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Lettera di Maria Eugenia Guerrero, sorella di Antonio Guerrero

La Commissione dell’ONU per I Diritti Umani per le detenzioni arbitrarie, dichiara che la detenzione dei cinque cittadini cubani e’ illegale


CONCLUSIONI DEL GRUPPO DI LAVORO SULLA DETENZIONE ARBITRARIA

PARERE n° 19/2005 (STATI UNITI D'AMERICA)

Comunicazione: Diretta al Governo degli Stati Uniti dell'America, l’8 aprile 2004
In relazione a: Sig. Antonio Guerrero Rodríguez, Sig. Fernando González Llort, Sig. Gerardo Hernández Nordelo, Sig. Ramón Labañino Salazar e Sig. René González Sehwerert.

Dall’informazione ricevuta, il Gruppo di Lavoro osserva quanto segue:

a) dopo l'arresto, e indipendentemente dal fatto che i detenuti erano stati informati del loro diritto a stare in silenzio e che il Governo aveva fornito loro la difesa, sono stati tenui in isolamento per 17 mesi, durante i quali la comunicazione con i loro avvocati e l'accesso alle prove, e pertanto, le possibilità di una difesa adeguata, sono state indebolite.

b) Dato che il caso fu classificato come di sicurezza nazionale, l’accesso dei detenuti ai documenti che contenevano prove era pregiudicato. Il Governo non ha contestato il fatto che gli avvocati della difesa ebbero un accesso molto limitato alle prove a causa questa classificazione, il che ha colpito negativamente la loro capacità di presentare prove contrarie. Questa applicazione particolare delle disposizioni legali della Legge di Procedura dell'Informazione Classificata (Classified Information Procedures Act - CIPA), come è stato fatto in questo caso e come rivela l'informazione che è stata messa a disposizione del Gruppo di Lavoro, ha minato anche l'equilibrio equo tra l'accusa e la difesa.

c) La giuria per il processo fu selezionata seguendo una procedura nella quale gli avvocati della difesa ebbero l'opportunità e si avvalsero degli strumenti della procedura per rifiutare possibili membri della giuria e garantire che nessun cubano-americano facesse parte della stessa. Ciò nonostante, il Governo non ha impedito che anche così, il clima di predisposizione e di pregiudizio contro gli accusati a Miami persistesse e contribuì a presentare agli accusati come colpevoli dall'inizio. Non fu contestato dal Governo il fatto che un anno più tardi lo stesso Governo ammise che Miami era un posto inadatto per il processo, nel quale era provato che era quasi impossibile selezionare una giuria imparziale in un caso legato a Cuba.

Il Gruppo di Lavoro osserva che risulta dai fatti e dalle circostanze nelle quali il processo ha avuto luogo e dalla natura delle accuse e delle severe condanne date agli accusati, che il giudizio non ebbe luogo nel clima di obiettività e di imparzialità che deve avere per concludersi in osservanza delle norme per un processo giusto, come determinato nell'Articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici, della quale gli Stati Uniti sono parte. Questo squilibrio, tenendo in conto le severe condanne ricevute dalle persone prese in considerazione in questo caso, è incompatibile con le norme contenute nell'Articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici che garantisce che ogni persona accusata di un delitto abbia il diritto di esercitare, in piena uguaglianza, tutte le facilitazioni adeguate per preparare la propria difesa.

Il Gruppo di Lavoro conclude che i tre elementi enunciati sopra, nel loro insieme, sono di una gravità tale che conferiscono alla privazione di libertà di queste cinque persone un carattere arbitrario.

Alla luce di quanto precede, il Gruppo di Lavoro emette il seguente parere:

La privazione di libertà dei signori Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort, Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar e René González Sehwerert è arbitraria, è in violazione dell'articolo 14 della Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici e corrisponde alla categoria III delle categorie applicabili, vagliate nei casi presentati al Gruppo di Lavoro.

Avendo emesso questo parere, il Gruppo di Lavoro chiede al Governo che adotti le misure necessarie per porre rimedio a questa situazione, in conformità con i principi espressi nella Convenzione Internazionale dei Diritti Civili e Politici.


Ginevra 14 luglio 2005