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Informazione libera? Ma non prendiamoci in giro: e parliamo di Cuba, per
davvero.
Lettera aperta ai colleghi italiani
Di Marilisa Verti
Articolo pubblicato su Granma Internacional
digitale versione italiana il 14.5.2003
http://www.granma.cu/italiano/mayo03/mier14/carta-amiga-it.html
Ciascuno nella vita ha delle passioni. La mia si chiama
Cuba. E una Terra che seguo da molti anni, ne conosco la storia, le contraddizioni,
i problemi. E un Paese che mi stimola, perché, pur essendo piccolina, riesce a
tener testa ai potenti della terra e ad andare avanti. Perché laggiù si è parlato di
antiglobalizzazione e di pace prima ancora che tutti si riempissero la bocca con questi
termini. Perché là i bambini e gli anziani sono rispettati, perché si studia, perché
va avanti la ricerca scientifica e per tanti altri perché. Lho studiata,
frequentata e ho creduto di conoscerla. Dico creduto, perché oggi, con quello che sto
leggendo sui giornali mi sembra si stia parlando di un altro Paese. Fioccano righe ovunque
di esperti, che analizzano, triturano, pontificano sulloperato di Cuba, come se la
conoscessero in profondità da anni e anni, si fossero abbeverati con la sua cultura e
avessero presenziato a tutti i dibattiti. Ciò che è Cuba non conta più. Quello che vale
sono i giudizi degli esperti che raccontano fatti mai saputi prima.
E io mi sto chiedendo, sfiduciata, se ha ancora un
senso fare i giornalisti, di fronte a questa onnipotenza di scritti e a questo baratro di
informazioni. Cercare le fonti, incrociarle, andare oltre la realtà apparente, non
lasciarsi prendere la mano dallo scoop effimero, ma scavare, approfondire, capire, perché
quello che scriviamo sarà dato in pasto a lettori ignari e fiduciosi, sono sempre stati
alcuni dei punti chiave nella nostra professione.
Ma ciò che leggo non centra nulla con quest etica.
E così vorrei porre alcune domande a coloro che tutto sanno:
- Chi sa dirmi qualcosa di Fabio di Celmo? Perché pur essendo
un cittadino italiano ucciso da un attentato terroristico finanziato dalla mafia di Miami
nessuno si è sollevato chiedendo giustizia, a parte il padre e il fratello? Non lo dico
io, ma Livio di Celmo che ha chiesto ragioni al giudice Lenard ricordando che il fratello
è stato assassinato il 4 settembre del 1997 dalla bomba posta da un terrorista pagato da
Posada Carriles, notissimo delinquente nemico di Cuba, pagato e sostenuto dalla mafia di
Miami. Lassassino? Un mercenario di El Salvador che poneva bombe per 1500 dollari
luna, ma tutti gli atti di terrorismo sono stati pagati dalla Fondazione nazionale
cubano - americana della mafia di Miami, coperta dal governo Usa, che ha molti legami con
gruppi di terroristi dell estrema destra reazionaria. Livio di Celmo nella sua
lettera denuncia che dal1959 ad oggi i gruppi terroristi degli Stati Uniti hanno ucciso
3400 cubani e ferito oltre duemila persone. Lo avevate letto da qualche parte?
- Sui diritti umani: in quanti hanno scritto sui cinque cubani
infiltrati negli Usa per scoprire possibili attentati terroristi? Lo sapete che lFbi
li ha arrestati un mese dopo che ai Federali è stato consegnato il dossier con le
informazioni dei potenziali delitto, che sono stati rinchiusi in isolamento totale per 17
mesi senza possibilità di comunicare con la famiglia e con possibili avvocati? E che il
premio per il loro lavoro di talpe è arrivato sino allergastolo? (la lista delle
efferatezze cui sono stati sottoposti è lunga. Per ora mi fermo qui)
Lo sapete che gli Usa fomentano e finanziano attività per abbattere Fidel Castro e che il
funzionario diplomatico Usa alla Avana ha dato tutto il suo appoggio ai gruppi
dellestrema destra di Miami per raggiungere questo scopo? Ci sono le dichiarazioni
che vi evito, ma invece guardate alcuni dati del bilancio Usa a questo scopo: Il 26 marzo
il sottosegretario di Stato Colin Powell davanti al Subcomitato di Assegnazioni del Senato
annuncia un budget di 26 900 000 dollari per le trasmissioni contro Cuba della Radio e la
Televisione "Martí"(trasmettono illegalmente da Miami violando lo spazio
cubano) per 1200 ore di trasmissione settimanale verso Cuba. Ma non è tutto. Per aiutare
alla costituzione di Organizzazioni non governative a Cuba", 1 602 000 dollari;
"per dare voce ai giornalisti indipendenti", 2 027 000 dollari; "per
pianificare la transizione a Cuba " 2 132 000 dollari; "per valutare il
programma", per verificarne landamento, 335 000 dollari. Il Centro per una
Cuba Libera, ha ricevuto nel 2002, 2 300 000 dollari. Gruppo di Lavoro della Dissidenza
Interna, 250 000 dollari; Fredoom House, 1 325 000; lIstituto per la Democrazia a
Cuba... Tutti questi sono a Miami, alcuni a Washington, LIstituto Repubblicano
Internazionale, uno dei gruppi che ha ricevuto soldi dal governo degli Usa, ha ottenuto 1
674 462 dollari nel 2002, per contribuire a creare basi dappoggio
internazionale, per fornire aiuto materiale, morale e ideologica agli attivisti a Cuba,
compresa la concessione di premi e riconoscimenti internazionali. Gruppo di Appoggio alla
Dissidenza, 1.200.000. Cubanet ha un budget di 98 000 dollari. Il Centro Americano per il
Lavoro Internazionale di Solidarietà, che ha come oggetto sociale dichiarato
"persuadere gli investitori stranieri a non fare investimenti a
Cuba", riceve dal governo nordamericano 168 575 dollari allanno. Gli
stanziamenti arrivano con vari abiti: a cui si aggiungono gli oltre ventidue milioni di
dollari, dal 1997, per mettere in pratica la Legge Helms Burton a Cuba. Una curiosità:
Oscar Espinosa Chepe, di cui lItalia tanto si preocupa, non lavora da circa dieci
anni, eppure dal 2002 al 2003 ha ricevuto 7 154 dollari con tanto di fatture e ricevute,
oltre a una cifra di 13660 dollari nascosti in casa (perchè non li ha depositati in
banca?)
E lo sapete che la rivista di Reporteres sans frontieres è
stampata presso la Officina de Interes degli Usa allAvana?
E allora: vi sembra un caso che le persone siano state
processate come Mercenari e non come dissidenti? (qui si sta ancora lavorando sul caso
Mitrokin, o sbaglio?)
- Evito di toccare a fondo lelemento embargo, di cui
tutti ci si dimentica (forse perché a Cuba non ci sono i bambini che muoiono di fame e
perché la mortalità infantile è ben al di sotto dell1 per mille?). Sono 11 anni
che lOnu vota contro lembargo a Cuba ( e che è costato al paese oltre 70
milioni di dollari). Come mai se ne parla così poco e non ci sono sanzioni? E per quale
logica, da oltre quaranta anni viene mantenuto in piedi e inasprito appena possibile un
embargo da parte della maggiore potenza del mondo verso un paese di appena 12 milioni di
persone che si fa i fatti propri e non ha mire egemoniche?
- Terrorismo: Già detto dei 5 cubani in carcere negli Usa e
di Fabio di Celmo. Lo sapete che negli ultimi sette mesi ci sono stati sette sequestri di
aerei e di imbarcazioni cubane, favoriti dalla tolleranza delle autorità statunitensi per
la Legge di Aggiustamento cubano ( volutamente non spiego di cosa tratta), e del fatto che
in ben 4 casi i sequestratori sono liberi di girare per le strade di Miami, nonostante i
Trattati Internazionali firmati anche dagli Usa?
Giornalismo indipendente. Bella questione, anche per lItalia. Basta scrivere su di
un giornale o in Internet per venire considerati giornalisti? Per me no, e non mi metto a
spiegare il perché. Tornando a Cuba, in tutto il Paese esistono 2 175 giornalisti tra
cubani e stranieri. Per venire definiti giornalisti è necessario il diploma di Laurea
rilasciato dalle università dopo cinque anni di studi, oppure valgono anche corsi di
post-laurea in altre istituzioni e università del mondo. Dei 37 che si sono proclamati
giornalisti indipendenti, solo 4 erano laureati in giornalismo o sono stati
giornalisti almeno una volta. Quattordici su 37 hanno compiuto studi universitari,
compresi questi 4 ma, daltronde, nel Paese ci sono oltre 700 000 laureati, quindi
come si può scrivere che sono stati colpiti gli intellettuali?
- Sulla pena capitale: sui giornali italiani i tre sono
apparsi come ragazzi (età media 40 anni) un po facinorosi,forse, ma comunque dei
bravi giovani in cerca di libertà. Per chi non lo sapesse, tutti erano già stati in
carcere: il primo con 15 processi per delitti comuni e incarcerato varie volte, il secondo
con cinque processi e il terzo con sette processi penali tra cui uno per grave ferimento
con arma bianca di un lavoratore del settore edile (che poi è morto per le ferite).
Proprio bravi ragazzi, no, quindi. Ma al di là dei commenti sulla pena di morte, che non
rientra nella mia concezione di vita, mi chiedo come mai questo scatenamento verso Cuba?
- A latere
Il record di esecuzioni appartiene al
Texas di George W. Bush, e nel suo governatorato ne sono state eseguite 152. Il Diritto
Internazionale e la Legge cubana vietano l'applicazione della pena capitale ai minori di
età. Dal 1977 gli Stati uniti hanno condannato a morte 12 minori. Eccetto gli Stati
uniti, tutti i paesi sono daccordo nel rispettare l'articolo 3.7 della Convenzione
sui Diritti del Bambino, che vieta l'applicazione della pena di morte ai minori di 18 anni
di età. Ben 85 pene di morte sono state eseguite negli Stati uniti nell'anno 2001 e 71
nel 2002. Intanto, 3.700 condannati attendono lesecuzione della loro sentenza nel
braccio della morte e 80 di quelli che attendono la pena di morte erano minori di età
quando hanno commesso i delitti. Non ho visto accanimento della stampa, né sanzioni
parlamentari. Neppure nei confronti del Perù, quando sono stati giustiziati i
dissidenti governativi, e neanche nel più recente caso moscovita. E mi fermo
qui nel ricordare degli eventi. Perché solo e sempre Cuba con i suoi dodici milioni di
abitanti?
Ovviamente posso dimostrare tutto ciò che ho scritto. Ho
attinto a varie fonti, come si conviene a chi svolge questo mestiere, e non mi sono fidata
dei passaparola, dei sentito dire o di far rimbalzare quanto già scritto da altri. Mi
piacerebbe sapere quanti, tra coloro che hanno scritto o sono intervenuti in questo
periodo, sono altrettanto documentati (ho molte più informazioni
..) e non hanno
invece cavalcato londa dello scoop, della notizia buttata lì, che arriva sempre da
chi ha la voce più forte o e maggiormente potente. Credo che, su questo esempio di Cuba,
ci convenga compiere una riflessione seria sul giornalismo italiano, sulla presunta
indipendenza della stampa e sul perché nascono i casi, vengono pubblicate
alcune notizie ed altre completamente ignorate.
Sarebbe utile per il bene della categoria e dei lettori.
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