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Relazione di Cuba sulla Risoluzione 59/11 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite

NECESSITÀ DI PORRE FINE AL BLOCCO ECONOMICO, COMMERCIALE E FINANZIARIO IMPOSTO DAGLI STATI UNITI D'AMERICA CONTRO CUBA
15 agosto 2005
 

INDICE
INTRODUZIONE

Azioni di rafforzamento del blocco da parte degli Stati Uniti
Assedio, minacce e sanzioni a persone, istituzioni e ONG
Crescente opposizione al blocco all'interno degli Stati Uniti

1 - L'EXTRA-TERRITORIALITÀ NELLA POLITICA DEL BLOCCO

Accentuazione del blocco per la crescente partecipazione degli Stati Uniti all'economia internazionale
Sanzioni civili imposte dall'OFAC contro enti (compagnie, istituti bancari e ONG)
L'extra-territorialità nei danni al commercio estero e agli investimenti
La sezione 211 della Legge Omnibus di Assegnazioni Consolidate Supplementari e di Emergenza degli Stati Uniti del 1999 e le nuove aggressioni sul tema dei marchi
Esempi di danni per l'applicazione extra-territoriale del blocco

2 - DANNI ECONOMICI E SOCIALI

Riassunto dei danni del blocco in alcuni dei settori di maggiore impatto sociale
Danni ad altri settori dell'economia nazionale
Danni causati allo scambio accademico, scientifico, culturale e sportivo tra il popolo cubano e quello nordamericano

3 - ALCUNI EFFETTI DEL BLOCCO PER L’ECONOMIA STATUNITENSE, PER IL SUO
POPOLO E PER ALTRI POPOLI DEL MONDO

CONCLUSIONI
 





INTRODUZIONE

Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba è il più prolungato e crudele che la storia dell’umanità abbia conosciuto, ed è parte essenziale della loro politica di ostilità e di aggressioni contro il popolo cubano. Il suo obiettivo, definito dal 6 aprile 1960, è stato la distruzione della Rivoluzione cubana: "… attraverso la delusione e la demoralizzazione basate sulla insoddisfazione e sulle difficoltà economiche (…) negando denaro e forniture a Cuba, per far diminuire i salari reali e monetari, al fine di causare fame, disperazione e l’abbattimento del Governo (…)".(1)
Relazione segreta del funzionario del Dipartimento di Stato, I. D. Mallory, declassificato nel 1991. In Department of State: Foreign Relations of United States, volume VI, 1991, p. 886

Costituisce, allo stesso modo, una componente fondamentale della politica di Terrorismo di Stato che, in modo silenzioso, sistematico, cumulativo, inumano e spietato, colpisce la popolazione senza distinzione di età, sesso, razza, credo religioso o posizione sociale.

Questa politica, applicata e resa più dura da dieci amministrazioni nordamericane, è definita inoltre come un atto di genocidio, in virtù dell’inciso (c) dell’articolo II della Convenzione di Ginevra per la Prevenzione e la Sanzione del delitto di Genocidio, del 9 dicembre 1948 e costituisce, pertanto, un delitto del Diritto Internazionale. Detta Convenzione definisce come tali "(…) gli atti perpetrati con l’intenzione di distruggere in modo totale o parziale un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso", e in questi casi contempla "la sottomissione intenzionale del gruppo a condizioni di esistenza che portino alla sua distruzione fisica, totale o parziale".

Il blocco contro Cuba è un atto di guerra economica. Non esiste alcuna norma del Diritto Internazionale che giustifichi il blocco in tempi di pace. Dal 1909, nella Conferenza Navale di Londra, è stato definito come principio del Diritto Internazionale che il "blocco è un atto di guerra" e su questa base, il suo impiego è possibile unicamente tra i belligeranti.

Anche se il blocco totale del commercio tra gli Stati Uniti e Cuba è stato decretato formalmente mediante Ordine Esecutivo del Presidente John F. Kennedy il 3 febbraio 1962, le misure del blocco sono iniziate poche settimane dopo il trionfo della Rivoluzione cubana, il 1° gennaio 1959.

Il 12 febbraio 1959, il Governo degli Stati Uniti ha negato la concessione di un modesto credito richiesto da Cuba per mantenere la stabilità della moneta nazionale. Successivamente sono state applicate altre misure come la restrizione delle forniture di combustibile all’Isola da parte delle multinazionali nordamericane, la paralisi di impianti industriali, la proibizione di esportazioni a Cuba e la soppressione parziale e poi totale della quota di zucchero.

In virtù del blocco, tra le altre restrizioni, Cuba non può esportare alcun prodotto negli Stati Uniti, né importare da questo paese qualsiasi mercanzia; non può ricevere turismo nordamericano; non può utilizzare il dollaro nelle sue transazioni con l’estero; non ha accesso ai crediti, né può realizzare operazioni con istituzioni finanziarie multilaterali, regionali e nordamericane e le sue navi e i suoi aerei non possono toccare il territorio nordamericano.

Il blocco ha un marcato un carattere extra-territoriale. Per aggravare i nefasti effetti della perdita dell’85 % del commercio estero cubano che si è prodotta dopo la sparizione del campo socialista europeo e dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti hanno approvato nel 1992 la cosiddetta Legge Torricelli. In virtù di questa legge sono state bruscamente interrotte le importazioni cubane provenienti da filiali nordamericane in paesi terzi, che nel 1991 ammontavano a 718 milioni di dollari, di cui il 91 % era costituito da alimenti e medicinali proveniente da paesi terzi. Detta Legge ha imposto severe proibizioni alla navigazione marittima da e verso Cuba, istituzionalizzando rigorose disposizioni extra-territoriali. La nave di un paese terzo che tocchi un porto cubano, non potrà entrare in un porto degli Stati Uniti fino a quando non siano trascorsi sei mesi e ottenuto un nuovo permesso.

La Legge Helms-Burton del 1996, ha reso più duri gli effetti del blocco; ha incrementato il numero e la portata delle disposizioni con effetto extra-territoriale; ha imposto la persecuzione e la sanzione agli attuali e potenziali investitori esteri a Cuba e ha autorizzato il finanziamento di azioni ostili, sovversive e aggressive contro il popolo cubano.

Dalla fine del 2001, e in virtù di una legislazione approvata dal Congresso nordamericano nell’anno 2000 come risultato delle esigenze del settore agro-esportatore e della società nordamericana in generale, Cuba ha iniziato i suoi acquisti di alimenti negli Stati Uniti che nel 2004 hanno raggiunto un valore di 474.1 milioni di dollari. Tuttavia, le importazioni cubane sono soggette a severe restrizioni e a complicate procedure. Cuba deve effettuare i pagamenti in contanti e in anticipo senza la possibilità di ottenere crediti finanziari, neppure privati. La vendita e il trasporto delle mercanzie richiedono l’ottenimento di licenze per ogni operazione. Cuba non può utilizzare la sua flotta mercantile per il trasporto; deve ricorrere a navi di paesi terzi e, in modo principale, degli Stati Uniti. I pagamenti vengono realizzati attraverso banche di paesi terzi, dato che sono proibite le relazioni bancarie dirette.

Le restrizioni all’importazione di prodotti medici sono di tale portata che questi risultano impossibili da ottenere. Comprendono la verifica da parte dell'esportatore statunitense dell'utilizzo del prodotto o dell'apparecchiatura nella destinazione finale e la proibizione di vendere a Cuba prodotti e apparecchiature di tecnologia avanzata.

Oltre il 70 % dei cubani è nato e vissuto sotto il blocco, per la sua decisione sovrana di difendere il proprio diritto alla libera determinazione e di non vacillare nella sua determinazione di indipendenza, giustizia sociale ed uguaglianza.

Il danno economico diretto causato al popolo cubano per l'applicazione del blocco, a partire da calcoli preliminari per difetto, supera gli 82.000 milioni di dollari, con una media di 1.782 milioni di dollari all'anno. Questo importo totale non comprende gli oltre 54.000 milioni di dollari imputabili a danni diretti causati a obiettivi economici e sociali del paese per i sabotaggi e per le azioni terroristiche promosse, organizzate e finanziate dagli Stati Uniti, né il valore dei prodotti che non si possono più produrre o i danni derivati delle onerose condizioni creditizie che vengono imposte a Cuba. Il danno causato dal blocco nell'ultimo anno ha superato 2.764 milioni di dollari.

L'esigenza dell'Assemblea Generale affinché si ponga fine a questa politica di blocco, compresa in tredici delle sue risoluzioni adottate con l'appoggio quasi unanime degli Stati membri delle Nazioni Unite, è stata sfidata dalle autorità statunitensi, confermando il loro più assoluto disprezzo nei confronti delle Nazioni Unite, del multilateralismo e del Diritto Internazionale.

Il 30 giugno 2004 sono entrate in vigore le misure comprese nella Relazione della cosiddetta 'Commissione di Aiuto a una Cuba Libera', approvata da George W. Bush il 6 maggio dello stesso anno. Nelle sue 450 pagine, sono comprese proposte di nuove azioni e misure dirette a rendere più duro il blocco, che aggravano le azioni contro il turismo e contro gli investimenti a Cuba, che limitano i flussi finanziari e i viaggi all'Isola, e che restringono ancora di più le rimesse familiari e gli scambi in differenti sfere, con l'obiettivo di propiziare le condizioni che facilitino un intervento statunitense nell'Isola che permetta loro di imporre un "cambiamento di regime", come è stato proclamato dal Presidente degli Stati Uniti il 20 maggio 2004.

Il periodo che riguarda questa relazione - secondo semestre del 2004 e primo semestre del 2005 - è stato testimone dell'applicazione di tali misure, aspetto che risulta coerente alle criminali pretese dell'amministrazione nordamericana contro il popolo cubano.


Azioni di rafforzamento del blocco da parte degli Stati Uniti

L'8 luglio 2004, a compimento del Proclama 7757 del Presidente George W. Bush, il servizio di Guardacoste ha promulgato nuove regole che stabiliscono restrizioni per l'uscita di imbarcazioni da diporto che abbiano l'intenzione di entrare nelle acque cubane. Sono previste sanzioni da 25.000 dollari, oppure cinque anni di prigione, o entrambe, come pure la confisca delle imbarcazioni ai trasgressori.

A partire dal secondo trimestre del 2004, il Governo degli Stati Uniti, congiuntamente ai congressisti federali della mafia anticubana di Miami, ha lanciato una campagna di speculazioni e di calunnie sull'origine e sulla destinazione dei fondi cubani in dollari, come pure di pressioni e di minacce di indagini e sanzioni per intimorire tutte le banche estere che potessero avere relazioni finanziarie con Cuba. Nell'ambito di detta campagna, la Riserva Federale degli Stati Uniti ha imposto nel maggio del 2004 una multa di 100 milioni di dollari alla banca svizzero UBS AG, per avere violato in modo presunto le sanzioni statunitensi contro Cuba, Libia, Iran e Jugoslavia. Il fine era quello di impedire il deposito, il cambio con altre monete o i bonifici attraverso banche di paesi terzi dei dollari che Cuba ottiene legittimamente attraverso il turismo, rimesse e vendite in centri commerciali, con l'obiettivo di impedire le importazioni cubane, in principal modo quelle di alimenti, medicine e combustibili, potenziando un collasso economico e una situazione sociale estremamente critica.

Il 27 agosto 2004, il Presidente George W. Bush pronunciando un discorso elettorale a Miami, ha riaffermato la necessità di mantenere il blocco per abbattere la Rivoluzione cubana, indicando che "il blocco è una parte necessaria di quella strategia".

Il 30 settembre 2004, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha indicato che secondo le recenti modifiche ai Regolamenti di Controllo dei Fondi Cubani, 31 C.F.R. Part 515 (the 'Regulations'), i cittadini o i residenti permanenti negli Stati Uniti non possono comprare in modo legale prodotti di origine cubana, compreso tabacco e alcool, in un paese terzo, neanche per uso personale all'estero. Le sanzioni penali per la violazione di questi Regolamenti possono raggiungere il milione di dollari nelle multe per le aziende e i 250.000 dollari e fino a 10 anni di carcere per persone fisiche. Pene civili fino a 65.000 dollari possono essere imposte dall'Ufficio di Controllo dei Fondi Cubani (OFAC), del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Il 9 ottobre 2004, il Sottosegretario per gli Affari dell'Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Dan W. Fisk, in un'aggressione senza precedenti nella storia delle relazioni finanziarie internazionali, ha annunciato la costituzione di "un Gruppo di Persecuzione dei Fondi Cubani" per indagare e bloccare le nuove vie di movimento di valuta verso e da Cuba, citando in particolare il "turismo, che ha sostituito le esportazioni di zucchero come principale fonte di valuta".

Nel secondo semestre del 2004, l'OFAC ha dichiarato "aziende nazionali particolarmente designate" le compagnie Melfi Marine Corporation S.A. A. e Tour Marketing Ltd., e "azienda nazionale cubana" l'azienda SERCUBA, aspetto che ha implicato l'applicazione immediata delle regole del blocco a queste aziende.

Nel gennaio del 2005, si è appreso che l'OFAC ha interpretato i regolamenti sui viaggi a Cuba in modo tale, che ai cittadini nordamericani non sia permesso di partecipare a riunioni a Cuba patrocinate e organizzate da agenzie dell'ONU, a meno che ottengano previamente una licenza.

Il 22 febbraio 2005, l'OFAC ha re-interpretato il concetto di "pagamento in contanti e anticipato" sugli acquisti negli Stati Uniti da parte di Cuba di prodotti agricoli e medici, stabilendo che si intende per ciò che il pagamento sia realizzato prima che le merci vengano caricate in un porto statunitense per la loro spedizione a Cuba. La misura, che costituisce un ostacolo addizionale alle limitate importazioni di alimenti, è entrata in vigore lo scorso 24 marzo. L'insicurezza nei rifornimenti derivata da detta interpretazione, ha obbligato Cuba a ricorrere nel primo quadrimestre dell'anno, a forniture alternative in paesi terzi per assicurare l'acquisto di 300 milioni di dollari in prodotti alimentari e agricoli che in origine era stato pianificato di importare dagli Stati Uniti. Le transazioni sono calate del 26 % tra gennaio e aprile del 2005 in relazione allo stesso periodo del 2004, secondo le statistiche del Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti. La contrazione comprende una caduta del 52 % negli acquisti di riso.(2)
(2) Dispaccio dell'agenzia IPS, pubblicato da 'La Tribuna Hispana' (U.S.A.) il 28 giugno 2005

Il 24 febbraio del 2005, una Corte d'Appello ha revocato la decisione di un giudice di New York, in data 29 marzo 2004, che aveva stabilito che gli Stati Uniti, nel rispetto dei trattati internazionali, sono obbligati a riconoscere i diritti dell'azienda cubana CUBATABACO sul marchio Cohíba nel territorio degli Stati Uniti, sotto la teoria dei marchi famosi. La nuova sentenza è contraria ai regolamenti internazionali sulla protezione dei marchi.

Il 13 aprile 2005, si è saputo che la Corte d'Appello del Terzo Circuito ha emesso il verdetto di colpevolezza contro il cittadino nordamericano Stefan Brodie, ex-presidente dell'azienda Purolite, che era stato processato nell'anno 2002 di avere cospirato per violare il blocco contro Cuba. Brodie era stato assolto dalla giudice di primo grado, che aveva stabilito che non vi erano prove dirette che dimostrassero la sua partecipazione alle vendite a Cuba di resine ionizzate per la purificazione dell'acqua.

Il 29 aprile 2005, il Presidente George W. Bush ha ordinato al Dipartimento del Tesoro di consegnare 198.000 dollari dei fondi cubani congelati alla residente di origine cubana, Ana Margarita Martínez, per adempiere a una sentenza arbitraria contro Cuba, che una corte statale della Florida aveva emesso nell'anno 2001, determinando il pagamento di 27.1 milioni di dollari.

In aprile, è stata negata l'entrata negli Stati Uniti ai nuovi dirigenti della compagnia canadese Sherritt e ai loro parenti, in applicazione del Titolo IV della Legge Helms-Burton.


Assedio, minacce e sanzioni a persone, istituzioni e ONG

Il 6 luglio 2004, l'OFAC ha avvertito i partecipanti alla Carovana solidale dell'organizzazione nordamericani 'Pastori per la Pace', che coloro che si sarebbero recati a Cuba senza il corrispondente permesso del Dipartimento del Tesoro sarebbero stati sottoposti alle sanzioni previste nei regolamenti. 'Pastori per la Pace' è un progetto ecumenico della Fondazione Interreligiosa per l'Organizzazione Comunitaria, che tra il 1992 e il 2004, ha portato a Cuba computer usati, medicine, alimenti, giocattoli, libri, ecc., come aiuto solidale per il popolo cubano, senza una licenza del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Il 9 novembre 2004, la compagnia Xael Charters ha ricevuto la visita di funzionari dell'OFAC, che hanno chiesto informazioni sulle operazioni a Cuba, nell'ambito del rafforzamento delle misure di persecuzione.

Il 12 novembre 2004, il presidente dell'Alleanza Cubano-Americana per i Fondi Educativi (CAAEF), ha ricevuto una lettera dell'OFAC, che richiedeva l'elenco di tutte le persone e delle istituzioni che hanno beneficiato della loro licenza di viaggio negli ultimi cinque anni.

Il 13 novembre 2004, la Brigata Venceremos ha emesso una nota di protesta, con la quale ha fatto sapere di avere ricevuto una lettera dell'OFAC che chiedeva informazioni sui viaggi organizzati a Cuba.

Il 23 novembre 2004, la Galleria d'Arte Corcoran di Washington, dopo aver ricevuto pressioni dell'OFAC e del Dipartimento di Stato, ha annullato un evento culturale patrocinato dalla Sezione di Interessi di Cuba.

Il 30 marzo 2005, l'OFAC ha inviato una lettera all'organizzazione U.S-Cuba Labor Exchange, sollecitandola a "sospendere e a desistere" dal promuovere e organizzare il viaggio a Cuba di una delegazione che avrebbe partecipato al IV Incontro Emisferico di Lotta contro l'ALCA e alle attività per la Giornata Internazionale dei Lavoratori. L'OFAC ha preteso inoltre, che in un termine di 20 giorni lavorativi, le fosse inviata una lista dettagliata con i dati dei membri della citata delegazione.

Nell'aprile di 2004, sono stati spediti inviti ai signori Christopher Schenk, cittadino nordamericano e geologo del Servizio Geologico degli Stati Uniti, dipendenza del Dipartimento dell'Interno, e Richard T. Buffler, geofisico nordamericano dell'Università di Austin, nel Texas, affinché partecipassero alla Convegno di Scienze della Terra. Immediatamente il signor Buffler ha risposto che, nonostante il suo interesse per il Convegno, gli sarebbe stato impossibile partecipare per altri impegni precedenti. Riguardo al signor Schenk – che aveva presentato alla Conferenza e Mostra Annuale dell'Associazione Americana di Geologi del Petrolio, effettuata a Cancún, nel novembre del 2004, una valutazione delle riserve prevedibili di petrolio nelle acque profonde a nord di Cuba - si è saputo attraverso un messaggio di posta elettronica del signor Buffler che: "(.....) quando il Governo degli Stati Uniti ha saputo che egli aveva fatto una valutazione delle acque di Cuba, lo hanno umiliato duramente e gli hanno detto che non poteva continuare ad avere comunicazioni con Cuba e lo hanno minacciato di multarlo se lo avesse fatto (...)". Gli esperti nordamericani si sono scusati per non avere potuto partecipare all'evento.

Nell'aprile 2005, l'OFAC ha inviato una lettera circolare alle organizzazioni che hanno licenze per viaggi a scopi religiosi a Cuba, informandoli che si stanno facendo indagini su presunti "abusi delle licenze religiose", fatto che potrebbe implicare la sospensione o la revoca delle licenze e l'imposizione di multe amministrative o di sanzioni penali. La missiva insisteva sul fatto che potevano recarsi a Cuba solo i soci dell'organizzazione in questione che sono impegnati in attività religiose, che le licenze religiose non consentivano di trasferire fondi a cittadini o enti cubani e che le donazioni a individui o a gruppi a Cuba richiedevano l'autorizzazione del Dipartimento del Commercio.

Nell'anno 2004, l'OFAC ha imposto multe a 316 cittadini e residenti degli Stati Uniti per aver violato varie disposizioni del blocco. Nel primo quadrimestre del 2005, erano già state comminate 307 multe, quasi la stessa quantità di tutto l'anno precedente. Come parte del rafforzamento della persecuzione dei viaggi a Cuba, si è prodotto un cambiamento nella politica precedente che a volte ritardava, persino per anni, la notifica della violazione e l'applicazione delle sanzioni alle persone.

Nonostante che l'inizio dell'applicazione delle nuove restrizioni ai viaggi sia avvenuto nel secondo semestre del 2004, lo scorso anno le visite dei nordamericani a Cuba sono diminuite del 40.5 %, con 51.027 persone rispetto alle 85.809 del 2003. I viaggi dei cubani residenti negli Stati Uniti si sono ridotti del 50.3 % nello stesso periodo, avendo visitato Cuba 57.145 persone contro le 115.050 arrivate nell'anno precedente.


Crescente opposizione al blocco all'interno degli Stati Uniti

Il Governo degli Stati Uniti continua a ignorare l'opposizione al blocco da parte dell'opinione pubblica del suo paese, che si è manifestata, tra l'altro, in numerose espressioni e azioni nel Congresso e nei Governi statali e di personalità politiche e intellettuali, organizzazioni non governative e settori imprenditoriali. Tra queste si distinguono:

Nell'anno 2004, la Camera dei Rappresentanti ha approvato quattro emendamenti che si proponevano di revocare i regolamenti sull'invio di piccoli pacchi a Cuba, di eliminare le restrizioni alle visite familiari degli emigrati cubani all'Isola, di sospendere le misure che ostacolano i programmi studenteschi nordamericani a Cuba e di eliminare le restrizioni alle esportazioni di alimenti e medicine, comprese quelle relative all'accesso a crediti privati. Tuttavia, come risultato delle pressioni della leadership repubblicana e della minaccia di veto del Presidente, tutti questi emendamenti sono stati omessi nel testo finale delle leggi in cui erano stati inseriti.

Nel 2005, benché alla Camera dei Rappresentanti fossero stati presentati emendamenti diretti a eliminare le restrizioni agli scambi accademici, alle visite familiari, ai viaggi religiosi e all'invio di piccoli pacchi a Cuba, questi non sono stati accolti per le pressioni dell'Amministrazione e della leadership repubblicana, come pure per il contributo finanziario dell'estrema destra cubano-americana alle campagne politiche di un numero considerevole di rappresentanti, realizzato a condizione che questi si sarebbero opposti a qualsiasi flessibilizzazione del blocco contro Cuba.

Malgrado nel Senato la maggior parte dei suoi membri sia favorevole all'eliminazione delle restrizioni ai viaggi a Cuba dei nordamericani e dei cubani residenti negli Stati Uniti, i difensori in detto organismo della politica anticubana dell'attuale Amministrazione, sono ricorsi a manovre di procedura per impedire che iniziative dirette a promuovere cambiamenti nella stessa possano prosperare nel dibattito legislativo.

Dal 9 al 12 gennaio 2005, il Convegno Annuale della Federazione Americana dei Coltivatori di Grano (AFBF, nella sua sigla in inglese) ha approvato una risoluzione che sollecitava l'amministrazione del Presidente George W. Bush all'immediata normalizzazione del commercio con Cuba.

Il 10 febbraio, il Senato Statale dell'Alabama ha approvato la risoluzione congiunta SRJ.26 per "esigere dal Congresso degli Stati Uniti l'eliminazione delle restrizioni commerciali, finanziarie e di viaggi a Cuba".

Il 3 marzo, i Rappresentanti dei porti nordamericani del Golfo del Messico, hanno approvato una Risoluzione in cui esprimono il loro sostegno all'eliminazione del blocco per la vendita di medicine e di alimenti a Cuba. Inoltre, hanno richiesto al Congresso di ristabilire le condizioni, per il pagamento in contanti e anticipato, precedenti alla pubblicazione delle nuove misure dell'OFAC su questo tema.

Il 16 marzo 2005, la Federazione del Riso degli Stati Uniti, ha esortato il Congresso a cambiare il regolamento sui pagamenti per gli acquisti di alimenti realizzati da Cuba e a consentire che i contratti esistenti possano essere evasi, nel rispetto della Legge di Riforma delle Sanzioni dell'anno 2000.

Il 26 aprile 2005, è stata annunciata ufficialmente la costituzione dell'Associazione Commerciale Cuba-Stati Uniti, composta da oltre 30 compagnie, agenzie statali e organizzazioni di 19 stati nordamericani, allo scopo di lavorare per l'eliminazione delle restrizioni al commercio con Cuba. Tra i membri si trovano le grandi aziende ADM, Caterpillar e Cargill. La Giunta Direttiva è capeggiata dall'ex-Segretario di Commercio, Bill Reinsch. L'Associazione è presieduta da Kirby Jones e nella sua giunta di consulente può contare sull'ex-Segretario Aggiunto di Stato, William D. Rogers, su David Rockefeller, sull'ex-rappresentante commerciale, Carla Hills, sull'ex Segretario della Difesa, Frank Carlucci, e sull'ex-Segretario della Difesa ed ex-direttore della CIA., James Schlesinger, tra gli altri.

Lo scorso 8 giugno, l'Assemblea statale di New York ha adottato senza votazione una risoluzione legislativa, presentata da un numeroso gruppo di membri, che esorta il Presidente degli Stati Uniti a promuovere le visite di popolo a popolo tra i residenti di New York e di Cuba. Il testo è stato presentato inizialmente da un nutrito gruppo di membri dell'assemblea, su iniziativa di José Rivera, tra gli altri.



1 - L'EXTRA-TERRITORIALITÀ NELLA POLITICA DEL BLOCCO

La falsità del cinico impegno del Governo degli Stati Uniti di presentare la politica di blocco contro Cuba come un tema esclusivamente bilaterale, è stata dimostrata dai danni a numerosi Stati, cittadini e aziende di paesi terzi provocati dalle disposizioni extra-territoriali del blocco, alle quali non sono riuscite a sottrarsi neppure organizzazioni internazionali del sistema delle Nazioni Unite.

Non risulta ozioso ricordare alcune delle disposizioni extra-territoriali del blocco, che continuano a essere in vigore e che continuano a provocare abbondanti danni, sia a Cuba sia a paesi terzi, ai quali viene limitato il diritto a trarre pieno beneficio dalle opportunità generate dall'economia cubana. Tra queste:
E’ proibito alle filiali di aziende statunitensi che hanno sede in paesi terzi di realizzare qualunque tipo di transazione con aziende cubane, o di acquistare beni la cui elaborazione abbia richiesto qualche prodotto proveniente da Cuba.
E’ proibito ad aziende di paesi terzi di esportare negli Stati Uniti qualunque prodotto che contenga qualsiasi materia prima cubana.
E’ proibito ad aziende di paesi terzi di vendere a Cuba beni o servizi in cui sia stata utilizzata tecnologia statunitense o che contengano nella loro fabbricazione prodotti di questa provenienza che eccedano oltre il 10 % del loro valore, anche se i loro proprietari sono cittadini di paesi terzi.
E’ proibito l'ingresso nei porti degli Stati Uniti a navi che abbiano trasportato merci da o per Cuba.
E’ proibito a banche di paesi terzi di aprire conti in dollari statunitensi a persone fisiche o giuridiche cubane o che effettuino qualunque transazione finanziaria in detta valuta con enti o persone cubane, nel qual caso saranno sequestrati.
E’ proibito a imprenditori di paesi terzi di realizzare investimenti o commerci con Cuba, qualora queste operazioni siano relazionate con proprietà soggette a reclamo da parte degli Stati Uniti. Gli imprenditori che non si sottopongono a questa proibizione saranno oggetto di sanzioni e di rappresaglie.


Accentuazione del blocco per la crescente partecipazione degli Stati Uniti all'economia internazionale

I danni provocati dal carattere extra-territoriale del blocco sono moltiplicati dall’importante partecipazione degli Stati Uniti e delle loro aziende al commercio e agli investimenti multinazionali. Gli Stati Uniti controllano il 45 % delle principali aziende multinazionali del mondo, comprese 8 delle 10 principali. Sono anche la principale fonte di investimenti del mondo. Dai 125.000 milioni di dollari investiti all'estero nel 2002, hanno oltrepassato i 152.000 milioni di dollari nel 2003. La proporzione della partecipazione nordamericana all'investimento estero nel mondo è cresciuta in questo periodo dal 19 % al 25 %.(3) Gli Stati Uniti sono il primo importatore di merci a livello internazionale (21.9 %) e sono leader nello scambio commerciale di servizi nel mondo.
(3) Relazione sugli Investimenti nel Mondo 2004. Conferenza delle Nazioni Unite su Commercio e Sviluppo (UNCTAD)

In materia di tecnologie, gli Stati Uniti si trovano tra i primi cinque paesi in quanto a sviluppo e ad applicazione delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni e ostentano la leadership nel mondo riguardo al potenziale di commerci. Inoltre, possiedono 11 delle 14 maggiori aziende multinazionali in questo settore e assorbono oltre l’80 % del commercio elettronico che vengono realizzate nel mondo.(4)
(4) Relazione mondiale sulle tecnologie dell’informazione 2004-2005, del Forum Economico Mondiale.

Delle 50 compagnie leader del mercato farmaceutico mondiale, 20 sono statunitensi. Solamente 10 compagnie multinazionali (5 di queste nordamericane), realizzano quasi la metà delle vendite mondiali di farmaci, alcuni di essi unici. Gli Stati Uniti concentrano circa il 75 % del mercato mondiale di prodotti ricombinanti (per la maggior parte prodotti biofarmaceutici) e generano il 31 % del valore della produzione farmaceutica mondiale, con una tendenza in crescendo.(5)
(5) Relazione sulla situazione dei medicinali nel mondo. OMS, 2004.

Sia gli investimenti di aziende di paesi terzi negli Stati Uniti, sia quelli delle aziende nordamericane all'esterno, fondamentalmente sotto forma di fusione e di acquisizione totale o parziale di aziende, aggravano l'impatto extra-territoriale del blocco, riducendo lo spazio economico esterno di Cuba e rende più difficile, a volte impossibile, la ricerca di soci e di fornitori per eludere il ferreo blocco nordamericano.

Di seguito alcuni esempi:

Una parte della tecnologia, delle apparecchiature e degli articoli dei centri di ricerca scientifica in biotecnologia, che sviluppano e producono mezzi di diagnosi e terapeutici, come vaccini contro il cancro, proveniva dall'azienda svedese Pharmacia, comprata dall'Amersham e successivamente dalla nordamericana General Electric. Quest'ultima, una volta proprietaria, ha dato il termine di una settimana per chiudere l'Ufficio di Amersham a Cuba e quindi sospendere tutti i suoi contatti con l'Isola.

Attraverso il Progetto Fondo Mondiale di Lotta contro l'AIDS, la Malaria e la Tubercolosi, eseguito dal PNUD, è stata acquistata carne in scatola per i malati di AIDS per un importo di 50.400 dollari dall'azienda brasiliana Oro Rojo. Successivamente, detta azienda ha comunicato che la fabbrica era stata acquisita da un'azienda nordamericana e che una delle prime direttive ricevute è stata quella di annullare il commercio con Cuba.

Tenendo conto dell'importanza del mercato e dello sviluppo tecnologico nordamericano, numerose aziende di diverse parti del mondo, anche se non hanno ancora investimenti di capitale azionario degli o negli Stati Uniti, né una presenza significativa nel mercato di questo paese, si astengono dal realizzare commerci con Cuba o interrompono le loro relazioni con l'Isola, al fine di non mettere in pericolo qualunque eventuale vincolo futuro con capitali della superpotenza:

La First Caribbean International Bank di Bahama, ha inviato una lettera all'azienda HAVANATUR, comunicandole che a partire dal 7 febbraio 2005 terminavano le sue relazioni bancarie, perché "non volevano avere problemi con i nordamericani".

La banca britannica 'Barclays' ha manifestato recentemente ai dirigenti dell'Azienda CUBANIQUEL a Londra, che stava valutando la possibilità di non stabilire commerci con detta azienda, poiché il suo direttore era di origine nordamericana e le leggi del Governo degli Stati Uniti non solo si applicano ad aziende, ma anche a persone.


Sanzioni civili imposte dall'OFAC contro compagnie, istituti bancari e ONG.

Nel 2004, un totale di 77 compagnie, istituti bancari e ONG di diverse parti del mondo è stato multato per azioni considerate illegali dai regolamenti del blocco. L'importo delle multe applicate per aver violato solamente il blocco contro Cuba è stato di 1.262.000 dollari.

Degli enti multati, 11 sono aziende straniere o sussidiarie di compagnie nordamericane che hanno sede in paesi terzi, come Messico, Canada, Panama, Italia, Regno Unito, Uruguay, Bahama e Indie Occidentali Britanniche (Anguila). Altre sette, come Iberia, Alitalia, Air Jamaica, Daewoo e la Banca della Cina, sono state sanzionate adducendo il fatto che le loro filiali negli Stati Uniti hanno violato determinate disposizioni del blocco contro Cuba. Otto di esse hanno pagato multe superiori ai 50.000 dollari.

Tra le multe più significative imposte nel 2004 si distinguono:
Alpha Pharmaceutical, Inc.; ICN Farmaceutica S.A. di C.V.; Laboratori Grossman, S.A., con sede a Panama e in Messico D.F. – 198.711 dollari per l'importazione e l'esportazione di merci da e verso Cuba tra il 1998 e il 2003;
Trinity Industries del Messico, S.A. di C.V., con sede a Città del Messico, Messico – 55.000 dollari, per la vendita di merci destinate a Cuba e per il finanziamento del loro trasporto nel 2001;
Chiron Corporation Ltd., a nome di Chiron S.p.A. e Chiron Behring GmbH, con sede a Emerville, California, Stati Uniti – 168.500 dollari per l'esportazione di bovini a Cuba nel periodo 1999-2002;
Daewoo Heavy Industries America Corp., con sede a Suwanee, Georgia, Stati Uniti – 55.000 dollari, per l'esportazione di merci destinate a Cuba nel 1999.

Nei primi quattro mesi del 2005, cinque enti sono stati sanzionati dall'OFAC con multe - una banca, tre aziende e un'organizzazione non governativa. Tra queste è compresa la Compagnia Martinair Holland N.V.dba, Martinair Usa, con sede nei Paesi Bassi, multata con 6.300 dollari per avere prestato servizi di viaggi senza disporre della licenza e per trasferimento di fondi nell'anno 2003.

La diminuzione delle multe dell'OFAC a istituzioni nel primo quadrimestre di quest'anno, a confronto con i 42 sanzionati civilmente nella stesso periodo dell'anno 2004, non è il risultato di una flessibilizzazione nell'applicazione delle misure del blocco; al contrario, deriva dal terrore e pertanto, dalla dissuasione provocata nelle attività del settore imprenditoriale in relazione a Cuba.


L'extra-territorialità nei danni al commercio esterno e agli investimenti.

Si stima che nell'anno 2004 i danni al commercio esterno cubano provocate dal blocco hanno raggiunto 822.6 milioni di dollari, dato che supera la somma dell'anno precedente di 57.2 milioni di dollari.

L'importo maggiore dei danni identificati riguarda l'applicazione dei regolamenti extra-territoriali, calcolati in 380 milioni di dollari, benché continui ad avere una grande incidenza l'impossibilità di accedere al mercato statunitense, come dimostrano i seguenti grafici.
 


L'impossibilità di accedere a un mercato come quello degli Stati Uniti, potenzialmente naturale per Cuba - con un danno stimato in 305.2 milioni di dollari - ha provocato la necessità di ricollocare in paesi terzi le importazioni e le esportazioni, con i conseguenti incrementi di assicurazioni e noli.

Perfino nei limitati acquisti di alimenti negli Stati Uniti, si sono avuti danni economici per 23.7 milioni di dollari, come risultato delle restrizioni sotto le quali sono stati eseguiti, che impongono spese addizionali per: cambio di valuta, essendo le transazioni effettuate attraverso banche intermediarie; ritardi nello scarico delle navi, dovuto a dilazioni nella riscossione dei pagamenti; e noli, dovendo ritornare vuote le navi negli Stati Uniti.

Le esportazioni cubane di materiali informativi, che eccezionalmente potrebbero essere realizzate negli Stati Uniti, devono essere effettuate attraverso paesi terzi, per cui queste transazioni diventano più care del 40 %. Per questo motivo, alcuni enti statunitensi hanno smesso di acquistare pubblicazioni cubane, fatto che ha causato una perdita di entrate al paese.

Dal punto di vista finanziario, il blocco ha avuto un'incidenza decisiva nella classificazione di Paese a Rischio assegnata a Cuba. Per questo concetto, sono stati quantificati danni economici per 72.2 milioni di dollari, a partire dalle difficili condizioni per accedere a finanziamenti esteri.


- Danni allo sviluppo dell'investimento estero e della collaborazione economica

Cuba non può ricevere investimenti nordamericani né crediti per lo sviluppo dalle principali istituzioni finanziarie e monetarie nordamericane e internazionali.

Nell'anno 2004, la Banca Mondiale ha assegnato 5.300 milioni di dollari all'America Latina e ai Caraibi, mentre la BID ha sborsato 4.232 milioni di dollari per programmi di sviluppo nella regione. Neppure un centesimo di queste risorse finanziarie è stato consegnato a Cuba. Nel caso della BID, se si prendesse come riferimento la somma ottenuta da un'economia simile a quella cubana in quanto a Prodotto Interno Lordo e popolazione - come l'Ecuador - Cuba avrebbe avuto accesso a circa 48.8 milioni di dollari di finanziamento se non fosse esistito il blocco.

Nell'anno 2003, gli Stati Uniti hanno concesso 1.818 milioni di dollari per concetto di Aiuto Ufficiale per lo Sviluppo (AOD) all'America Latina e ai Caraibi. Cuba non ha ricevuto alcun beneficio da questi flussi.

Il Governo nordamericano manipola in modo fraudolento l'informazione sulle risorse che Cuba riceve dagli Stati Uniti, affermando che ogni anno ammontano a oltre mille milioni di dollari in donazioni autorizzate dal Dipartimento del Tesoro e dal Dipartimento del Commercio. La realtà è che nell'anno 2004 sono state ricevute, solo attraverso ONG che, dopo intensi sforzi, sono state autorizzate dal Governo degli Stati Uniti, donazioni per valore di 4.368.279 dollari.

I danni del blocco in materia di investimenti e di collaborazione sono stati abbondanti. Per esempio:

E' stato impedito all'azienda VECO Canadá Ltd., a partecipazione nordamericana, di vincolarsi con l'Azienda CUPET S.A. in progetti di sviluppo di infrastrutture e di capacità tecnologiche per la distribuzione e l'immagazzinamento di combustibili a Cuba. Dopo avere iniziato le conversazioni e progredito in varie proposte, l'azienda canadese si è vista obbligata a ritirarsi dal progetto.

E' stato contrattato con un'azienda europea l'acquisto di equipaggiamenti di sistemi elettrici per irrigazione per un importo di 5.083 euro, da un credito dell'OPEP. Poiché il brevetto della tecnologia delle macchine per irrigazione Valmont è nordamericano, è stato necessario fabbricarle in un paese terzo per evitare penalità o multe al fabbricante. Questo ha provocato che le macchine non fossero pronte per la campagna di semina invernale del 2004 - il loro arrivo era previsto per il mese di settembre - e le ultime sono arrivate a febbraio del 2005, aspetto che ha causato un ritardo considerevole nella produzione agricola.

Nel primo trimestre del 2005, si sarebbe dovuto ricevere una donazione, attraverso la cooperazione internazionale, consistente in tre centrali elettriche, valutando in oltre 30 milioni di dollari ogni generatore a turbina, per alleviare i problemi energetici del paese. Una donazione così necessaria non ha potuto concretizzarsi per le difficoltà con l'autorizzazione del suo invio a Cuba, poiché i componenti erano di provenienza nordamericana, oltre a non potere assicurare il servizio di manutenzione.

Per la minaccia della chiusura delle aziende e per la proibizione di realizzare commerci negli Stati Uniti, tre operatori della Zona Franca hanno dovuto cambiare la loro denominazione; altri operatori per fornire accessori e macchinari provenienti dagli Stati Uniti a Cuba hanno dovuto fare le importazioni da un paese terzo, con i corrispondenti incrementi di costi che questo causa. Si è avuto il caso di un'azienda con sede nella Zona Franca di Berroa, a est di La Habana, che ha dovuto cambiare il suo rappresentante legale, dato che il precedente possedeva il permesso di lavoro a Cuba e realizzava visite di commerci negli Stati Uniti.

Per ovvie ragioni, vengono omessi i nomi e altri particolari in vari casi per non facilitare la persecuzione da parte del Governo degli Stati Uniti.


La sezione 211 della Legge Omnibus di Assegnazioni Consolidate Supplementari e di Emergenza degli Stati Uniti del 1999 e le nuove aggressioni sul tema dei marchi

Per il settimo anno consecutivo Cuba denuncia alle Nazioni Unite l'applicazione da parte del Governo degli Stati Uniti della Sezione 211 della Legge Omnibus di Assegnazioni Consolidate Supplementari e di Emergenza che impedisce ai titolari cubani o ai loro successori, tra questi le aziende estere con interessi a Cuba, il riconoscimento e lo sfruttamento nel territorio degli Stati Uniti dei loro diritti su marchi o nomi commerciali registrati e protetti a Cuba, legati a vecchie proprietà nazionalizzate dal Governo cubano.

Non è ozioso ricordare che questa misura è stata approvata nell'ottobre del 1998, dal Congresso statunitense, mediante un processo carente di trasparenza e a favore della compagnia Bacardí che, ancor quando aveva sede fuori dagli Stati Uniti, ha importanti interessi di commercio in questo paese, a partire dai quali esercita una considerevole influenza politica per mantenere e rafforzare il blocco economico, commerciale e finanziario imposto contro Cuba.

Non è neppure casuale il fatto che la Sezione 211 estenda all'ambito della proprietà intellettuale i propositi della Legge Helms-Burton, che come è noto, è stata promossa anche, tra gli altri, da Bacardí.

L'applicazione della Sezione 211 ha, pertanto, implicazioni molto negative non solo nell'ambito bilaterale tra Cuba e gli Stati Uniti, ma anche nell'ambito multilaterale.

Negli aspetti bilaterali, rafforza il blocco economico, commerciale e finanziario imposto contro Cuba, perché intende ostacolare lo sviluppo degli investimenti esteri nell'Isola, associati alla commercializzazione internazionale di prodotti cubani, i cui marchi e nomi commerciali godono di prestigio a livello mondiale. Fino all'approvazione della Sezione 211 era stato mantenuto, nonostante il blocco, il riconoscimento mutuo dei diritti dei titolari naturali e giuridici di entrambi i paesi nella sfera della proprietà intellettuale.

L'applicazione della riferita Sezione da parte di un tribunale di New York, ha impedito la sentenza favorevole a una compagnia con interessi cubani e francesi (Havana Club Holding) nella causa iniziata dal 1996, cioè, in precedenza all'approvazione della Sezione 211, per risolvere l'usurpazione da parte di Bacardí del diritto all'uso della marchio Havana Club negli Stati Uniti, mediante la commercializzazione fraudolenta in questo paese di un rum prodotto fuori da Cuba.

A compimento dei suoi obblighi internazionali e nonostante la politica di blocco e di ostilità mantenuta dal Governo degli Stati Uniti, Cuba ha onorato e continua a proteggere i diritti di centinaia di compagnie statunitensi che mantengono aggiornata nel territorio nazionale la registrazione di oltre 5.000 marchi, nomi commerciali e brevetti.

L'Organo d'Appello dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), ha deciso nel gennaio del 2002, su istanza dell'Unione Europea, che la Sezione 211 viola gli obblighi di Trattamento Nazionale e di Nazione Più Favorita dell'Accordo sugli ADPIC (Aspetti di Proprietà Intellettuale Relativi al Commercio), invitando gli Stati Uniti ad adattare detta legislazione a questi obblighi in un periodo ragionevole di tempo.

Il Governo degli Stati Uniti è obbligato a rispettare questa decisione e ha concordato con l'Unione Europee diverse proroghe nella sua esecuzione. Il più recente dei termini accordati è scaduto il 30 giugno 2005, concesso sotto il pretesto che le autorità nordamericane starebbero lavorando con il Congresso all'aggiustamento della legislazione.

Cuba ha espresso ripetutamente nelle istanze pertinenti dell'OMC, in particolare nelle riunioni periodiche del suo Organo di Soluzione dei Contrasti, la sua preoccupazione per i successivi termini accordati, sollecitando il Governo statunitense a rispettare la decisione dell'Organo d'Appello e a abrogare la Sezione 211, come unica soluzione possibile alla disputa.

La validità della Sezione 211, che viola i diritti di proprietà intellettuale protetti da accordi internazionali specifici, evidenzia un chiara doppia morale del Governo degli Stati Uniti in materia di rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e mette in discussione, inoltre, ogni fondamento etico alla leadership che detto Governo pretende di svolgere relativamente al tema nel seno dell'OMC.

La reiterata posticipazione da parte del Governo statunitense dell'obbedienza al verdetto dell'organo di competenza dell'OMC, corrobora di modo probatorio la sua mancanza di volontà politica per contribuire all'effettività dei procedimenti di soluzione dei contrasti di questa organizzazione, in una congiuntura particolarmente difficile dei negoziati multilaterali.

Il Progetto S.691, introdotto il 4 aprile 2005 dal Senatore Pete Domenici (R-NM) e co-patrocinato da senatori anticubani come Mel Martínez (R-FL), intende mascherare mediante cambiamenti di cosmesi la Sezione 211, costruendo la falsa immagine che sono stati realizzati gli aggiustamenti necessari per rispondere alle raccomandazioni dell'Organo d'Appello dell'OMC e in questo modo potere mantenere la sua validità. Detto progetto conta sulla versione corrispondente alla Camera dei Rappresentanti (Proyecto HR-1689), introdotta il 19 aprile 2005 dal Rappresentante Tom Feeney (R/FL) e co-patrocinata da congressisti che si oppongono all'eliminazione del blocco a Cuba, come Ileana Ros-Lehtinen e Dan Burton.

Nel gennaio del 2004, l'Ufficio dei Marchi e dei Brevetti degli Stati Uniti d'America (USPTO), ha disistimato la richiesta di Bacardí di cancellare la registrazione del marchio Havana Club concesso dal 1976 alla compagnia cubana CUBAEXPORT, ratificato dalla sentenza parziale del tribunale di New York nel 1998. Contro detta sentenza è stato presentato ricorso da Bacardí davanti ai tribunali, in chiara evidenza dell'interesse di questa compagnia a usurpare il marchio e a fare prevalere la Sezione 211.

La Corte d'Appello del Secondo Circuito di New York, ha ratificato recentemente e in modo inaudito la sua decisione di lasciare scoperti i legittimi diritti sui marchi dell'Azienda Cubana del Tabacco CUBATABACO, proprietaria della prestigiosa marca di sigari cubani 'Cohíba'.

Con questa decisione, oltre a dare continuità alle politiche del Governo nordamericano, si pretende di ignorare gli obblighi internazionali degli Stati Uniti in materia di protezione dei marchi e commerciale. Secondo i ragionamenti di detta Corte d'Appello, sugli obblighi internazionali degli Stati Uniti prevarrebbero nel caso di Cuba le illegittime e unilaterali norme che regolano la politica ostile di blocco economico, commerciale e finanziario contro l'Isola, che sono state respinte sistematicamente dalla quasi totalità della comunità internazionale.

Cuba avverte la comunità internazionale che il mantenimento della Sezione 211 da parte degli Stati Uniti, così come il sorgere di altre azioni con la pretesa di usurpare in territorio nordamericano marchi cubani di ampio prestigio internazionale, che sono protetti da accordi e da trattati internazionali, potrebbe condurre a un clima di incertezza e di messa in discussione di questi diritti, con danni concreti non solo per Cuba, ma anche per gli interessi economici e commerciali di enti degli stessi Stati Uniti.


Esempi di danni per l'applicazione extra-territoriale del blocco

La feroce persecuzione contro qualsiasi azienda o istituzione commerciale o bancaria straniera che stabilisca o intenda stabilire relazioni economiche, commerciali o finanziarie con istituzioni cubane, ha continuato a marcare in modo negativo questo periodo e si è fatta sentire in tutte le sfere della vita del paese. Di seguito, vengono presentati solo alcuni esempi:

ALIMENTAZIONE

Nell'agosto del 2004, sono state contrattate con l'Azienda brasiliana MEBRAFE apparecchiature per la ristrutturazione di tutte le installazioni frigorifere dell'UNIÓN LÁCTEA, come parte del programma sociale di distribuzione di yogurt di soia a tutti i bambini cubani dai 7 ai 13 anni di età. Nelle apparecchiature contrattate vi erano 14 compressori di refrigerazione della marca danese SABROE, per un importo di 339.389 dollari, prezzo già di per sé superiore del 40 % rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere sul mercato nordamericano. La compagnia SABROE della Danimarca è stata acquistata dalla York nordamericana e, di conseguenza, il fornitore della York del Brasile ha comunicato di avere ricevuto una direttiva dalla sua casa madre negli Stati Uniti che indicava che era proibita la vendita dei compressori a Cuba.

Nel marzo del 2005, la rappresentanza in Canada della compagnia nordamericano International Flavors and Fragances ha comunicato all'azienda canadese Reuven International la sua decisione di non venderle più aromi per la fabbricazione di sciroppi destinati all'azienda mista canadese-cubana Coracan S.A., fatto che ha danneggiato dallo scorso mese di maggio la produzione a Cuba di bibite istantanee. Questa operazione veniva fatta con la compagnia canadese Reuven Internazionale, data l'impossibilità di contrattazione diretta, che già rincarava la transazione dell'8 %.

Durante il 2004 e fino a questo momento, il Governo degli Stati Uniti ha mantenuto la proibizione al laboratorio europeo Intervet Holanda, di vendere a Cuba vaccini destinati alla prevenzione di malattie aviarie, adducendo il fatto che contengono un 10 % o più di antigeni prodotti negli Stati Uniti. Questa proibizione include il vaccino Marek, particolarmente indicato per un tipo di malattia aviaria, e il vaccino quadruplo, contro altre malattie come Gumboro, New Castle, Bronchite e Reovirus. Cuba deve acquistare i suddetti vaccini attraverso paesi terzi, con differenze di prezzo che sono aumentate – rispetto ai prezzi che il paese pagava nel passato alla marca WINCO - da 7 a 9.50 dollari per unità nel caso del vaccino Marek, e da 68 a 150 dollari per unità per il vaccino quadruplo. Colpendo la massa avicola nell'Isola, si pretende di eliminare un'importante fonte di proteine nell'alimentazione del popolo cubano.

Nel presente anno, Cuba sta fabbricando o importando 3 milioni di pentole a pressione e un numero uguale di pentole elettriche per il riso, per distribuirne una ogni nucleo familiare a prezzi sovvenzionati, per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Nel caso delle pentole a pressione, sono falliti i tentativi di acquistare da tre compagnie messicane le materie prime necessarie alla fabbricazione di uno dei loro componenti o del prodotto finito nel suo insieme, come viene riferito di seguito:
Nel marzo del 2005, è stato richiesto alla ditta VAFE S.A. DE C.V. il prodotto FENOL, che è impiegato nella fabbricazione del coperchio delle pentole. Questa ditta, dopo avere presentato la sua offerta, si è vista obbligata a sospenderla, poiché il materiale era di provenienza nordamericana
Si è deciso allora di cambiare la tecnologia, utilizzando il POLIPROPILENE. E' stato richiesto alla ditta INDELPRO S.A. un'offerta per questo materiale. E' stata ricevuta una proposta a un buon prezzo (1.200 dollari la tonnellata) che il fornitore ha annullato appena saputo che la destinazione era Cuba.
Si è proceduto in seguito a firmare contratti per l'acquisto di 185.000 unità della marca EKCO. E' stato effettuato il bonifico del denaro da MOTOINSA alla banca messicana BANAMEX, filiale della Banca nordamericana 'CITYBANK'. L'operazione è stata frustrata, in conseguenza delle pressioni delle autorità nordamericane.

SALUTE

In relazione al trattamento del cancro, non si sono potuti acquistare i pezzi di ricambio e le fonti radioattive per due macchine a diversa carica automatica per il trattamento di tumori ginecologici (apparecchiature di brachiterapia), acquistate dall'azienda canadese MSD NORDION, perché detta azienda ha venduto il marchio di queste apparecchiature alla ditta nordamericana VARIAN. In conseguenza di ciò, 120 pazienti non hanno potuto ricevere la migliore opzione di trattamento fino a quando tali macchine sono state sostituite da altre di provenienza europea.

La Compagnia RADIOMETER, produttrice danese di gasometri - apparecchiature che si utilizzano nelle unità di cure intensive degli ospedali per l'analisi del gas nel sangue - con legami diretti con l'azienda importatrice MEDICUBA da oltre 35 anni, è stata costretta nel 2004 a chiudere la sua rappresentanza a La Habana poiché è stata acquistata dalla compagnia statunitense DONAHER, fatto che ha causato spese addizionali al sistema di salute cubano nell'ordine di 200.000 dollari all'anno.

Nell'ottobre del 2004, specialisti dell'Ospedale 'Fratelli Ameijeiras' hanno richiesto ai rappresentanti della compagnia giapponese Hitachi High-Technologies Corporation l'acquisto di un nuovo microscopio elettronico in sostituzione di uno che ha 20 anni e ancora presta servizio nel laboratorio di Anatomia Patologica di questa istituzione. I dirigenti della Hitachi hanno confermato che non avrebbero potuto collaborare con Cuba, perché la politica della loro compagnia era quella di rispettare il blocco imposto dagli Stati Uniti al nostro paese. La commercializzazione di un solo microscopio elettronico con un costo di circa 400.000 dollari non è stato sufficientemente attraente per tentare di far cambiare la politica commerciale della compagnia. Hanno posto come problema determinante il fatto dell'impossibilità di fornire l'assistenza tecnica. Anche se gli ingegneri cubani avrebbero potuto essere addestrati nella fabbrica, hanno argomentato che l'ottenimento di licenze commerciali di esportazione attraverso la Camera di Commercio degli Stati Uniti era complicato e avrebbe potuto essere costoso.

EDUCAZIONE

Alla Facoltà di Biologia dell'Università di La Habana è stata negata la possibilità di ottenere una serie di reagenti per l'estrazione del DNA e del RNA di campioni biologici utili per studi con applicazioni nella biotecnologia, da parte delle aziende SIGMA e CLONTEC. Benché il finanziamento per tale acquisto provenisse da un progetto con fondi svedesi, il fornitore ha rifiutato l'acquisto adducendo il blocco.

L'Istituto di Farmacia e Alimenti, la Facoltà di Chimica e la Facoltà di Biologia dell'Università di La Habana, recentemente non hanno potuto acquistare spettrofotometri o i loro pezzi di ricambio per la realizzazione di lavori di laboratorio. L'Istituto aveva comprato apparecchiature per un valore di 13.000 dollari ciascuna dalla ditta europea LKB-Pharmacia. Essendo stata acquistata la ditta dagli Stati Uniti, una filiale di detta azienda in Spagna si è rifiutata di fornire i pezzi di ricambio. Essendosi esaurite le lampade alogene di queste apparecchiature, il cui valore è di 12.000 dollari ciascuna, una Professoressa ha tentato di acquistare nuove lampade dalla citata filiale in Spagna, ma le è stata negata questa possibilità appena hanno saputo che la sua nazionalità era cubana.

Tra febbraio e aprile del 2005, è stata negata a Cuba la connessione al super-computer dell'Università di Minas Gerais, in Brasile, adducendo il fatto che la contrattazione di tale servizio esclude in modo esplicito i paesi bloccati dagli Stati Uniti. Il rifiuto dell'accesso a super-computer, dislocati in determinate università latinoamericane, limita il lavoro cooperativo con altri gruppi accademici internazionali e nello sviluppo di ricerche di punta come l'informatica, la nanotecnologia, le neuroscienze e la meteorologia. Per esempio, il gruppo di chimica informatica della Facoltà di Chimica dell'Università di La Habana, essendogli stato rifiutato l'accesso al super-computer e al software specializzato, vede limitata la portata dei suoi risultati scientifici e, con ciò, lo scambio con altri gruppi di punta del mondo.

TURISMO

All'inizio di luglio del 2004, l'azienda canadese VIP INTERNATIONAL CORPORATION, che rappresentava il gruppo alberghiero cubano GRAN CARIBE nei Sistemi Mondiali di Distribuzione (prenotazioni alberghiere e di altri servizi), ha comunicato che il 31 di questo mese avrebbe interrotto i suoi servizi, poiché le prenotazioni venivano effettuate per mezzo di aziende con sede negli Stati Uniti, e il Governo di questo paese aveva disposto che le stesse non dovevano essere attese. Le perdite potenziali di prenotazioni sono state calcolate in 300.000 dollari.

Il 2 dicembre 2004, il grande consorzio alberghiero e di viaggi CENDANT CORPORATION, con casa madre negli Stati Uniti, ha acquistato la compagnia EBOOKERS, una delle aziende di prenotazioni 'on-line' più grandi del Regno Unito, che inoltrava prenotazioni per il gruppo alberghiero GRAN CARIBE. A partire dal 1º gennaio 2005, è stato interrotto il suddetto servizio in conseguenza delle disposizioni del blocco.

Un'altra compagnia nordamericana ha comprato altri due canali di distribuzione 'on-line' nel Regno Unito, OCTOPUS e TRAVELBAG, limitando ancora di più le alternative disponibili per le prenotazioni dei servizi turistici cubani.

FINANZE

La compagnia canadese Paymentech Canadá, seguendo le istruzioni della sua casa madre negli Stati Uniti, Paymentech L.P., ha deciso di cancellare in modo immediato e unilaterale i servizi di procedimento dei pagamenti delle carte di credito VISA alle società canadesi Hola Sun Holidays Limited e Canadá Inc. (Caribe Sol), in virtù delle disposizioni del blocco contro Cuba. Le compagnie colpite, che facilitano il turismo canadese a Cuba, hanno dovuto assumere avvocati per recuperare i fondi che sono stati loro trattenuti dalla Paymentech Canadá, come pure per farsi rifondere i danni causati da questa decisione che ha provocato, tra le altre difficoltà, il fatto che entrambe abbiano dovuto riprogrammare di nuovo tutto il loro sistema di riscossione dalle migliaia di clienti che avevano acquistato i pacchetti turistici offerti. Inoltre, è stato necessario eliminare la carta VISA come mezzo di pagamento, non potendo contare su un altro centro di procedimento. Le spese in avvocati e diritti processuali hanno già superato i 100.000 dollari canadesi (80.400 dollari nordamericani) e tuttora i processi per danni e per violazione delle leggi canadesi sono nella loro fase iniziale.

Il 6 aprile 2005, l'azienda SEISA ha ricevuto una comunicazione dalla Banca Sabadell Atlántico della Spagna, che comunicava il congelamento del bonifico bancario emesso il 10 novembre 2004 da detta Banca a nome della SEISA, per pagare operazioni commerciali a uno dei suoi fornitori di nome SUR CONTINENTE, ente di nazionalità cilena che opera nel BBVA(6) di Santiago del Cile. L'importo del bonifico ammontava a 32.918 dollari, bloccato dall'Ufficio del Tesoro degli Stati Uniti.
(6) Banca Bilbao Vizcaya

Il 4 marzo 2005, la società Octubre Holdings S.A. ha dato istruzioni alla Banca COOP di Ginevra, in Svizzera, di versare sul conto della Galax Inc., nella Banca Nazionale del Canada, l'equivalente di 400.000 dollari americani in dollari canadesi. Per errore della Banca COOP, questo pagamento è stato effettuato in dollari nordamericani al Bank of New York e, quindi, questi fondi sono stati bloccati il 10 marzo 2005.

TRASPORTI

La Empresa Navegación Caribe, è stata danneggiata nelle sue entrate dalla riduzione delle sue operazioni portuali e dei suoi servizi in acqua a navi straniere, in principal modo navi da crociera, con minori introiti del valore di 1.13 milioni di dollari. Inoltre, è stata costretta a effettuare pagamenti addizionali nell'acquisto di pezzi di ricambio e di materiali per la riparazione e per la manutenzione delle imbarcazioni su mercati terzi, data la proibizione di acquistarli su quello statunitense, aspetto che ha rincarato i costi a causa di noli e di intermediari nell'ordine di 63.8 milioni di dollari.

Recentemente, abbiamo chiesto informazioni alla compagnia navale estera ZIM sulle quotazioni del trasporto La Habana-Cile, e ci è stato risposto che era impossibile fornire informazioni, né poter realizzare operazioni per la Legge Torricelli, poiché le navi di questa linea toccano frequentemente porti nordamericani. E' stato necessario accettare una tariffa più alta di un'altra compagnia straniera. Alla ZIM i container da 40 piedi hanno un costo di 2.700 dollari/container, mentre si è dovuto pagare un'altra compagnia a 4.500 dollari/container.

Il blocco ha causato perdite nell'ultimo anno alle aziende della pesca cubana per un valore di 3.593.400 dollari, dei quali 615.100 dollari per i noli. Con queste risorse, si sarebbero potuti acquistare 5.246 tonnellate di pesce per il consumo della popolazione.

Nel dicembre 2004 l'azienda Transcargo-Panalpina, di trasporti internazionali che mantiene relazioni di corrispondente con Transcargo, per trasportare 1.800 veicoli dall'Asia con destinazione Cuba ha dovuto realizzare un trasbordo in un paese terzo, fatto che ha fatto rincarare l'operazione di 360.000 dollari. Questo per la necessità di evitare la possibile interferenza nel trasferimento, che comprende l'eventuale sequestro delle merci da parte delle autorità federali o regionali degli Stati Uniti, in virtù dei regolamenti statunitensi extra-territoriali imposti a Cuba.

AERONAUTICA

L'Istituto di Aeronautica Civile di Cuba si è trovato nell'impossibilità di affittare un motore PW 127, fatto che ha causato la paralisi per 17 giorni di un'aeronave ATR di fabbricazione europea, con un danno economico di 126.000 dollari.

Nel mese di settembre del 2004, la compagnia aerea della Svezia NOVAIR, che aveva sottoscritto con la linea aerea CUBANA DE AVIACIÓN un contratto di affitto di un'aeronave Airbus 330 dal febbraio di 2003, ha comunicato che il suo fornitore per la manutenzione SR TECHNICS, aveva manifestato di avere problemi nel continuare a prestare i servizi a La Habana, dato che stava violando i regolamenti del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Il 30 aprile 2005, ha concluso l'affitto dell'A330 e CUBANA ha dovuto affittare un'altra aeronave più costosa al fine di potere rispettare i propri impegni con gli utenti, con una spesa in più di oltre 2 milioni di dollari.

Nel novembre del 2004, l'azienda statunitense ARINC ha avvisato la linea aerea canadese AIR TRANSAT che non avrebbe più potuto continuare a offrire il servizio di 'check-in' alla linea aerea CUBANA nell'aeroporto di Montreal, mediante l'IMUSE SYSTEM di questa azienda, perché ciò costituiva un beneficio indiretto per Cuba e il Governo degli Stati Uniti aveva un "embargo" verso l'Isola. E' stato detto chiaramente che qualunque "uso improprio" nel futuro avrebbe provocato il termine del servizio alla stessa linea aerea AIR TRANSAT. Alla fine, il 19 marzo 2005, la ARINC ha sospeso unilateralmente all'impresa canadese HANDLEX e all'ADM (Aeroports di Montreal), l'accesso ai servizi contrattati destinati a CUBANA DE AVIACIÓN. Per tale motivo, sono stati danneggiati gli utenti che subiscono ritardi al 'check-in', essendo ora questo manuale (cioè, l'elaborazione del passaggio a bordo, le etichette delle valigie, tra l'altro), viene deteriorata l'immagine dell'azienda CUBANA DE AVIACIÓN e della sua competitività commerciale, e inoltre l'azienda si è vista obbligata a prendere misure eccezionali per garantire la sicurezza dei voli. La ARINC è l'unica fornitrice di questi servizi all'aeroporto di Dorval, a Montreal e, in conseguenza, all'applicazione extra-territoriale della legislazione nordamericana, si somma l'abuso derivato dal controllo in monopolio dell'offerta nel servizio.

PETROLIO

Nell'ultimo quadrimestre del 2004, la compagnia IES, Sistemi Integrati di Esplorazione, con sede in Germania, ha richiesto un spazio di 2 ore nell'ambito della Prima Convenzione di Scienze della Terra (Cuba, 5 all'8 aprile 2005), per una dimostrazione della tecnologia del software di questa azienda, relativa ai modelli in 2D e in 3D dei Sistemi Petroliferi. L'acquisto di queste applicazioni informatiche interessa a Cuba, poiché il costo di modelli simili in altri paesi supera abbondantemente l'offerta della IES. Il crescente sviluppo dell'esplorazione petrolifera ha alti costi, è necessario lavorare durante tutto l'anno con i modelli dei sistemi petroliferi, basati sull'utilizzo di un numero sempre maggiore di linee sismiche. Disporre nel paese di questi mezzi di tecnologia avanzata, sarebbe economicamente vantaggioso e offrirebbe maggiore sicurezza ai nostri dati di esplorazione. Alla fine, è stata ricevuta una comunicazione della IES che ci rifiutava la vendita di software, adducendo il fatto che, benché la IES non sia proprietà di cittadini nordamericani e le sue operazioni si realizzano in Germania, c'è una parte di IES che appartiene agli Stati Uniti, per cui l'azienda non può in alcun modo avere relazioni con compagnie cubane. In più, ha annullato anche la sua partecipazione alla Convenzione di Scienze della Terra, che si è svolta nell'aprile scorso.

Nel mondo esistono 40 piattaforme e navi che avrebbero potuto partecipare alla licitazione realizzata per la perforazione del pozzo di esplorazione petrolifera in acque profonde (1600 metri). Solo 3 compagnie hanno consentito che le loro apparecchiature lavorassero nella Zona Economica Esclusiva di Cuba. Alla piattaforma contrattata è stata necessaria la sostituzione delle apparecchiature nordamericane che aveva, non essendo autorizzato l'uso delle stesse, fatto che ha causato ritardi e ha incrementato i costi.

ALTRI SETTORI

Sport come il Tiro al Piattello sono stati seriamente danneggiati dalla proibizione di comprare mezzi e attrezzature in aziende di paesi terzi che abbiano legami commerciali con gli Stati Uniti. Come esempi di quanto sopra affermato possono essere citati:
gli impedimenti alla Squadra di Tiro al Piattello di Cuba per acquisire il fucile 'Beretta' di fabbricazione italiana
la impossibilità di acquistare pallottole di alta qualità ELEY, di nazionalità inglese, munizione necessaria per ottenere risultati ad alto effetto.

E' stato proibito l'acquisto di pezzi di ricambio per apparecchiature che sono utilizzate a Cuba dal Laboratorio Antidoping, fatto che alcune volte ha causato la disattivazione delle stesse, provocando un danno totale di 397.000 dollari. Alcuni dei pezzi necessari sono di produzione europea, come il caso dell'Auto-Iniettore modello as2000, di fabbricazione italiana, che non può essere acquistato perché è parte dello Spettrometro di Massa Isotopico di fabbricazione nordamericana.

Nel marzo del presente anno, l'azienda SEISA, addetta alla commercializzazione di Sistemi Integrali di Sicurezza, ha ricevuto una comunicazione da uno dei suoi abituali fornitori - KIDDE de México S.A de C.V. - attraverso il quale ottiene Polvere Chimica Secca(7), che informava che non avrebbe fornito più la citata Polvere poiché il Gruppo KIDDE PLC, a cui appartiene KIDDE de México, era stato comprato da una compagnia nordamericana e aveva direttive di non continuare a lavorare con determinati paesi, tra i quali vi era Cuba. A partire da quel momento, sono state annullate due consegne del contratto annuale corrispondente all'anno scorso. La sospensione della fornitura del citato prodotto ha significato un costo addizionale di 15 centesimi al chilogrammo per l'importazione annuale di 150 tonnellate, che ha rappresentato un costo aggiuntivo di 22.500 dollari.
(7) Questa materia prima viene utilizzata per il riempimento degli estintori che produce la SEISA, in cooperazione con la Empresa Conformadora di Matanzas (CONFORMAT).

Alla fine del 2004, la compagnia messicana CCL Container S.A. de C.V. de México, con la quale erano stati contrattati tubi di alluminio litografati per confezionare sigari, è stata acquistata da una compagnia statunitense. A partire da quel momento, la parte straniera ha aumentato i prezzi a livelli poco competitivi, ha reso più dure le condizioni finanziarie per gli accordi, non ha rispettato un contratto firmato da 1.1 milioni di tubi e, alla fine, ha annunciato la sua decisione di interrompere la relazione con la controparte cubana. L'azienda ECIMETAL ha dovuto ridistribuire tra altri fornitori i 4 milioni di tubi previamente contrattati a questa compagnia, perdendo un mercato vicino e con possibilità di incremento delle forniture. Per questa situazione, l'azienda cubana ha pagato 43.200 dollari in più.

Per la necessità di introdurre un erbicida di nome Plateau, di straordinari risultati nelle piantagioni di canna del Brasile, l'azienda cubana QUIMIMPORT ha cercato di acquistare questo prodotto attraverso la compagnia tedesca BASF che ha registrato il prodotto a Cuba. Nonostante si tratti di un prodotto brevettato da un'azienda tedesca leader nel settore agro-chimico mondiale, non è stato possibile il suo acquisto, perché l'ingrediente attivo è sintetizzato a Puerto Rico, al cui popolo le autorità statunitensi negano l'esercizio della libera determinazione ed il cui territorio controllano come un possedimento coloniale.

A metà dell'anno 2004, è stato deciso di comprare 4 pompe subacquee di ultima tecnologia della marca FLYGT, prodotte dall'azienda svedese ITT-FLYGT, filiale della multinazionale statunitense ITT. La loro installazione avrebbe dovuto migliorare sostanzialmente la fornitura di acqua potabile a circa 250.000 persone, che comprendeva il 95 % del territorio del municipio Arroyo Naranjo, il 20 % del territorio di Boyeros e di alcune zone di 10 de Octubre, tutti nella Ciudad de La Habana. Dopo la realizzazione dei contatti commerciali necessari, l'ITT ha rifiutato la vendita dei suoi prodotti all'Acquedotto Sud.

Il 28 dicembre 2004, l'azienda Maquimport ha richiesto il costo di 47 prodotti alla filiale statunitense Rockwell Automation Power Systems, con sede in Canada. I prodotti richiesti erano diretti principalmente a coprire la domanda di pezzi di ricambio della Fabbrica di Produzione di Contenitori di Alluminio di Holguín (ENVAL). Il 6 gennaio 2005, questa filiale, attraverso il suo direttore per Importazioni ed Esportazioni e in risposta alla richiesta dei costi fatta dall'azienda Maquimport, ha inviato un e-mail in cui manifestava che, come era noto, gli Stati Uniti mantengono un blocco sugli imbarchi di prodotti o di tecnologie di questo paese verso Cuba, da qualunque parte del mondo. Poiché i prodotti elencati nella richiesta di costi sono degli Stati Uniti e/o contengono tecnologia statunitense, si trovavano nella necessità di declinare la richiesta dell'azienda cubana.



2 – DANNI ECONOMICI E SOCIALI

Riassunto dei danni del blocco in alcuni dei settori di maggiore impatto sociale.

Il blocco ha causato enormi sofferenze al popolo cubano. Settori altamente sensibili per il benessere di qualunque paese, come l'alimentazione, la salute, l'educazione, il trasporto e l'abitazione, sono stati tra i principali bersagli di questa politica genocida.

ALIMENTAZIONE

Nella sua evidente ansia di far arrendere per fame il popolo cubano, nel periodo da luglio del 2004 fino ad aprile del 2005 il blocco ha avuto un costo stimato dall'Industria Alimentare che ammonta a 55.863.957 dollari, importo con cui si sarebbe potuto garantire il miglioramento tecnologico di circa un terzo di questa industria.

Solo nell'anno 2004, il costo diretto del blocco nell'industria avicola cubana è stato superiore ai 16.1 milioni di dollari, aspetto che ha limitato una fonte di proteine al popolo e ha impedito a questa industria un incremento produttivo equivalente a 30 milioni di dollari, con i quali si sarebbero potuto produrre 750 milioni di uova in più.

Il mancato accesso a tecnologie di punta nella produzione di carne di pollame, in principal modo di produzione nordamericana, ha fatto sì che si mantenesse paralizzato questo tipo di produzione durante l'anno, imponendo la ricollocazione in altri impieghi di oltre 4.000 lavoratori del settore e privando l'industria dello sviluppo di una produzione propria con un valore aggiunto di oltre 5 milioni di dollari in quanto a carni, equivalenti a 8.800 tonnellate di carne di pollame.

Il Gruppo Imprenditoriale di Coltivazioni Varie del Ministero dell'Agricoltura ha stimato che nell'importazione da paesi terzi di semi di patata e di ortaggi, i costi addizionali per noli hanno oltrepassato 1 milione di dollari, valore che rappresenta il 50 % del costo dei semi di ortaggi che si importano in un anno.

Per l'impossibilità di accedere al mercato statunitense con il rum Havana Club che è commercializzato in paesi terzi in condizioni meno vantaggiose per la lontananza e per le caratteristiche dei mercati, la corporazione Cuba Ron S.A. non ha potuto percepire durante l'anno entrate per un importo di 28.4 milioni di dollari.

SALUTE

Nel settore della salute, il blocco ha provocato danni stimati in 75.7 milioni di dollari durante il periodo compreso da questa relazione. Questo dato non comprende l'incalcolabile danno per le sofferenze inflitte al popolo cubano dovute alle carenze di medicine, di apparecchiature e di materiale di utilizzo, in tutte le strutture della rete nazionale della salute.

Come è stato reso noto nel passato(8), programmi denominati Tecnologia di Punta tali come trapianti, chirurgia cardiovascolare, nefrologia e genetica, continuano a essere colpiti dalla precarietà delle forniture. Molti dei loro componenti sono di produzione nordamericana, e in varie causi le autorità di questo paese non hanno concesso il permesso per acquistarli, o semplicemente prolungano all'infinito le pratiche necessarie.
(8) Relazione del Segretario Generale delle Nazioni Unite nell'anno 2004 (A/59/302)

E' stato colpito il programma per l'attenzione ai bambini che hanno bisogno di un trapianto epatico. Un esempio è la mancata risposta dei Laboratori Abbot, alla richiesta di acquisto dell'apparecchio dosatore dell'immunosoppressore Tracolimus (FK506), prodotto unicamente da questo laboratorio nordamericano e che è indispensabile per vigilare i livelli sanguinei, le cui variazioni possono portare a complicazioni per infezioni e per tumori secondari.

Le vendite di medicinali che riducono il colesterolo negli Stati Uniti hanno raggiunto nel 2004 i 18.000 milioni di dollari. Se il Policosanol prodotto a Cuba fosse stato introdotto negli Stati Uniti - raggiungendo solo l'1 % delle vendite sul mercato - sarebbe stato permesso al popolo cubano di ricevere nell'anno 2004 entrate per 180 milioni di dollari.

Tra altri esempi che evidenziano le difficoltà del blocco in questo settore, si possono elencare:
l'impossibilità di accedere alle tecnologie e agli accessori di dialisi (macchinari di rene artificiale e loro componenti) sul mercato nordamericano, che per la sua vicinanza, sviluppo tecnologico e competitività di prezzi, sarebbe la via logica e naturale. Questo incide sui Servizi di Nefrologia che ha il paese, in cui ricevono trattamento mediante programma di emodialisi 1.839 pazienti, di essi 30 bambini
l'acquisto in mercati lontani, come quello asiatico, di kit per la diagnosi nei Laboratori di Entomologia Medica. Il paese avrebbe risparmiato il 30 % dei costi – 52.116 dollari - acquistandoli sul mercato nordamericano
danni all'attività di controllo e di lotta antivettoriale. Il paese paga un 30 % in più, per trasporti e intermediari, di quello che si spenderebbe se si importassero direttamente dagli Stati Uniti i prodotti e le apparecchiature necessarie
durante il 2004 sono stati spesi nell'acquisto di insetticidi 1.518.905 dollari. Se fossero stati acquistati negli Stati Uniti, si sarebbe abbassato il costo per risparmio sul trasporto di circa il 20 %, con un risparmio di circa 303.781 dollari.
è stato colpito il Programma di Cardiologia, non potendo acquistare direttamente dai produttori materiali di utilizzo impiegati negli interventi di cardiologia. Questo ha costituito durante l'anno una spesa addizionale di 66.275 dollari
la compagnia nordamericano GIBCO produce l'Amniomax, che è un mezzo di coltivazione per il rilevamento di malformazioni congenite nelle donne incinta che hanno più di 38 anni ed è l'unico prodotto che si conosce internazionalmente per realizzare tale prova. In un anno si importano circa 6.160 bottigliette da 100 ml. per il Centro Nazionale di Genetica Medica, attraverso un intermediario. Se fossero comprate direttamente, si risparmierebbero 136.700 dollari.

Solo con le risorse per spese addizionali riportati nelle tre voci precedenti – 506.756 dollari - in questo settore, che garantisce l'accesso gratuito a tutta la popolazione, si sarebbe potuto finanziare:
il consumo annuale di XP-Maxamaid (Polvere) e XP-Maxamun (Polvere), prodotto utilizzato per l'alimentazione speciale che richiedono i bambini con Fenilchetonuria che costa circa 275.360 dollari
il costo annuale medio del Traculimus 0.5mg., 1mg. e 5mg., un immunosoppressore che viene dato a pazienti trapiantati, calcolato in 66.000 dollari
gli acquisti per una campagna con il Vaccino Triplo Virale (Rosolia, Parotite, Morbillo) che richiedono circa 156.212 dollari.

EDUCAZIONE

Nel settore educativo, persistono i danni indicati nelle ultime due Relazioni che Cuba ha inviato al Segretario Generale(9), in particolare con la fornitura di matite, quaderni, carta e altri materiali e apparecchiature didattiche necessarie nell'uso generale del processo docente educativo, che arriva solo al 60 % di quello che il paese acquistava nel 1989. Il deficit di materiali ha un valore annuale stimato in 3.990.000 dollari.
(9) Relazioni del Segretario Generale delle Nazioni Uniti anni 2003 e 2004. (documenti A/58/287 ed A/59/302).

Persistono gli ostacoli che limitano la stampa di libri di testo e di bibliografie complementari, con un valore approssimato di 3.860.000 dollari.

Continuano a esistere carenze di prodotti necessari nei centri interni di livello medio e superiore e negli asili infantili, tali come mezzi di igiene e di igiene personale, vestiti per i bambini e per le bambine, uniformi e calzature, e nel caso degli asili infantili, apparecchi elettrici indispensabili come lavatrici e ferri da stiro.

Sono continuati a diventare più acuti i danni causati dal blocco nell'attenzione a bambini e a bambine con necessità educative speciali. Persistono difficoltà nell'acquisto e/o nella riparazione di macchine Braille per bambini ciechi e con vista debole (sono comprati a prezzi fino a 1.000 dollari quando potevano essere acquistati a 700 dollari sul mercato nordamericano), carta braille, apparecchiature per le scuole speciali per strabici e per gli affetti da ambliopia, tra gli altri mezzi, la cui carenza rende più difficile il mantenimento e lo sviluppo del principio di "Educazione per Tutti per Tutta la Vita".

Con 3.059.600 dollari, si sarebbero potuti risolvere tutte le carenze materiali che oggi affliggono il Programma di Scuole per Bambini e per Bambine con Necessità Educative Speciali.

Circa l'80 % delle camere di mantenimento e di congelamento degli alimenti dei 786 centri interni di livello educativo medio si trovano inattive o in pessimo stato. Per la sua riparazione totale sono necessari circa 9.420.000 dollari, equivalenti a una spesa annuale di 1.884.000 dollari per un periodo di cinque anni, che non ha potuto essere effettuata per la limitazione delle risorse imposta dal blocco. Una situazione simile predomina nella costruzione, mantenimento e riparazione dei centri e degli istituti scolastici e nella disponibilità di mobili per la scuola, con danni più sensibili nel caso degli asili infantili.

Se si fosse posto fine al blocco – secondo calcoli generali dei danni all'economia cubana causati da questa politica genocida fino allo scorso anno, e della percentuale del PIL che il paese destina al settore educativo - si sarebbe potuto disporre di 166 milioni di dollari all'anno, quantità sufficiente per eliminare le principali carenze esposte nell'educazione, stimate in 60 milioni di dollari.

SPORT

La sfera dello sport è stata colpita in modo significativo dal blocco del Governo degli Stati Uniti

La base materiale per lo sviluppo dei numerosi programmi esistenti di educazione fisica e di perfezionamento dello sport nelle scuole, ha avuto dal blocco un marcato impatto negativo.

Le limitazioni e gli ostacoli imposti dal blocco ai nostri sforzi per acquistare palloni, cronometri, calzature sportive appropriate, mezzi tecnici e pedagogici ausiliari necessari, hanno inciso in modo importante sul pieno compimento dell'obiettivo - che la società e le autorità cubane hanno identificato come prioritario - di creare tutte le condizioni materiali necessarie per potenziare fino ai più alti livelli che siano possibili, l'educazione fisica nei distinti livelli di insegnamento.

Le restrizioni che il blocco impone all'acquisto negli Stati Uniti di materie prime per la produzione di attrezzi sportivi, tra le quali vi sono tipi di caucciù e di prodotti chimici che Cuba non può produrre, hanno obbligato all'acquisto delle stesse in paesi europei e asiatici, con un sovraccosto che ammonta a 72.000 USD, solo per concetto di noli.

Per illustrare i danni del blocco allo sport cubano, basterebbe citare un effetto concreto di tanto criminale politica allo sviluppo del baseball a Cuba - lo sport nazionale. Il paese utilizza circa 30.000 palle per le partite di alto livello e altre 30.000 al livello scolastico e giovanile. Attualmente, produrre una palla costa all'industria sportiva cubana 0.95 USD, perché viene importata dal mercato asiatico tutta la materia prima: stame di due tipi, filato, colla, pelle, filo, inchiostro per stampa e il nucleo di caucciù o di sughero.

Se si avesse accesso al mercato nordamericano, si potrebbe allora, con tecnologia di punta, materia prima di elevata qualità e spese per noli molto minori, ridurre il costo di produzione del 50 %, cioè, fino a circa 0.45 USD l'unità.

L'Industria Sportiva cubana è stata molto danneggiata dal blocco, con le limitazioni alle possibilità di aggiornamento della sua tecnologia, che se si fosse sviluppata come previsto, avrebbe potuto coprire oggi la maggior parte delle necessità materiali per lo sport di massa e per le attività degli atleti di alto rendimento.

Si è dovuto fermare la produzione nazionale di calzature sportive per il baseball e per il calcio, degli articoli per il pugilato come guanti e protezioni della testa (omologati a suo tempo dall'Associazione Internazionale del Pugilato), dei sacchi e di altri mezzi ausiliari per l'allenamento degli sport di combattimento, non potendo più acquistare la materia prima necessaria.

Attrezzi e articoli sportivi come quelli sopra elencati, e molti altri come giavellotti, pertiche, ostacoli per l'atletica, calzature specializzate, trampolini fissi, tra gli altri - che potrebbero essere prodotti a Cuba o acquistati negli Stati Uniti a un costo molto minore - sono comprati attualmente in paesi terzi, con un incremento delle spese del 50 %.

La proiezione e l'esecuzione del programma di sviluppo per atleti di Alto Rendimento, è stata pure colpita dal blocco, dovuto tra le altre ragioni all'impossibilità di partecipare a eventi sportivi, convegni, corsi di aggiornamento e a forum internazionali che hanno luogo negli Stati Uniti, non essendo concessi i visti corrispondenti o non considerando l'invito ad atleti o a organizzazioni sportive cubane, come conseguenza dell'impalcatura di impedimenti che genera detta politica.

Gli incontri e gli scambi bilaterali con squadre nordamericane di primo livello nel Pugilato, Baseball, Pallavolo, Lotta, Ginnastica e Pallacanestro, sono diminuiti in maniera significativa, obbligando lo sport cubano a programmare viaggi in Europa o ad altre latitudini più lontane, per la preparazione e per far fare esperienza ai nostri atleti nazionali, aspetti che hanno reso più caro in modo sostanziale il programma di alto rendimento.

Sono state ristrette le opzioni di accesso al mercato per l'acquisto di tecnologie di punta che favoriscono la preparazione degli atleti cubani, con un incremento significativo dei costi di acquisto.

TRASPORTI

L'impatto del blocco nel ramo dei trasporti è ammontato in questo periodo a 182.048.000 dollari.

Per esempio, basta citare la situazione del servizio di Autobus di Ciudad de La Habana, le cui motrici e i motori che utilizzano, in principal modo di fabbricazione nordamericana, è stato necessario comprarli attraverso intermediari. Con i 795.642 dollari che sono stati pagati in eccesso all'acquisto delle 98 motrici nel periodo di tempo analizzato, si sarebbero potute acquistare altre 62 motrici, che insieme ai 567.978 dollari pagati in più per non potere comprare direttamente i pezzi di ricambio dagli Stati Uniti, avrebbero permesso di incrementare il servizio del 30 %.

I danni totali al servizio di trasporto per ferrovia è nell'ordine dei 22.487.560 dollari. Considerando che circa 1.2 milioni di turisti statunitensi potrebbero visitarci e che il 12 % utilizzerebbe una delle opzioni dell'azienda FERROCUBA, che collegano la capitale con il resto del paese, la ferrovia avrebbe ottenuto entrate di circa 3.409.600 dollari, con i quali sarebbero stati aggiunti altri 10 locomotori al parco che presta servizio ai treni nazionali merci e passeggeri.

In relazione ai danni alla rete nazionale - a partire dal fatto che il 50 % dei treni circola con locomotori provenienti dagli Stati Uniti con oltre 30 anni di sfruttamento, con tecnologia già sorpassata e pezzi di ricambio difficili da acquistare, a cui va aggiunto il costo per "l'alto rischio Cuba" - nel periodo in esame i passeggeri sono diminuiti di 1.433.736 e di 587.194 le tonnellate di carico, che equivale a circa 19.077.960 dollari.

Se si disponesse dei 182.048.000 dollari indicati come stima dei danni all'anno, si sarebbe potuto rispondere a qualcuna delle seguenti necessità:
la dismissione e l'acquisto di nuovi autobus per la rete di trasporto di Ciudad de La Habana, immettendo 679 autobus rigidi e 600 articolati (questi ultimi per la sostituzione completa del metro-autobus). Questo costerebbe 181.1 milioni di dollari
costruire i tratti incompiuti dell'autostrada da La Habana a Santiago de Cuba, compreso gli svincoli con altre strade – 160.2 milioni di dollari – e a Ciudad de La Habana, sostituire i semafori, la pavimentazione e le indicazioni delle vie, tra gli altri lavori – circa 25 milioni di dollari.


Danni ad altri settori della vita nazionale

Nessun settore dell'economia cubana è sfuggito alle ondate del blocco.

Nel settore dell'aviazione civile, dall'anno 2004 fino al 30 aprile 2005, i danni totali sono arrivati a 178.061.459 dollari. Il totale dei danni dal 1960 ammonta a 2.400 milioni di dollari.

Nel periodo sul quale stiamo informando, le mancate entrate per prestazioni non effettuate di servizi aeroportuali e altro, a partire dalla proibizione di viaggiare imposta ai cittadini nordamericani, sono state di 152.234.987 dollari. Dall'anno 1960 fino ad aprile del 2005, sono venute meno entrate per un totale di 2.043.167.229 dollari per questi motivi. Le ulteriori proibizioni ai viaggi, in vigore dal 30 giugno 2004, hanno provocato il fatto che l'87 % delle aeronavi nordamericane che avrebbe dovuto operare nei nostri aeroporti non lo ha fatto, imponendo danni economici per 3.537.384 dollari.

Nell'industria leggera, i danni dovuti all'aumento dei prezzi e dei sovraccosti per noli ha totalizzato 12.402.800 dollari. Con questa somma si sarebbe potuto raddoppiare, nel paniere che viene assegnato alla popolazione, la quantità di saponette e di sapone da bucato, come pure aumentare del 48.7 % la consegna di dentifricio.

Il Gruppo Industriale della Siderurgia ACINOX, che si occupa dell'importazione e dell'esportazione delle industrie siderurgica e di conduttori elettrici, ogni anno perde in conseguenza del blocco circa 12 milioni di dollari, con i quali si potrebbero produrre oltre 45.000 tonnellate di tondino di ferro. Questo consentirebbe di costruire 180.000 abitazioni rurali all'anno od oltre 30.000 abitazioni pre-fabbricate di cui beneficerebbero 120.000 persone. Allo stesso modo, con la quantità suddetta di tondino di ferro potrebbero essere riparate completamente, in 10 anni, le 200.000 abitazioni che attualmente ne hanno bisogno in tutta Ciudad de La Habana, con cui verrebbero beneficiate 180.000 persone.

Le compagnie petrolifere che hanno commerci e che hanno investito a Cuba nel 2004, hanno speso 163 milioni di dollari. Di questo totale, il 25 % è dovuto ai sovraccosti per il "rischio Cuba", per pezzi e materiali che non si possono acquistare sul mercato nordamericano e per pagamenti in più per i noli, rappresentando un pagamento in eccesso di oltre 40 milioni di dollari. Se non si fosse dovuto pagare questo eccesso, si sarebbe potuto diminuire di 500.000 tonnellate l'importazione di petrolio al paese grazie all'aumento nella produzione nazionale.

Il mercato naturale per la vendita della benzina prodotta a Cuba sono gli Stati Uniti. Se si mettesse in funzione la Raffineria di Cienfuegos, si potrebbero esportare in quel paese, se si mettesse fine al blocco, 600.000 tonnellate all'anno, che equivarrebbero ai prezzi attuali a 210 milioni di dollari.

In relazione al nichel, gli Stati Uniti importano, in media, circa 130.000 tonnellate all'anno di questo importante metallo. Se non esistesse il blocco - e tenendo conto che Cuba per la sua vicinanza agli Stati Uniti costituirebbe una fonte idonea per la fornitura a quel paese del minerale in questione - l'Isola potrebbe vendere agli Stati Uniti oltre 30.000 tonnellate/anno di nichel che rappresenterebbero ai prezzi attuali oltre 500 milioni di dollari. Riguardo al cobalto, gli Stati Uniti importano circa 8.000 tonnellate all'anno di questo metallo. Se si coprisse solo il 25 % delle loro importazioni con cobalto cubano - circa 2.000 tonnellate all'anno - ai prezzi attuali Cuba potrebbe ottenere oltre 66 milioni di dollari.

L'Azienda Meccanica del Nichel ha dovuto acquistare, attraverso intermediari, apparecchiature per saldatura e taglio CNC (macchinari da taglio a controllo numerico) del costruttore nordamericano MILLER e un impianto da taglio CNC modello Challenger di Thermadyne, anche questo degli Stati Uniti. Queste operazioni attraverso terzi hanno avuto un costo totale di 363.500 dollari e rappresentarono una spesa addizionale di 54.500 dollari.

L'azienda cubana produttrice di acciaio, 'Antillana de Acero', effettua l'80 % dei suoi acquisti sui mercati dell'Europa e paga in euro, che causa perdite di oltre il 25 % per il cambio di moneta. Per il processo di fonderia usa mille tonnellate di carbone al mese. Questo carbone è comprato in Colombia, a 300 dollari la tonnellata; se Antillana potesse trattare con UCAR, azienda nordamericana alla quale ci rivolgeremmo per comprare il migliore elettrodo C/G a livello mondiale, questa materia prima sarebbe gratis, a partire dagli impegni che UCAR contrae con i suoi clienti.

Tenendo conto che le esportazioni di zucchero cubano rappresentavano nell'anno 1958 il 58.2 % del totale delle importazioni di questo prodotto negli Stati Uniti, si stima che, se fosse stata mantenuta una simile quota di mercato, l'impatto negativo per l'economia cubana di non potere collocare detto prodotto sul mercato nordamericano, lo scorso anno è ammontato a 154.1 milioni di dollari. La differenza tra il prezzo medio al quale Cuba ha dovuto vendere lo zucchero lo scorso anno e il prezzo che avrebbe ricevuto se avesse potuto venderlo negli Stati Uniti, è stata di 249.1 USD per ogni tonnellata metrica.

Le perdite nel settore del turismo sono ammontate a 1.043 milioni di dollari da aprile del 2004 a marzo de 2005. Con 80 milioni di dollari, si sarebbero potuti costruire due hotel a 5 stelle con 500 camere ognuno (25 milioni di dollari per ogni hotel) e si sarebbero potuto ristrutturare 3.000 stanze deteriorate per il passare degli anni e per l'insufficiente manutenzione per mancanza di risorse (30 milioni di dollari, utilizzandone 10.000 per camera).

Il turismo spende all'anno circa 500 milioni di dollari in consumi elettrici. Si stima che tra il 50 e il 60 % di questi consumi derivi dalla climatizzazione delle installazioni. Si calcola anche che le apparecchiature di climatizzazione più a buon mercato provenienti dagli Stati Uniti possano produrre un risparmio di almeno un 10 % in relazione a quelle di altri paesi produttori. Se si fosse potuto investire nell'acquisto di apparecchiature di climatizzazione statunitensi, il risparmio in elettricità avrebbe potuto essere di circa 30 milioni di dollari all'anno.

Nell'abitazione, uno dei problemi più urgenti del paese, l'impossibilità di acquistare materiali di costruzione da aziende o da filiali nordamericane nell'area, rincara i costi di costruzione mediamente di in un 35 %.

L'attività di commercio interno ha avuto spese addizionali prodotte dal blocco che ammontano a 66.8 milioni di dollari, dovute soprattutto a costi di noli e di acquisti attraverso intermediari. Se non avessimo dovuto passare attraverso di essi, si sarebbero potute acquistare 90.000 unità di condensazione per i posti di vendita del latte e per le macellerie della rete al dettaglio, che avrebbero risolto i problemi di refrigerazione di dette installazioni. Si sarebbero potuti acquistare, inoltre, 500.000 motocompressori da utilizzare nella riparazione dei frigoriferi domestici, con cui sarebbe stata data risposta alle necessità della popolazione in questo campo.

Persistono le limitazioni nel settore della cultura. Vengono ostacolate le esecuzioni di musicisti cubani sul mercato nordamericano. A partire dall'elevata richiesta di presenza di artisti cubani negli Stati Uniti, l'azienda cubana ARTEX avrebbe potuto riscuotere un minimo di 9 milioni di dollari all'anno. Per la vendita di CD, DVD e di altri prodotti musicali, sarebbe entrato un minimo di un milione di dollari.

La cinematografia cubana è, allo stesso modo, impedita a partecipare con la sua produzione a importanti mercati audiovisivi nel territorio degli Stati Uniti, aspetto che provoca una serie di danni alle vendite che si potrebbero realizzare in dette piazze. Un esempio di questo è l'AMERICAN FILM MARKET, considerato attualmente come la prima o la seconda fiera del cinema più importante al mondo; per non potere promuovere lì il cinema cubano, vengono meno entrate di circa 500.000 dollari.

Esistono sempre produttori e registi statunitensi interessati a girare film a Cuba, che si trovano nell'impossibilità di farlo a partire dalle proibizioni che il blocco impone. Come esempi noti di quanto esposto prima - con progetti concreti relativi al nostro ambiente e con interesse di portarli a termine – si potrebbero citare registi come Steven Spielberg, Steven Soderberg, Randa Haines e Danny Glover. Un dato per difetto delle entrate che potrebbe generare per il paese la ripresa di un film nordamericano di costo medio sarebbe nell'ordine dai 2 ai 5 milioni di dollari. Se avessero potuto essere realizzati almeno due di questi progetti, le entrate avrebbero raggiunto un importo tra i 4 e i 10 milioni di dollari, sufficienti per finanziare le riprese di un totale di 50 lungometraggi di cartoni animati, a un costo medio di 200.000 dollari, o un totale di 400 cortometraggi di cartoni animati per i bambini cubani.

La proibizione imposta dal blocco alle aziende cubane di ricorrere al dollaro statunitense nelle transazioni commerciali internazionali, ha significato per l'azienda EGREM una perdita - per ragioni di cambio di moneta - di 57.000 dollari nel periodo che viene analizzato.

Sono stati prodotti inoltre danni significativi al potenziale acquisitivo delle aziende del settore, in sfere tanto importanti come le pitture in tutta la gamma di colori di tempere, oli e acrilici, materiali per preparare supporti e altri, dovendo acquistarli in Europa. Il Fondo Cubano dei Beni Culturali, per esempio, dovendo ricorrere al mercato europeo per acquistare articoli, ha dovuto effettuare pagamenti in eccesso che ammontano a 19.000 dollari statunitensi. Aziende nordamericane di gran prestigio internazionale e i cui prodotti sono di alta qualità, tali come la Windsor & Newton Galery Acrilics, offrono prezzi per unità di prodotti che nella maggior parte dei casi sono fino a tre volte inferiori a quelli che Cuba può ottenere quando realizza questo tipo di acquisti in Europa.

Alla fine dell'anno 2004, come risultato di una proposta di case editrici universitarie nordamericane interessate a facilitare con Cuba il libero scambio di idee e di materiali informativi, l'OFAC ha aggiunto una Licenza Generale per le attività editoriali alle regole di controllo sui beni cubani. Detta Licenza, permetterebbe di autorizzare persone e aziende degli Stati Uniti a partecipare ad attività editoriali relative a Cuba e ad altre attività favorevoli alle relazioni in questa sfera. Tuttavia, l'applicazione di questa misura è rimasta sottoposta a condizionamenti che evidenziano nuovamente l'ostilità delle autorità statunitensi contro la Rivoluzione cubana, in netto disprezzo al libero movimento di idee e di creazioni artistiche.

La citata Licenza Generale proibisce esplicitamente le transazioni con il "Governo di Cuba", o con istituzioni che, secondo la valutazione dell'OFAC, "appartengano al Governo di Cuba". C'è da aspettarsi, come minimo, un lento e complicato processo per l'applicazione della riferita Licenza, durante il quale i meccanismi punitivi creati dal blocco e applicati per decenni, continueranno a colpire sensibilmente la sfera editoriale cubana.

I seguenti esempi di danni al lavoro dell'Agenzia Letteraria dell'America Latina, permettono di confermare quanto affermato prima:
La Editorial Smithsonian, con sede a New York, aveva realizzato un progetto per l'edizione bilingue e illustrata dell'opera "Ciudad de las Columnas", che doveva essere lanciata nel 2004 in omaggio al Centenario di Alejo Carpentier, autore cubano che ha ricevuto il Premio Cervantes. Il progetto è stato sospeso indefinitamente dall'OFAC, senza che si sia potuto eseguirsi fino al presente.
L'edizione dell'Enciclopedia della Musica Cubana, del musicologo Radamés Giró, che progetta di realizzare la casa editrice universitaria Temple University Press - uno delle fautrici della citata Licenza Generale – è stata pure sospesa, a partire dalla proibizione delle autorità nordamericane.

Per questi e per altri motivi, l'Agenzia Letteraria Latinoamericana non ha ricevuto circa 20.000 dollari per progetti di edizione annullati, oltre al fatto di avere un importo simile come pendenza di pagamenti che non possono essere riscossi dal nostro paese, a causa delle restrizioni bancarie orchestrate per l'assedio finanziario a Cuba.

Durante il periodo analizzato, sono stati concessi nell'ambito culturale solo 11 visti per viaggi negli Stati Uniti, corrispondenti a 5 progetti di scambi, su un totale di 106 richieste presentate alla Sezione di Interessi degli Stati Uniti a La Habana (SINA). Questo rappresenta un sensibile calo rispetto agli anni precedenti.

Si evidenziano in modo negativo i casi dell'artista Carlos Garaicoa, al quale è stato negato il visto per essere presente il 4 marzo all'inaugurazione di un'importante mostra personale al Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, e dei creatori del gruppo Los Carpinteros che non hanno potuto partecipare il 7 aprile all'inaugurazione della loro più importante esposizione negli Stati Uniti che avrebbe avuto luogo al Museo di Arte Contemporanea dell'Università del Sud della Florida, a Tampa.

L'indurimento del blocco nella sfera culturale si è pure manifestato nella proibizione della partecipazione dei rappresentanti cubani alla fiera espositiva America Book Sellers Association Convention and Trade Exhibition Book Expo America, alla quale avevamo partecipato ininterrottamente dal 1994. Nel marzo del 2004, è stata impedita la partecipazione di Cuba a I Congresso dei Genealogisti, non essendo stata data risposta alla richiesta di visto.

Il rifiuto del permesso alla maggior parte degli artisti cubani che hanno richiesto il visto per recarsi negli Stati Uniti, è il risultato di una grossolana e offensiva manipolazione politica da parte delle autorità di Washington delle relazioni culturali tra i popoli di Cuba e degli Stati Uniti. Il rifiuto utilizza come pretesto l'applicazione della clausola 212-F delle disposizioni migratorie nordamericane, che arriva a definire i creatori cubani "un pericolo agli interessi degli Stati Uniti".

La suddetta clausola è stata utilizzata nel periodo in esame per decine di artisti e di intellettuali cubani, come i noti registi cinematografici Gerardo Chijona Valdés, Fernando Pérez Valdés, Enrique Colina e Rigoberto López Pego; la giornalista e regista Lisette Vila; i musicisti Carlos Varela e il suo Gruppo e il Gruppo Habana Sax, tra altri notevoli esponenti della cultura cubana che si sono visti nell'impossibilità di partecipare a presentazioni ed eventi negli Stati Uniti.

Le regole del blocco hanno colpito l'investimento effettuato per impiantare il Canale Educativo 2 della Televisione cubana, utilizzato per fini pedagogici e per elevare la cultura della popolazione. L'importo totale dei danni all'investimento ammonta a 863.000 dollari, dei quali 154.000 corrispondono a costi addizionali derivanti dal trasporto e 709.000 dollari per i prezzi in eccesso che Cuba si è vista obbligata a pagare su mercati terzi.

Le esportazioni di programmi di radio e televisione, hanno subito perdite per 250.000 dollari, non potendo accedere con i nostri prodotti a una parte importante del mercato di lingua spagnola, dominato dai monopoli e dagli interessi degli Stati Uniti.

Per la Banca Centrale di Cuba sono continuate le difficoltà esposte in anni precedenti rispetto all'utilizzo dello S.W.I.F.T. (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) nella rete di comunicazioni. A causa del cambiamento dell'infrastruttura tecnologica SWIFTNet nel 2004, sono continuati i danni per importare e per utilizzare le apparecchiature e il software di decodificazione a Cuba (componenti del sistema di sicurezza di SWIFT che ha le sue fonti negli Stati Uniti) il cui impiego è obbligatorio per utilizzare i servizi SWIFTNet.

Cuba si è vista obbligata dal 1° al 7 luglio 2004 a collegare le sue banche attraverso un Ufficio di Servizi a Panama come unica alternativa possibile, e acquistare il prodotto SWIFTAlliance Access come pure una licenza Shared (per l'uso delle nostre banche in modo competitivo), avendo ancora un'interfaccia proprietaria completamente ridisegnata e implementata secondo gli standard di comunicazione IP e di sicurezza PKI.

Per potere continuare a utilizzare i servizi di detto sistema, è stato necessario ricorrere ad altre misure che hanno implicato:
di non potere utilizzare il software elaborato dalla Banca Centrale di Cuba, che era stato approvato da SWIFT e utilizzato da tutte le banche cubane da oltre 12 anni;
di dovere acquistare per ogni banca connessa a SWIFT un altro software con un costo totale di 181.925 dollari, che inoltre le fa dipendere dai servizi tecnici di un altro ente mediante il pagamento di una licenza annuale di 55.471 dollari;
la necessità di utilizzare per la connessione esterna i servizi di un'azienda intermediaria che ha sede in un altro paese, con un costo annuale di 93.900 dollari.

In sintesi, il sistema bancario, per quanto concerne le comunicazioni per le diverse operazioni e transazioni con l'estero, ha subito danni dalla metà del 2004 fino a maggio del 2005 per 331.296 dollari, solamente come spesa economica diretta.

Nel settore dell'elettricità, ha dovuto accettare crediti a breve termine per la modernizzazione degli impianti di generazione e delle reti elettriche del paese, con il proposito di migliorare la qualità del servizio che viene offerto alla popolazione, a partire dall'impossibilità di accedere alle principali istituzioni creditizie internazionali. Gli interessi per i crediti ottenuti sono di circa 6 milioni di dollari.


Danni causati allo scambio accademico, scientifico, culturale e sportivo tra il popolo cubano e quello nordamericano.

Ai danni economici indicati in precedenza, va aggiunta l'intenzione del Governo nordamericano di porre freno allo scambio accademico, scientifico, culturale e sportivo tra i due popoli:

Le istituzioni e gli scrittori cubani non possono partecipare alle Fiere del Libro negli Stati Uniti, compreso la Fiera di San Juan, a Puerto Rico. Non potendo partecipare ad alcuna delle due edizioni precedenti della Fiera di San Juan, sono state perse entrate per circa 15.000 dollari, con i quali si sarebbe finanziato un'edizione popolare di "Don Chisciotte", di Cervantes, di non meno di 7.000 esemplari.

Si sta impedendo in modo sistematico la partecipazione di scienziati cubani a riunioni e a eventi scientifici internazionali, alcuni di questi multilaterali, non concedendo il visto di entrata negli Stati Uniti. Tra le decine di eventi ai quali non si è potuto partecipare vi sono i seguenti:
XXIX Congresso Internazionale di Ingegneria Sanitaria e Ambientale. San Juan, Puerto Rico, 22-26 agosto 2004.
Scambio Scientifico tra l'Università di Harvard e l'Istituto di Medicina Tropicale di Cuba 'Pedro Kourí'. Boston. 1-10 settembre 2004.
Scambio Scientifico sull'esperienza cubana nella prevenzione della Malattia Renale Cronaca nell'Assistenza Primaria di Salute. San Juan, Puerto Rico, 3-13 novembre 2004.
110° riunione Annuale dell'Associazione Americana di Urologia. Texas, 21-26 maggio 2005.
Riunione Annuale dell'Associazione Americana di Oncologia. Orlando, Florida, 13-17 maggio 2005.
XX Congresso della Latin American Studies Association (LASA), celebrato nell'ottobre del 2004, a Las Vegas. A tutti gli accademici cubani invitati a partecipare - 64 in totale – è stato rifiutato il visto, fatto senza alcun precedente.

Dalla promulgazione nel 2004 delle misure aggiuntive di proibizione ai viaggi a Cuba, sono stati ridotti al minimo i viaggi di studenti nordamericani a Cuba. All'ONG nordamericana MEDICC è stata ritirata la licenza di viaggio concessa dal Dipartimento del Tesoro. Detta organizzazione offriva annualmente corsi a Cuba per 200 studenti e professori in medicina, infermeria e salute pubblica.

Il Governo degli Stati Uniti ha impedito la partecipazione di scienziati e accademici nordamericani a vari incontri scientifici ed eventi che si sono svolti a Cuba, tra essi:
Conferenza Internazionale di Chirurgia Maxillo-Facciale, in giugno del 2004. Ai 50 nordamericani che intendevano partecipare è stato negato il permesso di recarsi a Cuba.
Congresso Panamericano di Salute Mentale Infanto-Giovanile, La Habana, 30 marzo-1° aprile del 2004. Alcuni giorni prima della data di inizio, i 160 nordamericani che avevano confermato la loro partecipazione, hanno ricevuto una lettera dell'OFAC in cui venivano minacciati di forti sanzioni e vi si proibiva la loro la partecipazione. Questo evento era promosso dall'Associazione di Psichiatria dell'America Latina e dall'Accademia Americana di Psichiatria Infantile e dell'Adolescente (AACAP).

Anche gli scambi sportivi sono stati colpiti dalla recrudescenza del blocco. Questo aspetto comprende l'eliminazione della Licenza Generale per la partecipazione di sportivi nordamericani alle gare di dilettanti e di semi-professionistici che si svolgono a Cuba, anche quando sono promosse da una Federazione Internazionale. E' stata notevole la riduzione della partecipazione di atleti di quel paese in eventi realizzati a Cuba. Nel 2004, il numero è stato solo di 128 atleti, rispetto ai 603 atleti nel 2003. Nel primo trimestre del 2005, hanno partecipato a eventi sportivi che si sono svolti a Cuba un totale di 34 atleti statunitensi.

Nel novembre 2004, sono state affrontate difficoltà per la partecipazione alla maratona Marabana degli atleti handicappati del World Team Sport, perché la loro licenza di viaggio è stata ritirata nel 2003. Circa 90 atleti nordamericani che partecipano abitualmente a questa competizione, non hanno potuto farlo.

Da aprile del 2004 fino a maggio del 2005, quattro delegazioni composte da 5 funzionari dello sport cubano non hanno ricevuto i visti per recarsi negli Stati Uniti, anche se vi si recavano per partecipare a importanti congressi e corsi di Solidarietà Olimpica.

Il rifiuto di concedere licenze e/o all'eliminazione di barriere e ostacoli amministrativo-burocratici a programmi di scambio tra università degli Stati Uniti con l'Università di La Habana, come la proibizione di recarsi a Cuba per studenti e professori degli Stati Uniti, sono state pratiche permanenti di diverse amministrazioni statunitensi per oltre 40 anni. Tuttavia, le stesse hanno raggiunto livelli di irrazionalità con le autorità attuali.

Nel periodo in esame sono stati annullati sei programmi semestrali per studenti nordamericani all'Università di La Habana che erano coordinati da enti come: Center for Cross Culturale Studies; Council for International Educational Exchange; Institute for Study Abroad-Butler University; School for International Training; Lexia International e Crucero Semestre en el Mar. Confrontando l'attuale corso accademico 2004-2005 con il corso precedente, si constata che l'iscrizione ai programmi coordinati dai cinque centri prima elencati è diminuita a 253 studenti, ossia, il numero è sceso di oltre 15 volte.

Nel caso specifico della Crociera Semestre nel Mare, nel corso accademico 2003-2004 questo programma ha lavorato con l'Università di La Habana in due occasioni; vi parteciparono 1.322 tra studenti e professori. Dato che il programma è stato annullato, nell'attuale corso accademico nessuno studente o professore legato a questo programma ha potuto recarsi a Cuba.

Di maggiore impatto risultano le perdite per l'Università di La Habana per quanto concerne Progetti di Ricerca cancellati o non iniziati, nonostante l'interesse manifestato dalla controparte statunitense. Alcuni esempi vengono riportati di seguito:
Un giovane scienziato cubano della Facoltà di Biologia, ha vinto per concorso l'approvazione da parte dell'Università di Harvard di un progetto in biologia molecolare sullo sviluppo di adiuvanti dei vaccini, per un importo stimato in 20.000 dollari. L'inizio di questo progetto ha patito un ritardo di tre anni e si trova ancora in discussione il suo iter. Se venisse realizzato, risulterebbe di utilità per la produzione di diversi vaccini, con i quali, ovviamente, non si avvantaggerebbe solo Cuba.
Il Centro di Studi di Migrazioni Internazionali ha visto interrotti sei Progetti di Ricerca e di scambio accademico con la CUNY University di New York, e con le Università del Sud della Florida e di Gaisnville, tra le altre, su diversi temi di identità e migrazione.
La Facoltà di Diritto ha visto cancellato il suo Progetto di Scambio Accademico con il Cuba-USA Legal Forum, sui sistemi legali di Cuba e degli Stati Uniti
Sono stati cancellati progetti di ricerca congiunta su Diritti Umani, Diritto Costituzionale e Diritto Penale con il National Lawyer Gild, la Yale University, la California University e il Cuba-USA Legal Forum.
E' stato annullato il progetto su disuguaglianze spaziali tra il Centro di Salute e Benessere Umano e l'Università di Tulane.



3 - ALCUNI EFFETTI DEL BLOCCO PER L'ECONOMIA STATUNITENSE, PER IL SUO POPOLO E PER ALTRI POPOLI DEL MONDO

La politica di blocco danneggia pure i cittadini nordamericani e di paesi terzi.

L'eliminazione del blocco potrebbe generare 100.000 posti di lavoro ed entrate addizionali per 6.000 milioni di dollari all'economia degli Stati Uniti, secondo uno studio presentato dal Direttore del Centro di Commercio e delle Ricerche dell'Università del Sud dell'Alabama, al Quarto Vertice Nazionale su Cuba, che ha avuto luogo a Mobile, in Alabama, nel giugno del presente anno.(10)
(10) Come dimostra uno studio, la fine del blocco a Cuba beneficerebbe gli Stati Uniti, 8 giugno 2005
http://www.argenpress.info/nota.asp?num=021477

Un altro studio realizzato nel 2000 dal World Policy Institute di New York, ha rivelato che solo la vendita senza restrizioni di alimenti e di medicine a Cuba, potrebbe generare all'anno 1.600 milioni di dollari - quasi quattro volte l'importo attuale degli acquisti cubani di alimenti negli Stati Uniti - e 20.000 posti di lavoro in più per l'economia nordamericana.(11)
(11) Dr. Stern, Paula, "The Impact on the U.S. Economy of Lifting the Food and Medical Embargo on Cuba", World Policy Institute, 2000, in: http://www.worldpolicy.org/projects/uscuba/index.html

L'economia degli Stati Uniti perde ogni anno per il blocco contro Cuba fino a 1.240 milioni di dollari in esportazioni agricole e fino a 3.600 milioni di dollari all'anno in altre attività economiche, secondo studi realizzati da istituzioni nordamericane.(12)
(12) "Impatti economici delle esportazioni agricole degli Stati Uniti a Cuba", C. Parr Rosson e Flynn Adcock, professori dell'A&M Texas University, Cuba Policy Foundation, 28 gennaio 2002.
http://www.cubafoundation.org/pdf/CPF-Release-AgStudy-0202.28.htm

Secondo stime realizzate nel 2001 dall'U.S. International Trade Commission, le esportazioni degli Stati Uniti a Cuba oscillerebbero tra 658 milioni e 1.200 milioni all'anno.

Secondo un'altra ricerca, realizzata nel 2004 da Tim Lynch, Necati Aydin e Julie Harrington dell'Università Statale della Florida, 10 anni dopo l'eliminazione del blocco le esportazioni verso l'Isola oscillerebbero tra 6.000 milioni e 9.470 milioni di dollari all'anno, con un potenziale di esportazione netta o di surplus commerciale bilaterale a beneficio degli Stati Uniti di 3.600 milioni di dollari.

Nonostante le proibizioni di recarsi a Cuba, gli abbonati alla rivista New York Travel & Leisure Magazine, hanno selezionato Cuba come la migliore Isola nei Caraibi. Il National Geography Traveler Destination Scoreboard, da parte sua, ha reso noto che dopo avere intervistato 200 esperti in turismo sostenibile, il Centro Storico di La Habana è stato selezionato tra i migliori 115 posti del mondo. Secondo un'inchiesta realizzata nell'aprile del 2001 dalla Cuba Policy Foundation, il 66.8 % dei nordamericani pensa che dovrebbe essere permesso loro di recarsi a Cuba.

Uno studio realizzato nell'anno 2003 dal Gruppo Brattle, ha rivelato che le visite dei cubani residenti negli Stati Uniti aumenterebbero di circa 289.000 viaggiatori all'anno e quelle dei nordamericani fino a 2.8 milioni di turisti (2.72 milioni al di sopra del livello di allora), se si decidesse di eliminare il blocco. In totale, ha previsto che 3.01 milioni di viaggiatori in più provenienti dagli Stati Uniti visiterebbero Cuba ogni anno.(13)
(13) Riassunto Esecutivo dello studio "The impact on the U.S. economy of lifting restrictions on travel to Cuba", realizzato da The Brattle Group per il Center for International Policy di Washington

Come stimato, solo l'eliminazione delle restrizioni di viaggio a Cuba genererebbe una crescita annuale di entrate all'economia nordamericana tra 1.180 e 1.610 milioni di dollari. Questa espansione creerebbe tra 16.888 e 23.020 nuovi impieghi.(14)
(14) Riassunto Esecutivo dello studio "The impact on the U.S. economy of lifting restrictions on travel to Cuba", realizzato da The Brattle Group per il Center for International Policy di Washington

Secondo altre proiezioni, i viaggi annuali a Cuba dagli Stati Uniti raggiungerebbero i 4 milioni di visitatori nel primo anno. I calcoli più conservatori considerano in 1.5 milioni le persone che arriverebbero a Cuba dagli Stati Uniti nel terzo anno dopo l'eliminazione della proibizione di viaggio. Sulla base di questa ultima previsione, si calcola che solo l'eliminazione delle restrizioni di viaggio produrrebbe un incremento tra 126 e 252 milioni di dollari all'anno nelle vendite nordamericane di prodotti agricoli a Cuba al di sopra degli attuali livelli.(15)
(15) Studio di Parr Rosson del Texas A&M University, citato in Bollettino di stampa della Cuba Policy Foundation del 5 febbraio 2003.

Le perdite totali per le aziende nordamericane per ogni milione di turisti nordamericani che non possono visitare Cuba raggiungono i 565 milioni di dollari, suddivisi in (milioni di dollari):
Linee aeree 300
Agenzie di viaggi e tour-operator 160
Importazioni di Cuba di bibite a alimenti 45
Altre importazioni di Cuba 30
Agenzie di pubblicità e stampa 30

L'eliminazione totale del blocco porterebbe all'economia statunitense circa 545.6 milioni di dollari e creerebbe dopo un anno 3.797 posti di lavoro, solo in benefici legati ai viaggi. Trascorsi cinque anni dall'eliminazione del blocco l'economia nordamericana riceverebbe benefici addizionali per 1.972 milioni di dollari e sarebbero stati creati 12.180 posti di lavoro.(16)
(16) "Economic Benefits to the United States from Lifting the Ban on Travel to Cuba", EdSanders and Patrick Long, University of Colorado at Boulder, Cuba Policy Foundation, 25 giugno 2002.
http://www.cubafoundation.org/Releases/Study%20Shows%20Cuba%20Travel%20GOOD%20for20U.S.%20Economy%20-%200206.25.htm

L'eliminazione del blocco potrebbe generare entrate annuali tra 2.000 e 3.000 milioni di dollari alle compagnie nordamericane del settore energetico, secondo uno studio realizzato da due rinomati economisti nordamericani del settore nel dicembre del 2001.(17)
(17) "The Potential for the U.S. Energy Sector in Cuba", di Amy Myers Jaffe, consigliere principale di energia dell'Istituto per la Politica Pubblica James A. Baker III nell'Università Rice e Ronald Soligo, professore di economia della Rice University, edito il 17 dicembre 2001 dalla Cuba Policiy Foundation.

Nel loro lavoro hanno dimostrarono che il blocco pone ostacoli insuperabili alla realizzazione delle significative potenzialità di cooperazione tra Cuba e Stati Uniti in materia energetica, limitando le opzioni per il rafforzamento della sicurezza energetica degli Stati Uniti e la diversificazione della fornitura energetica alla Florida e restringendo le alternative per l'alleggerimento di un prevedibile deficit nella capacità di raffinazione locale nordamericana. Hanno anche indicato che le acque cubane potrebbero offrire una fonte ricca di gas naturale, con un potenziale di esportazione verso la Florida attraverso un gasdotto, affermando che la fornitura da parte di Cuba di 2 milioni di tonnellate all'anno di gas alla Florida rappresenterebbe per gli Stati Uniti un'opportunità di commercio da 300 milioni di dollari all'anno. Hanno aggiunto che il gas cubano potrebbe essere convertito in modo redditizio in prodotti liquidi come benzina o diesel, attraverso la costruzione di un impianto di trasformazione.

Come risultato della ricerca realizzata, gli economisti nordamericani hanno concluso che se la domanda di energia cresce di un 4 % all'anno, Cuba dovrà installare per l'anno 2015 ulteriori generatori per 478 Megawatts e che la capacità di raffinazione della benzina dovrà essere incrementata come minimo tra 30.000 e 38.000 barili al giorno.

Come è stato indicato, la recente nuova interpretazione dell'OFAC sul concetto di pagamento in anticipo degli acquisti di alimenti da parte di Cuba sul mercato statunitense, ha sensibili conseguenze negative.

Dal 2001 e fino a marzo del 2005, le autorità cubane pagavano per le merci agricole nordamericane dopo la partenza dei prodotti o al loro arrivo all'Isola, in un termine di 72 ore.(18)
(18) in Juventud Rebelde, 24 giugno 2005

Nell'anno 2005, Cuba importerà tra 750.000 e 800.000 tonnellate di riso; in un breve termine, gli acquisti potrebbero arrivare al milione di tonnellate. Acquistando solo 100.000 tonnellate dagli Stati Uniti, l'Isola occuperebbe il terzo posto come importatore di questo prodotto sul mercato nordamericano. Se esistesse un commercio normale tra i due paesi, e senza sacrificare altre fonti di fornitura di riso all'Isola, Cuba potrebbe acquistare tra 500.000 e 700.000 tonnellate di riso all'anno da produttori nordamericani; Cuba passerebbe a occupare il primo o il secondo posto tra gli importatori di riso nordamericano.(19)
(19) Dichiarazioni di Pedro Alvárez, Presidente di ALIMPORT, in Granma Internacional, 24 giugno 2005

Cuba comprerà quest'anno circa 1.700 milioni di dollari in prodotti agro-alimentari ed è preparata per far fare un balzo importante all'importo dei suoi acquisti dagli Stati Uniti. Se non esistessero le restrizioni attuali nel commercio, il paese avrebbe importato tra 700 e 800 milioni di dollari di prodotti agro-alimentari nordamericani. Con ciò verrebbe raddoppiato il livello degli acquisti realizzati lo scorso anno, che sono stati dell'ordine di 450 milioni di dollari.(20)
(20) Dichiarazioni di Pedro Alvárez, Presidente di ALIMPORT, in Granma Internacional, 24 giugno 2005

In conseguenza delle azioni intraprese recentemente dall'OFAC, secondo le previsioni dell'Associazione dei Produttori di Mele degli Stati Uniti, le esportazioni di questa frutta a Cuba diminuiranno per lo meno del 30 %, quando avverrà il raccolto di questa estate. Lo stato della Virginia esporta circa l'80 % delle sue mele all'Isola. Per l'azienda del latte Dairy America, i suoi carichi di latte in polvere sgrassato verso il mercato cubano sono ora più costosi e più lenti, a causa delle nuove disposizioni dell'OFAC, che impongono spese addizionali per circa 3.000 dollari a ogni spedizione di mille tonnellate.(21)
(21) "Il Congresso degli Stati Uniti deve ottenere vie più veloci per il commercio con Cuba" in Granma Internacional, 24 giugno 2005

La proibizione al fatto che istituzioni cubane partecipino alle prove cliniche di medicinali prodotti negli Stati Uniti, colpisce pure direttamente il popolo nordamericano e quelli di altri paesi. Per esempio, i progettisti nordamericani delle prove di una medicina contro la sicklemia, hanno stimato che la partecipazione cubana avrebbe permesso di far arrivare la nuova medicina sul mercato almeno un anno prima, poiché le prove sarebbero state avvantaggiate dall'esistenza a Cuba di un registro nazionale di pazienti con questa malattia, inesistente nel caso degli Stati Uniti.(22)
(22) Presentazione del Dr. Peter G. Bourne, Presidente della Giunta di Medical Education Cooperation with Cuba (MEDICC) presso il Vertice Nazionale su Cuba, Tampa, Florida, 8 ottobre 2004, citata da Gail Reed in MEDICC, National Summit on Cuba: Embargo Harms US People, Too. Bourne è stato Consulente per questioni di salute del Presidente Carter e Segretario Generale Aggiunto dell'ONU dal 1979 al 1981.
http://medicc.org/medicc_review/1104/pages/headlines_in_cuban_health.html#top

Gli effetti negativi del blocco sulla biotecnologia cubana, hanno anche conseguenze dannose indirette per la salute nei paesi sottosviluppati. Cuba è il paese del mondo che ha più progetti di vaccinazioni preventive e terapeutiche contro le principali malattie del Terzo Mondo, con un totale di 29 progetti.

L'organizzazione 'Pediatric Dengue Vaccine Initiative' (PDVI-U.S.A.) e il National Vaccine Institute (IVD) della Repubblica della Corea, hanno selezionato tra oltre 100 progetti internazionali uno del Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia di Cuba, per il suo grande prestigio, nella prospettiva di ottenere un vaccino contro il dengue, malattia che colpisce numerosi paesi sottosviluppati. E' stato concesso il finanziamento ai restanti 12 progetti selezionati, mentre quello di Cuba non è stato preso in considerazione a causa del blocco.

Nell'anno 2002, le malattie del cuore hanno causato negli Stati Uniti 240.8 morti per ogni 100.000 abitanti, costituendo la prima causa di morte in questo paese. Le malattie cerebro-vascolari, con 56.2 morti per ogni 100.000 abitanti, rappresentano la terza causa di morte.

Secondo gli Editori della Harvard International Review, Ryan Bradley and Edy Rim, una valutazione indipendente dell'Università di Ginevra ha indicato la nuova medicina cubana PPG (Ateromixol o Policosanol), creata nel 1991, come il miglior farmaco anticolesterolo disponibile.(23)
(23) R: Bradley and E. Rim, "Loosening the Reins: Autonomy Boosts Cuban Medical Industry". In Harvard International Review, Fall 1994, p. 66 citato da Denial of Food and Medicine: THE IMPACT OF THE U.S. EMBARGO ON HEALTH & NUTRITION IN CUBA, A Report from the American Association for World Health, marzo del 1997.

Un articolo scientifico intitolato "Meta-Analysis of Naturale Therapies for Hyperlipidemia: Plant Sterols and Stanols Contro Policosanol", pubblicato in Pharmacotherapy nel 2005, ha indicato che gli estanoli e gli esteroli di sintesi, disponibili negli Stati Uniti, sono ben tollerati e sicuri, ma il policosanol (PPG) è più efficace dei precedenti a livello di riduzione del LDL (colesterolo maligno) ed è molto meglio per il paziente in quanto deve prendere una sola tavoletta al giorno, è molto più economico e con più potenzialità per i benefici cardiovascolari.

Se non esistesse il blocco, migliaia e forse centinaia di migliaia di cittadini nordamericani avrebbero salva la loro vita o non patirebbero problemi fisici o altre limitazioni in conseguenza di non poter ricevere trattamento, per assurde ragioni politiche, con il PPG, la medicina anticolesterolo più efficace e più economica disponibile, brevettata a Cuba.

Riguardo al cancro, dal 1970 il tasso di mortalità per cancro al polmone negli Stati Uniti è stato più alto di quello di altri tipi di questa malattia. Il numero di morti per cancro in questo paese supera le 560.000 persone all'anno; ogni anno vi sono 1.250.000 nuovi malati; solo per cancro al polmone muoiono circa 166.000 persone ogni anno, e una donna su tre e un uomo su due della popolazione nordamericana vivente ha patito qualche tipo di cancro durante la sua vita.

Dopo oltre 30 anni di programmi e oltre 230.000 milioni di dollari spesi, il risultato nella lotta contro il cancro negli Stati Uniti è minimo. Se non esistesse il blocco, le istituzioni della biotecnologia cubana che lavorano a numerosi progetti di ricerca di avanguardia come vaccini terapeutici contro differenti tipi di cancro - 10 progetti - o monoclonali brevettati per la diagnosi precoce del cancro, tra gli altri, potrebbero contribuire ad affrontare questa grave malattia.



CONCLUSIONI

Il danno economico diretto causato al popolo cubano per l'applicazione del blocco, a partire da calcoli preliminari per difetto, supera gli 82.000 milioni di dollari; una media di 1.782 milioni di dollari all'anno. Questo importo non comprende gli oltre 54.000 milioni di dollari imputabili a danni diretti causati a obiettivi economici e sociali del paese per i sabotaggi e le azioni terroristiche promosse, organizzate e finanziate dagli Stati Uniti, né il valore dei prodotti che non si fabbricano più né i danni derivati delle onerose condizioni creditizie che vengono imposte a Cuba. Il danno causato quest'anno ha superato i 2.764 milioni di dollari.

Nel suo secondo mandato, l'Amministrazione del Presidente George W. Bush continua ad aumentare a livelli senza precedenti la sua politica aggressiva e di blocco contro il popolo di Cuba, in aperta mancanza di rispetto ai principi della Carta delle Nazioni Unite e del Diritto Internazionale, della libertà di commercio e di navigazione e della ribadita e quasi unanime volontà della comunità internazionale affinché si metta fine a questa politica genocida, espressa in ripetute risoluzioni approvate nell'Assemblea Generale.

L'applicazione del blocco non colpisce severamente solo il popolo cubano; pregiudica gli interessi e i diritti del popolo nordamericano e di altri popoli del mondo. L'ultimo anno è stato caratterizzato da un incremento dell'effetto extra-territoriale del blocco, diventando più ferrea l'applicazione di regolamenti, sanzioni e minacce contro cittadini e aziende esteri.

Il popolo cubano non rinuncerà alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al suo diritto alla libera determinazione. Questa decisione ha permesso, nonostante il blocco, la costruzione di una società sempre di più giusta, equa e colta, solidale con altri popoli del mondo, compreso quello degli Stati Uniti.

Cuba sa che potrà continuare a contare sull'appoggio della comunità internazionale a difesa della sua giusto appello affinché si ponga fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal Governo degli Stati Uniti contro il popolo cubano.