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FIDEL, CHIAROVEGGENTE E SOSTENITORE DELL’INFORMATICA A CUBA
Con il suo acume per il futuro, il leader storico della Rivoluzione Cubana aveva compreso ben presto la necessità di promuovere lo sviluppo dell’informatica e dell’industria elettronica nel paese.

23 marzo 2018 - «(…) - L’informatica diventerà una forza scientifica, economica e anche politica del paese, molto potente (…)». Fidel Castro
Il 18 aprile 1970 fu presentato il primo computer cubano, il CID 201. Da cinque mesi prima, giovani ingegneri, fisici e matematici dell’Università di La Habana si erano incamminati nell’impegno di progettare e costruire l’apparecchio, un impegno su larga scala perché qualunque aiuto dall’estero per acquistare le parti e i pezzi necessari era troncato dal blocco del governo nordamericano.
Tuttavia è stato fatto. E dietro la pietra miliare c’era la figura di Fidel Castro, il nostro Comandante in Capo che con la sua visione del futuro aveva compreso ben presto la necessità di promuovere lo sviluppo dell’informatica e dell’industria elettronica a Cuba. Quell’impegno ha permesso, inoltre, di utilizzare il modello iniziale del primo computer in aree chiave per l’economia del paese, in quegli anni, come il raccolto delle canne da zucchero e il controllo delle ferrovie.
Melchor Gil Morell, membro del Consiglio Nazionale dell’Unione degli Informatici di Cuba, lo ha ricordato ieri, giovedì 22, in una delle sessioni della Fiera e Convenzione Internazionale Informatica 2018 che si svolge nel Palazzo delle Convenzioni di La Habana e nello spazio fieristico Pabexpo, e che terminerà oggi.
A partire dai risultati che si raggiungevano, il leader della Rivoluzione Cubana ha stimolato il potenziale degli specialisti e dei tecnici cubani, e negli anni '70 circa il 90% della capacità di c informatica del paese è stata sostenuta dalla produzione nazionale, ha affermato.
Ma non solo si doveva produrre, disse Gil Morell, Fidel conosceva l'importanza dell'universalizzazione della conoscenza e dell'accesso di massa all'informatica, per questo ha stimolato la creazione dei Joven Club de Computación y Electrónica ed è stato l’artefice di un altro grande progetto: l’Università di Scienze Informatiche (UCI), creata nel 2002.
La UCI, ha spiegato, era un centro di nuovo tipo, di portata nazionale, con compiti concreti nel progetto dell’informatizzazione della società cubana e con enfasi sulla produzione di software. Doveva diventare la forza trainante per lo sviluppo tecnologico a Cuba, ha ricordato ancora lo specialista durante l’incontro.
tratto da Granma Int. - Autore Yaditza del Sol González – GM – Foto Liborio Noval

http://it.granma.cu/cuba/2018-03-23/fidel-veggente-e-sostenitore-dellinformatica-in-cuba