l’adozione di misure per contribuire ai contatti e alla riunificazione delle famiglie, assieme all’autorizzazione di uscita permanente verso gli Stati Uniti o altri paesi, per ragioni umanitarie giustificate, di quelle persone che abbiano un legame familiare diretto con cittadini o persone di origine cubana residenti in dette nazioni. Allo stesso tempo è stata permessa la visita a Cuba ai cubani residenti all’estero (a partire dal 1979).
Diversi rappresentanti della Comunità Cubana all’Estero hanno richiesto, a loro volta, la creazione di un Istituto dello Stato affinché attendesse a questioni di loro interesse, come il diritto al rimpatrio, la concessione di borse di studio a giovani cubani e la partecipazione dei bambini ai campeggi dei pionieri, il reciproco scambio di artisti, intellettuali e professionisti, tra le altre petizioni.
L’8 dicembre di quello stesso anno entrambe le parti sono tornate a riunirsi allo scopo di esaminare i risultati dell’incontro precedente e di formalizzare gli accordi stipulati.