Dichiarazioni esclusive dell’Ambasciatore di Cuba in
Italia, Milagros Carina Soto Aguero, ad agenzie di stampa italiane, 12/10/2011
Da più di 50 anni Cuba ha dovuto scontrarsi con una politica di terrorismo di
stato criminale e sistematico promossa dagli Stati Uniti. Come vittime del
terrorismo sono deceduti 3 478 cittadini e 2 099 sono divenuti disabili a causa
di azioni terroriste promosse dagli Stati Uniti negli ultimi 50 anni.
Sono deceduti anche cittadini di altri paesi come uno italiano (Fabio di Celmo)
ed altri cittadini guyanesi, delle Barbados e nordcoreani.
Gli autori intellettuali e materiali di vari di questi attentati passeggiano
liberamente ed impunemente per le strade della Florida e si chiamano: Luis
Posada Carriles, José Basulto, Antonio Venciana, tra altri.
Gerardo Hernández, Antonio Guerrero, Ramón Labañino, René González e Fernando
González sono Cinque innocenti che soffrono da tredici anni per ingiusta e
crudele detenzione. Hanno passato buona parte della loro gioventù in condizioni
di regime carcerario particolarmente duro lontano dalla loro terra, dalle loro
famiglie, dai loro amici, e sottomessi frequentemente a lunghi periodi di
confino solitario.
Su di loro ricade anche una pena addizionale che dovrebbe farci vergognare. È la
pena del silenzio. I Nostri Cinque compagni non esistono per le grandi
corporazioni che controllano i cosiddetti mezzi d’informazione. Quei mezzi hanno
alzato una muraglia che circonda il caso e rende praticamente impossibile
conoscere la verità che loro incarnano.
I Cinque non hanno commesso altro che lottare contro il terrorismo. Il governo
che li detiene non ha mai potuto presentare prove sul fatto che sono stati
colpevoli delle principali accuse formulate contro loro.
Noi cerchiamo di abbattere questo muro di silenzio. Dobbiamo insistere
direttamente sulle grandi corporazioni mediatiche denunciando costantemente la
loro censura complice ed approfittando degli scarsi spiragli che offrono
includendo, per esempio, la pubblicazione di annunci pagati. Si deve reclamare
ugualmente a tutti i mezzi alternativi che, in generale, non danno a questo tema
un'attenzione prioritaria, che facciano un giornalismo autentico e creatore,
capace di vincere la sonnolenza burocratica e soprattutto che escano dai modelli
della dittatura mediatica globale.
La Procura nordamericana in un documento ufficiale del 25 maggio 2001 ha ammesso
il suo fallimento rispetto alla peggiore accusa contro Gerardo. Questo scritto
ha ora dieci anni ma continua ad essere ignorato. Così come si dimentica il
documento ratificato il 2 settembre 2008 dalla riunione plenaria della Corte
d’Appello di Atlanta che afferma, all'unanimitá e varie volte, che in questo
caso non esisteva alcuna prova che si fosse danneggiata la sicurezza nazionale
degli Stati Uniti, cioè, che non ci fosse niente vincolato allo spionaggio, e di
conseguenza ha dichiarato nulle le due sentenze relative a questo tema.
Oltre a questi documenti, il governo nordamericano ha ammesso che era
impossibile provare la loro colpevolezza, l'esito di questo processo è
occultarli.
La farsa giudiziaria perseguita contro i Cinque a Miami gira intorno ad
un'infame calunnia rispetto all'incidente del 24 febbraio 1996, quando sono
state abbattute in acque cubane due aerei da turismo di un gruppo terrorista che
per anni ha realizzato numerose provocazioni sul nostro territorio. Gerardo non
ha assolutamente niente a che vede con questo incidente e lo stesso governo ha
riconosciuto in questo documento che non poteva sostenere la sua falsa accusa.
Il governo degli Stati Uniti ha dovuto provare che il fatto fosse successo nello
spazio internazionale per avere giurisdizione su di esso. I radar cubani
mostravano che accadeva a Cuba, mentre i radar nordamericani davano informazioni
contraddittorie o confuse. Con questo motivo la missione dell'Organizzazione
d’Aviazione Civile Internazionale che ha fatto investigazioni sull'incidente ha
richiesto a Washington che si consegnino le immagini prese dai satelliti degli
Stati Uniti. Washington ha rifiutato di fornirle da quindici anni, ed ha
rifiutato di farlo quando lo ha chiesto la difesa di Gerardo e continua a
rifiutarsi.
L'altro argomento è sorto nel 2006 quando si è scoperto che il governo
nordamericano ha consegnto abbondanti somme di denaro del bilancio federale a
"giornalisti" che hanno scatenato una feroce campagna contro i Cinque e che
hanno minacciato i membri della Giuria contro le reiterate proteste, dell’allora
giudice Joan Lenard. Malgrado i numerosi sforzi del Comitato Nazionale per la
Libertà dei Cinque ed altri amici nordamericani finora il governo USA ha
rifiutato di rivelare tutto ciò che nasconde sulla sua cospirazione con i mezzi
locali di Miami per condannare i nostri compagni.
Ci sono prove sufficienti per convincere chiunque della totale innocenza di
Gerardo ed i suoi compagni, sono più che sufficienti affinché il Presidente
Obama ordini la loro liberazione immediata ed incondizionata. Perciò i mezzi
controllati da Washington impediscono alla gente di conoscere la verità.
René González, che ha compiuto 13 anni di detenzione, si è riunito con le sue
due figlie, suo fratello e suo padre, che hanno ricevuto visti degli Stati Uniti
per essere presenti quando è uscito da una prigione della Florida, lo scorso 7
ottobre. La madre e la moglie non hanno ricevuto visti per aspettarlo fuori dal
carcere, alla sua uscita; ma René dovrà ancora compiere tre anni di libertà
condizionale negli Stati Uniti. Incredibilmente, i Pubblici Ministeri vogliono
che René rimanga negli Stati Uniti per compiere quei tre anni di libertà
vigilata, come ha detto il suo avvocato Philip Horowitz. L'argomento della
difesa è che sono tre anni di pena addizionale, lontano dalla sua famiglia. Alla
moglie le si impedisce di mettere un piede negli Stati Uniti, da 10 anni non lo
vede, e questo è un altra pena addizionale.
Noi vi chiediamo di rompere questo silenzio, che scriviate su questi temi e che
pubblichiate la verità.
La normalizzazione dei rapporti tra Cuba ed USA dipende più dagli Stati Uniti
che da Cuba. Il Presidente Raúl Castro ha offerto tante volte la sua
disposizione a dialogare con questo paese a partire dal rispetto mutuo, di
reciprocità e di non ingerenza sugli argomenti interni. L'amministrazione del
Presidente Obama ha respinto tutte queste proposte.
La retorica diplomatica statunitense per giustificare l'imposizione di sanzioni
economiche a Cuba non ha smesso di cambiare per decenni, si rinnova ogni certo
tempo. All'inizio della Rivoluzione si trattava delle nazionalizzazioni e delle
proprietà nordamericane. Poi dell'alleanza con l'Unione Sovietica. Poi
dell'intervento cubano in África per lottare contro l'apartheid. Nel 1991, dopo
la caduta dell'Unione Sovietica, invece di normalizzare i rapporti con Cuba, gli
Stati Uniti hanno rinforzato il loro stato d'assedio economico contro la
popolazione cubana e ha presentato l'argomento dei diritti umani e dei
prigionieri politici. In questo momento, tutti i prigionieri cosiddetti politici
sono stati liberati e secondo Amnesty International non c'è oggi nessun
prigioniero politico a Cuba e nonostante ciò, l'Amministrazione Obama si rifiuta
di cancellare le sanzioni economiche.
Il blocco degli USA è costato a Cuba 751 miliardi di dollari, si mantiene, si è
rinforzato dall'arrivo al potere di Barack Obama, così come si è intensificata
la persecuzione contro gli attivi cubani nelle banche internazionali, cercando,
e a volte riuscendo, d’internazionalizzare leggi e multare terzi per aver
commerciato con Cuba.
Il blocco è stato condannato per 19 anni consecutivi nell'Assemblea Generale
delle Nazioni Unite, ed è rimasto; quest’anno si tornerà a votare.
Denunciando ciò si fa un atto di moralità, rompere questo silenzio è un atto di
responsabilità.