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IL "MAINE SÓNICO": IL NUOVO PRETESTO DEGLI STATI UNITI

31 ottobre 2017 - Nel mese di agosto scorso alcuni funzionari del governo degli Stati Uniti e altri attori politici filtrarono ai media del loro paese l’esistenza di un presunto quadro di salute tra i diplomatici nordamericani che lavoravano nell’Ambasciata di Washington a La Habana, provocato da una causa di origine sconosciuta...
Immediatamente, senza presentare alcuna prova, vari mezzi di comunicazione e fonti degli Stati Uniti cominciarono a parlare di attacchi sonori contro i funzionari di quel paese e, in accordo con il senatore Marco Rubio, chiedevano risposte e azioni contro Cuba da parte del governo statunitense.
Da allora l’interessata campagna di accuse si è moltiplicata come hanno spiegato gli investigatori militari e civili che hanno seguito da vicino questo tema durante la Tavola Rotonda televisiva quotidiana, dedicata a smontare il nuovo pretesto degli Stati Unti per far deragliare il processo di ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.
Numerosi scienziati degli Stati Uniti e di altre parti del mondo hanno confutato la possibilità che si possano verificare questi tipi di attacchi, come specula il governo nordamericano, provocando i presunti sintomi di salute che hanno decritto.
Il nostro popolo negli ultimi mesi è stato informato con la dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere, la conferenza stampa del cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla e il programma speciale di Razones de Cuba, trasmesso dalla televisione cubana in un’ora di punta. In ciascuno di essi sono state confutate tali insinuazioni.
CUBA, FEDELE FIRMATARIA DELLA CONVENZIONE DI VIENNA

«Gli incidenti riportati dal personale dell’Ambasciata degli Stati Uniti a La Habana indicando la rivelazione di presunti attacchi sonori al suo corpo diplomatico, non hanno precedenti nel nostro paese», ha affermato il colonnello Ramiro Ramírez Álvarez, capo del Dipartimento della Sicurezza Diplomatica del Ministero degli Interni (Minint).
«Cuba, ha affermato, non ha mai ricevuto critiche, né segnalazioni dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite per non aver rispettato la Convenzione di Vienna». La sicurezza del personale diplomatico accreditato nel paese è sempre stata un priorità realizzata in modo ineccepibile.
«Di fronte a quanto è accaduto, ha descritto, ho parlato con i funzionari nordamericani e ho chiesto spiegazioni su quello che stava accadendo. Con nostra sorpresa, nessuno di loro sapeva di quei fatti né aveva riferito problemi di alcun tipo. L’incontro si era svolto il 22 febbraio di quest’anno».
«In incontri successivi avvenne la stessa cosa, ha proseguito Ramírez, e io avevo chiesto se potevo riportare ai miei superori che nel’Ufficio Regionale di Sicurezza dell’ambasciata nordamericana a La Habana, non si conoscevano quei rapporti e loro mi avevano confermato che potevo informare sulla normalità della situazione».
Tuttavia, ha continuato a spiegare il capo del Dipartimento della Sicurezza Diplomatica del Minint: «alcuni giorni dopo, incontrai di nuovo quelle autorità e mi riferirono di alcuni fastidi che sembravano indicare attacchi di armi sonore. Con mia grande sorpresa, nel rapporto dei colpiti appariva uno dei funzionari che precedentemente aveva negato l’esistenza di anomalie nella salute del personale diplomatico della capitale cubana».
Lo stesso colonnello Ramiro Ramírez ha sottolineato che a Cuba «il ministero ha stabilito un programma di sicurezza destinato a proteggere il personale diplomatico accreditato nell’Isola, formato da tutte le specialità di prevenzione, scoperta e indagine, insieme ad alcuni organi dell’amministrazione centrale dello Stato, del Partito, delle organizzazioni politiche e di massa e l’impresa dei servizi di protezione diplomatica della compagnia SEPSA».
COMUNICAZIONE CONSTANTE E STABILITA
«Di fronte alla rivelazione dei presunti attacchi, effettuata in maniera tardiva, va segnalato che esiste un livello di comunicazione cordiale fluido e rispettoso tra l’Ufficio Regionale della Sicurezza dell’Ambasciata degli Stati Uniti e Cuba. Esistono due vie per effettuare le notifiche: la via diplomatica, mediante note diplomatiche, e l’incontro diretto tra le autorità. Per questo richiama l’attenzione che il rapporto su quei fatti sia stato fatto in quella maniera».
«Dopo i presunti attacchi, la direzione del paese ha posto uno speciale interesse nel chiarimento dei fatti e sono state incrementate tutte le misure di sicurezza e protezione, così come il numero degli incaricati destinati svolgere queste funzioni nell’Ambasciata, nelle dipendenze consolari e nelle residenze dei funzionari nordamericani», ha aggiunto.
Anche nei giorni in cui infuriava l’uragano Irma, ha precisato, le autorità cubane hanno controllato personalmente le misure di protezione all’ambasciata, e di nuovo i funzionari nordamericani hanno ringraziato per questo.
«È contradditorio, inoltre che i funzionari nordamericani abbiano mantenuto le loro normali attività in un paese che si presume attenti contro la loro salute. Viaggi all’interno del paese e visite di familiari sono solo alcune delle attività che hanno continuato a realizzare e godere i diplomatici nordamericani a La Habana».
«Se i fatti non sono stati riportati immediatamente, non è stato per mancanza di vie per la comunicazione, perché avevamo concordato cinque numeri telefonici d’emergenza per la rappresentanza statunitense a Cuba : tre fissi e due cellulari. Non abbiamo mai ricevuto chiamate attraverso questi canali».
La parte cubana ha realizzato tutte le azioni corrispondenti stabilite per questo tipo di casi, così come stabilisce la Convenzione di Vienna. Inoltre, siamo stati coerenti in ogni momento con la volontà espressa dal nostro leader storico Fidel Castro, di mantenere la sicurezza e il benessere del personale diplomatico», ha concluso il capo del Dipartimento di Sicurezza Diplomatica del Minint.
CONTINUEREMO A INVESTIGARE FINO ALLA SAZIETÀ
Il tenente colonnello Roberto Caballero, investigatore della Direzione Generale d’Indagine Criminale e Operazioni del Minint, ha detto che: «Abbiamo iniziato un’indagine penale», alla quale hanno partecipato membri del Minint, periti di criminologia, esperti, medici, scienziati, fisici…
Le azioni intraprese, caratterizzate dall’investigatore come "estremamente complesse», hanno compreso l’indagine del tema, perché «a Cuba non esiste questa tecnologia, non è stata importata né esportata e non viene fabbricata», ha sostenuto.
L’analisi della letteratura su quello che è un’arma sonora, che conseguenze provoca, chi le produce (tra essi Israele e gli Stati Uniti) sono stati imperativi per gli investigatori.
Come hanno indicato vari specialisti, un suono che produce quegli effetti che dicono di sentire i diplomatici, deve essere udibile. Tuttavia, come ha segnalato Caballero, nelle interviste effettuate a più di 200 persone, nelle indagini, nessuno ha ascoltato, «nessuna ha udito, sentito né sofferto alcuna sintomatologia».
«Abbiamo anche richiesto al Ministero della Salute Pubblica i rapporti di questa area, di persone che abbiano presentato questi malesseri, e non ce n’era nessuno; così come non ci sono state richieste di cure mediche all’ospedale Cira Garcia dove vengono assistiti i diplomatici.
E se qualcosa richiama l’attenzione è che gli investigatori non hanno avuto acceso alle «vittime» soprattutto quando è stato chiesto loro «con insistenza», ha detto Caballero, e ha aggiunto che gli investigatori hanno studiato sula base dell’informazione imprecisa e incompleta che è stata offerta.
«Quasi tutti i diplomatici vivono in una zona residenziale, che non è industriale, per cui il livello d’inquinamento ambientale e del suono è molto basso», fatto accertato dagli esperti che hanno eseguito misurazioni dello spazio elettromagnetico, hanno studiato il rumore ambientale e fatto tutte le ricerche necessarie. «Non è stata riscontrata nessuna prova che esistesse qualcosa che potesse danneggiare la salute umana».
Caballero ha segnalato il rapporto di una funzionaria, datato 23 marzo, «su un’automobile parcheggiata davanti a casa sua, sospettata di essere legata a questi fatti». Poi sono stati identificati il veicolo e il suo autista, un vicino che abitualmente parcheggiava lì.
«Curiosamente, i funzionari della sicurezza dell’ambasciata erano stati lì, avevano parlato con il vicino, avevano scartato il fatto dicendogli che tornasse a parcheggiare dove lo faceva abitualmente», ha detto l’investigatore nel programma televisivo.
Dalle autorità nordamericane sono state ricevute delle registrazioni che sono state analizzate. Tuttavia, quello che è stato trovato si riduce al rumore ambientale, all’abbaiare dei cani, al rumore delle macchine, al canto di un grillo… «Non esiste prova alcuna che nelle registrazioni ci sia un suono che attenta contro la salute umana », ha sottolineato Caballero.
Salta all’occhio, inoltre, che gli studi realizzati negli USA, sono stati fatti all’Università di Miami, quando ci sono altre istituzioni più specializzate in quel paese, e l’unico rapporto ricevuto - di un medico il cui nome e la cui specialità non sono indicati - manca di tutti gli elementi che permettono uno scambio delle informazioni.
Caballero ha aggiunto che i risultati ottenuti dalle autorità cubane e degli Stati Uniti coincidono: non si può definire una causa e nemmeno quello che ha provocato sintomi, che dimostri l’esistenza di un attacco o di un’aggressione.
«Non ci sono prove che questi fatti siano avvenuti. Non abbiamo elementi che indichino delle persone sospettabili», ha detto, e non sono nemmeno stati riportati possibili autori dalle autorità nordamericane.
Sui presunti attacchi riportati nelle camere dell’Hotel Capri, Caballero ha segnalato che un gruppo di esperti, tecnici e specialisti hanno effettuato misurazioni nelle strutture recentemente ristrutturate che avrebbero permesso, criminalisticamente parlando, di identificare un autore, che non è stato trovato.
Inoltre ha assicurato che sono stati interrogati camerieri, lavoratori e custodi, è stato controllato il sistema di sicurezza e non è stata trovata una dichiarazione di un solo turista che si sia sentito male o che abbia riportato danni per un rumore.
Caballero ha aggiunto , infine, che l’indagine alla quale hanno partecipato circa 2000 specialisti è ancora in corso, le conclusioni fino a questo momento sono preliminari, per cui «continueremo a investigare fino alla sazietà».
DAL PUNTO DI VISTA DELLA MEDICINA
Il dottor Manuel Jorge Villar Kuscevic, specialista di 2º Grado in Otorinolaringoiatria e Chirurgia della Testa e del Collo, ha affermato che la direzione del paese gli ha affidato il compito di scavare fin dove è possibile.
Lo Stato, partendo da questa indicazione, ha costituito un comitato di esperti, nominato ufficialmente per investigare questo fenomeno, formato da fisici, ingegneri in telecomunicazioni, specialisti in Medicina Interna, specialisti in Neurologia, Neurofisiologia, Otorinolaringoiatria, Audiologia, Epidemiologia, Salute ambientale, Psicologia e Sociologia».
Il dottore ha spiegato, inoltre, che la soglia uditiva indicata come inquinamento acustico è di rumori che superano gli 80 decibel a Cuba, e 85 decibel negli Stati Uniti. Tuttavia le prove ottenute raggiungono rumori non superiori a 76 decibel.
Ha aggiunto che a livello uditivo non è possibile che in una stanza chiusa con varie persone esposte allo stesso suono, alcune siano danneggiate e altre no. Non è nemmeno concepibile che una persona che sia sottoposta a un intensità di suono dannosa per la sua salute, riporti nausea o vomito e non presenti danni all’udito.
«Quando abbiamo saputo di questi disturbi, non conoscevamo l’esistenza di armi sonore. Ci era sembrata fantascienza», ha detto.
«Abbiamo consultato anche la Classificazione mondiale delle malattie, la decima versione, un documento internazionale che determina la classificazione e la codificazione delle malattie, e non abbiamo trovato nemmeno lì notizie di lesioni da armi sonore», ha spiegato l’esperto, mentre faceva riferimento alle indagini che sono state realizzate con i vicini delle aree che circondano l’ambasciata nordamericana, così come con coloro che vivono in aree vicine alle residenze dei diplomatici che presumibilmente avrebbero subito danni. La maggioranza di queste si trova nel municipio di Playa.
La dottoressa Martha Beatriz Martínez Torres, specialista in Otorinolaringoiatria con più di 20 anni d’esperienza, e membro del Comitato di esperti creato per l’indagine, ha spiegato che in queste aree si è parlato con circa il 90% dei vicini e nessuno di loro ha riferito di aver sentito alcun tipo di rumore ambientale che non fosse abituale.
Carlos Barceló Pérez, ricercatore e professore titolare dell’Istituto Nazionale di Igiene ed Epidemiologia, dopo aver esposto i principali argomenti ottenuti dal gruppo multidisciplinare di esperti, ha concluso che «non è possibile pensare che l’ipotesi di danni per esposizione agli attacchi di un’arma sonora, possa essere sostenuta su bilanci di base delle scienze con cui è stata valutata la prova ottenuta».
I PRESUNTI SINTOMI

Gli «attacchi acustici» non sono altro che un pretesto con uno sfondo politico. Analisti, ricercatori, medici del mondo li riconoscono così; nessuno conferisce veridicità alla presunta arma o ai sintomi che avrebbe provocato», ha spiegato il dottor Jorge Villar.
«Gli acufeni (rumori che alcune persone sentono nelle orecchie) sono uno dei sintomi principali che indica il pseudo-rapporto medico statunitense. Tuttavia, le statistiche nordamericane segnalano che questa è una malattia comune tra i cittadini di quel paese», ha spiegato il medico.
50 milioni di adulti nordamericani presentano qualche grado di acufeni. Tra loro 12 milioni – quasi la popolazione totale di Cuba– ne soffre con una severità intensa e richiedono cure mediche», ha aggiunto.
Sono comuni anche i mal di testa e le nausee, sintomi riscontrati in più di 20 casi. Questi disturbi potrebbero essere provocati anche da altre malattie come la labirintite, l’otosclerosi e la neuronite, che provocano malattie dell’orecchio medio e interno, ha spiegato Villar.
D’altra parte «chi può assicurare che i diplomatici danneggiati non soffrissero di qualcuna tra queste malattie prima di arrivare a Cuba?», ha chiesto.
La relazione medica nordamericana ha segnalato come sintomi anche la commozione cerebrale.
Per l’otorinolaringoiatra, «provocare un danno come questo è teoricamente possibile se si sottopone l’udito umano a un’intensità di suono pari a 200 decibel – un rumore come quello di quattro turbine d’aereo in funzione allo stesso tempo. Questo è assolutamente raro e difficile da fare a Cuba».
Gli scienziati cubani che partecipano all’indagine sulle presunte armi sonore e sulle loro conseguenze, non sono d’accordo con l’informazione medica che è stata pubblicata.
«Per un medico è necessario stare davanti a un malato per fare una diagnosi. Abbiamo insistito con le autorità degli Stati Unti che ci permettano di visitare questi pazienti per uno scambio chiaro e solidale. Se vogliono proteggere la loro privacy, sappiano che a Cuba questa è una pratica abituale», ha commentato.
UN’IPOTESI FATTIBILE
Nelle ultime settimane, nel programma Mesa Redonda è stato reso noto che importanti articoli - uno dei quali del quotidiano britannico The Guardian - hanno riportato un’ipotesi, supportata da vari esperti, che prospetta la possibilità che una «psicosi collettiva» abbia scatenato questi sintomi.
Il dottore in Psicologia Dionisio F. Zaldívar, a questo proposito ha sostenuto che il gruppo di psicologi che sono stati consultati sul tema considerano che la tesi sia possibile. «Grazie alla maniera minuziosa e sistematica con cui sono state condotte le indagini, si può introdurre come un’altra ipotesi da valutare quella della «isteria collettiva, dello stress per contagio o disturbo da convinzione», come si definiscono.
«Lo specialista ha indicato che, in generale, queste disturbi danno una serie di sintomi che sono legati alla perdita di conoscenza, convulsioni, paralisi, mal di testa».
Quando abbiamo esaminato la letteratura abbiamo riscontrato che c’è tutta una serie di riferimenti a disturbi di questo tipo che si presentano in ambienti chiusi, dove le persone condividono una paura, una determinata tensione, ed esiste un contagio emotivo.
Poi ha aggiunto che dal 1900 al 1973 si riportano casi di questo tipo nella letteratura inglese, ma anche altri paesi come Spagna, Colombia, Giappone, Inghilterra , per citare solo alcuni esempi. Comunque, quando si è tentato di cercare una causa fisica o clinica, non esistono cause fisiche che possano giustificarli, ma solo ipotesi psicologiche».
Ma al di là delle ipotesi, Cuba riafferma la sua volontà di continuare a indagare con serietà – come ha concluso il tenente colonnello Roberto Hernández Caballero - su questo e su qualunque altro argomento che lo richieda, e un esempio lo è questa indagine che ha riunito esperti con elevate qualifiche tecniche e scientifiche, civili e militari.
Questa è una dimostrazione dell’unità del nostro popolo. ha sottolineato Caballero, per affrontare una nuova aggressione, che è stata manipolata e utilizzata da personaggi e settori anticubani per attaccare il legame che è andato creandosi tra gli Stati Uniti e Cuba.
da Granma Int. / Redazione Nazionale - Foto Juvenal Balán
traduzione liberamente tratto da quella di GM

http://www.granma.cu/cuba/2017-10-31/maine-sonico-el-nuevo-pretexto-de-estados-unidos-31-10-2017-00-10-54