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Discorsi
di Fidel Castro
Discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica di Cuba Fidel Castro Ruz,
nella cerimonia nazionale di consegna del diploma di istruttori d’arte, nella
Ciudad Deportiva, il 28 ottobre 2005. Il primo corso ha preso l’impegno di lavorare come istruttori per cinque anni, il secondo per sette. Adesso c’è anche la radio e la televisione, che non sono nordamericane, non appartengono al governo che a Cuba vuole presiedere la cosiddetta "transizione democratica". Immaginatevi, che ha programmato una transizione al passato. La cosa curiosa è che il primo punto del piano del mentecatto –come ho detto ieri sera– nominato dall’illustrissimo Presidente degli Stati Uniti quale Presidente della Commissione di transizione a Cuba, è quello di farlo viaggiare subito in Europa, dai seguaci europei dell’impero e dai non pochi mercenari, per chiedere aiuto per la transizione. L’Europa, la corrotta Europa, che dovrebbe venire ad aiutarli. Lo diciamo anche noi: venga pure la corrotta Europa, vediamo cosa fa. Già una volta ci ha insultato, ci ha offeso, con la pretesa di sottrarci un aiuto umanitario che non ci aveva mai dato: era più quanto rubava con l’interscambio disuguale e più quanto guadagnava vendendoci prodotti finiti e comprando materie prime. Basta vedere gli altissimi prezzi di vendita di qualsiasi cosa per sostenere le loro altissime entrate, comprando a buon mercato materie prime come nichel, tabacco non elaborato, non sigari, oppure nichel per produrre acciaio inossidabile, eccetera. Calcolavo il profitto dell’Europa rispetto a Cuba – di questo ho parlato lì a Santiago, il 26 luglio, in occasione del cinquantesimo anniversario – e sono più di 200 i milioni che noi davamo loro, generosi donatori, mentre loro ci davano tre o quattro milioni che spendevano negli hotel a cinque stelle. Li abbiamo avvertiti: "Non abbiamo bisogno di questa miseria" e siccome continuavano ad offenderci, il popolo sfilò davanti a due delle loro ambasciate, più di 500.000 cittadini in entrambi i casi, e c’erano, lo sappiano, altre persone per un terzo corteo simultaneo. E quando sono venuti, gli abbiamo detto: "Non desideriamo nessun aiuto umanitario", al contrario, siamo noi che possiamo darvelo poiché avete meno medici per abitante di noi e lì vive gente che è cieca perché non può pagarsi un’operazione agli occhi e voi non possedete né il capitale umano e nemmeno potete inviare un contingente medico in angolo qualsiasi del mondo. L’unica cosa che potete fare è minacciare d’intervenire, minacciare di bombardarlo e proprio lì, in Europa, va il mentecatto yankee a chiedere aiuto. Cosa può l’Europa contro di noi? Niente. Fortunatamente esiste un paese che può dirlo. Non ha bisogno dell’impero yankee, non ha bisogno dell’Europa. Ci troviamo in un mondo che sta cambiando e siamo una Rivoluzione fortissima ed un popolo formidabile che sa lottare contro gli avversari e che sa lottare contro i propri errori e contro le proprie debolezze (Applausi). Che continuino pure con le sciocchezze e l’arte mercenaria. Nessuno potrà venire nel nostro paese a trasformare l’arte in merce; di sicuro ci proveranno a rubare, in non poche occasioni, talenti ed artisti (Applauso). Sarete voi i professori, insieme agli altri giovani che si stanno formando, gli artisti seminatori e forgiatori di coscienze, di modo che non saltino fuori degli indolenti o degli incoscienti che si dimentichino che ai bambini viene insegnata l’arte da quando hanno cinque, sei, sette anni, frequentando gratuitamente tutti i centri artistici, tutti i centri d’insegnamento, per arrivare ad eccellere come talenti, così come eccellerà in massa l’enorme ricchezza di talenti dell’intero popolo. Bisogna seminare coscienze già molto presto, affinché nessuno si comporti mai con l’ingratitudine di coloro che una volta giunti al vertice artistico, ci fanno arrivare la notizia: " Tizio è fuggito" o "tizia è fuggita". E perché fuggono tizio e tizia, se non per mancanza di coscienza, per mancanza d’amore verso il popolo che li ha formati e gli ha pagato tutto, nel bel mezzo del blocco, del sacrificio, delle minacce? (Applausi). Tradiscono quei lavoratori che tagliarono la canna da zucchero, operarono impianti industriali e lavorano per ore, incessantemente, nell’agricoltura, nell’industria, da qualsiasi parte; in una scuola, insegnando alle elementari, alle medie, in un’università, dappertutto. È chiaro che una rivoluzione è il trionfo della virtù sul vizio, è il trionfo dell’onore sul disonore, è il trionfo dell’integrità morale e patriottica sul mercenarismo ed il vizio, in modo che il massimo che possono fare coloro che non possono creare dei valori su delle basi etiche, è rubare talenti, poiché in molti di questi paesi i valori si formano spontaneamente, a partire dall’iniziativa degli stessi cittadini, non esistono come qui delle scuole d’arte per tutto il popolo; esistono solo per i ricchi ed i ricchissimi. Nel nostro paese sono per tutto il popolo, senza eccezione né esclusione alcune (Applausi). Parliamo proprio dei maestri, di quelli che educano, di quelli che creano per tutto il popolo, e di quelli che ci rubano e ci vogliono rubare artisti e atleti, o cervelli in qualsiasi campo della scienza; come in tutti gli altri casi, volevano lasciarci anche senza medici, dei 6000 che avevamo, non tutti ben preparati, se ne portarono via 3000, la metà. Con ciò non hanno potuto impedire che oggi ce ne siano 70 000; oltre 25 000, secondo un calcolo che devo verificare esattamente, stanno studiando medicina; ogni anno iniziano gli studi di medicina 7 000 giovani; oltre 12 000 studiano nella Scuola Latinoamericana di Medicina; 20 000 latinoamericani, fondamentalmente dei paesi più poveri, cominceranno a farlo nel primo trimestre del prossimo anno. Così dovranno guardare con rispetto il paese che volevano lasciare senza medici, vedranno un’intera nazione trasformata in un’università con molte discipline, ma specialmente questa tanto umana, portatrice di salute e salvatrice di vite, che è la medicina. Il castigo lo decretò già la storia, lo decretarono i crimini che commisero contro di noi. Vedranno 100 000 studenti di questa disciplina, perché aiuteremo a formare medici per il mondo, mentre loro non hanno medici da inviare da nessuna parte (Applauso). Dal mercenarismo non esce un medico internazionalista; dal mercenarismo non esce un membro del valoroso e glorioso contingente, specializzato in calamità naturali, epidemie e gravi malattie come l’AIDS, che oggi colpiscono intere nazioni, quasi eliminandole, ed interi continenti; e già non possono impedire che lo realizziamo, perché per ognuno dei medici che c’erano qui, di quelli che si sono portati via, circa 3000, in questo momento ce ne sono otto volte tanti che compiono missioni internazionaliste o aiutano popolazioni in momenti d’immenso dolore. Se ne sono portati via prima 3000 e poi altri già laureati; però non hanno potuto impedire che in questo momento ci siano circa 25 000 medici di nuovo tipo, prestando il loro servizio nel Terzo Mondo. E qui nella nostra stessa patria, quasi 50 000. Quindici, sedici o diciassette volte di più, e distribuiti in tutti i comuni del paese, in qualsiasi angolo della patria, da Sandino, dal Capo San Antonio, fino a Maisì, a Baracoa, nelle montagne e nelle pianure. Sappiamo molto bene che il nostro sistema non è perfetto, però nessun paese ha mai avuto tanti medici e così vicini alla popolazione come il nostro. Nessun paese ha mai avuto quello che noi stiamo ottenendo: una rete di poliambulatorii, cioè di servizi primari, non solo a tutela della salute, ma anche dei centri di riabilitazione presenti in ognuno di questi poliambulatorii, che dispongono d’attrezzature mai possedute, assolutamente nuove, standardizzate, che hanno assicurate la manutenzione e la riparazione necessarie, il che era impossibile con i 40 o 50 marchi differenti che c’erano fino a poco tempo fa nel nostro paese; questi poliambulatorii si trasformano già in un modello ed in centri di formazione medica. Ci saranno decine, o meglio, centinaia di centri universitari per la formazione medica. Ciò, naturalmente, non appare con frequenza nei comunicati stampa, e nemmeno alla televisione, né alla radio, che sono zeppi di spazi pubblicitari e menzogne ufficiali. Sono degli svergognati questi governi. Vi ricorderete che domandammo al signor Bush: "Allora, signore, ci dica da dove è entrato negli Stati Uniti Posada Carriles, diteci da dove, in quale nave, da quale porto e chi sono stati i responsabili ed i complici?" Sono passati moltissimi mesi, e non dicono una parola sul tema. Risolvono il problema con il silenzio, non rispondono alla domanda perché ci sono molti alti funzionari del governo statunitensi coinvolti in questo affare dell’autorizzazione d’entrata di Posada Carriles, terrorista, spietato assassino che oggi appoggiano, che oggi proteggono dalla giustizia. Non hanno detto nemmeno una parola, anche se gli abbiamo fatto moltissime domande pubbliche. Quando abbiamo espresso il nostro desiderio di inviare dei medici in aiuto del popolo degli Stati Uniti, abbandonato in Louisiana alla tragedia devastatrice, sono rimasti zitti, e lo abbiamo fatto giustamente per il popolo degli Stati Uniti: fu proprio il popolo a decidere che l’esercito nordamericano si ritirasse dal Vietnam; fu il popolo che decise il ritorno del piccolo Elián nel nostro paese; questo popolo che, più presto che tardi, costringerà l’impero a ritirare le truppe dall’Iraq, dove sono già morti più di 2000 giovani nordamericani, in una guerra spietata ed ingiusta (Applausi). Abbiamo voluto aiutarli nel triste momento in cui i pensionati morivano senza assistenza nelle case di riposo, o morivano negli ospedali, mentre regnava l’anarchia ed il grido egoista del "si salvi chi può". Abbiamo voluto aiutarli. E i nostri medici avrebbero potuto salvare molte vite, ma non hanno nemmeno menzionato che Cuba era stato uno dei paesi che aveva offerto aiuto. Mentre i nostri amici nel popolo degli Stati Uniti si domandavano: "Perché Cuba non offre nessun aiuto?" Totale silenzio ufficiale! Ciò ci costrinse a dire quanto avevamo fatto e che eravamo stati tra i primi ad offrire l’aiuto. E quando un secondo uragano avanzava con una forza terribile, siamo stati tra i primi; siamo stati tra i pochi che, giorni prima dell’uragano, abbiamo offerto il nostro appoggio. Nemmeno questa volta abbiamo ricevuto risposta. Silenzio. Ieri ho spiegato la nota che ci hanno inviato loro poco tempo fa, le parole del responsabile dell’Ufficio di Interessi degli Stati Uniti a Cuba, parole rispettose, parlando della necessità di cooperazione tra il Messico, gli Stati Uniti e Cuba per affrontare gli uragani. Subito sono comparsi i dispacci che annunciavano che Cuba aveva accettato l’aiuto. Ieri ho dimostrato con documenti le parole e i punti esatti della nostra risposta. Adesso questo si sta muovendo. Ma, come al solito, non rispondono alle domande difficili, ancora non hanno potuto dire, per esempio, né hanno provato a dire, né possono dirlo, senza auto-accusarsi, come e da dove è entrato negli Stati Uniti il terrorista più brutale e più ripugnante dell’Emisfero Occidentale. Oggi mantengono in prigione i cinque eroi cubani che hanno lottato contro il terrorismo, cinque patrioti innocenti, contro i quali si sono accanite la mafia e la corruzione del tribunale di Miami e che sono stati condannati all’ergastolo. Non mi pare che l’Europa si stracci le vesti chiedendo la libertà di questi compatrioti, che rimangono in prigione, nonostante il fatto che un tribunale assolutamente legittimo abbia dichiarato negli stessi Stati Uniti che la loro condanna era illegale, ingiusta, che quella condanna non valeva niente; nonostante ciò rimangono incarcerati. Questa è l’infame condotta, la mancanza di morale, la spudoratezza di questo sistema imperiale. Ma Cuba è tanto forte che può guardare in faccia i complici dell’impero in Europa, può sostenerne lo sguardo ed accusarli, dicendogli: Voi Siete degli ipocriti, siete dei corrotti, siete degli immorali, siete degli sfruttatori, avete creato negli ultimi secoli, dopo la cosiddetta scoperta dell’America, la schiavitù moderna. Voi avete creato il colonialismo e lo conservate tutt’oggi. Voi, insieme agli Stati Uniti, avete creato uno scambio disuguale, voi vi rubate la valuta di tutti i paesi mediante il meccanismo di obbligarli a depositare sia le riserve sia il denaro privato, nelle banche dei paesi ricchi, fuggendo dall’inflazione e lì rifugiandosi. Perciò vi dico: Voi siete dei saccheggiatori, siete dei ladri e, tuttavia, non potete disporre a vostro capriccio dei soldi di Cuba. Ma l’insolente dollaro dell’impero, che ha già ricevuto qualche lezione, ancora ci saccheggia in maniera brutale. Ciò raccontavo a Maradona nella prima intervista che ci ha fatto, quando gli abbiamo dimostrato che in un paese bloccato, dove esiste ancora il razionamento e dove molte delle cose sono straordinariamente sovvenzionate, un dollaro insolente, inviato dagli Stati Uniti, si cambia oggi non a 26, ma a 24 pesos, giacché il nostro peso si è rivalutato. Cambiando quindi questo dollaro in pesos, si pagano, per esempio, più di 150 chilowatt d’elettricità. E se il consumo è maggiore si pagano soltanto due dollari per 300 chilowatt. Questo è il potere d’acquisto del dollaro come rimessa dall’estero, ma, quanto deve spendere lo Stato Cubano per ogni chilowatt d’elettricità? Nei migliori dei casi, se i calcoli del costo sono corretti – probabilmente la cifra è maggiore– 36 dollari per la gli stessi chilowatt. Cioè, ne inviano uno ed a noi costa 18 dollari in valuta convertibile; c’inviano due ed a noi ci costa 36 dollari. Cosi fanno con molte altre cose ed in realtà, mentre ci saccheggiano in questa maniera, il nostro popolo spesso ha ricevuto, com’è successo fino poco tempo fa –ma inizia a cambiare– un pezzettino di sapone, razionato, e senza odore, senza alcun profumo, o una confezione di dentifricio razionata, oppure gli assorbenti in quantità insufficiente. Lo sappiamo bene, perché da alcuni mesi si sono date disposizioni all’industria leggera di produrre a sufficienza per incrementare le quantità di sapone, mettendo un po’ di profumo; le quantità di dentifricio; le quantità di assorbenti, in modo che siano sufficienti. Questo piano si sta già realizzando. Inoltre ci sono nuove disposizioni per incrementare sensibilmente queste cifre. Così, il paese sta facendo degli sforzi, ma intanto quanto denaro spende sussidiando il dollaro, moltiplicando il potere d’acquisto del dollaro. Non pretendo spiegare qui tutto, però lo annuncio perché tutti dobbiamo lavorare insieme per sconfiggere questa forma di saccheggio, questa forma di sfruttamento. Non è sufficiente quello che abbiamo fatto, però sappiamo bene quello che c’è da fare, basandoci nel principio della minima opportunità per i parassiti; la minima opportunità per coloro che ricevono quella moneta che ci saccheggia, non importa quale moneta sia, perché il nostro paese ha accumulato sufficiente esperienza per fare le cose per bene ed evitare che si ripetano situazioni come quella descritta. Il nostro paese cammina verso l’invulnerabilità militare e, ascoltatemi bene, verso l’invulnerabilità economica; e quello che stanno facendo queste migliaia di lavoratori sociali, sebbene sia solo una piccola parte quella entrata in azione, è lottare per raggiungere l’obbiettivo dell’invulnerabilità economica, ed il principio più favorevole per coloro che ricevono uno stipendio o una pensione come gli operai nelle fabbriche, i professionisti, i maestri, i medici, i lavoratori di qualsiasi posto. Sì, questi devono ricevere di più. Come Rivoluzione che aspira ad un mondo migliore ed a una società molto più giusta e che oggi possiede l’esperienza per marciare il più rapidamente possibile verso questo destino, dobbiamo cercare che l’essere umano si guadagni la vita con il lavoro, o che riceva dalla società quello che merita per avere lavorato molto tempo, aiutandoci a raggiungere le cose per il cui ottenimento oggi abbiamo percorso solo un terzo del cammino, e che raggiungeremo fra poco, senza smettere però di condividere con altri popoli una parte di quello che abbiamo, in particolare l’esperienza ed il sapere. Avverto che siamo consapevoli delle tante cose che stiamo facendo oggi (Applauso). Sappiamo anche che non saremo più poveri aiutando, né toglieremo niente a nessuno. L’eroica lotta del nostro popolo ha già creato i solchi, arando nel tempo, per seminare i semi di questa società e di questo mondo migliore, del quale formano parte i medici che hanno riempito questo palazzo dello sport, occupato oggi da voi e che domani lo sarà dai lavoratori sociali, che non solo sono coscienti e lottano contro cose assolutamente scorrette, ma che stanno conquistando nel popolo le persone che, senza essere dei lavoratori sociali, coopereranno in questa lotta. Quando in ogni consiglio popolare, in ogni luogo, ciascun cittadino farà ciò che loro stanno facendo oggi ed i membri dei Comitati di Difesa, delle organizzazioni femminili, dei combattenti della Rivoluzione, dei lavoratori, degli studenti, di tutte le organizzazioni di massa, dei membri della gioventù e del Partito residenti nei quartieri, lotteranno contro i malfatti che combattono oggi questi lavoratori sociali, soprattutto contro i nuovi ricchi che non vogliono pagare e i corrotti che si lasciano comprare, sarà ogni volta più difficile che questi possano fare ciò che oggi stanno facendo. Ve lo dico con molta sicurezza. Per esempio, al governo degli Stati Uniti gli possiamo insegnare come si protegge la popolazione in caso di calamità naturale affinché non muoia tanta gente povera. Credo che ora Miami dopo l’uragano sia senza elettricità, senza alimenti, senza niente e ciò che sappiamo è che qui i 100.000 cittadini colpiti dalla penetrazione del mare hanno ripetutamente ricevuto alimenti, acqua potabile, non gli è mancato alcun soccorso ed i lavoratori sociali sono lì facendo l’inventario di tutti i danni cagionati, per cooperare con loro e, nel minor tempo possibile, aiutarli a recuperare ciò che hanno perso. È quello che sappiamo ed è quello che succederà sempre in caso di disastro. A proposito di ciò che dicevo sulla pratica piratesca degli organismi dello Stato, sono forse la radio e la televisione a contrattare gli istruttori d’arte? E’ forse l’Istituto d’Arte ed Industria Cinematografica a farlo? Per caso i teatri dei Poteri Popolari usano questa pratica con alunni o istruttori d’arte per sistemarli a lavorare lì? Chi è che lo fa? Speriamo nessuno. Lì vedo Ernesto, Direttore della televisione, sicuramente lui non commetterà quest’indisciplina, nemmeno i presidenti dei Poteri Popolari, né gli organismi del turismo, né gli organismi dello Stato ruberanno giovani già formati, che programmano o dominano l’informatica, perché ci sono 40 000 studenti d’informatica nei politecnici, quarantamila! e ce ne sono 8 000 nell’Università delle Scienze Informatiche che stanno studiando per diventare disegnatori di programmi informatici. A chi ruba bisogna tagliargli la mano – si fa per dire, no? – tagliare la mano al ladro è dell’epoca della legge del Taglione. Io che ho studiato diritto e non mi ricordo di molte cose, mi ricordo della legge del Taglione che ordinava di tagliare la mano. Comunque, non si tratta di tagliare fisicamente la mano a qualcuno, significa che non deve aspirare a permanere nel suo incarico nemmeno un giorno in più colui che commette una di queste ruberie, e bisognerà stabilire qualche regola a riguardo. È già tempo di evitare che si ripetano quegli errori. In questo momento, Cuba rappresenta già un’ispirazione ed una speranza per molti. La vocazione umanista e di giustizia della Rivoluzione è punto di riferimento per coloro che credono nella possibilità di un mondo migliore di quello della barbarie, della violenza, dell’egoismo e dello spreco a cui ci hanno sottoposto i potenti. In questa battaglia per il futuro dell’umanità ci stimola l’appoggio di numerosi artisti e intellettuali del mondo che difendono con Cuba il diritto al proprio pensiero di fronte al dictak egemonico; la loro fede nell’uomo di fronte all’onnipresenza del mercato. L’ampio movimento generato attorno all’appello "Fermiamo una nuova manovra contro Cuba" (nel 61º periodo di sessioni della Commissione dei Diritti Umani dell’ONU) sottoscritto da oltre 5 500 intellettuali di tutto il mondo; la firma praticamente in massa di una lettera al Procuratore Generale degli Stati Uniti domandando la liberazione dei nostri cinque compatrioti, firmata fino adesso da oltre 5 000 personalità tra cui numerosi premi Nobel, e la creazione in Messico del Tribunale Civile Internazionale "Benito Juárez" per giudicare azioni degli Stati Uniti contro Cuba, con la partecipazione di prestigiosi intellettuali, sono atti della solidarietà che risveglia la causa del nostro popolo tra la gente onesta e di idee di solidarietà e di giustizia. Quando ho detto che i rappresentanti dell’impero zittivano, potevo dire anche che, come si conosce dal documento letto nella Tribuna antimperialista di Cuba alcuni mesi fa e sottoscritto da uno dei più grandi scrittori della storia di questo emisfero: Gabriel García Márquez, in cui lui riferisce i passi fatti da Cuba per poi trasmettere la risposta delle autorità statunitensi relativa all’informazione sul gruppo terrorista, che aveva come figura centrale Posada Carriles, e che pianificato far esplodere aerei in voli su cui viaggiavano anche cittadini statunitensi. Dopo l’ondata di attentati contro gli alberghi a Cuba, che è stata scoperta e paralizzata, si crea per i terroristi una situazione imbarazzante e stavano già pensando a far esplodere aerei di linee regolari che viaggiavano a Cuba, utilizzando lo stesso procedimento applicato prima all’aereo di Cubana: far salire sull’aereo i mercenari affinché lasciassero dentro una bomba che poteva esplodere 50, 60 e anche 90 ore dopo che fosse atterrato e loro avessero ormai abbandonato il paese. Abbiamo comunicato ciò al governo degli Stati Uniti, offrendogli informazione, facendogli sapere l’informazione sui terroristi che i nostri compagni, oggi incarcerati, conseguivano per difendere il nostro popolo. Loro ovviamente non erano gli unici, ma erano parte dei meccanismi d’informazione del nostro paese mediante cui si poteva prevenire tali fatti. Voi sicuramente ricordate quanto è avvenuto. Anche l’FBI ha provveduto a confermare l’informazione, gli sono stati forniti tutti gli elementi di giudizio e dopo pochi giorni, a partire dalle nostre informazioni, hanno seguito le tracce, forse alcune le avevano già, e hanno arrestato i nostri compagni, sottoponendoli all’atroce procedimento che conoscete. Sono isolati, in prigioni diverse e lontane l’una dall’altra, non possono nemmeno parlare fra loro. Hanno vietato loro anche la visita di alcuni dei parenti più stretti. Gli svergognati che si strappano le vesti contro la Rivoluzione che con assoluta giustizia combatte contro i mercenari che appoggiano il terrorismo, il blocco, le vigliacche azioni contro il nostro paese, non dicono nulla su coloro che sono in prigione proprio perché lottavano contro il terrorismo. Non hanno il benché minimo morale, che durante tutta la storia è sempre stato al livello delle loro scarpe, sin dalla nascita delle nazioni industrializzate, sfruttando popoli, sfruttando continenti, sfruttando il mondo. Ma quando raccontavamo l’episodio su García Márquez, abbiamo aspettato invano la risposta dei capi dell’impero, se era vero o meno che il Presidente degli Stati Uniti era stato informato a riguardo. Non hanno detto nemmeno una parola, se avevano ricevuto o meno il rapporto, se l’FBI lo sapeva o meno, se agenti dell’FBI avevano viaggiato a Cuba o meno, quale informazione aveva ricevuto l’FBI, una gran parte della quale proveniva dai compagni che sono là in prigione. I compagni non hanno soltanto difeso il popolo di Cuba; hanno difeso il popolo degli Stati Uniti, i cittadini statunitensi dalle azioni della mafia terrorista di Miami e dagli assassini della banda di Posada Carriles. Nessuno ha ascoltato una parola, non dicono, non parlano, e poi si vantano di avere libertà di stampa e giornalisti senza frontiere. Non è lo stesso giornalisti senza frontiere che giornalisti senza vergogna, senza onore, che si dedicano a diffondere menzogne e vivono delle briciole che gli da dell’impero. Ci sono molti parassiti che vivono del sudore dei lavoratori e dei contadini del mondo, specialmente dei lavoratori e dei contadini del Terzo Mondo, che oggi costituiscono i tre quarti dell’umanità. La straordinaria risposta di numerosi intellettuali del mondo, insieme a personalità politiche e sociali, d’adesione alla convocazione, realizzata appena con qualche giorno d’anticipo, all’Incontro Internazionale contro il Terrorismo, per la Verità e la Giustizia, ci ha confermato il valore delle idee nella lotta contro le menzogne e i crimini dell’impero e il potere di convocazione di Cuba all’unità e la partecipazione alla strategica lotta contro l’ipocrisia, la doppia morale e l’uso della forza da parte del potente vicino del nord. Tutto ciò dimostra l’ammirazione e il rispetto che ispira la straordinaria opera del nostro popolo di fronte alle maggiori minacce, e il frutto del ruolo d’avanguardia che gli intellettuali cubani hanno assunto duranti questi fecondi anni di creazione della Battaglia di Idee. "…la madre dell’onore, l’essenza della libertà, il mantenimento della Repubblica e il rimedio dei vizi, è, soprattutto, la diffusione della cultura", ha detto con profondità e bellezza di José Martí. Gli istruttori d’arte che oggi si diplomano porteranno trasmetteranno nelle loro lezioni la ricchezza storica e culturale della nostra nazione e guideranno i nostri bambini e adolescenti per i cammini di cultura e saggezza che la Rivoluzione ha aperto loro. L’importante opera si aggiungerà agli sforzi di un paese che vive un impressionante momento di creazione in tutte le manifestazioni artistiche. Sarebbe troppo lungo elencare i fatti che avvengono in quest’ambito. Basta segnalare che disponiamo di un sistema d’istruzione artistica senza paragone al mondo. E’ stata realizzata quest’anno la cerimonia di consegna del diploma a 1 091 artisti di livello medio e superiore che hanno compiuto studi nelle scuole d’arte del paese. Un esempio di ciò sono i work shop artistici vocazionali della Scuola Nazionale di Danza classica, a cui partecipano 4 000 bambini e adolescenti, e che sono già al quarto anno, e si continua a perfezionare i programmi docenti dei corsi di danza classica, moderna, di musica e arti plastiche che lì s’impartiscono. Come parte dei programmi della Battaglia di Idee, 1 806 giovani, provenienti dai Corsi di Formazione Integrale per giovani che non lavorano si sono diplomati di recenti come Promotori culturali grazie ai corsi impartiti nei Centri di Formazione per la Cultura delle Direzioni Provinciali di Cultura. Il paese è sede di importanti eventi e festival che un disegno migliore, maggiore partecipazione popolare e intellettuale, hanno contribuito alla divulgazione del meglio della cultura cubana e sono diventati spazi di confronto, dibattiti e presentazioni artistiche, ad esempio: Il festival del Nuovo Cinema Latinoamericano, il Festival Internazionale di Danza classica, il Salone d’Arte contemporaneo, la Giornata Cucalambeana a Las Tunas; il Festival di Cinema Povero a Giara, il Festival Benny moré di Cienfuegos, il Festival dei Carabi a Santiago de Cuba, quest’anno dedicato al Venezuela, le Romerías de mayo e la Festa della Cultura Latinoamericana a Holguín. Gli artisti e intellettuali cubani, riuniti dalla convocazione "In difesa dell’Umanità", sono stati baluardi della battaglia di idee su scala internazionale, concertando azioni, convocando riconosciuti intellettuali del mondo, diffondendo il pensiero progressista e hanno illustrato anche molti combattenti della nostra lotta per la cultura, la libertà e la piena dignità del nostro popolo. Per concludere, carissimi istruttori d’arte, mi piacerebbe ripetere oggi ciò che ho detto un anno fa ai diplomati del primo corso nella Città di Santa Clara: Avanti, coraggiosi paladini della cultura e dell’umanesimo! (Applausi prolungati ed esclamazioni) Un’intera vita di gloria vi attende! Viva la cultura e l’arte! Viva l’umanità! Patria o Morte! Vinceremo! (Ovazione) |