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Il Mondo dice NO al Blocco e agli emendamenti di Trump
#Cuba #NoMásBloqueo #UnblockCuba

1° novembre 2018 - L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre ha inflitto una dura sconfitta diplomatica a Washington non approvando gli otto emendamenti anti-cubani alla risoluzione "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba", chiaramente progettati per rompere il travolgente consenso mondiale, e richiedere anche l'eliminazione della misura coercitiva unilaterale, una reliquia della Guerra Fredda.
Cuba ha ottenuto oggi una clamorosa vittoria all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che con 189 voti favorevoli, 2 contrari e nessuna astensione ha approvato la risoluzione "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dalla Stati Uniti d'America contro Cuba".
A larga maggioranza sono stati respinti gli otto emendamenti proposti dal governo degli Stati Uniti al progetto di risoluzione cubano.
"Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere", recita un detto molto popolare tra i cubani, che si applica perfettamente al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che dall'inizio del suo insediamento il 20 gennaio 2017, ha fatto il possibile e l’impossibile per ignorare la realtà di una Cuba indipendente e sovrana, e distruggere la sua Rivoluzione.
Non è bastato a Trump firmare il 16 giugno dello scorso anno il memorandum che ha soppresso unilateralmente la maggior parte dei progressi fatti durante il mandato del suo predecessore Barack Obama e abrogare la direttiva presidenziale emanata dal precedente governo per la normalizzazione delle relazioni bilaterali e per stabilirne una nuova con obiettivi sovversivi e destabilizzanti, che soddisfino i più bassi istinti della limitata estrema destra cubano-americana di Miami.
Non è bastato alle autorità statunitensi inventare l'insostenibile mistificazione degli attacchi acustici contro i diplomatici statunitensi a La Habana per riportare indietro ulteriormente i legami bilaterali, cercando di danneggiare l'immagine del paese e il boom dell'industria turistica.
La comunità internazionale ha visto deluso il modo in cui il regime di Donald Trump ha rafforzato le principali direzioni di questa guerra economica contro Cuba, che si è manifestata in maggiori sanzioni economiche e persecuzione dell'attività economica dell'isola e delle transazioni finanziarie internazionali, danneggiando i rapporti con i paesi terzi e la cooperazione mondiale.
Tuttavia, il 1° novembre, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha inflitto a Washington una pesante sconfitta diplomatica non approvando gli otto emendamenti anticubani alla risoluzione "Necessità di porre fine all'embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba", chiaramente destinati a rompere il travolgente consenso mondiale, e anche a chiedere l'eliminazione della misura coercitiva unilaterale, reliquia della Guerra Fredda.
Per 27 anni consecutivi, dal 1992, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con crescente maggioranza la risoluzione cubana contro il blocco.
Noi cubani non siamo un popolo ingenuo e sappiamo che l'amministrazione Trump non si preoccupa del ridicolo, di essere isolata e tanto meno di osservare le richieste dell'Assemblea Generale. Ma anche così, il voto di questo giovedì rappresenta una forte punizione morale per una condotta così disumana contro una piccola nazione che si batte senza sosta per preservare la propria sovranità e indipendenza.
Cuba rimane ferma nella sua denuncia internazionale di questo comportamento incivile e conta per questo sulla stragrande maggioranza dell'umanità. Il muro del blocco alla fine prima o poi cadrà.
Autore: Juan Diego Nusa Peñalver - Foto: Screenshot

http://www.granma.cu/mundo/2018-11-01/el-mundo-le-dice-no-al-bloqueo-y-a-las-enmiendas-de-trump-01-11-2018-10-11-34