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Matrimoni Tra i fattori che determinano la formazione e l’evoluzione della famiglia cubana, la nuzialità occupa il terzo posto, preceduta dalla contraccezione e dagli aborti. Il numero di donne sposate o conviventi, l’età al momento del primo matrimonio o unione, il periodo in cui non ci si espone ai rischi di una gravidanza in seguito alla rottura della coppia, e il celibato o il nubilato, sono allo stesso modo elementi importanti nei cambiamenti che si sono manifestati nel comportamento riproduttivo a Cuba. Negli anni ’80 e nei primi anni ’90, il numero dei matrimoni si è mantenuto a livelli relativamente alti, nonostante abbia seguito un andamento irregolare. Per esempio, nel 1991 e nel 1992 questo tasso ha raggiunto una quota massima rispettivamente di 15.1 e 17.1 matrimoni ogni mille abitanti, sebbene tale incremento venne considerato estraneo alla dinamica demografica, semmai vincolato a fattori socio-economici congiunturali dell’epoca. Il tasso di nuzialità (per mille abitanti) è stato di 5.9 nel 1996, di 5.5 nel 1997 e di 5.8 nel 1998. In questo senso, le coppie cubane hanno assunto altre abitudini per la procreazione: la libera unione, di fatto, convivenza o consensuale, quest’ultima basata sul reciproco consenso. Il tipo di vincolo non è nuovo sull’isola, dato che le sue radici storiche risalgono al secolo XIX, ed è accettato da buona parte della popolazione. Il concubinato è sorto all’interno dei gruppi sociali meno protetti, specialmente nelle zone rurali, come è accaduto in altri paesi latinoamericani e caraibici e, in generale, è una pratica piuttosto diffusa nel mondo. A Cuba l’unione consensuale ha mantenuto livelli alti, soprattutto tra le donne più giovani, e sul finire degli anni ’80 il 28 % delle donne con meno di 30 anni mantenevano questo tipo di unione, mentre le donne sposate rappresentavano solo il 23 % della popolazione. Le adolescenti (minori di 20 anni) registravano un indice ancora più alto con un 21 %, di fronte al 7 % delle relazioni rese formali. Considerando la totalità delle donne in età riproduttiva (15-49 anni), il matrimonio mantiene il predominio (35 %) rispetto alle unioni non legali (28 %). Tuttavia, è innegabile che la consensualità ha guadagnato terreno negli ultimi anni. Da un’inchiesta realizzata nel 1987 è risultato che per cinque donne sposate ne esistevano almeno quattro liberamente unite. L’età al primo matrimonio o unione ha altresì sperimentato un progressivo ringiovanimento, in quanto è passata da 19.5 anni nel 1970 a 18.4 anni nel 1987, sebbene il gruppo di donne compreso tra i 20 e i 24 anni in seguito sarebbe diventato il più numeroso in questo senso. Il livello di scolarizzazione e la condizione lavorativa della donna incidono sul tipo di vincolo coniugale. Tra quelle sposate predomina il livello medio, mentre nel caso delle unioni di fatto la percentuale maggiore corrisponde a quelle che hanno il livello elementare. Ugualmente, il numero delle universitarie sposate è dieci volte superiore a quello delle conviventi, a uguale grado di istruzione. Del totale delle donne in età riproduttiva integrate nell’attività economica, hanno contratto matrimonio il 43 % e un’unione consensuale il 23 %, ossia, due donne su tre economicamente attive hanno una relazione matrimoniale stabile. A loro volta, le lavoratrici risultano essere meno feconde e lo stesso accade con quelle sposate legalmente, mentre le casalinghe e quelle che hanno un’unione consensuale partoriscono di più. In quanto all’indice di nubilato o di celibato, era del 10 % nel 1970 e ha continuato a scendere negli ultimi decenni. A seconda del luogo di residenza, la percentuale minore di nubili si trova nella regione centrale del paese, mentre la maggiore in quella occidentale. Le province orientali presentano il minor tasso di donne sposate e il maggiore di vincoli consensuali. La percentuale minore di unioni libere la si trova a Ciudad de La Habana, capitale del paese. È proprio l’area della capitale quella che ha la più bassa quantità di donne con vincolo matrimoniale di qualche tipo, e dove una donna su cinque ha dichiarato di aver sciolto la propria relazione di coppia. Nel centro dell’isola vi è la percentuale più alta di matrimoni e di libere unioni. |