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Provincia di Granma

abitanti 820.256 (dicembre 1995) – superficie 8.372 – densità 97 ab./kmq.
Per la sua estensione è la sesta provincia dell’isola, formata dopo la Divisione Politico-Amministrativa del 1976. Il suo nome è stato dato in ricordo dello yacht Granma, imbarcazione usata dai rivoluzionari cubani per arrivare all’isola nel 1956, e iniziare la lotta armata contro il Governo di Fulgencio Batista.
Una gran parte del suo territorio è in pianura, escluso nella sua parte meridionale, dove si trova la
Sierra Maestra. La costa è bassa a nord di Manzanillo e alta da lì verso sud. La temperatura media annuale fluttua tra i 24 e i 28 °C nella zona piana, e tra i 16 e i 24 °C nella sua parte montuosa.
Le piogge hanno una media tra i 1.000 e i 1.400 mm. nella pianura e tra i 1.400 e i 2.200 nella zona montuosa. Il fiume
Cauto, il più lungo dell’isola, con circa 250 chilometri nella provincia (su un totale di 343 chilometri, e il fiume Bayamo, con 89 chilometri di lunghezza, sono le correnti fluviali più importanti della regione.
E’ una provincia eminentemente agricola, con coltivazioni di canna da zucchero, riso, caffè, cacao, agrumi, tabacco, frutta, tuberi e verdure. Nel ramo industriale, la produzione dello zucchero occupa il primo posto con dieci centrali nel territorio. Vi sono anche diverse fabbriche di attrezzature agricole e automotrici, altre di prodotti alimentari, un impianto di cemento per strade – la prima di fabbricazione cubana – un terminal per l’imbarco di zucchero in grandi quantità, tra le altre installazioni. La pesca occupa pure un posto importante nell’economia di Granma.
Nella provincia si trova il porto di Manzanillo e due porti inferiori: uno a Niquero e l’altro a Pilón, con un grande movimento di importazione ed esportazione di merci.
Si distingue pure per il suo sviluppo nell’allevamento di bestiame, in particolar modo quello delle vacche da latte, del pollame e dei suini.
Granma è suddivisa in tredici municipi: Bartolomé Masó, Buey Arriba, Campechuela, Cauto Cristo, Guisa, Jiguaní, Manzanillo, Media Luna, Niquero, Pilón, Río Cauto, Yara e Bayamo, il capoluogo di provincia.


Bartolomé Masó
abitanti 58.166 (dicembre 1995) – superficie 635 kmq.
Il nome di Bartolomé Masó venne dato alla vecchia centrale dello zucchero Estrada Palma, costruita nella regione nel 1924, da qui l’attuale denominazione di questo municipio della provincia di Granma.
Secondo gli storici, il cambiamento avvenne in risarcimento a Masó, patriota che lottò nelle tre guerre di indipendenza del secolo XIX, la cui candidatura alla presidenza della Repubblica, nelle prime elezioni, venne vietata dal Governo interventista nordamericano, per favorire Estrada Palma (Tomás).
Presenta un profilo abbastanza pianeggiante verso nord-ovest. Verso sud-est si inserisce nei contrafforti occidentali della
Sierra Maestra, dove raggiunge altitudini superiori ai 600 metri sul livello del mare.
Il fiume Yara, che sorge nelle vicinanze del Pico Turquino, è regolato nel territorio del municipio dalla diga di Paso Malo.
La sua economia è basata sulla coltivazione della canna e sulla produzione dello zucchero, elaborata nella centrale che porta lo stesso nome del municipio. Nelle sue terre viene pure coltivato il caffè e viene sviluppato, in minor misura, l’allevamento bovino.

Bayamo
abitanti 200.605 (dicembre 1995) – superficie 917 kmq.
Il territorio che oggi occupa il municipio di Bayamo, è quello della seconda città cubana fondata dal Governatore Diego Velázquez, il 5 novembre 1513.
La popolazione si stabilì in origine nell’insediamento indigeno di Yara, dove venne bruciato vivo il cacicco Hatuey, e successivamente si trasferì sulle rive del
fiume Bayamo, chiamato Bayam dagli indo-cubani che abitavano lì, l’attuale sede della città.
Circondato dalle montagne della Sierra Maestra, in questo municipio nacque Carlos Manuel de Céspedes, e lì è nato anche l’Inno Nazionale di Cuba.
Per i suoi meriti storici, il suo capoluogo municipale, la
città di Bayamo, ha ricevuto il titolo di "Monumento Nazionale".
Il territorio bayamese è solcato, da ovest verso est, dai fiumi Buey, Guajacabo, Bayamo e Cautillo, gli ultimi due affluenti del
fiume Cauto, tutti con i loro bacini superiori nella Sierra Maestra. Verso nord, il suo profilo va dalla pianura a dolcemente ondulato.
Nelle sue terre vengono coltivati la canna da zucchero, tuberi e vegetali. E’, inoltre, un territorio produttore di zucchero e ha un alto sviluppo dell’allevamento bovino.


Buey Arriba
abitanti 32.219 (dicembre 1995) – superficie 454 kmq.
Buey Arriba è uno dei nuovi municipi cubani sorti con la Divisione Politico-Amministrativa del 1976. Questo nome appare nella Nomenclatura Toponomastica e Geografica di Cuba del 1860-1872, per indicare diversi luoghi della zona della pre-cordigliera e del blocco della
Sierra Maestra, a sud della città di Bayamo.
Vicino a Buey Arriba si trovano le miniere di Bueycito, che furono attaccate e prese dalla colonna dell’Esercito Ribelle, diretta dal Comandante Ernesto Che Guevara nel 1957.
Il paese è situato nella parte alta del fiume Buey, dove è in funzione una diga. E’ un municipio prevalentemente montuoso, verso sud si eleva a oltre 500 metri sul livello del mare, a nord è pianeggiante con dolci ondulazioni fino alla Pianura Cauto-Guacanayabo.
Buey Arriba è collegato attraverso una strada con Guisa e con Bayamo.
La sua principale attività economica è la coltivazione e la raccolta del caffè.

Campechuela
abitanti 48.926 (dicembre 1995) – superficie 577 kmq.
Campechuela è stato fondato come municipio il 1° dicembre 1898, mentre la costruzione del capoluogo municipale fu iniziata nel 1825. La sua Giunta venne costituita l’8 agosto 1912.
Questo territorio dell’attuale provincia di Granma è servito da rifugio alle famiglie cubane colpite dalle persecuzioni spagnole nella Guerra dei Dieci Anni (1868-1878).
Verso la costa presenta terreni paludosi, al centro piani e al sud montuosi. Il fiume Tana è approssimativamente il confine municipale tra Campechuela e Media Luna. Questa regione è solcata, inoltre, dalle acque fluviali del Jó e del Guá, tra le altre. Il suo profilo è abbastanza pianeggiante, solamente ondulato verso sud.
E’ un municipio in cui viene coltivata la canna e viene prodotto lo zucchero. Inoltre le sue terre sono adatte alla coltivazione del caffè e dei frutteti e ha un relativo sviluppo dell’allevamento bovino.

Cauto Cristo
abitanti 19.130 (dicembre 1995) – superficie 550 kmq.
Questa denominazione è stata data al luogo dove la Strada Centrale attraversa, per la seconda volta, il
fiume Cauto, il maggiore di Cuba. Questo nome è molto noto nella zona e anche al di fuori di essa, in quanto è un punto importante per i viaggiatori nel tratto di strada Bayamo-Holguín.
Il territorio è attraversato dal fiume Cauto, che attraversa anche il capoluogo municipale. Il suo profilo è pianeggiante e si estende nella parte centrale della grande
Valle del Cauto.
E’ un municipio essenzialmente dedito all’allevamento bovino. Nei suoi terreni vengono coltivati tuberi e verdure.

Guisa
abitanti 54.297 (dicembre 1995) – superficie 596 kmq.
Il nome di Guisa è di provenienza aborigena e appare registrato nella Nomenclatura Toponomastica e Geografica di Cuba del 1860-1872.
Il paese è stato conquistato dalle truppe dell’Esercito di Liberazione, al comando del Generale Maggiore Calixto García Íñiguez, nella Guerra d’Indipendenza del 1895. Nel novembre 1958 questo territorio venne liberato dalla Colonna Uno dell’Esercito Ribelle, al comando di Fidel Castro.
Guisa ha un basso sviluppo della rete viaria. E’ collegato a nord con Bayamo e con Jiguaní, e a sud-ovest con Bartolomé Masó.
I bacini superiori dei fiumi
Bayamo, Guamá e Guisa che nascono nell’estremità meridionale del territorio bagnano le sue fertili valli, in cui viene coltivato il caffè, il tabacco e viene sviluppato l’allevamento bovino, principali fonti economiche del municipio.

Jiguaní
abitanti 58.388 (dicembre 1995) – superficie 645 kmq.
Il municipio granmense di Jiguaní deve la sua fondazione, nel 1701, agli aborigeni che vivevano sui primitivi monti di Bayamo. Questa comunità è cresciuta rapidamente e nel 1740 è stato creato il Municipio, mentre il Re di Spagna concedeva il titolo di "Fedele città di Jiguaní", il 23 giugno 1837.
E’ stato uno dei primi paesi liberati dai mambises che si erano sollevati a La Demajagua, nel 1868, e nell’ottobre di quello stesso anno Donato Mármol stabilì lì il suo quartiere generale, dopo la conquista di Bayamo. Da Jiguaní partì l’allora colonnello Máximo Gómez, alla testa di 150 uomini per arrestare l’avanzamento del generale spagnolo Quiroz, che con una colonna di 6.600 uomini avanzava da Santiago de Cuba per attaccare Bayamo.
Gómez ottenne la vittoria nella località di Pinos de Baire, dove per la prima volta impiegò la carica al machete, come arma di combattimento. Nella Guerra d’Indipendenza del 1895, il Generale Calixto García attaccò il paese, liberandolo.
Il fiume Jiguaní, che sorge dalle montagne calcaree di Baire, attraversa il municipio per unirsi alle acque del Cautillo, affluente del
Cauto.
L’economia municipale si basa sull’allevamento bovino.

Manzanillo
abitanti 134.845 (dicembre 1995) – superficie 498 kmq.
L’attuale municipio granmense di Manzanillo è stato fondato nel 1784 sulle vecchie tenute di Macaca e di Guacanayabo, sotto il nome di Puerto Real. Il Municipio venne costituito nel 1840, separandolo dalla giurisdizione della Capitaneria del Partito di Yara.
E’ stata una zona centro di numerosi attacchi di corsari inglesi, che rubavano il legname prezioso dei suoi frondosi boschi. Secondo l’Ordine Militare 211, del 2 ottobre 1901, i nordamericani gli tolsero i territori di Campechuela e di Niquero. Più tardi ricevette nuovamente la categoria di municipio.
Questo territorio si trova situato tra il
Golfo di Guacanayabo e la Sierra Maestra. Verso la costa presenta alcuni pantani, mentre verso l’interno si osservano grandi pianure. Nel sud si elevano ripide montagne con profonde e fertili valli. Di tutte le correnti fluviali di Manzanillo, la più famosa è il fiume Yara, che scorre a nord, e a sud il Jibacoa, per sfociare entrambi nel Golfo di Guacanayabo.
Ha comunicazioni dirette a sud-ovest con Media Luna, a est con Bayamo.
L’economia municipale si basa fondamentalmente sulla coltivazione della canna e sulla produzione dello zucchero. E’ tra i principali territori della provincia di Granma dove avviene la coltivazione del riso. Ha impianti per il confezionamento di sigari.
E’ tra i sei municipi di Granma in cui si sviluppa l’allevamento, in particolar modo quello bovino.
Manzanillo ha un porto per pescherecci e industriale, che si trova nella città capoluogo del municipio. Ha anche un impianto per la lievitazione del foraggio e alcune industrie di materiale da costruzione.

Media Luna
abitanti 36.848 (dicembre 1995) – superficie 373 kmq.
Il municipio di Media Luna è nato con la Divisione Politico-Amministrativa del 1976. Il suo nome appare nella Nomenclatura Toponomastica e Geografica di Cuba del 1860-1872 e si riferisce a una piccola insenatura formata dalla foce del fiume Vicana, semicircolare, da cui si pensa sia derivato la sua attuale denominazione. Questa corrente fluviale nasce dalle alture della
Sierra Maestra, a oltre 400 metri sul livello del mare.
Il municipio è pianeggiante nella sua parte sud. Il suo capoluogo municipale è un punto di transito obbligato tra Manzanillo e Pilón.
Il suo sviluppo deriva dall’industria dello zucchero. Nel presente, Media Luna continua a essere un territorio con un’economia basata sull’agricoltura della canna e sulla produzione dello zucchero. Ha anche estese aree a frutteti.

Niquero
abitanti 40.733 (dicembre 1995) – superficie 582 kmq.
Il municipio di Niquero è uno dei più importanti dei 13 della provincia di Granma. E’ il territorio più a sud di Cuba.
Boscaioli della
Sierra Maestra e pescatori del Golfo di Guacanayabo hanno fondato, dopo il 1571, un villaggio rustico che venne chiamato Niqüero, in quanto lì vivevano molte nigua (insetti simili alle pulci). Successivamente il nome venne trasformato in Niquero. Il Governo Militare nordamericano creò il municipio nel 1899 e lo soppresse nel 1901, annettendolo a Manzanillo, fino a quando nel 1916 gli venne nuovamente data la sua autonomia municipale.
Nelle vicinanze del paese si sollevò in armi Pedro de Céspedes, nello stesso momento che lo faceva suo fratello, Carlos Manuel de Céspedes, a La Demajagua.
Alle sue coste, il 2 dicembre 1956 arrivò l’imbarcazione Granma, con 82 uomini capeggiati dal Comandante Fidel Castro Ruz, per iniziare la lotta armata contro la dittatura di Fulgencio Batista. Vicino al paese di Alegría de Pío, verso est, avvenne il primo combattimento tra le forze del nascente Esercito Ribelle e i soldati di Batista.
Niquero termina a Cabo Cruz, all’estremo sud-ovest dell’isola, dove vi sono come a
Punta de Maisí, grandi terrazze marine, scolpite dal mare.
E’ un territorio con vaste estensioni coltivate a canna e con produzione di zucchero. Altri due aspetti economici sono i frutteti, i tuberi e le verdure. Ha un piccolo porto, fondamentalmente per l’esportazione dello zucchero.

Pilón
abitanti 30.633 (dicembre 1995) – superficie 462 kmq.
Pilón è un municipio della provincia di Granma, sorto con la Divisione Politico-Amministrativa del 1976. La sua denominazione appare nella Nomenclatura Toponomastica e Geografica di Cuba del 1860-1872, ed è popolarmente molto nota. Tra i significati del suo nome, ve ne è uno in relativo al tipo di economia caratteristico della zona: il pan di zucchero conico.
Sembra che lì sia esistita una produzione artigianale dello zucchero, che poi venne ampliata con la costruzione della centrale dello zucchero, costruita nella zona dall’anno 1900 al 1904.
I contadini di Pilón aiutarono gli uomini del Granma a riunirsi e a salire sulla
Sierra Maestra.
La parte nord del territorio è ondulata e montuosa, a sud presenta valli dove scorrono impetuosi ruscelli verso il mare. Le sue spiagge sono di sabbia scura, per l’erosione del tufo o delle ceneri vulcaniche della Sierra Maestra, che si innalza a nord di questa zona orientale.
I suoi principali aspetti economici sono la coltivazione della canna e la produzione di zucchero. Ha pure frutteti e si inizia a raccogliere con successo l’uva. Nel municipio viene anche sviluppata la pesca. Vi è un piccolo porto per esportare, fondamentalmente, i carichi di zucchero e in cui vengono realizzati lavori di cabotaggio.
Negli ultimi anni, con la costruzione della strada a sud della Sierra Maestra, che collega Pilón con Santiago de Cuba e con l’Hotel Marea del Portillo, nell’insenatura che porta lo stesso nome, questa zona cubana è diventata meta del turismo internazionale.

Río Cauto
abitanti 45.789 (dicembre 1995) – superficie 1.600 kmq.
Questo municipio granmense porta il nome della corrente fluviale più estesa di Cuba: il
fiume Cauto. In questa regione è stata costruita una centrale dello zucchero nel 1912, come risultato dell’espansione della richiesta di zucchero a causa della Prima Guerra Mondiale.
E’ un territorio pianeggiante dove si sviluppa il bacino del Cauto, che scorre da est verso ovest, per formare un
delta basso e pantanoso. Lì si trova, a nord, la Ensenada de Birama, e più a sud, le punte di Julia e di Buey, tra gli altri aspetti geografici.
Il municipio è uno dei maggiori a coltivazione di canna della provincia di Granma e di produzione dello zucchero. Vi sono pure piantagioni di riso.
La
Valle del Cauto ha una vasta area agricola meccanizzata e con risorse idrauliche, che ha permesso uno sviluppo accelerato della produzione di riso. Allo stesso modo, figura tra i territori con qualche attività di allevamento.

Yara
abitanti 59.386 (dicembre 1995) – superficie 575 kmq.
Il municipio di Yara ha un nome che proviene da una voce aborigena. Si dice che questa parola derivi da una sostanza chiamata "yare", estratta dalla yucca, usata per condire le vivande degli antichi abitanti di Cuba in questa zona. E’ stata capitale del caciccato indio di Macaca, e in questa zona venne bruciato vivo il cacicco Hatuey.
Le sue terre godono godevano di una grande fama nei primi anni della colonizzazione spagnola, per l’eccellente qualità del tabacco raccolto in esse. Nella valle inferiore del fiume Yara, nella fattoria La Demajagua, Carlos Manuel de Céspedes liberò i suoi schiavi, quando nel 1868 iniziò la prima Guerra di Indipendenza contro il dominio spagnolo.
Il territorio è pianeggiante ed è solcato, da est verso ovest, dal fiume Buey, che nasce nelle vicinanze del
Pico Turquino.
La sua attuale economia è basata sulla coltivazione della canna da zucchero, del riso, dei tuberi, delle verdure e sulla produzione di zucchero.