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Natalità Tra i fattori che a Cuba determinano l’aumento della popolazione, la natalità ha il ruolo più dinamico, malgrado i bassi livelli che quest’indice mostra da diversi anni. Alla fine del 1995 il numero di abitanti nell’isola ha raggiunto i 10.998.532, con una tendenza verso un basso numero di nascite, che sono state di 147.144, ancora meno dell’anno precedente che ne ha contate 147.265, in equilibrio con un sostenuto decremento della mortalità generale e un calo di quella infantile (al di sotto di 10 per ogni mille nati vivi). Nel 1996 il numero è stato di 140.276, con un tasso di natalità di 12.7 ogni mille e nel 1998 si sono avuti 151.080 nati vivi, con un tasso di natalità di 13.6. Nel 1999 sono avvenute 150.675 nascite, con solo 966 morti nel primo anno di vita (104 morti meno dell’anno precedente), con un tasso di mortalità infantile del 6.4 ogni mille nati vivi, il più basso della storia di Cuba. Ancor prima che iniziasse nel 1990 il cosiddetto periodo speciale (misure di adeguamento per affrontare la crisi economica a Cuba), l’incremento annuale della popolazione cubana era dell’1 % (circa 100.000 persone). A partire da quell’anno si è avuta una diminuzione della natalità che, unita a un esodo verso l’esterno, ha fatto diminuire il ritmo di crescita. Però, a margine di questa situazione congiunturale, la cosa certa è che già nella prima metà del ’900, a seguito di una sicura urbanizzazione e modernizzazione sperimentata dal paese, si andava profilando un cambio dei fattori e delle norme sociali verso modelli riproduttivi tendenti alla riduzione del nucleo familiare. Questa tendenza al decremento del tasso di natalità, tuttavia, ha sperimentato un cambio repentino -considerato dai demografi come un episodio incidentale - quando le trasformazioni economiche e sociali operate a partire dal gennaio 1959 hanno prodotto un vero e proprio boom delle nascite. Da allora, e fino al 1963, anno limite di questo processo, il tasso globale di fecondità è aumentato del 27 %, un figlio per donna in più in solo cinque anni. Gli esperti hanno spiegato che questo tipo di euforia demografica, è stato relativamente comune nelle diverse situazioni post-belliche legate a profondi cambiamenti sociali e politici, così come accadde nel cosiddetto "baby boom" di molti paesi europei alla fine delle due Guerre Mondiali. Nell’incremento della natalità durante quegli anni influirono altresì altri aspetti specificamente demografici, tali come: ringiovanimento della fecondità, dato che i parti si registrarono soprattutto tra le donne più giovani (15-19 anni); anticipo dell’età del matrimonio e incremento della nuzialità. Per un altro verso, ha contribuito a questo picco di nascite la restrizione della pratica dell’aborto, così come la scarsa disponibilità di misure anticoncezionali moderne. Occorre chiarire che questo fenomeno è stato in modo predominante di carattere urbano. Tra il 1970 e il 1980 Cuba ha visto nuovamente discendere i suoi livelli di fecondità e di mortalità infantile a meno della metà, fino ad arrivare alle cifre attuali, che situano l’isola sullo stesso piano dei paesi più sviluppati del mondo, con valori bassi in entrambi gli indici. Nel 1998 il tasso di mortalità infantile è stato del 7.1 per ogni mille nati vivi, e quello di fecondità generale di 49.4 (per mille donne da 15 a 49 anni). |