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La Santería |
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La Regla de Ocha o
Santería č quel corpo liturgico, che nato dalla fusione dei culti yoruba con la
religione cattolica, si basa sul culto alloricha
(orisha, ocha, santo). |
Fu cosě che gli "dei
africani in esilio" si trasformarono in potenze regnanti sui territori dei culti
afro-americani. |
Intorno ai primi anni del
1900, un altro babalawo di Matanzas, Lorenzo (o Ciriaco) Samá, preoccupato
della mancanza di unificazione fra i culti Yoruba; insieme a Latuán (una donna di
nazionalitŕ yoruba), lavorň quindi per unificare i diversi culti in un singolo corpo
liturgico, la Regla de Ocha. |
Carlo Nobili |
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Maggiori
informazioni sulla santeria si trovano sul sito "Cuba. Una identitŕ in
movimento" curato da Carlo Nobili |
Gli Orichas
della Santería cubana |
Aggayú Solá - Babalú Ayé -
Changó - Elegguá -
Gli Ibeyi - Inle -
Obatalá - Obba -
Ochosi - Ochún - Oddúa -
Oggún - Olofi-Oloddumare-Olorun
- Oricha Oko -
Orba - Osaín - Oyá -
Yemayá - Yewá
Carlo Nobili
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Aggayú Solá |
| Aggayú Solá č loricha assimilato
a San Cristoforo. Č il padrone delle forze terrene e il padre di Changó. |
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Babalú Ayé |
| Babalú Ayé č loricha delle
malattie, sincretizzato con San Lázaro. Per rendere tributo al santo cattolico e alla
divinitŕ africana, ogni anno in questo giorno un gran numero di fedeli percorre in
processione i tre chilometri che separano il villaggio di Santiago de las Vegas al
santuario di Babalú-Ayé/San Lázaro. |
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Changó |
| Changó, č loricha del fuoco, del
lampo, del tuono e della guerra. A lui appartengono i tambores batá. Il suo
corrispettivo cattolico č Santa Barbara. Č spesso rappresentato nei templi a lui
dedicati con il suo fedele cane chiamato Lube. Caminos di Changó (ossia i vari
modi in cui la divinitŕ si manifesta) sono: Obba Lube č Changó quando č con Obba; Obbara
č il Changó povero, straccione e bugiardo; Obbańa quando č il re dei tamburi batá;
Changó Eyée č il Changó guerriero; Changó Alaye e Changó Elueke
quando si presenta con lascia bipenne; Oba Koso č il Changó impiccato; Changó
Olufina quando č in relazione con la ceiba; Alafi Alafi č il Changó
re dei re. |
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Elegguá |
| Elegguá, assimilato al Bambino di Atocha e a
SantAntonio di Padova, č il dio dei viaggi, padrone degli incroci e guardiano delle
porte. Tutte le feste della Santería cominciano e terminano con canti, ritmi e
danze per Elegguá. Egli balla con il suo attributo, il garabato, una sorta di
gancio o di ramo curvo con il quale apre il cammino agli uomini. |
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Gli Ibeyi |
| Gli Ibeyi sono i due orichas
gemelli identificati con San Cosma e San Damiano. |
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Inle |
| Inle (Erinle, Ynle) č loricha
identificato con lArcangelo Raffaele e con lAngelo Custode. |
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Obatalá |
| Obatalá č il creatore del genere umano, loricha
della pace e della giustizia, "dueńo de todas las cabezas". Il suo
corrispettivo cattolico č la Virgen de la Mercedes. |
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Obba |
| Obba (Obba Yurú) č loricha, figlia
di Obatalá, identificato con Santa Rita da Cascia, Santa Caterina da Siena e Santa
Caterina dAlessandria. |
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Ochosi |
| Dio della caccia e dei cacciatori, č il
protettore dei carcerati e dei latitanti; il corrispettivo cattolico di Ochosi č San
Norberto ma anche SantAlberto. |
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Ochún |
Ochún č la dea dei fiumi, della
bellezza, della maternitŕ, della ricchezza, del miele e delloro. Suoi attributi
cono un ventaglio (chiamato Abebe) tempestato di perle gialle, uno specchio e il corallo.
Il suo colore č il giallo, il suo metallo loro. Č identificata con la Patrona di
Cuba, la Virgen de la Caridad del Cobre, titolo che le fu riconosciuto da Papa
Benedetto XV il 26 maggio 1916. La Virgen de la Caridad del Cobre č anche chiamata
dai Cubani "la Cachita". La tradizione racconta che una mattina del 1628 due
indiani, Rodrigo e Juan de Hoyos, e uno schiavo negro di dieci anni, Juan Morteno,
venivano da Barajagua alla Bahía de Nipe per cercare sale. Quando furono arrivati in quel
luogo si accorsero che non era possibile raccogliere sale a causa del mare agitato.
Cercarono allora rifugio e dopo tre giorni riuscirono a partire su di una canoa per
dirigersi verso le saline della costa. Non era molto che navigavano, quando videro sopra
le onde un oggetto bianco, che essi immaginarono essere il cadavere di un qualche uccello
marino. Allimprovviso e con grande sorpresa si accorsero che loggetto sulle
onde era invece una immagine della Vergine Maria posta sopra una tavola. Presa
limmagine e depositata nella canoa, lessero sulla tavola questa iscrizione: "Io
sono la Virgen de la Caridad". Sistemata la Virgen nella canoa, senza
aver raccolto sale, tornarono a Barajagua dove giŕ era arrivata la notizia.
Limmagine fu portata nellaltare maggiore della chiesa parrocchiale e un uomo
di grande fede, di nome Marías de Olivera, si offrě di dedicarsi al suo servizio.
Limmagine della Virgen de la Caridad č piccola e la sua base rotonda; nel
braccio sinistro sostiene il Bambino Gesů che a sua volta sorregge un globo terracqueo.
Il Santuario de Nuestra Seńora de la Caridad č situato nel villaggio El Cobre, a
16 km circa da Santiago.

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Oddúa |
| Oddúa, divinitŕ dei misteri e dei
segreti della morte, č loricha identificato con il Figlio di Dio e con San
Manuel. |
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Oggún |
| Oggún č loricha che forma insieme
a Elegguá
e a Ochosi
la trilogia degli dei guerrieri del pantheon yoruba. I canti a Oggún seguono,
nelle feste, quelli a Elegguá.
Suo attributo č il machete. Il corrispettivo cattolico di Oggún č San Pietro. Č
il padrone dei metalli, delle fucine, delle montagne, delle chiavi, delle catene e dei
parafulmini. |
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Olofi-Oloddumare-Olorun |
| Olofi-Oloddumare-Olorun č la
trilogia di orichas identificata con la Divina Trinitŕ. |
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Oricha Oko |
| Protettore di coloro che lavorano la
terra, divinitŕ della terra, dellagricoltura e del raccolto, Oricha Oko č
associato a San Isidro el Labrador, ossia il santo spagnolo SantIsidoro
lAgricoltore, patrono di Madrid e dei lavoratori. A San Isidro viene riconosciuto il
potere di provocare o arrestare la pioggia: quando il cielo minaccia temporali si fa una
croce con la polvere e si recita questa formula: "San Isidro el Labrador, quita el
agua y pon el sol". San Isidro, patrono dei contadini e delle cittŕ di Madrid,
León, Saragozza e Sevilla, era un umile agricoltore, vissuto nei pressi di Madrid tra il
1070 e il 1130; fu canonizzato da Papa Gregorio XV nel 1622. |
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Orula |
| Orula, č loricha della divinazione;
č identificato con San Francesco dAssisi, San Giuseppe della Montagna e San
Filippo. |

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Osaín |
| Osaín č loricha
assimilato a San Giuseppe e a San Raimondo Nonnato. Č il padrone di tutte le specie
vegetali. |
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Oyá |
| Sposa di Changó, Oyá (Yansá, Yansán) č
loricha il cui corrispettivo cattolico č la Virgen de la Candelaria
(La Purificazione della Vergine), ossia Santa Teresita de Jesús, e la Virgen del
Carmen. |
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Yemayá |
| Yemayá, divinitŕ dellacqua salata e della
maternitŕ, č loricha assimilato alla Virgen de Regla. Le sue danze sono
dolci e soavi, come a rappresentare le onde del mare. Indossa sette braccialetti
dargento e sette gonne come a rappresentare i sette mari profondi e misteriosi. |
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Yewá |
| Yewá č loricha
assimilato a Nostra Signora degli Abbandonati, Nostra Signora di Monserrat, La Vergine dei
Dolori, Santa Chiara dAssisi e Santa Rosa da Lima. |
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| * Carlo Nobili č antropologo americanista del Museo Nazionale Preistorico
Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma. |
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