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IL MOVIMENTO POPOLARE APPOGGIA LULA
Dopo che il 4 aprile scorso il Supremo Tribunale Federale ha negato l'habeas corpus richiesto dalla difesa per evitare che Lula fosse imprigionato, la decisione dei movimenti popolari è stata di continuare la lotta.

Brasilia, 6 aprile 2018 - "La decisione dei movimenti è quella di continuare la lotta qui, nel Sindacato dei Metallurgici, continuare la lotta negli stati e negli atti politici e non permettere che il presidente Lula si consegni alla polizia; né a Curitiba né qui, a Sao Paulo", ha detto Joao Paulo Rodrigues, dirigente nazionale del Movimento dei Lavoratori Rurali Sem Tierra (MST), nel comunicare la posizione adottata dai movimenti popolari che compongono il Frente Brasil Popular (Fronte Brasile Popolare) e il Frente Pueblo sin miedo (Fronte Paese senza paura).
Le sue dichiarazioni sono state fatte quando mancava poco alla scadenza del termine dato dal giudice Sergio Moro (alle 15 ora locale di questo venerdì) affinché il leader popolare brasiliano si consegnasse e fosse incarcerato, dopo che il 4 aprile scorso il Supremo Tribunale Federale aveva negato l'habeas corpus richiesto dalla difesa per evitare che Lula fosse imprigionato prima della conclusione dell'ingiusto processo a cui è sottoposto, e nel corso del quale è stato condannato a 11 anni di prigione.
Rodrigues, tuttavia, ha chiarito che questa era una decisione dei movimenti popolari che compongono le due istanze, perché Lula non aveva ancora deciso.

Presto si è saputo che gli avvocati avrebbero presentato davanti al Comitato dei Diritti Umani dell'ONU una misura cautelata al fine di bloccare la sua detenzione fino a quando terminerà il processo, ancora pendente dagli appelli.
Intanto, migliaia di manifestanti restavano riuniti intorno al sindacato metallurgico nella città di San Bernardo do Campo, dove Lula ha pernottato ed era accompagnato dall'ex presidente Dilma Rousseff, senatori e deputati del Partito dei Lavoratori (PT) e di altre forze politiche. Decine di migliaia di manifestanti sono usciti in sua difesa, durante gli ultimi giorni, in una ventina di città.

In dichiarazioni al giornale digitale Brasil 247, l'ex segretario generale della Presidenza della Repubblica, Gilberto Carvalho, ha sostenuto l'idea che la militanza del PT facesse un cordone umano intorno al sindacato e impedisse l'esecuzione dell'ordine di detenzione contro Lula.
Sono accorsi fin lì anche i precandidati presidenziali Guilherme Boulos, del Partido Socialismo y Libertad (PSOL), e Manuela D´Avila, del Partido Comunista do Brasil (PCdoB) che hanno raccontato ai mezzi di stampa che il clima nel sindacato era di resistenza politica e di unità tra militanti e rappresentanti dei partiti di sinistra.
Il giudice federale Sergio Moro ha ordinato alla fine del pomeriggio di giovedì l'incarceramento di Lula che doveva presentarsi prima delle 17:00 (ora locale) di questo venerdì nella Sovrintendenza della Polizia Federale (PF), a Curitiba.
Moro che maneggia a suo piacimento i fili dell'operazione anticorruzione Lava Jato, ha detto PL, ha indicato che Lula avrebbe potuto presentarsi volontariamente, senza essere ammanettato in nessuna circostanza, e che sarebbe rimasto recluso in una sala speciale della PF, "a causa della dignità della carico occupata".
Autore: PL

Traduzione: Redazione di El Moncada/Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

http://www.juventudrebelde.cu/internacionales/2018-04-06/respalda-movimiento-popular-a-lula