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"Il Canaletto" da Cuba a Roma

Selezionato tra tutti i tesori che espone l'Edificio di Arte Universale, La scuola di Chelsea, la Rotonda, la casa Ranelagh e il fiume Tamigi, di Giovanni Antonio Canal (Canaletto), arriva in Italia per essere esposto nel Museo di Roma-Palazzo Braschi, dal 10 aprile al 19 agosto prossimi.
Per la prima volta l'opera esce da Cuba -da quando è entrata nel paese nel 1951 ed è stata inclusa tra le collezioni del nostro Museo nel 1959, proveniente dalla collezione di Oscar B. Cintas -, per partecipare alla mostra che, sotto il titolo di Canaletto 1697-1768, comprende alcuni dei più importanti capolavori del grande pittore veneziano.
Curata da Bozena Anna Kowalczyk, la mostra che commemora i 250 anni della morte di Canaletto, espone circa 75 dipinti e 25 disegni appartenenti a diversi musei europei e a collezioni private c che consentono di apprezzare il lavoro dell'artista, sia in Italia che in Inghilterra.
"Canaletto è stato molto prolifico, ha avuto una vita lunga e ha ricevuto numerosi e importanti incarichi; questo significa che esiste una grande quantità di opere ‘disponibili’ nel mondo per rappresentarlo adeguatamente nella mostra", assicura la MSc. Niurka Fanego, curatrice di Arte Italiana del Museo Nazionale.
Quindi, esponendo La scuola di Chelsea… nel Museo di Roma-palazzo Braschi "è un modo in cui viene riconosciuta la qualità delle nostre collezioni", sostiene.
Per colei che è anche Capo del Dipartimento di Collezioni e Curatela, è importante il fatto che il nostro Museo sia stato contattato. Secondo lei, questo "implica che la curatrice della mostra e Palazzo Braschi abbiano apprezzato la serietà con cui si lavora in questa istituzione".
"È un riconoscimento alla qualità delle nostre collezioni e al lavoro di ricerca che si svolge qui", ha detto la Fanego, per la quale l'evento" implica anche un livello di dialogo sostenuto, complesso e delicato, dato che questa è la prima volta che il pezzo viene concesso in prestito".

DA LA HABANA A ROMA
Da quando La scuola di Chelsea… è entrata nel Museo ha fatto parte delle sale permanenti, all'interno della selezione italiana, facendo conoscere il cosiddetto "triangolo d’oro del panorama veneziano, composto da Michele Marieschi, Francesco Guardi e lo stesso Canaletto, che è riconosciuto da tutti come l'artista più completo, sostiene Niurka Fanego.
Considerata uno dei pezzi più importanti della collezione di Arte Italiana del Museo, nonché nella collezione di Arte Europea, permette di rappresentare l'importanza del genere paesaggistico e di capire i processi legati all'autonomia del genere citato, nel contesto europeo.
Il suo buono stato di conservazione ha facilitato la concessione del prestito alla mostra Canaletto 1697-1768, organizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale MetaMorfosi e Zètema Progetto Cultura.
È stata osservata con luce ultravioletta, il che ha confermato che alo strato di vernice è solo un po’ ossidato. L'opera ha delle fessure radiali tipiche di questo tipo di produzione, che di solito sono stabili e abbondano nella pittura antica", assicura la revisione specializzata dei restauratori del Museo.

"Come si è distinto La scuola di Chelsea… tra tutto il catalogo della mostra?
Il catalogo conta, per quanto ne sappiamo, di varie prove specializzate e ogni opera avrà il suo relativo commento. La curatrice della mostra: Bozena Anna Kowalczyk, ha accettato la nostra proposta di includere, tanto la catalogazione dell'opera che il commento specializzato della stessa, fatto da me.
Significa un riconoscimento al lavoro del Museo, dato che la dimensione internazionale che lei ha come grande curatrice del tema qual è, non indicava che necessariamente sarebbe stata d’accordo. Bisogna ricordare che per questi grandi cataloghi normalmente scrivono grandi specialisti sul tema; per cui, io mi sento particolarmente onorata.
Il lavoro di ricerca e curatoriale che abbiamo svolto in questa istituzione con le collezioni internazionali non ha avuto , purtroppo, una grande divulgazione. Quindi, ringrazio per la fiducia e confermo che il dialogo è stato estremamente rispettoso e cordiale.
Lei si incaricherà di realizzare i restanti commenti, tra i quali quello dedicato all'altra metà del’opera.
Avviene che il nostro pezzo è la metà destra di un'opera maggiore, la quale fu divisa, probabilmente dallo stesso Canaletto, alla ricerca migliori opportunità per la sua commercializzazione.
Uno dei dettagli più importanti a questo riguardo è che, quando Canaletto la dipinse, si trovava a Londra e pubblicò in un giornale chiamato Daily Advertiser una nota dove invitava a fargli visita nella sua sede temporanea; e cita che ha dipinto, proprio il nostro pezzo. Vuole dire che sin dal 1751, quando egli l'aveva appena eseguita, esisteva già una documentazione che la supporta.
Nel catalogo dell'esposizione, tutte le opere saranno riprodotte accompagnate dai loro rispettivi commenti, solo il nostro pezzo sarà su doppia pagina.
L'opera riceverà qualche attenzione specializzata nel Museo diedi Roma?
Il pezzo sarà trattato secondo tutti i protocolli internazionali che regolano il lavoro con opere d'arte di questa portata. Il Museo ha preparato, come di consueto, un contratto che stabilisce tutte le aspettative per il trasferimento, l'assemblaggio e l'esposizione del pezzo durante il periodo concordato, nonché la sua restituzione.
Inoltre, abbiamo ricevuto la Garanzia dello Stato Italiano come copertura per la stessa, che è supportata da un Decreto dello Stato Italiano; ed avrà ugualmente, copertura di sicuro, e avrà anche una copertura assicurativa, realizzata dalla società Montenovi, compagnia di assicurazioni internazionale che, anni addietro, ha sostenuto il viaggio a Cuba della grande mostra di Caravaggio, per la quale ho realizzato il coordinamento tecnico.
D'altra parte, avrà un posto speciale negli spazi espositivi del museo e, presumibilmente, sarà collocata accanto alla’altra sua metà.

Come si svolgerà questo atteso avvenimento?
Non ho ancora dettagli precisi, ma molte aspettative sì, dato che l'altra metà (che appartiene al National Trust, istituzione statale inglese), è un po' meno alta della nostra. Forse li metteranno vicini ... ma non troppo.
Sono sicura che sarà una delle opere più apprezzate nella mostra perché, da quando Canaletto la dipinse, non erano più state riunite le sue due metà. Attrarrà molto la stampa internazionale e sarà una delle pietre miliari più importanti della mostra.

Traduzione: Redazione di El Moncada/Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

http://misiones.minrex.gob.cu/es/articulo/el-canaletto-de-cuba-en-roma
ticulo/el-canaletto-de-cuba-en-roma