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1959-2009: cinquant’anni di Rivoluzione

Il 1° gennaio 1959 - con la fuga del dittatore Fulgencio Batista e la successiva entrata a La Habana delle colonne di Ernesto Che Guevara e di Camilo Cienfuegos e a Santiago de Cuba di quelle di Fidel Castro, dopo due anni di combattimenti – si concretizzava il sogno di José Martí. Cuba era finalmente libera e il suo popolo poteva decidere del proprio futuro.

Sono trascorsi cinquant’anni, ma per il popolo cubano tutti questi sono stati anni di continua resistenza e di lotta per preservare la propria indipendenza e la propria autodeterminazione. Ben dieci Presidenti degli Stati Uniti, la nazione militarmente più potente di tutta la storia, hanno approvato e provato ogni tipo di azione per abbattere la Rivoluzione cubana.
Da un blocco economico attuato per soffocare l'economia dell'Isola e per ridurre alla fame un intero popolo alle decine di tentativi effettuati dalla CIA - come comprovato da numerosi documenti ufficiali recentemente resi pubblici dagli stessi statunitensi - per assassinare Fidel Castro e altri dirigenti. Dall'invasione di un esercito mercenario stroncata in meno di 72 ore dal popolo cubano accorso a difendere la propria Rivoluzione a una Crisi dei Missili che ha rischiato di coinvolgere l'intero pianeta in una guerra atomica. Dal finanziamento di gruppi paramilitari che operano dal territorio statunitense per effettuare atti terroristici contro persone e beni in territorio cubano all'approntamento di una trentina di emittenti radio-televisive che, 24 ore su 24 sempre dal territorio degli Stati Uniti, incitano alla rivolta e a commettere atti di vandalismo. Dalla guerra biologica contro persone, allevamenti e coltivazioni alle campagne internazionali di menzogne per diffamare la Rivoluzione. Dalla promulgazione di leggi contrarie a qualsiasi Trattato di Commercio Internazionale, contrarie al Diritto Marittimo Internazionale, contrarie persino agli stessi principi costituzionali degli Stati Uniti all'ingerenza negli affari interni di altre nazioni per impedire accordi commerciali e finanziari con Cuba.
La criminale politica statunitense di terrorismo contro Cuba ha causato 3.478 morti e 2.099 invalidi permanenti.

In questi cinquant’anni la Rivoluzione cubana non ha saputo solo difendersi e resistere, ma ha anche saputo costruire. Ha organizzato un sistema sanitario gratuito per tutti i cittadini, capillare e ad altissimo livello; un sistema educativo gratuito dal primo giorno dell’asilo infantile all’ultimo giorno dell’università, tra i più avanzati del mondo; un sistema di sicurezza sociale per lavoro, pensioni, infermità, incidenti da lavoro, maternità, invalidità, malattie professionali, vecchiaia; un sistema di promozione di tutte le forme della cultura e dei settori dello sport. Organizzazioni internazionali delle Nazioni Unite come l’UNESCO, la FAO, l’UNICEF, l’OMS e molte altre hanno potuto verificare e comprovare i risultati ottenuti.

E non è tutto. In questi cinquant’anni la Rivoluzione cubana ha fatto della solidarietà verso gli altri popoli il proprio fiore all’occhiello. Non solo i cubani hanno combattuto per l’indipendenza di alcuni Stati africani, ma hanno aperto le loro scuole e i loro ospedali per istruire o curare gratuitamente giovani e infermi delle nazioni più povere, hanno inviato decine di migliaia di medici e di alfabetizzatori in ogni angolo dei paesi del Terzo Mondo per combattere malattie e analfabetismo, hanno organizzato brigate di pronto intervento e hanno dislocato personale e aiuti per assistere le zone colpite da disastri naturali.
In ogni assise internazionale Cuba ha sempre difeso le ragioni dei popoli del Terzo Mondo, contro ogni forma di sfruttamento, di oppressione, di occupazione e contro ogni ingerenza nei loro affari interni.
La Rivoluzione cubana ha fatto proprio l’insegnamento di José Martí che "la Patria è l’Umanità".

Per tutti questi motivi l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba da quasi cinquant’anni è a fianco del popolo cubano e dei suoi dirigenti - in una sola parola della Rivoluzione – e continuerà a lavorare in solidarietà con loro condividendo i principi e i valori morali per i quali la Rivoluzione cubana ha lottato e continuerà a lottare.