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La diversità e la pace nel Proyecto Palomas
sito
http://es.geocities.com/lizettevila44/index.html
L’alto volo delle colombe
Donne maltrattate, bambini ammalati, portatori di handicap e altri ancora sono al centro di un puzzle d’amore diretto da Lizette Vila
Di Marilisa Verti
Cosa fare per le Palomas


E’ un giorno di pioggia, grigia, possente. Una di quelle giornate che non sembrano caraibiche e dove il buio dei nuvoloni sembra essere perenne. Questo fuori. Dentro, nella sede del Proyecto Palomas, tutto è lieve, luminoso, profumato di fiori e di incenso, insieme ad un accattivante aroma di cucina. "Un succo di frutta, e poi assaggiate la mia specialità. La faccio con quello che ho in giro", dice gaiamente Lizette Vila, direttrice e anima instancabile del progetto. Attorno a lei Alejandro, il coordinatore generale, disponibile, gentile e preciso come un orologio svizzero, Magdalena a cui spetta l’arduo compito di rispondere al telefono e di seguire la veloce traiettoria dei progetti, dei problemi e della loro soluzione e alcuni collaboratori. Arrivano altri ospiti e a tutti viene offerto da bere e da mangiare nello studio di Lizette, sotto il grande patchwork ideato e preparato da una delle tante donne coinvolte nel Laboratorio tessile. Proprio in questi giorni i drappi, che da lontano sembrano dipinti, sono stati esposti al centro Prensa Internacional "E’ uno dei lavori fatti da donne che avevano perso fiducia e autostima. Si sentivano sole e sfiduciate. Con questi patchwork hanno riacquistato forza: sono esposti e li possono anche vendere", racconta Lizette, esprimendo ‘pathos’ e iniziando a raccontare come funziona il tutto. Iniziando a raccontare, perché è immediatamente interrotta dall’arrivo di uno stilista cubano che porta con sè uno splendido abito di scena da clown. "E’ per uno dei bambini malati di leucemia; ha ancora pochi mesi di vita, ma si è entusiasmato per lo spettacolo clownistico tenuto al di fuori dei vetri del reparto e ci ha chiesto di poter fare lui il clown all’interno per rallegrare i suoi infelici compagni di malattia", spiega Lizette con l’aria afflitta. Donne, bambini malati di leucemia, e che altro? Insomma, cosa è questo Proyecto Palomas? " La pace non ha bisogno di colombe, ma di persone di buona volontà, per questo Proyecto Palomas è un progetto di pace e di diversità. E’ una miscela di idee e di sentimenti, la formula migliore perché qualcosa possa funzionare. L’unione dei sogni e dell’anima produce risposte creative uniche. E’ una comunione di cose differenti, un caleidoscopio delle diversità per un grande progetto di pace", spiega e continua, travolgendo tutto di concetti e di parole:" la qualità della vita non è solo materiale.Non servono i soldi per la felicità, ma invece bisogna trovare il modo per far sì che la vita sia meno dura. In un momento in cui Cuba cresce culturalmente, ma ha una contrazione economica, si tratta di sfruttare al massimo ciò che si ha, come il materiale riciclato, per rispondere al Bloqueo e rallegrare la vita". Lizette è un torrente in piena, un fiume inarrestabile di idee e progetti. Da quando è partito il Proyecto Palomas, nella primavera-estate del 2002 ha realizzato una decina di documentari e altrettanti concerti di pace e diversità, così come il Taller Internacional de Mujeres Creadoras con oltre duecento donne di paesi differenti. E poi ci sono adulti e bambini con sindrome di Down, le persone colpite da gravi handicap , le donne con l’Aids, le vittime dell’alcoolismo o della violenza domestica, e tutto quanto rientra sotto il cappello della differenza e, spesso, anche dell’emarginazione. "Andiamo all’istituto oncologico, dai bambini malati di cancro assieme a molti artisti, a tanti intellettuali. Ci relazioniamo con chi è colpito dalla sindrome di Down e facciamo psicoballetti: è la cultura che si pone in relazione con il lato umanista".Non è un caso che Patch Adams, il famoso medico statunitense della risata sia andato per ben due volte a vedere e a conoscere da vicino questo tipo di esperienza, uscendone favorevolmente stupito e dicendo che tutti dovrebbero imparare dai cubani su come si dimostra amore per i piccoli malati. Ma Patch Adams non è che una delle tante meteore che attraversano il cielo delle palomas. L’importante è l’impegno quotidiano, lo sforzo continuo di dare impulso alla creatività finalizzata alla pace e al benessere. E così si inventano giocattoli, si fabbricano origami, creando piccole ‘palomitas’ di carta che servono come biglietti da estrarre per la lotteria o come decorazione di un angolo non molto sfruttato. Si organizzano congas come per il carnevale dove i bambini si esprimono nella danza, si organizzano feste con l’aiuto di negozi, come la bella profumeria rimessa a nuovo nella Habana Vieja che regala petali di fiori odorosi da gettare sugli artisti e il pubblico "per l’estetizzazione della realtà, che può avvenire anche con poche possibilità", precisa Lizette, con il contributo di artisti del calibro di Omara Portuondo che volentieri si esibiscono per regalare della felicità. Così il diverso non si sente più tale, e finalmente ha la possibilità di usufruire di tutto quanto le sue condizioni, unite al pregiudizio del mondo gli vieterebbero. Ci sono poi i filmati, importanti per la memoria storica e per mantenere quei ruoli da protagonista che spesso sono negati: non a caso Lizette vila, che è anche una nota cineasta, nelle sue riprese intervista donne sole, vittime della violenza o dell’Aids con uno sguardo utile a comprendere, quindi a cambiare. E non si tratta solo di cubani: ci sono anche i dominicani, abitanti di altri paesi che possano essere raggiungibili. "Nel Proyecto Palomas si lavora in modo realistico e multidisciplinare per la rottura di pregiudizi e tabù che riescono solo a etichettare e ad escludere situazioni e conflitti considerati non gradevoli e che ci circondano. Il nostro sforzo è quello di creare l’ unione, la pace, partendo dalle differenze e senza distinzioni né classificazioni. E’ il rispetto dell’altro e dell’altra in qualsiasi situazione o circostanza", spiega l’effervescente Lizette, che è anche cineasta di successo, oltre che donna attiva per la battaglia delle altre donne. Femminista? Anche femminista: "Il femminismo è vivo, ricco di progetti, è filosofia, è tante idee. Il machismo è niente, è vuoto, per questo bisogna lavorare anche per una nuova mascolinità, attirando gli uomini nel nostro spazio e compartendolo con loro, coinvolgendoli nei nostri progetti perché uomini e donne lavorino insieme con armonia ed equilibrio, senza esclusioni. Io, più che femminista, sono un’eretica. Le donne devono essere eretiche, sagge e visionarie. Ma anche virtuose, cioè capaci di applicare la virtù del saper fare". Le donne e gli uomini che si impegnano per la pace, la solidarietà e il superamento delle differenze sono le Palomas, le colombe, che volano alte sull’egoismo e sui difetti del mondo, con la purezza e la forza che nascono dall’impegno per l’aiuto disinteressato nei confronti di altri esseri umani. E per arrivare a ciò la molla fondamentale è la passione, l’amore. "Martin Luther King diceva che non si può fare alcuna opera con amarezza, frustrazione, invidia, e io sono d’accordo; sono fanatica di personaggi con questa carica, come Tina Modotti, Frida Khalò, Fidel che mi estasia e il cui pensiero mi ispira, il Che, con tutti i suoi misteri. Sono una donna del secolo scorso e ho valori a cui non so e non voglio rinunciare. Questo progetto dal punto di vista umano è immenso; è la dimostrazione di come trovare la strada per arrivare alla felicità socialista". Vola alto Lizette, insieme al suo staff con il sorriso pronto e la dolcezza nello sguardo, e insieme alle Palomas volteggiano tutti quei volti che sembravano condannati alla non speranza, i bambini costretti a mutilazioni dalle malattie, le donne che subiscono violenza e temono anche solo a raccontarlo. Far crescere nel mondo uno, cento, mille, centomila, di questi progetti vorrebbe dire tessere una tela di tolleranza per lenire dolori e sofferenze. Per ricominciare a sperare e per iniziare a cucire quel grande patchwork di un altro mondo possibile, già dai piccoli, grandi mutamenti.


Cosa fare per le Palomas
Il progetto Palomas dipende dall’Icaic (istituto cubano dell’arte e dell’industria cinematografica) e nasce nel 2002 con l’obiettivo di contribuire all’innalzamento della cultura generale, dell’armonia, della cooperazione e nel benessere sociale basandosi su di un profondo rispetto della diversità sociale e della pace. Per raggiungere questi scopi gli strumenti sono: audiovisivi, documentari collegati a temi umanistici; incontri con artisti, specialisti e altri sui temi relativi al progetto; attività di sviluppo e laboratori. Sono previsti aiuti e donazioni. Se avete la possibilità e andate a La Habana, o se potete inviare materiale, fatelo. Serve un po’ di tutto, dai costumi di carnevale che non mettete più a dolci e caramelle per rallegrare la vita di bambini costretti in ospedale dalle malattie e che potranno vivere qualche momento di felicità. Servono anche cassette in Betacam, per filmare e diffondere le attività, oppure ad aghi e filo per cucire a mano o a macchina, cinture, bottoni, stoffe per i laboratori tessili. E se qualcuno ha uno stock di magliette tinta unita saranno le benvenute per applicarvi sopra il logo del progetto: le colombe, ovviamente.
Trovate il sito in Internet a questo indirizzo:
http://es.geocities.com/lizettevila44/Palomas.htm

l’indirizzo elettronico è:
palomas@icaic.inf.cu
mentre quello della sede è:
Almendares No. 12 entre Desague y Benjumeda
La Habana