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Comunicato Stampa sulle dichiarazioni USA su Orlando Zapata

E’ incredibile la faccia tosta degli Stati Uniti sulla vicenda di Orlando Zapata Tamayo, che criticano la situazione carceraria a Cuba. Non solo l’Amministrazione statunitense ha ancora aperta quella orrenda prigione che è Guantánamo dove hanno torturato e privato dei diritti umani decine di persone innocenti; ma hanno nelle loro carceri da 11 anni cinque innocenti cubani che stavano sventando attentati terroristici contro il loro paese organizzati da elementi controrivoluzionari cubani che vivono in Florida.

Gli Stati Uniti stanno violando impunemente i loro diritti umani e civili sottoponendoli a un regime carcerario durissimo e ingiustificabile dopo processi farsa con i quali li hanno condannati a pene spropositate.

Adesso ci sarà una copertura mediatica senza nessun ritegno su Orlando Zapata che farà ulteriormente calare il silenzio sull’arroganza e la brutalità degli Stati Uniti contro Cuba.

Ricordiamo a tutti che dall’inizio di questo anno ad oggi sono 10 i detenuti suicidatisi nelle carceri italiane, nessuno di questi ha avuto lo spazio che i media stanno dando a Orlando Zapata.

Ricordiamo a tutti che dall’inizio di quest’anno a oggi sono dieci i detenuti suicidatisi nelle carceri italiane. Nessuno di questi ha avuto lo spazio che i media stanno dando a Orlando Zapata.

24 febbraio 2010

La Segreteria Nazionale


SUL CASO DI ORLANDO ZAPATA TAMAYO

Orlando Zapata Tamayo, di 42 anni, non fa parte dei mercenari che furono processati nel marzo del 2003 (non è uno dei 75).

Si è dichiarato in sciopero della fame il 18 dicembre 2009, rifiutandosi di ricevere assistenza medica. Ciò nonostante, è stato trasportato prima al Posto Medico della prigione, poi all’Ospedale Provinciale della città di Camagüey e poi all’Ospedale Nazionale dei Reclusi di La Habana.

In tutti i posti, gli sono stati fatti esami clinici e gli è stata prestata tutta l’assistenza medica necessaria, compresa la terapia intermedia e intensiva e l’alimentazione volontaria per via parenterale (endovenosa) e enterale (mediante sondino) e gli sono stati garantiti tutti i medicamenti e i trattamenti necessari fino alla sua morte. Questo è stato riconosciuto anche da sua madre.

Il 3 febbraio ha avuto febbre che è scomparsa in 24 ore. Successivamente, gli è stata diagnosticata una polmonite che è stata trattata con antibiotici e i procedimenti più avanzati. Essendo compromessi entrambi i polmoni è stato assistito con la respirazione artificiale fino alla morte.

Dopo l’entrata nello stabilimento penitenziario, la madre di Zapata Tamayo, Reyna Luisa Tamayo, si è legata ad attività di gruppi controrivoluzionari per le quali riceveva denaro da organizzazioni controrivoluzionarie che agiscono nel territorio degli Stati Uniti, come la Fondazione Nazionale Cubano-Americana.