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Il mondo ha molto da imparare dal sistema della salute di Cuba

La Habana, 26 aprile 2018 - Il dottor Tedros Adahanom, direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha assicurato in questa capitale che non c'è dubbio che il mondo ha molto da imparare del sistema della salute a Cuba.
In una conversazione esclusiva con l'Agenzia Cubana di Notizie, il dottor Tedros Adahanom, che è ritornato adesso a La Habana come Direttore Generale dell'OMS per partecipare al convegno internazionale e alla fiera commerciale della salute Cuba-Salute 2018, ha sottolineato le condizioni e le buone pratiche del modello della salute dell'Isola.

Tedros Adahanom, un politico di lunga data in Africa e di origine etiope, ha lavorato nel suo paese come ministro della Salute dal 2005 al 2012 e da quell'anno come Ministro degli Esteri fino al 2016.

- Come può il modello cubano contribuire a garantire la tanto desiderata salute per tutti?
"Benché non ci sia un modello unico e tutti i paesi dovranno progettare un proprio sistema, dobbiamo approfittare delle lezioni e delle esperienze di paesi come Cuba. Una delle prime azioni che dobbiamo realizzare è la diffusione di buone pratiche, per questo motivo rafforzeremo i legami con il governo cubano.
Sono molto grato per quella che è stata una lunga relazione di lavoro con Cuba, e sia prima che dopo la mia elezione alla carica di Direttore Generale, ho avuto incontri molto produttive con il ministro della Salute Pubblica di Cuba, dottor Roberto Morales Ojeda.
Non c'è dubbio che il mondo ha molto da imparare dal suo sistema della salute che è stato impegnato nella salute per tutti per decenni e ha aiutato la formazione di professionisti nel mondo".

- La preparazione per le emergenze richiede nuove strategie, come può l'OMS affrontare queste questioni?
"Dopo la crisi per il virus dell'Ébola in Africa Occidentale, gli stati membri hanno votato una serie di riforme per rafforzare i sistemi locali e globali di risposta alle emergenze.
Abbiamo cominciato a vedere l'impatto di queste riforme in situazioni come il focolaio di Ébola nella Repubblica Democratica del Congo, dove i casi sono stati repressi velocemente e sono stati realizzati con prontezza gli interventi per evitare che si trasformasse in un'epidemia.
Dobbiamo continuare a implementare queste riforme con grande senso di urgenza perché non sappiamo dove o quando avverrà la prossima emergenza di salute. Questo include l'investimento in sistemi, mondiali e locali, resistenti e in grado di prevenire, sorvegliare, individuare e rispondere a queste emergenze.
È richiesto il finanziamento del Fondo per le emergenze
È imprescindibile sostenere i paesi nel processo di valutazione congiunta intorno ai loro sistemi di risposta e dedicare risorse appropriate a questi sforzi. È necessario il finanziamento totale del Fondo d’Urgenza per le Emergenze che finora ha ricevuto solo contributi parziali.
Urge, inoltre, fare un appello a tutti gli stati membri affinché appoggino la piena applicazione del Regolamento Sanitario Internazionale, che crei la cornice giuridica e normativa necessaria per informare e agire con prontezza a livello di paese".

- Che priorità ha il cambiamento climatico nelle politiche dell'OMS in un contesto nel quale il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti si ritirano degli accordi di Parigi?
"Non possiamo ignorare i chiari e crescenti effetti che il cambiamento climatico e ambientale ha sulla salute, compresi la minaccia della sicurezza alimentare, i mezzi di vita economici e la sicurezza e compresa la qualità dell'aria, tra gli altri aspetti.
Sappiamo che più di 12 milioni di persone muoiono ogni anno perché vivono e lavorano in un ambiente poco salutare. Gli accordi di Parigi, che la grande maggioranza degli stati membri dell'OMS appoggia, sono una forma essenziale di affrontare queste sfide.
L'OMS deve svolgere un ruolo più attivo nella promozione di strategie di adattamento e mitigazione; lavorare in stretta collaborazione con altri organismi delle Nazioni Unite e le parti interessate, perché non è l'organismo tecnico principale, ma dato l'enorme impatto che il clima e il cambiamento ambientale hanno e continueranno ad avere sulla salute, l'OMS deve essere parte della soluzione".

- Qual è la sua principale sfida come Direttore Generale dell'OMS?
"Ciò che considero più importante nel mio ruolo di Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è che ho accumulato esperienza pratica nella riforma di un sistema sanitario in un contesto di carichi significativi di malattie e risorse limitate.
Per questa esperienza capisco le realtà che i governi affrontano cercando di attuare riforme integrali. Questa prospettiva mi aiuta anche a costruire solide relazioni di lavoro con gli Stati membri e i partner, il che ci consente di avanzare verso la nostra visione e obiettivi condivisi.
Miglioramento dell'accesso all'assistenza sanitaria con forti protezioni finanziarie per i suoi cittadini, progressi nel trattamento delle malattie infettive, fare fronte al crescente carico di malattie non trasmissibili e trovare la miglior modo di prevenire e prepararsi per le emergenze sanitarie.

- Che tipo di riforme all'interno dell'OMS dovrebbero essere implementate?
"Abbiamo bisogni di una OMS forte, trasparente e responsabile per assicurare che tutti possano vivere una vita sana e produttiva, indipendentemente da chi sono o dove vivono.
Dobbiamo ricostruire la fiducia nell'OMS e rivitalizzare la sua capacità di svolgere un ruolo di leadership nella salute e nello sviluppo globali. Questo ci obbliga anche a costruire una visione condivisa tra il personale, gli Stati membri e tutti i partner dell'OMS, poiché da quella visione condivisa fluiscono gli obiettivi e le attività comuni.
Inoltre, per far sì che l'OMS sia più efficiente e efficace, dobbiamo garantire che le sue risorse non limitino la sua capacità di risposta, il che significa assicurare un finanziamento più flessibile.
Come Direttore Generale, la mia priorità è raggiungere una copertura sanitaria universale. I sistemi sanitari forti sono anche la prima linea di difesa contro le emergenze sanitarie. Pertanto, innanzitutto, aiutare i paesi a rafforzare i loro sistemi sanitari e creare politiche che garantiscano che l'assistenza sanitaria sia equa e accessibile per tutti.
Il mondo ha bisogno che tutti lavoriamo per raggiungere questo obiettivo e credo che non ci sia una sola strada per raggiungerlo. È più probabile che lo raggiungiamo adottando una diversità di prospettive.
Per questo, come Direttore Generale, mi impegno a essere un leader che in primo luogo ascolta, e ascolta tanto coloro che sono d’accordo come quelli che non sono d'accordo. Solo così potremo costruire un mondo dove tutti possano vivere v una vita sana e produttiva, indipendentemente da chi siano o da dove vengono".
Autore Madelín Ramírez

Traduzione: Redazione di El Moncada/Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

http://www.acn.cu/salud/33448-el-mundo-tiene-mucho-que-aprender-del-sistema-de-salud-en-cuba