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Documento politico approvato al 9° Congresso dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba


L’Associazione Nazione di Amicizia Italia–Cuba, riunitasi a Riccione, nei giorni 30-31 marzo e 1 aprile 2007, per la celebrazione del suo IX Congresso, approva la relazione del Presidente Arnaldo Cambiaghi e riafferma le linee della solidarietà finora manifestate nel corso della sua esistenza. Ribadiamo, inoltre, il nostro totale appoggio al progetto sociale e politico portato avanti da Cuba, che nonostante le difficoltà del período especial, non ha mai interrotto la sua solidarietà verso gli altri popoli di tutti i continenti.
La Rivoluzione Cubana, da sempre punto di riferimento per le lotte di emancipazione dei popoli dal sottosviluppo e dal dominio imperialista, oggi gioca un ruolo decisivo nel riscatto dei paesi latinoamericani.
Chiediamo all’UE di non essere complice e allineata nella strategia imperialista USA, e di assumere una posizione politica coerente con il voto, già più volte espresso all’ONU contro il blocco economico e di praticare verso Cuba una politica indipendente, autonoma, di non ingerenza e di collaborazione.
Chiediamo alla stessa UE, di insistere con determinazione, nella richiesta della chiusura immediata della ignobile prigione di Guantánamo, che viola i più elementari diritti umani.
L’Associazione Nazionale, inoltre, chiede al Governo Italiano, in coerenza con la sua condanna del terrorismo, di avviare con la massima tempestività le procedure che portino all’incriminazione di Posada Carriles, reo confesso dell’attentato terroristico a La Habana, in cui è morto il nostro connazionale Fabio Di Celmo.
La nostra solidarietà per Cuba deve proseguire su questi punti fondamentali:
la difesa dell’indipendenza e della sovranità cubana
la lotta per la fine del blocco economico statunitense, verso Cuba
la lotta per ottenere giustizia per i 5 patrioti cubani, detenuti illegalmente nelle carceri statunitensi, per aver indagato contro il terrorismo finanziato dagli USA.
E’ essenziale, quindi, coinvolgere le nostre istituzioni a tutti i livelli (Comuni, Province, Regioni e Governo), promuovendo la collaborazione dei partiti, dei sindacati, della società civile, affinché si incida sulla politica estera del Governo italiano a sostegno di Cuba.
L’Associazione proseguirà la strada dell’unità, intesa nel rispetto delle identità e delle competenze di ogni singolo Circolo che deve operare nel proprio ambito territoriale.
Questo lavoro dovrà svilupparsi attraverso i seguenti punti:
I Coordinamenti Regionali devono continuare nel loro lavoro di coordinamento delle attività dei circoli, nella promozione e nello sviluppo dei gemellaggi, valutando la possibilità di costituire nuovi circoli, nella propria regione e aiutando quelle realtà che versano in situazione di difficoltà.
I circoli dovranno provvedere al proprio riconoscimento ufficiale presso le Agenzie delle Entrate per consentire all’Associazione Nazionale di comunicare al Ministero della Solidarietà Sociale, l’elenco dei circoli che sono stati regolarmente certificati.
Per migliorare il funzionamento del Comitato Direttivo Nazionale, si decide in via sperimentale, di convocare le riunioni di detto organismo in sedi diverse.
L’individuazione della possibilità di realizzare almeno un’attività all’anno, a livello nazionale, come segnale di vitalità e di unità dell’Associazione.


INTEGRAZIONE AL PARAGRAFO SULL’AMERICA LATINA DEL DOCUMENTO CONGRESSUALE NAZIONALE, PROPOSTO DA SANDRA PAGANINI E FULVIO GRIMALDI A NOME DEL CIRCOLO DELLA TUSCIA.
Approvato dal congresso con 70 voti favorevoli - 49 voti contrari - 14 voti astenuti

L’America Latina nel suo complesso deve ricevere dall’Associazione nelle sue varie articolazioni un’attenzione di gran lunga maggiore rispetto al passato.
Cuba, grazie alla sua cinquantennale resistenza all’aggressione imperialista e alla perseveranza nelle sue scelte ideologiche, politiche, economiche e sociali , ha costituito un formidabile esempio per il pensiero e l’azione di grandi movimenti di massa e per nuovi governi progressisti in tutto il Continente.
Questo ha portato alla fine dell’isolamento di Cuba sul piano latinoamericano, nel quale si intrecciano ormai stretti rapporti di collaborazione e amicizia a tutti i livelli con Cuba. Questi sviluppi sono di enorme importanza e di grande beneficio per tutte le parti coinvolte e preconizzano quell’ALBA, Alternativa Bolivariana per le Americhe, che avanza e ha già sconfitto i piani di riconquista coloniale statunitensi come esplicitato nel fallimento del trattato di libero scambio ALCA. Un’associazione che abbia al centro della solidarietà con Cuba e l’appoggio al suo cammino rivoluzionario non può prescindere da questi sviluppi e con essi si deve confrontare, dando spazio nei propri scambi e nelle proprie iniziative a queste nuove realtà.
Ciò anche alla luce del grande interesse che i cambiamenti in America Latina, a partire dalla Rivoluzione Bolivariana in Venezuela, dai governi progressisti in Bolivia, in Ecuador, Argentina e Brasile, dai movimenti di massa in questi e altri paesi, con grande protagonismo delle popolazioni native, suscitando nella parte migliore delle giovani generazioni. Non si dovrebbe prescindere dalle grandi opportunità che questo interesse offre alla nostra associazione per l’adesione di nuovi soggetti ai quali, visto il loro interesse per l’esperienze di rinnovamento latinoamericano, l’associazione può illustrare l’implicito riferimento cubano, tornando a porre al centro dell’attenzione il ruolo che Cuba esercita, sul piano materiale culturale e politico, come modello non solo latinoamericano. Concretamente questo significa predisporre anche elementi organizzativi finalizzati al rinnovamento generazionale di un’associazione che lamenta ormai un’età media troppo elevata.
Sul piano operativo, questa impostazione comporta quell’attenzione per i giovani, per le loro aggregazioni e i loro interessi, che finora è apparso insufficiente e inadeguato. In termini concreti, le nostre iniziative devono essere indirizzate verso tutti quei luoghi e momenti in cui i giovani manifestano il proprio dinamismo sociale, culturale, politico dai collettivi universitari ai centri sociali, dalla scuola alle realtà associative di vario genere, fino a una presenza concreta, visibile e protagonista nelle iniziative e manifestazioni dei movimenti contro la guerra, la conservazione, l’imperialismo. Crediamo che questa sia la condizione perché il nostro rapporto di solidarietà con Cuba si arricchisca di nuove opportunità, nuovi contenuti e nuove forze, in parallelo con quanto sta avvenendo tra Cuba, l’America Latina e il resto del mondo.