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Frammenti della Conferenza stampa del Ministro degli Esteri di Cuba Felipe Pérez Roque, in merito ai mercenari al servizio dell’impero processati i giorni 3,4,5 e 7 aprile.  Città dell’Avana, 9 aprile 2003.

Felipe Pérez.- (...) In primo luogo vorrei stabilire che il governo e il popolo di Cuba hanno capito molto chiaramente che devono ancora combattere una dura battaglia per il diritto alla libera determinazione, per il diritto all’indipendenza.
(...) Dopo 40 anni di ferreo blocco economico, finanziario, commerciale, di aggressioni, di azioni terroriste, dopo oltre 600 piani di attentati, piani di assassinio contro il capo dello Stato cubano; dopo decenni d’incoraggiamento alla sovversione, all’emigrazione illegale, ai sabotaggi, all’azione di gruppi armati che sono stati tollerati nelle loro azioni terroriste contro il nostro paese (...) il nostro popolo ha dovuto affrontare l’ossessione dei governi degli Stati Uniti di fabbricare a Cuba un’opposizione, di fabbricare a Cuba una quinta colonna, di incentivare la nascita e il rafforzamento di gruppi che rispondano ai loro interessi, con una chiara visione annessionistica.
(...) Cuba sa bene che il diritto internazionale è dalla sua parte, perché la Carta delle Nazioni Unite riconosce a Cuba il diritto a scegliere il proprio sistema politico, riconosce il rispetto all’uguaglianza tra gli Stati e riconosce il diritto alla libera determinazione dei popoli.  (...) Ecco ciò che è in gioco a Cuba oggi: se un piccolo paese vicino a una grande potenza possa seguire il proprio cammino.
(...) La presenza in posti chiavi del governo degli Stati Uniti di più di una ventina di cubani provenienti dai gruppi estremisti di Miami, la decisione di consegnare la principale responsabilità nel Dipartimento di Stato negli affari dell’America Latina, e quindi di Cuba, nelle mani del signore Otto Reich, hanno propiziato, insieme al compromesso e al debito di gratitudine che il presidente Bush aveva già nei confronti dei gruppi di Miami che l’avevano appoggiato nella campagna elettorale e avevano avuto un ruolo chiave nella sua elezione, che si scatenasse una nuova tappa di accresciuta ostilità contro Cuba. (...) noi non incolpiamo il popolo degli Stati Uniti di questa situazione.  Noi alberghiamo sentimenti di amicizia e di rispetto verso il popolo degli Stati Uniti, e ne abbiamo dato prove.Noi non incolpiamo la maggioranza dei cubani che risiedono negli Stati Uniti, (...) noi non incolpiamo gli ampi settori della società nordamericana, degli intellettuali, degli imprenditori, che capiscono la necessità di un cambiamento nella politica verso Cuba, che appoggiano la normalizzazione dei rapporti.   Noi attribuiamo la colpa di ciò ai gruppi estremisti di Miami, che sono una minoranza, e ai settori che all’interno dell’Amministrazione sono impegnati in una politica di ostilità contro Cuba (...) alla maggioranza della Camera e del Senato che hanno dato prove negli ultimi anni della volontà, della decisione, dell’aspirazione di normalizzare i rapporti tra i due paesi, di favorire il commercio, la vendita di medicine, i viaggi dei cittadini statunitensi a Cuba, e che siano eliminati gli anacronistici divieti che oggi impediscono loro di viaggiare a Cuba. (...) E’ stata seguita un’altra via contro Cuba, una via che ha implicato un rafforzamento delle misure del blocco –dopo vedremo alcune delle recenti misure di inasprimento--; una via di maggiore stimolo, più grande che mai prima, all’emigrazione illegale, di maggiore tolleranza.
(...) negli ultimi sette mesi ci sono stati sette sequestri di aerei e di imbarcazioni cubane, propiziati dalla tolleranza delle autorità statunitensi, dall’applicazione indiscriminata della Legge di Aggiustamento cubano, della pratica consuetudinaria di accogliere gente che realizza atti terroristi, che fa uso della violenza e delle armi per arrivare negli stati Uniti, il che dev’essere punito secondo i Trattati internazionali di cui sono parte gli Stati Uniti.; e i sequestratori terroristi di quattro dei casi continuano in libertà e non ci sono notizie che abbiano iniziato nessun processo penale con loro. 
(...) E’ stato indicato alla Sezione di Interessi degli Stati Uniti all’Avana (SINA) di convertirsi praticamente nello stato maggiore e quartiere generale della sovversione interna a Cuba, con un Capo della suddetta Sezione con un profilo mai visto durante il quarto di secolo di funzionamento della SINA, in aperta violazione delle leggi che regolano il comportamento diplomatico, di aperta intromissione negli affari interni di Cuba, con un tono e una condotta che non sono, assolutamente, quelli di un diplomatico.
L’uso della valigia diplomatica della SINA si è moltiplicato per finanziare e fornire mezzi necessari ai gruppi creati e pagati dal governo degli Stati Uniti affinché svolgano il lavoro controrivoluzionario a Cuba. 
(...) Il signor Cason, come si vede, viene a Cuba con il compito di creare un partito unico "dei dissidenti" a Cuba, quindi, non so perché gli dispiace tanto che i rivoluzionari cubani abbiano un partito unico per difendere la Rivoluzione.
(...) l’Istituto Repubblicano Internazionale, uno dei gruppi che ha ricevuto soldi dal governo degli Stati uniti, che ha ricevuto nientemeno che 1 674 462 dollari nel 2002,   e per fare cosa?  Per contribuire a creare le basi d’appoggio internazionale, per fornire loro aiuto materiale, morale e ideologica agli attivisti a Cuba, compresa la concessione di premi e riconoscimenti internazionali; e noi sappiamo come quest’istituzione e altre negli Stati Uniti hanno partecipato alla gestione per il conferimento di premi.  Per questo hanno dato loro dei soldi, somme ogni anno maggiori, hanno organizzato i viaggi, i premi, le gite, perché abbiamo informazioni su tutto quanto.
(...) io sottolineo in vostra presenza l’idea che il signor Cason segna un momento di approfondimento della politica di sovversione contro Cuba, aperta, sfacciata.
Lui dice:  "Ogni volta che posso incontro la Fondazione Nazionale Cubano americana", coloro che hanno finanziato la catena di attentati terroristi contro gli alberghi a Cuba, che causarono la morte a un turista italiano e ferite a varie decine di turisti e di lavoratori cubani.
"Incontro loro ogni volta che posso", con il Consiglio per la libertà di Cuba, che è la fazione paramilitare dell’antica Fondazione Cubano Americana;
(...) Il 27 febbraio 2003, il cubano Adolfo Franco, uno di quelli più di venti che occupano cariche nel governo, amministratore per l’America Latina e i Caraibi nell’USAID, agenzia di Aiuto all’estero statunitense, un’agenzia del governo degli Stati uniti, dichiara davanti a un subcomitato di Affari Esteri della Camera di rappresentanti, che l’USAID ha investito oltre 20 milioni di dollari –22 milioni di dollari--, dal 1997, per mettere in pratica la Legge Helms Burton a Cuba.
Dichiara anche che come parte del compimento della legge sono stati inviati materiali, propaganda, sono stati consegnati oltre 7 mila radio prepararti per ascoltare "Radio Martí", altre azioni.
La stessa USAID ha dichiarato che i 22 milioni sono una minima parte dei fondi destinati a Cuba (...)  La Legge Helms Burton ha un appendice, il n.109, che indica al governo distribuire mediante questa via i soldi, ma c’è anche il n.115 che favorisce la distribuzione dei soldi per vie segrete, dei servizi speciali. 
(...) Il 26 marzo il sottosegretario di Stato, signor Colin Powell, compare davanti al Subcomitato di Assegnazioni del Senato e annuncia che il budget che presenta comprende 26 900 000 dollari per le trasmissioni contro Cuba della Radio e la Televisione "Martí", (...) che costituisce una violazione della legalità internazionale, delle regolamentazioni dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni; (...) emittente che viola il nostro spazio radioelettronico con oltre 1200 ore settimanali di trasmissioni verso Cuba, incoraggiando la sovversione interna, i piani di sabotaggio, la diserzione, l’emigrazione illegale.
(..) dopo aver offerto, inoltre, medicamenti per lottare contro l’antrax negli Stati Uniti --abbiamo offerto al governo degli Stati Uniti di produrre 100 milioni di pastiche (...) il 29 novembre del 2001 abbiamo consegnato una nota al Capo dell’Ufficio di Interessi nordamericano all’Avana, presentando ufficialmente i progetti di accordi per collaborare, entrambi i paesi, in materia di lotta contro il narcotraffico, di lotta contro il terrorismo e di collaborazione per eliminare il contrabbando di persone, l’emigrazione illegale, (...) ricevendo un risposta negativa.
            (...) Il 20 dicembre del 2001 abbiamo approvato la nostra Legge contro atti di terrorismo, nella quale abbiamo stabilito pene per coloro che utilizzino il territorio cubano anche per organizzare o finanziare atti diretti contro altri paesi, compresi gli Stati Uniti.  Quando si scatenano le notizie relative al virus del Nilo, abbiamo offerto al governo degli Stati Uniti di collaborare nella ricerca scientifica. (...)  Si accusava Cuba falsamente e ingiustamente di essere un paese che aveva un programma per sviluppare armi biologiche e chimiche, (...) si è voluto boicottare la visita del presidente Carter a Cuba.
            (...) Il 24 febbraio dell’anno in corso, il Capo della SINA, il signor Cason, in un atto organizzato da lui stesso, con un gruppo di questi mercenari (...) signor Cason ha fatto delle insolite dichiarazioni, parole mai pronunciate da nessun diplomatico da nessuna parte al mondo, offensive, violatorie delle norme elementari di condotta dei diplomatici, di intromissione, provocatorie, contro il governo e il popolo di Cuba.
            (...) Il 10 marzo abbiamo consegnato al signor Cason una nota diplomatica, la nota 365, in cui rispondiamo alle dichiarazioni fatte il 24 febbraio e gli suggeriamo ancora una volta di smettere con questo suo comportamento francamente provocatore, di intromissione; gli comunichiamo anche le decisioni adottate nei confronti delle sue azioni sovversive e violatorie delle leggi cubane nel nostro Paese.
           (...) Il 12 marzo, due giorni dopo la nostra nota, in apparenza come una risposta al nostro appello, alla nostra nota diplomatica, il signor Cason organizza una nuova riunione cospirativa a casa sua.
           (...) Il 14 marzo, due giorni dopo, viene organizzata un’altra riunione –è evidente il desiderio sfrenato e la decisione di avere uno scontro con le autorità cubane -; la riunione comincia alle ore 10 e finisce alle ore 17.
            Siamo stati pazienti.    (...) il signor Cason, applicando  al massimo la politica aggressiva del suo governo contro Cuba, ci ha costretto ad applicare le nostre leggi, e bisogna intendere tali processi giudiziari come l’azione di Cuba quando non ha avuto altra alternativa davanti alle azioni di confronto e alle provocazioni che il governo degli Stati Uniti ha scelto per il suo rapporto con Cuba e dove ha avuto il ruolo di protagonista il Responsabile del suo Ufficio diplomatico all’Avana.
(...) consideriamo che l’aumento dei sequestri –ho già detto che ci sono stati sette sequestri in sette mesi– utilizzando armi di fuoco, armi bianche, violenza contro i passeggeri, granate, che la nostra opinione su tali sequestri e sui continui piani di sequestri, di emigrazione illegale verso gli Stati Uniti è la seguente: ciò è il risultato di un piano cosciente per stimolare le uscite illegali da Cuba, per stimolare la commissione di atti di terrorismo nelle navi cubane e negli aerei che volano verso e da Cuba; per stimolare il sequestro di imbarcazioni, il sequestro di aerei cubani, per creare le condizioni che consentano  di ignorare l’accordo migratorio. (...) il governo degli Stati Uniti assume l’impegno di concedere un minimo di 20 000 visti annui ai cubani.
    (...) Tra il 1º ottobre e il 28 febbraio –durante i primi cinque mesi  dell’accordo  dell’anno in corso, durante il quale gli Stati Uniti devono concedere almeno 20 000 visti, dopo cinque mesi, ha conferito 505 visti; l’anno scorso sono stati conferiti 7 327; nel 2001 oltre 8 300; nel 2000, 10 860; nel 1999, a quest’epoca negli anni precedenti avevano già ricevuto il visto ed emigravano verso gli Stati Uniti, dopo cinque mesi, circa 11 600 cubani.
     Cosa significa questa riduzione subita dei visti in franca violazione dell’Accordo Migratorio?
    (...) Ci sono persone (...) che vorrebbero un confronto fra Cuba e gli Stati Uniti, che reclamano dal governo degli Stati Uniti l’aggressione contro Cuba (...) Si sono svolti 29 processi a Cuba, praticamente in tutte le provincie del Paese.  Sono state accusate 75 persone, di cui 74 uomini, e i tribunali hanno imposto le relative condanne: da 6 a 28 anni di privazione di libertà.  Per tale motivo è falso quello che dicono che ci sono state pene di morte; è falso che ci siano state condanne all’ergastolo, (...) I processi penali sono stati istruiti con carattere sommario in virtù della Legge  di 1977 n. 5, Legge di Procedura Penale.  
           (...) Il processo sommario non è stata creata a Cuba (...) Praticamente fa parte delle legislazioni di oltre 100 Paesi nel mondo, compresi gli Stati Uniti, (...) Il processo sommario a Cuba non nacque con la Rivoluzione, risale alla Legge Processuale Criminale di 1888, quindi, furono i colonizzatori spagnoli a portarla a Cuba.  (...) E il processo sommario è stato utilizzato dal governo militare interventore nordamericano dal 1900 fino al 1902.                       .
(...) ribadisco che abbiamo rispettato assolutamente il processo e le garanzie per tutti gli accusati, in virtù della legislazione cubana e in virtù dei principi generalmente riconosciuti e accettati nel mondo (...) tutti gli accusati erano a conoscenza dei capi di accusa e hanno avuto occasione di addurre anche prima della celebrazione dell’udienza tutto quanto hanno ritenuto opportuno. (...) tutti gli accusati hanno esercitato il diritto di avere la rappresentanza legale, un avvocato della difesa che, secondo la legislazione cubana, può essere designato dall’accusato o ,se questi non lo facesse, d’ufficio dal tribunale (...) hanno partecipato 54 avvocati della difesa nei 29 processi; (...) 44 di essi designati dagli accusati e dai loro parenti. (...) 10 sono stati designati come avvocati d’ufficio dai tribunali. (...) tutti gli accusati hanno esercitato il diritto di essere ascoltati nel processo dai tribunali previamente costituiti.  Non si è creato alcun tribunale speciale ad hoc per giudicare loro. 
(...) Si è tenuta un’udienza perché la nostra legge non permette la decisione di un tribunale senza udienza previa, com’è il caso della legislazione nordamericana e quella di altri paesi, dove se l’accusato si dichiara colpevole o arriva a un accordo, si può emettere sentenza senza udienza previa. (…) L’udienza oltre a essere orale è pubblica.  (...) Vi hanno partecipato circa 100 persone in ogni processo. Hanno partecipato circa 3 000 ai giudizi, soprattutto parenti, oltre ai testimoni, agli esperti .
           (...) Chi ha detto che un diplomatico straniero dev’essere presente in un processo dove no è giudicato un nazionale del suo Paese? (...) Quale lavoro di supervisione dovrebbe fare?  (...) Noi non dobbiamo concedere un diritto speciale che non riceviamo
(...) gli avvocati della difesa hanno presentato 28 testimoni che non erano stati presentati previamente dalla procura (...) Tutti gli avvocati della difesa hanno potuto accedere previamente al dossier dell’accusa. 
    (...)        Dei 37 accusati che per anni si sono proclamati "giornalisti indipendenti", mentre esercitavano il loro lavoro come agenti del governo degli Stati Uniti a Cuba, in realtà solo 4 erano laureati in giornalismo o sono stati giornalisti una volta, chiaro?, 4 su 37; e a Cuba non esiste il tecnico medio in giornalismo, chiaro?, né in nessun altro luogo al mondo.   Sono 4 quelli che hanno studiato giornalismo in qualche università e hanno lavorato alcuna volta come giornalista, 4 su 37.  Quattordici su 37 hanno compiuto studi universitari, compresi questi 4.
           
           (...) solo nell’ambito degli economisti e dei ragionieri ce ne sono a Cuba oltre 60 000.   L’idea che i principali economisti cubani sono stati accusati, mi sembra che offende la nostra intelligenza. (...)   Ci sono più di 700 000 laureati a Cuba.  Quando sento dire ad alcune personalità che il meglio dell’intellettualità cubana è stata accusata, in realtà, penso ai nostri colleghi, alle nostre glorie della danza, della musica, delle lettere, della poesia, della pittura, del teatro, alle nostre personalità del giornalismo, ai nostri scrittori.  Mi sembra che ignorare in questo modo l’intellettualità cubana, riducendola a questo gruppo di persone, solo perché fra di loro ce ne sono alcuni laureati, alcuni intellettuali, alcune persone che una volta esercitarono il giornalismo, mi sembra veramente un’offesa allo sforzo da noi svolto nell’istruzione del nostro popolo e della cultura.
(...) si sono applicati vari articoli della Legge N.88 sulla Protezione dell’Indipendenza Nazionale e dell’Economia di Cuba, l’antidoto legale di Cuba alla Legge Helms-Burton. E Cuba non è stato l’unico Stato a proclamare che costituisce un reato nel suo territorio il fatto di collaborare con la Legge Helms-Burton e di obbedirla; il Canada ne ha fatto una legge.  Nel Canada è un delitto collaborare o piegarsi alla Legge Helms-Burton. L’Unione europea ha adottato un regolamento, e in altri  Paesi come il Messico e l’Argentina, sono state emesse leggi che puniscono come delitto il fatto di collaborare con la Legge Helms-Burton o piegarsi ad essa.  (…) E’ stato detto che questi sono prigionieri di coscienza, che sono stati accusati solo per i fatto di pensare o di parlare, il che rifiuto assolutamente.  Qui sono stati giudicati fatti e condotte qualificati come delitti nella Legge, in nessun caso idee.  Le battaglie di pensiero si vincono con il pensiero, come disse José Martí, e siamo molto forti nelle nostre idee.  Puniamo fatti e condotte.
       (...)    Perché non dovrebbe costituire un delitto a Cuba il fatto di  diffondere propaganda del governo degli Stati Uniti, manuali per la sovversione interna, testi in favore del mantenimento blocco contro Cuba?  Perché non dovremmo difenderci dal blocco più prolungato della storia? 
        (...)    Invoco in questa sede il diritto alla legittima difesa contenuto nella Carta delle Nazioni unite, e siamo aggrediti con una guerra economica, politica, propagandistica. 
                    (...) Si cerca di presentare questo come un movimento autoctono, nato a Cuba, la "società civile" –la chiamano- a Cuba, ignorando le oltre 2 000 organizzazioni non governative e associazioni cubane, che includono dai chef cuochi fino alle organizzazioni di donne, gruppi ecologisti, centri di studio, organizzazioni di giovani, di studenti, delle più svariate materie dell’attività sociale ed economica del Paese, insultando infatti tutte queste organizzazioni e le loro decine, centinaia di migliaia e, in alcuni casi, milioni di membri.
            Cosa stanno facendo qui? Cercano di presentare un tentativo di opposizione  escogitato e  finanziato dall’estero, in ottemperanza della Legge Helms-Burton come un movimento di opposizione nato a Cuba.
          (...)  Ecco un altro pezzo interessante: "Permesso di Libero Accesso", accesso aperto a qualunque ora del giorno o della sera di questi mercenari all’Ufficio di Interessi nordamericano all’Avana, basta la loro presenza.
            (...) entrata libera per il signor Oscar Elías Biscet, a qualunque ora del giorno e della notte; entrata libera per il signor Héctor Palacios.
            Le nuove restrizioni imposte dall’Ufficio di Sicurezza della Patria, che ha rafforzato le misure di protezione negli immobili ufficiali nordamericani e ha reso più difficile penetrare la frontiera –è una reazione logica dopo gli atti terroristi dell’11 settembre--, non contano per queste persone, loro hanno lo status di un funzionario.
            (...) ho detto che il governo degli Stati Uniti guida questi gruppi. Adesso dico che li finanzia pure.  Il denaro destinato a tali gruppi è denaro ufficiale del governo degli Stati Uniti.   Questo di cui vi ho parlato non è altro che il programma dell’Agenzia Nordamericana per l’Aiuto Estero, l’USAID.
       (...)    "Per incrementare nel mondo la solidarietà nei confronti degli attivisti a Cuba", per procurare loro dei viaggi, premi, riconoscimenti, denaro allocato nel 2002: 8 099 181 dollari. 
(...)   "Per aiutare alla costituzione di Organizzazioni non governative a Cuba", 1 602 000 dollari; "per dare voce ai giornalisti indipendenti", 2 027 000 dollari; "per pianificare la transizione a Cuba " 2 132 000 dollari; "per valutare il programma", per verificarne l’andamento, 335 000 dollari.  Come l’hanno fatto?  Creando gruppi negli Stati Uniti, che sono quelli che ricevono il denaro, che s’intascano la maggior parte, perché business sono business, e inviano a Cuba una parte per i gruppi.

           
  (...)        una delle più crudele ironie del lavoro di questi gruppi è che il governo degli Stati Uniti invia loro generi alimentari e farmaci affinché nel quartiere approfittino delle carenze, del bisogno di un padre che cerca un farmaco, in questi anni durante i quali noi malgrado tutto il nostro sforzo non abbiamo potuto garantirlo, e facciano il loro lavoro di reclutamento, in questo modo riescono a far sì che le persone si sentano in debito nei loro confronti.   Così hanno creato  i cosiddetti "centri di distribuzione" per dare alle persone generi alimentari e farmaci che il blocco americano, che loro
            (...) Oscar Espinosa Chepe, (...) ha ricevuto dal 2002 al 2003, (...) 7 154 dollari; (...) A casa aveva, nascosto dentro un la fodera di un vestito (...) 13 660 (...) Non lavora da circa 10 anni.  
           (...) Devo dire che nelle indagini che precedettero i processi sono stati sequestrati decine di migliaia di dollari, e guardate una cosa curiosa, solo 1 200 pesos cubani; quasi tutti sono disoccupati, non lavorano a Cuba, non hanno impiego, vivono di questo, "di lottare per la libertà e la democrazia".
(...) Io, Osvaldo Alfonso Valdés, riconosco che nel nostro lavoro di oppositori abbiamo potuto essere utilizzati da funzionari della Sezione di Interessi, per questo nella nostra intenzione di portare a termine una lotta pacifica abbiamo risposto in qualche maniera agli interessi degli USA. Sappiamo che le risorse che ci arrivano per i nostri lavori provengono da fondi che il governo di questo paese approva
.
        (...)   Ecco qui una ricevuta dei soldi inviati a questo signore (la mostra).
            Mediante la presente si consegna al Sig. Osvaldo Alfonso, membro della Commissione di Relatori di Todos Unidos, 400 dollari che gli inviano come aiuto umanitario i fratelli di Azione Democratica Cubana", un’organizzazione a Miami, che nel 2002 ha ricevuto 400 000 dollari dall’Agenzia di Aiuto all’estero degli Stati Uniti (USAID).
           (...) due mesi dopo;   "Mio caro Osvaldo, un amico che conosci ha avuto la gentilezza di inviarti 30000 pesetas" – penso che non esisteva ancora l’euro come moneta di corso obbligatorio – "Molto presto ti chiameranno alcuni amici spagnoli di alto livello per parlare del progetto Varela.  Ho suggerito cinque nomi per fondare questa nuova idea; Payá, Alfonso, Arcos, Raúl Rivero e Tanya Quintero."
           (...) Ti invio un forte abbraccio e una rivista Encuentro.  Carlos Alberto Montaner."
         (...)   Questa è la storia del finanziamento.  Ho affermato che li creano, ho detto che li dirigono, ho affermato che li finanziano e affermo che li stimolano e li proteggono.


            Qui abbiamo un altro esemplare, la Revista de Cuba (la mostra), rivista della società dei giornalisti   "Manuel Márquez Sterling", numero di dicembre del 2002.  (...) dove può essere stata stampata la Revista de Cuba, della società dei giornalisti "Marquez Sterling"?  (...) Nella Sezione di Interessi Nordamericana all’Avana!  (...) la Sezione di Interessi è come (...) la casa editrice della rivista dei "giornalisti indipendenti cubani".
            (...) Qui abbiamo la rivista El Disidente, questo è un altro caso, distribuita anch’essa dalla SINA –in questo caso la SINA distribuisce non edita - ; questa si edita a Porto Rico dove la rivista ha ricevuto 60 000 dollari dal governo degli Stati Uniti per la stampa e poi la mandano qui nella valigia diplomatica.
(...) ODILLA COLLAZO. – In questo momento sono la presidentessa del Partito pro Diritti Umani di Cuba.
PUBBLICO MINISTERO. – Ha visitato la SINA?
ODILLA COLLAZO. – Sì.  Io ci vado per consegnare rapporti su violazioni di diritti umani e di altro tipo.
(...) PUBBLICO MINISTERO. – La sua entrata alla SINA è libera o controllata?
ODILLA COLLAZO. – L’entrata è libera, perché io ho un lasciapassare aperto, non solo per quest’anno; il mio lasciapassare è aperto dal 1991.
PUBBLICO MINISTERO. – Esistono altre facilità per avere comunicazione con i funzionari di questa Sezione di Interessi?
(...) PUBBLICO MINISTERO. –(...) lei riceveva orientazioni su compiti specifici che doveva eseguire?
ODILLA COLLAZO. –(...) Io mi sono specializzata – come dice bene il mio partito – nella violazione dei diritti umani, e mi davano l’opportunità di ricevere da loro i rapporti, che erano jl risultato di tutti gli anni, destinati al Dipartimento di Stato, a Ginevra, ad Amnisty International, American Watch e ad altre organizzazioni; lo facevano affinché mi stimolassi e vedessi il risultato del mio lavoro, perché il lavoro che io avevo svolto era contenuto in questi rapporti, con il preciso scopo di far condannare Cuba a Ginevra.
(...) Il Washington Post, il 1º dicembre 2002, ha pubblicato un articolo in cui diceva che il governo del presidente Bush aveva sviluppato, e cito:  "un sistema legale parallelo per indagare, incarcerare, interrogare, condannare persone sospette, perfino cittadini nordamericani".  Questo non è avvenuto a Cuba, come non c’è nemmeno un decreto che disponga la creazione di tribunali militari speciali con carattere segreto e sommarissimo.  (...) "Le procedure includono la detenzione militare indefinita, autorizzata dal Presidente, l’autorizzazione a registrare le comunicazioni e la perquisizione delle installazioni utilizzate.  Processi realizzati da commissioni militari e deportazioni decise dopo udienze segrete."  Questo è del Washington Post.
Un editoriale del 27 dicembre del 2002, del Washignton Post si oppone al fatto che la CIA "applichi la tortura e la violenza durante i suoi interrogatori", e dice che "queste nuove tattiche nella lotta contro il terrorismo si stanno sviluppando in maniera segreta".
Non a caso gli Stati Uniti furono esclusi dalla Commissione dei Diritti Umani, e sono potuti rientrare grazie all’appoggio dell’Italia e della Spagna, che si sono ritirati affinché essi potessero ritornare senza essere sottoposti a una votazione. (...) è stato pubblicato in tutto il mondo, il 6 aprile del 2003, che il numero di prigionieri negli Stati Uniti superava i 2 milioni alla fine di giugno del 2002;
(...) ci sono state anche dichiarazioni dell’Unione Europea, che non sono state fatte quando i cinque cubani sono stati ingiustamente condannati in processi manipolati in una corte di Miami; l’Unione Europea non ha detto niente a riguardo.  Come non ha detto niente riguardo a ciò che sta succedendo nella Base Navale di Guantánamo.   Così come non è riuscita nemmeno a mantenersi unita e ad assumere posizione comune contro una guerra scatenata in Iraq che ha chiaramente violato il diritto internazionale.
Ricordiamo molto bene l’Intesa tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti rispetto alla Legge Helms-Burton (...) E sappiamo bene che l’Unione Europea non ha avuto la capacità di assumere una posizione indipendente verso Cuba e questo spiega la sua tiepida reazione contro il blocco a Cuba; spiega il suo allineamento con la posizione nordamericana contro Cuba a Ginevra; spiega il fatto che non sia stata capace di formulare una posizione europea rispetto a Cuba che difenda il diritto internazionale, che difenda il diritto del nostro popolo all’indipendenza, alla sovranità, che non abbia reclamato rispetto verso Cuba, nazione discendente anche da europei. 
(...) Mi stupisce il fatto che l’Unione Europea proprio in questo momento si preoccupi di Cuba e non dia una lezione al mondo di etica e di livello morale e si opponga alla violazione del diritto internazionale.  L’Unione Europea non ha detto una parola sulle quasi 2000 persone in carceri nordamericani di cui non si è nemmeno pubblicato il nome.  Dunque abbiamo le nostre ragioni per avere riserve sulla dichiarazione dell’Unione Europea.
(...) Io penso che se esiste un altro governo al mondo che non dovrebbe parlare di democrazia, quello è proprio il governo spagnolo, che sta appoggiando una guerra a cui si è opposto il 91% degli spagnoli.  (...) si suppone che il governo dovrebbe agire secondo quanto pensano i governati, che è ciò che noi facciamo, e per questo non hanno potuto sconfiggerci con blocchi e con aggressioni.
(...) voglio commentare la dichiarazione del Direttore Generale della UNESCO, il signor Koichiro Matsuura, (...) non so perché il signor Matsuura si sia allarmato così tanto, infatti, nessuno lo ha visto allarmarsi per i prigionieri di Guantanamo, né per i carcerati negli Stati Uniti, né per gli eccessi della guerra nell’Iraq, né per la morte di bambini, di civili; nessuno lo ha visto allarmarsi e dichiarare che è in atto un’aggressione e una violazione del diritto internazionale.
(...) Sig. Medem (TVE). – La mia domanda è relativa al riferimento che lei ha fatto a una lettera di Carlos Alberto Montaner –se non ricordo male– diretta a Osvaldo Alfonso, in cui si menzionavano alcuni vincoli di certo personale spagnolo di alto livello –mi sembra di aver capito--,  con il progetto o con la nascita del progetto "Varela".
Vorrei chiederle se da parte del governo cubano, o nel corso di questi processi, si è scoperto qualche tipo di informazione che non sia pubblica, che spieghi un po’ com’è nato il Progetto "Varela" e se il Progetto "Varela" è compreso nella definizione di complicità con le aggressioni da parte degli Stati Uniti contro la Rivoluzione, contro il governo e contro il popolo di Cuba.
Felipe Pérez . – Sì , sì è compreso; sì, abbiamo informazioni, nel momento adeguato le faremo conoscere; e no, non so altro della lettera.  Credo che si dovrebbe chiedere al signor Carlos Alberto Montaner, che deve sapere i nomi dei funzionari ai quali alludeva nella lettera che io ho letto.
Il Progetto "Varela" fa parte della strategia della sovversione contro Cuba, è stato concepito, finanziato e diretto dall’estero, con la partecipazione attiva della Sezione di Interessi Nordamericana all’Avana; fa parte dello stesso schema di sovversione, non ha il minor appiglio nelle leggi cubane, è una grossolana manipolazione della Costituzione e delle leggi di Cuba, e arriverà il momento di parlare ampiamente su questo tema.