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Pubbilcato da Granma Internacional Digital il 25 settembre 2003
Cuba nel mirino degli Stati Uniti
A questo punto ormai nessuno può dubitare che la nuova
politica estera dellAmministrazione Bush si basa sullinterventismo militare,
senza alcun rispetto nè per le istituzioni internazionali nè per lopinione
pubblica mondiale. Il pretesto della lotta contro il terrorismo si è dimostrato un alibi
perfetto per sostituire quello precedente: la minaccia del comunismo durante la guerra
fredda. Nel passato ce ne sono stati altri, come per esempio la lotta contro il
narcotraffico, che peró non si sono rivelati cosí efficaci. Il silenzio delle Nazioni
Unite dopo linvasione in Iraq, il seguito dellUnione Europea e il ferreo
controllo che mantiene nella maggior parte dei paesi arabi attraverso i regimi fantoccio
garantiscono al Governo nordamericano limpunitá.
Gli Stati Uniti continuano ad inviare palloni-sonda sui loro prossimi obiettivi militari.
Fondamentalmente Siria, Corea del nord, Iran e Cuba. Cosí come ha fatto con lIraq,
la strategia consiste nelliniziare a seminare tra le istituzioni internazionali, i
governi amici e lopinione pubblica internazionale, i semi della complicitá dei
paesi oggetto di un intervento, con il terrorismo internazionale, con definizioni di
dittatura e accuse di violazione dei diritti umani.
Senza alcun dubbio, questa campagna si sta intensificando contro Cuba. Vediamo come.
Lo scorso 30 aprile il governo degli Stati Uniti inserisce ancora una volta Cuba nella
lista dei paesi che sponsorizzano (alimentano) il terrorismo a livello internazionale,
secondo il rapporto annuale
"I Signori del Terrorismo Mondiale", insieme con Iraq, Iran, Siria, Sudan,
Libia, e Corea del nord.
Il rapporto dice testualmente che, anche se Cuba è firmataria di tutte le 12 le
convenzioni e protocolli internazionali contro il terrorismo, e il Sudan lo è di 11,
entrambi i paesi continuano a sostenere le organizzazioni internazionali designate come
terroriste. Grande paradosso, se si ricorda che in quattro occasioni Cuba ha proposto
ufficialmente agli Stati Uniti di firmare un Programma Bilaterale di Lotta contro il
Terrorismo, puntualmente respinto dal suo vicino del nord.
Non dimentichiamo nemmeno le dichiarazioni del vicepresidente Dick Cheney il giorno
dell occupazione di Bagdad, che affermava che laccaduto era un messaggio
chiaro per tutti i paesi che praticano il terrorismo.
Da parte sua, nel maggio del 2002 il sottosegretario di Stato, John Bolton, ha accusao
Cuba di essere in possesso di programmi di armi biologiche.
Sono significative molte delle dichiarazioni dei dirigenti dellAmministrazione Bush,
come quella del fratello del presidente, Jeb Bush, governatore della Florida, che ha
affermato che dopo il successo in Iraq, Washington avrebbe messo fine al regime cubano, o
dellambasciatore statunitense a Santo Domingo, Hans Hertell, che ha assicurato che
laggressione in Iraq mandava un segnale molto positivo ed era un buon esempio per
Cuba. Costui ha aggiunto che linvasione del paese arabo era solo linizio di
una crociata liberatoria, che avrebbe compreso tutti i paesi del mondo, e anche Cuba.
Le intenzioni militari degli Stati Uniti verso Cuba si evidenziano in pubblicazioni come
"Military Review", una rivista della Scuola di Comando e Stato Maggiore
dellEsercito USA, in cui un articolo del tenente colonnello Geoff Demarest,
nelledizione di settembre-ottobre 2002 parla senza mezzi termini del ruolo
dellesercito statunitense a Cuba, in una presunto processo di transizione. Giá nel
secondo paragrafo afferma che il ruolo dellesercito americano potrebbe individuarsi
nelle operazioni di stabilitá e di sostegno, per lapplicazione della legge e/o di
appoggio alle agenzie di soccorso. Piú avanti dedica un intero paragrafo con
leloquente titolo: Un ruolo per lesercito degli Stati Uniti? che comincia
elencando tutte le previe accuse che servirebbero a giustificare lintervento
militare e che complicherebbero il processo di transizione: limmigrazione
dallIsola e verso lisola; gli arsenali di munizioni e armi di piccola e grande
portata; lenorme centro chiamato "Lourdes" in cui si raccoglievano tutti i
dati elettronici dei servizi segreti; allegati sul traffico di droga da parte dei membri
del regime di Fidel Castro e un presunto porgramma di ricerca e sviluppo di armi
biologiche. Il testo del tenente colonnello termina dicendo che per lesercito degli
Stati Uniti il messaggio è chiaro (
) lesercito USA potrebbe essere utile per
il suo potenziale, interagendo con i militari cubani, cosí come per la sua abilitá nel
minacciare gli stessi.
Leggendo alcune note relative al paragrafo che enumera gli elementi che giustificano un
intervento militare, si nota che sono tutte affermazioni che si fondano su lavori
giornalistici realizzati da agenzie e persone finanziate dal governo americano (El Nuevo
Herald, Miami Herald, Hermanos al Rescate, Cubanet/Cubanews, Washington, Times Insight
Magazine).
Come vedremo piú avanti, quando gli Stati Uniti parlano di libertá di espressione e di
giornalisti dissidenti, si riferiscono ad agenzie di stampa e a redattori diretti e
finanziati dal governo Bush con lunico obiettivo di seminare motivazioni che, come
abbiamo comprovato nel testo militare, successivamente verranno utilizzate per
giustificare un intervento militare.
IL FINANZIAMENTO DELLA DISSIDENZA
Quali sono i meccanismi di finanziamento dei presunti giornalisti e delle agenzie
indipendenti?
LUfficio di Interessi degli Stati Uniti elargisce sistematicamente aiuti materiali e
finanziari, radio e ogni altro tipo di mezzo tecnico di diffusione, offrendo anche 100
dollari al mese a coloro che si incontrano con il capo della missione nordamericana
James Caison.
Nel 2000, lagenzia internazionale per lo sviluppo degli Stati Uniti (USAID) ha
"regalato" a tre organizzazioni cubane 670.000 dollari per aiutare la
pubblicazione allestero dei lavori dei giornalisti indipendenti
dellIsola
e per distribuire le sue pubblicazioni nell'Isola.
I fondi che il USAID destina al finanziamento della dissidenza cubana sono eccezionali:
1.602.000 dollari, per aiutare a creare ONG's indipendenti a Cuba; 2.132.000 dollari per
pianificare il processo di transizione a Cuba; 335.000 dollari per valutarne il programma.
Tutto questo denaro è raccolto da gruppi statunitensi. Vediamone alcuni. Chi sono: il
"Centro per una Cuba Libera", ha il compito di ricavare informazioni da gruppi
dei diritti umani per poi diffonderle e distribuirle. Ricevette nel 2002, 2.300.000 di
dollari. Il Gruppo di Lavoro della Dissidenza Interna, 250.000 dollari; Freedom House,
incaricato della parte strategica del Programma per la Transizione di Cuba, 1.325.000
dollari; il Gruppo dAppoggio alla Dissidenza, 1.200.000.
Ed altri ancora, come lIstituto per la Democrazia a Cuba o lIsituto
Repubblicano Internazionale. LAgenzia Cubanet ricevette nel 2001, 343.000 dollari e
nel 2002, altri 800.000; il Centro Americano per il Lavoro Internazionale di Solidarietá,
che ha come obiettivo sociale dichiarato il persuadere gli investitori stranieri a non
investire a Cuba, 168.575 dollari. Azione Democratica Cubana ricevette 400.000 dollari nel
2002 .
Tra il 1997 ed il 2002, lAgenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale
destinó a questi fini 2 milioni di dollari. Lo scorso 2 marzo, il Segretario di Stato
assistente per le Questioni dellEmisfero Occidentale, Curtis Strumble, segnaló che
la USAID investirá questanno altri 7 milioni di dollari come "sostegno
economico" a Cuba, e il 26 di questo mese Colin Powell annunció in Senato un budget
di 26.900.000 dollari per le trasmissioni della Radio e della Televisione Martí.
Radio Martí trasmette dagli Stati Uniti 1.200 ore semestrali, contravvenendo alle
regolamentazioni dellUnione Internazionale delle Telecomunicazioni e violando lo
spazio radioelettrico cubano con richiami alla sovversione interna, invitando a commettere
sabotaggi e chiamando alla diserzione e all'emigrazione illegale.
È evidente che dietro i cosiddetti dissidenti, giornalisti e agenzie indipendenti non
cè nientaltro che il danaro del governo degli Stati Uniti, con un proposito
chiaro e concreto.
I "COMBATTENTI PER LA LIBERTÁ"
È altrettanto importante che si conosca il profilo dei combattenti per la libertá, dei
denominati leaders ed intellettuali della dissidenza.
Tra i condannati recentemente, il piú significativo è il "poeta" Raúl Rivero.
Antico membro della associazione dei giornalisti e scrittori di Cuba, ha subito una
conversione vertiginosa: venne assunto dal potente Herald di Miami, il quotidiano piú
conservatore del sud della Florida, e catapultato nella vicepresidenza - per i Caraibi -
della Societá Interamericana della Stampa (SIP), che raggruppa i proprietari dei
principali mezzi di comunicazione degli Stati Uniti e dellAmerica Latina. Un vecchio
covo di cospiratori dellepoca della guerra fredda al servizio di Washington.
Una delle sue figure piú conosciute è Carlos Alberto Montaner, condannato a Cuba nel
1961 per aver partecipato alle attivitá di unorganizzazione terrorista che
spacciava esplosivi nelle confezioni di sigari. Scappato dal paese durante la crisi di
ottobre, si arruoló nelle forze speciali cubane dellesercito statunitense.
Ingaggiato dalla CIA negli anni sessanta, approdó in Spagna nel 1970 e fondó
leditoriale Playor e lagenzia di stampa Firmas Press. Montaner fu incaricato
di agevolare lingresso in Francia del terrorista Juan Felipe de la Cruz, che morí
con lespolsione della bomba che trasportava.
Montaner è uno dei portabandiera dichiarato dellannessione di Cuba agli Stati
Uniti. Nel 1990 costituí la Piattaforma Democratica Cubana e lanno seguente la
Concentrazione Democratica Cubana (CDC), organizzazione dissidente nellinterno
dellIsola. Fra i membri di questa organizzazione ci sono Cruz Varela, Hubert Matos,
José Ignacio Rasco e Juan Suárez Rivas. Carlos Alberto Montaner fu, inoltre, membro
fondatore della Fondazione Ispano-Cubana (FHC).
Un altro dissidente di richiamo internazionale, soprattutto dopo aver ricevuto dal
Parlamento Europeo il premio Sajarov, è Oswaldo Payá; di lui si dice che abbia ottenuto
un massiccio consenso popolare a Cuba per il suo progetto Varela firmato da 11.000 cubani
in un paese di 11 milioni di abitanti e cinque mila cittadini di 15 paesi. Un progetto
che, stando a quanto si legge in documenti firmati anche dallo stesso dissidente Carlos
Alberto Montaner, nasce su iniziativa di governi esteri. Lo stesso responsabile della
Sezione di Interessi degli Stati Uniti allAvana, James Caison, ammise che il piano
per il processo di transizione è discusso a Miami dalla Fondazione Nazionale
Cubano-Americana e dal Consiglio per la Libertá di Cuba, organizzazioni responsabili di
vari attentati con morti civili a Cuba e del tentato omicidio del Presidente cubano.
Tra le varie genialitá di Payá cè unaccusa contro Fidel Castro di
complicitá nella violazione dei diritti umani a Guantanamo e in unintervista al
País settimanale, di Madrid, dello scorso 9 marzo, egli dichiara che a Cuba sotto la
dittatura di Batista vigeva la piena libertá di stampa. Questo brillante intellettuale,
senza risorse economiche dichiarate, per mesi è andato in giro per il mondo. Carlos Fazio
spiega molto chiaramente: "La strategia della creazione di leaders è semplice e
Oswaldo Payá ne è un esempio: si crea unintestazione, unorganizzazione di
facciata o una ONG ad hoc (un caso è il progetto Varela), si organizzano giri ben
pubblicizzati e programmati per essere ricevuti da grandi personalitá (il Papa Giovanni
Paolo II°; il Capo del governo spagnolo José María Aznar; il presidente Vincente Fox,
il segretario di stato Colin Powell) e gli si assegnano premi che danno popolaritá al
personaggio (Payá ricevette il premio Sajarov per i diritti umani del Parlamento Europeo
ed è stato proposto come candidato al premio Nobel). Cosí si costruisce un certo profilo
di credibilitá sul personaggio da potenziare, compito che viene successivamente svolto
dai propagandisti, dalle "grandi firme democratiche" e dai mass media europei e
statunitensi.
Altra persona significativa è Hubert Matos. Passó ventanni in carcere perché
insorse insieme ai suoi uomini (era capo del reggimento dellEsercito Ribelle a
Camagüey), dieci mesi dopo il trionfo della Rivoluzione a Cuba. Uscendo di prigione (e da
Cuba) nel 1979, formó il gruppo "Cuba Indipendente e Democratica" (CID). Il
giornalista ex batistiano, Luís Manuel Martínez, disse di Matos che da quando andó via
dallIsola "rimase a disposizione della CIA". Fu direttore di "La
Voce" del CID, unemittente a onda corta che trasmetteva verso Cuba e che era
finanziata in parte dalla CIA, come riconobbe Jeff Whitte, proprietario di Radio Miami
Internacional.
Una prova del suo spirito liberatore è la risposta che diede al giornalista Hernando
Calvo Ospina quando questo gli chiese quali erano le relazioni della dissidenza con i
dirigenti delle imprese che vogliono investire a Cuba. " Quando il regime cadrá non
daremo garanzie a questi investimenti, non si rispetteranno, perché sono complici del
regime e saranno motivo di scontro. Ora, se ci proporranno un buon aiuto economico,
potremo negoziare".
Di grande importanza il clan Estefan (Gloria e Emilio). Azionisti di Bacardi e per questo
finanziatori di atti terroristici in Nicaragua, Angola e Cuba e complici nel furto deo
brevetti cubani. Gloria e Emilio patrocinano altre organizzazioni para terroriste come
"Hermanos al Rescate", che per anni ha violato lo spazio aereo cubano con i sui
aerei..
Lex ambasciatrice di Cuba, Martha Frayde, davanti allUNESCO a Parigi, venne
reclutata dalla CIA mentre svolgeva il suo ruolo. Insieme a Elizardo Sánchez, Gustavo
Arcos e Ricardo Bofill, organizzó un gruppetto controrivoluzionario che faceva arrivare
informazioni su presunte violazioni ai diritti umani a Cuba, alla delegazione statunitense
dellONU. A Madrid rappresentó Gustavo Arcos nellinaugurazione della
Fondazione Ispano-Cubana (FHC).
Ultimamente va molto di moda la scrittrice Zoe Valdés, assolutamente sconosciuta fino a
quando non ricevette il premio "Planeta".
Poco prima dellinizio della guerra in Iraq la Valdes ha scritto un testo nel
quotidiano El Mundo (Madrid) in cui diceva "avrei voglia che questa guerra scoppiasse
una volta per tutte cosí finalmente mi lasciano in pace con queste benedette firme".
Il giornalista spagnolo Javier Ortiz durante una conversazione nel 1985 definí le
opinioni di Zoe Valdés, quando era ancora una scrittrice sconosciuta, moglie di un
dirigente dellAmbasciata dellAvana a Parigi e dirigente del Partito Comunista
di Cuba, di "un castrismo veramente nauseante".
Due figure importanti di origine non cubana che non possiamo dimenticare sono, il francese
Robert Menard e il messicano Jorge Castañeda. Menard è il segretario generale
dellONG "Reporters Senza Frontiere", unorganizzazione che il giorno
dopo la morte di due giornalisti provocata da una cannonata sparata da una carro armato
nordamericano a Bagdad, dedicava lintera pagina WEB alla mancanza di libertá di
espressione a Cuba . Il giornalista Hernando Calvo Ospina gli chese qual'era la prioritá
che la sua organizzazione dava a Cuba e Menard rispose: "É pericoloso essere
giornalisti in Colombia o in Perú, peró lí cè libertá di stampa. In questi
paesi ci sono giornalisti assassinati e in carcere, ma i familiari ed i colleghi per lo
meno lo possono denunciare pubblicamente.
Lo scorso 20 maggio il Comitato delle Nazioni Unite incaricato delle ONG's sanzionó
"Reporters senza Frontiere" raccomandando per un anno la sospensione del suo
statuto consultivo per atti incompatibili con i principi ed obiettivi della Carta delle
Nazioni Unite.
Jorge Castañeda, ex ministro degli esteri messicano, vanta il merito di essere riuscito a
porre fine alla lunga tradizione delle buone relazioni tra Messico e Cuba. La sua
sospensione dallincarico di ministro alla fine dellanno scorso venne
confermata dal portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer, ancor prima che dal presidente
Fox .
EMIGRAZIONE E DESTABILIZZAZIONE
Uno dei meccanismi utilizzati dagli Stati Uniti per provocare il governo cubano e
destabilizzare la societá dellIsola è lemigrazione. La politica degli Stati
Uniti si fonda sulla stimolazione ed incentivazione dellemigrazione attraverso atti
violenti e spettacolari, che mandano unimmagine di disperazione all'estero.
Lobiettivo non è quello di adottare una politica migratoria normalizzata o di
offrire possibilitá in territorio USA ai cubani dissidenti, è solo quello di
destabilizzare. Una delle leggi al servizio di questo progetto è la Legge di "Ajuste
Cubano" del 1966, duramente criticata dal governo dellIsola, e che evidenzia,
ancora una volta, lambiguitá del governo degli Stati Uniti.
A differenza degli altri emigranti latino - americani, in virtú di questa legge,
qualsiasi cubano che arriva sulle coste nordamericane ha il visto garantito. Se la zattera
é haitiana la si rimanda immediatamente indietro, nel suo paese; se è cubana no.
Dopo la crisi "dei balseros" del 1994, quando unondata di cubani andó
verso gli Stati Uniti senza che il governo cubano applicasse nessuna restrizione, i due
paesi firmarono un accordo per regolare limmigrazione, stabilendo che gli USA
avrebbero concesso ai cubani che li sollecitano,
20. 000 visti lanno. Tuttavia nel 2002 gli Stati Uniti ne rilasciarono solo 200. E
nei primi 5 mesi di questanno ne hanno rilasciati solo 505, una quantitá
decrescente rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. Con questo ritmo gli Stati
Uniti non adempiranno mai gli accordi migratori, creando fra chi desidera emigrare
unatmosfera di tensione e stimolando lemigrazione clandestina. Si da il caso
che ai cubani a cui le autoritá statunitensi non hanno rilasciato il visto per entrare
legalmente - se lasciano Cuba con un canotto o sequestrano altri mezzi di trasporto - si
concede la cittadinanza in virtú della Legge di "Ajuste Cubano". Questa è
esatamente la politica opposta a quella applicata dallEuropa per scoraggiare
limmigrazione clandestina africana e latinoamericana. L'Europa premia coloro che
seguono le vie legali delle ambasciate e punisce con il rimpatrio e il rifiuto per diversi
anni coloro che giungono illegalmente.
Lobiettivo degli Stati Uniti con la sua politica di inadempimento degli accordi
migratori è aumentare la pressione interna e incentivare i sequestri di navi e aerei.
Sicuramente se il governo cubano applicasse di nuovo la politica del 1994 dando via libera
allimmigrazione senza controlli, gli USA utilizzerebbero come scusa per intervenire,
larrivo massiccio di cubani clandestini che minacciano la sua sicurezza nazionale
Cuba sta sopportando cosí la piú grande spinta allimmigrazione clandestina. Nei
sette mesi precedenti i processi, ci furono sette sequestri di navi aeree e di
imbarcazioni cubane.
Questi sequestri, alcuni effettuati con luso delle armi e di ostaggi, sono
considerati dalla legge internazionale atti di terrorismo e condannati dalle convenzioni
internazionali. Tuttavia, in quattro di questi casi gli Stati Uniti non hanno iniziato
nessun processo penale contro i sequestratori che vivono liberi in territorio
statunitense.
Secondo Fidel Castro questo piano cominció a prodursi lo stesso giorno in cui scoppió la
guerra in Iraq, approssimativamente due ore prima di iniziare laggressione militare,
cioè, circa alle sette di sera, con il sequestro di un aereo passeggeri che volava fra
Nueva Gerona (Isla de la Junventud) e lAvana, Sei delinquenti comuni esibirono
coltelli come quelli utilizzati dai sequestratori degli aerei passeggeri statunitensi
contro le Torri Gemelle. Obbligarono laereo cubano dirottato, con 36 persone a
bordo, ad atterrare a Cayo Hueso (
). Dopo pochi giorni un giudice di Miami decretó
la libertá provvisoria dei sequestratori. Fatti come questi non succedevano da 9 anni,
quando furono firmati gli accordi migratori tra Stati Uniti e Cuba, ed improvvisamente due
ore prima dello scoppio della guerra in Iraq ricominciano ad accadere. Questa impunitá ha
dato inizio ad una catena di sequestri con decine di ostaggi.
La complicitá degli Stati Uniti con il terrorismo dei sequestri è tale, che lo scorso
1° giugno un giudice statunitense confiscó al governo cubano e mise allasta il
DC-3 sequestrato, atterrato a Cayo Hueso e laereo russo AN-24 sequestrato in aprile
da un uomo armato con granate .
Non solo non si sono statu puniti i terroristi armati di granate che sequestrarono gli
aerei civili con ostaggi, ma addirittura sono stati confiscati al proprietario, cioè il
governo cubano, e sono statu venduti allasta gli aerei ogetto dei sequestri. Questa
strategia corrisponde ad un piano predeterminato che consiste nel provocare unonda
dei sequestri, una crisi migratoria, che sarebbe utilizzata come pretesto per un blocco
navale che condurrebbe inevitabilmente ad una guerra. Cosí, cinicamente, Kevin Whitaker,
capo del Settore Cuba del Dipartimento di Stato, ha avvertito lAvana che i sequestri
di aerei e dimbarcazioni cubane costituiscono una minaccia per la sicurezza degli
Stati Uniti.
I comportamenti dei governi cubano e americano di fronte agli atti di sequestro di aerei
sono diametralmente opposti. Mentre del totale dei 51 aerei cubani sequestrati tra il 1959
e il 2001, molti sono stati confiscati dagli Stati Uniti, un solo sequestratore è stato
sanzionato, Cuba ha condannato 69 responsabili dei 71 casi di aerei sequestrati negli
Stati Uniti e dirottati verso Cuba; gli altri due sono stati riconsegnati alla giustizia
nordamericana.
UNA STORIA DI TERRORISMO
La possibilitá di un intervento nordamericano a Cuba per porre fine al suo sistema
socialista è reale, come lo sono la catena di azioni ostili e terroriste, i piani di
attentati contro il Presidente e le costanti violazioni della legislazione internazionale
da parte degli Stati Uniti.
Dal tentativo di invasione di Playa Girón nel 1962 le azioni armate si contano a
centinaia. Uno degli atti piú violenti è stato lesplosione in pieno volo di un
aereo della compagnia "Cubana de Aviación" nel 1976, nelle Barbados, in cui
morirono 73 persone a bordo, insieme allondata di attentati terroristici in centri
turistici che ebbe luogo negli anni novanta, organizzata e finanziata dalla Fondazione
Nazionale Cubano-Americana (FNCA) e che provocó la morte di un turista italiano.
Secondo il governo cubano, la politica terrorista nordamericana è costata a Cuba la morte
di 3.478 di suoi cittadini e ha danneggiato o reso inabili 2.099 persone. Il governo degli
USA ha tollerato e partecipato attivamente a centinaia di attentati contro il presidente
Fidel Castro ed altri dirigenti della rivoluzione. È il responsabile del sabotaggio alla
nave francese Le Coubre; dellincendio e distruzione del negozio El Encanto;
organizzó e appoggió con le sue forze armate la fallita invasione di Playa Girón; é
responsabile di numerosi attacchi pirata aerei e navali contro centri abitati indifesi,
agglomerati civili; sostenne lincendio delle piantagioni di canna da zucchero, le
mitragliate su territorio cubano, lattacco contro umili pescatori cubani e
lomicidio di combattenti della Polizia Nazionale Rivoluzionaria e Truppe
Guardiacostiera.
Il governo degli Stati Uniti ha la responsabilitá degli atti terroristici commessi con
bombe ed esplosivi contro le missioni diplomatiche di Cuba e Portogallo, davanti
allONU e in altri paesi, causando la morte e ferite gravi a funzionari diplomatici
cubani. È responsabile della scomparsa fisica di diplomatici cubani in Argentina, e
dellassassinio di altri diplomatici nella stessa cittá di New York.
Queste operazioni continuano tuttoggi. Il 26 aprile del 2002, si sgominó un
attentato contro il mitico cabaret "Tropicana" mediante esplosivi che avrebbero
messo in pericolo la vita di piú di mille persone, secondo quanto rivela lagente
cubano infiltrato nel commando, Percy Francisco Alvarado
Lo scorso 6 aprile il quotidiano "Sun Sentinel" della Florida, ha scritto che
lorganizzazione paramilitare "Comandos-F4" si esercita con armi pesanti
per realizzare azioni armate contro Cuba e per una sua possibile invasione armata.
Latteggiamento degli Stati Uniti rispetto al terrorismo è completamente opposto a
quello cubano. Cuba approvó il 20 dicembre del 2001 una legge contro gli atti
terroristici che stabilisce pene severe contro coloro che utilizzano il territorio cubano
per organizzare o finanziare atti contro altri paesi come gli Stati Uniti. Invece negli
USA gruppi paramilitari contro Cuba continuano ad esercitarsi.
Unaltra prova del cinismo nordamericano é la detenzione di cinque cubani che
scontano in prigione lunghe pene, con due ergastoli, per aver cercato di fermare gruppi
terroristici dellestrema destra esiliati a Miami che avrebbero perpetrato atti
violenti contro Cuba. Conoscendo queste intenzioni, i cinque cubani informarono le
autoritá statunitensi e come risposta furono incarcerati e accusati di spionaggio.
MEZZI DI COMUNICAZIONE
E mentre succede tutto questo, i mezzi di comunicazione continuano con le loro campagne di
accuse e di persecuzione contro Cuba. Si diffondono manifesti che condannano lIsola,
e trascurano quelli in cui si testimonia l' appoggio, come quello del sottoscritto insieme
a piú di tremila intellettuali, artisti e professionisti di 69 paesi, tra cui 4 premi
nobel, sotto il titolo "Alla coscienza del mondo" .
Mentre si ventilano le critiche di José Saramago si omettono gli appoggi di Adolfo Pérez
Esquivel, Noam Chomsky, Ernesto Cardenal, Mario Benedetti, Augusto Roa Bastos, Gabriel
García Márquez o Rigoberta Menchú. La stampa presenta come dissidenti coloro che
piazzarono le bombe negli hotels dellAvana nel 1998 e coloro che sequestrarono aerei
e navi.
Si condannano le sentenze giudiziarie cubane contro i sequestratori e si tacciono i
massacri di altri governi per risolvere sequestri analoghi, come quello del teatro di
Mosca, con un centinaio di morti tra ostaggi e terroristi ceceni o lomicidio a
sangue freddo per ordine di Fujimori dei sequestratori dellambasciata giapponese a
Lima.
LUNIONE EUROPEA
Da parte sua, lUnione Europea (UE), il cui lider della politica contro Cuba è José
María Aznar, ha dimostrato piú che mai la sua ipocrisia e la sua ambiguitá verso
lIsola. Coloro che non si sono pronunciati sulla violazione del diritto
internazionale per linvasione in Iraq, coloro che non hanno mai condannato la pena
di morte contro minorenni, malati mentali e stranieri a cui non si concede assistenza
consolare pur avendone diritto. Le 71 esecuzioni eseguite negli Stati Uniti lo scorso anno
non sono mai state citate, ma ora tutte queste persone contestano Cuba.
LUE si appella alle autoritá cubane per evitare ai prigionieri inutili sofferenze e
per non sottoporli a trattamenti disumani, mentre si gira dallaltra parte di fronte
a piú di 600 prigionieri nel campo di concentramento di Guantanamo, dove ci sono anche
alcuni prgionieri di nazionalitá europea, torturati, senza diritto ad unassistenza
legale e senza visite da parte dei familiari. Una UE che tace sulle migliaia di detenuti
rinchiusi nelle prigioni degli Stati Uniti dopo gli attentati dell11 settembre per
il solo reato di essere musulmani, senza garanzie legali, senza processi e senza avere
neanche pubblicato i loro nomi.
Misure di punizioni diplomatiche, sospensioni di accordi commerciali e di cooperzione,
cancellazioni di visite governative bilaterali, riduzione delle partecipazioni degli Stati
Europei agli eventi culturali, inviti ai dissidenti cubani nelle ambasciate
allAvana. Queste sono le risposte dellUE contro un paese che esige solo il
rispetto della Carta delle Nazioni Unite, in cui si riconosce il diritto di Cuba a
scegliere il suo sistema politico, il rispetto al principio di uguaglianza tra gli Stati e
il diritto alla libera autodeterminazione dei popoli.
Il divorzio tra lopinione pubblica ed i governi allineati agli Stati Uniti non è
mai stato tanto evidente come nel caso di Cuba.
Mentre la gran maggioranza dei presidenti applica le politiche dettate da Bush, le
manifestazioni di appoggio e solidarietá con Cuba si succedono spontaneamente dovunque
vadano i rappresentanti del governo cubano. Tutti questi governi e in special modo quello
degli Stati Uniti, devono sapere che i loro atti di aggressione e assedio contro Cuba non
sono condivisi dai loro popoli. Questi popoli devono denunciare e affrontare una campagna
internazionale che cerca di legittimare un intervento militare in nome della democrazia e
dei diritti umani e che puó solo portare morte e distruzione
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