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I CUBANI DOVRANNO ESPLETARE IN GUYANA LE PROCEDURE PER I LORO VISTI MIGRATORI PER GLI STATI UNITI

I cubani che vogliano richiedere un visto di tipo migratorio per gli Stati Uniti dovranno farlo a Georgetown, capitale della Guyana, a causa della drastica e ingiustificata riduzione di personale della missione nordamericana a La Habana.

"A partire dal 1° aprile, cominceremo a trasferire le attuali richieste di visto e gli appuntamenti per le interviste dei cittadini cubani, all'ambasciata statunitense a Georgetown, in Guyana. In tal modo, la Guyana sarà il principale punto di gestione dei visti migratori per i cubani", ha segnalato il Dipartimento di Stato mediante un comunicato.
La nota aggiunge che i primi colloqui a Georgetown avranno luogo a partire dal prossimo mese di giugno. "Nessun richiedente deve fare piani di viaggio fino a quando avrà un appuntamento programmato per il suo colloquio per il visto", precisa l'informazione pubblicata nel sito web della Casa Bianca.
Georgetown si trova a circa 3.150 km da La Habana, i cubani che cercano la riunificazione familiare o altre modalità di emigrare negli Stati Uniti dovranno fare un lungo viaggio di quasi quattro ore.
L'amministrazione di Donald Trump insiste nel disfare i progressi raggiunti nelle relazioni Cuba-Stati Uniti e con la giustificazione di un'inesistente aggressione acustica, limita il lavoro dell'ambasciata di quella nazione a La Habana.
"Nel determinare un'ubicazione alternativa, attualmente Georgetown, in Guyana, abbiamo preso in considerazione una serie di fattori, compresi la disponibilità di voli, i requisiti di visto, lo spazio per sistemare gli archivi supplementari dei richiedenti, e il personale disponibile. I cittadini cubani non hanno bisogno di visto per viaggiare in Guyana. Come era già stabilito, i cittadini cubani che richiedono visti di non-immigrante possono farlo in qualunque ambasciata o consolato degli Stati Uniti fuori da Cuba", aggiunge il comunicato.
Dal mese di gennaio scorso, Washington aveva trasportato questo tipo di gestioni nella sua ambasciata a Bogotà a causa della riduzione del 60% della sua missione diplomatica a La Habana con la giustificazione dei falsi attacchi acustici, screditati da esperti in differenti materie.
Proprio il 29 marzo scorso la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, ha riconosciuto che ancora si ignora chi o che cosa ci sia dietro i presunti danni alla salute che hanno avuto alcuni diplomatici.
Washington ha ritirato oltre la metà dei suoi funzionari della sua missione a La Habana il 29 di settembre 2017 e il 3 ottobre ha espulso 17 diplomatici cubani. Il 2 marzo gli Stati Uniti hanno annunciato che questa situazione si manterrà indefinitamente, nonostante riconoscano che non esistono ancora risposte definitive sulla fonte o sulla causa degli incidenti di salute.
Carlos Fernández de Cossío, direttore generale per gli Stati Uniti del Ministero cubano delle Relazioni Estere, ha segnalato allora che la misura risponde a motivazioni politiche e non ha relazione con la sicurezza dei funzionari nordamericani.
Attualmente, il personale che rimane nell'Isola svolge solo i lavori diplomatici basilari e, nel caso della sezione consolare, offre solo assistenza d'emergenza ai cittadini statunitensi.
Con informazioni di EFE / PL/Cubadebate - Foto dell'Ambasciata Usa a La Habana: EFE - MAPPA: Google Maps

Traduzione: Redazione diedi Il Moncada/Associazione Nazionale diedi Amicizia Italia-Cuba

http://www.cubadebate.cu/noticias/2018/03/29/cubanos-deberan-tramitar-en-guyana-sus-visados-de-tipo-migratorio-para-eeuu/