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Sì, e mille volte sì
Questa domenica l'appuntamento è alle urne, per difendere la nuova Costituzione di Cuba, nella quale abbiamo disegnato insieme il paese che vogliamo ...

24 febbraio 2019 - A Cuba albeggia. È domenica, non una abituale, di quelle di calma piatta, di agromercati e balconi pieni di roba stesa. Da presto è iniziato il trambusto, storico, perché questo ultimo giorno della settimana ─ 24 febbraio per maggiore informazione ─ si difenderà nei seggi elettorali la nuova Costituzione* di Cuba, nella quale per mesi abbiamo disegnato il paese che vogliamo, quello che aspiriamo a costruire.
Proprio a 150 anni dal grido iniziale di quella Guerra Necessaria, la guerra di Martí , "senza odio, di democrazia commovente e prudente", noi cubani abbiamo deciso ancora una volta il futuro della nazione, quello di tutti e per il bene di tutti. Questa volta con una scheda, due caselle e la tremenda responsabilità di segnare dove è più necessario per la Patria.
Da alcuni giorni, la maestra più entusiasta del quartiere è passata a casa per chiedere a Carmencita se voleva sorvegliare le urne. Lei ha detto di sì. A chiesto a che ora preferiva e ha scelto lo stesso turno della sua amica Lais, alle nove del mattino. È un po’ in imbarazzo, dice, perché sicuramente ci sarà molta gente, ma andrà con la sua uniforme impeccabile. A Cuba oggi i bambini custodiscono le urne elettorali ed è una festa.
In famiglia abbiamo deciso di andare a votare alla stessa ora, per essere insieme nel momento di dare il per una Costituzione che le abbraccia, lei e sua sorella Elena. Nel momento in cui alzerà la mano e saluterà come una ‘pioniera’ cubana, i suoi genitori staranno votando Sì, perché in quel gesto c’è il sostegno per la Rivoluzione che ci ha formati come esseri umani degni e che ora veglia sul futuro delle nostre figlie.
Diremo Sì a una Costituzione che protegge le donne lavoratrici e le madri; protegge i bambini, i nonni, coloro che soffrono di limitazioni fisiche e mentali; ratifica i diritti già conquistati e ne protegge molti altri; difende una nazione prospera; definisce il paese come uno stato di diritto socialista e di giustizia sociale, democratico, indipendente e sovrano; pone la dignità umana come valore supremo e tutte le persone sono uguali davanti alla legge; riconosce le famiglie, comunque esse siano; difende che i cubani abbiano un alloggio decente, accesso all'acqua potabile, habitat sicuro ...
Ma se togliamo al nostro voto tutta quella razionalità, forte e innegabile, nascerà un altro sentimento profondo, quello della gratitudine, quello dell'onore, quello del rispetto, per tutti coloro che hanno contribuito con il loro sangue al Paese che siamo oggi: per Martí, per Maceo, per Céspedes, per Mariana, per Mella, per Fidel e per tutti i giovani massacrati dalla tirannia, per coloro che sono saliti sulla Sierra a rischio di tutto e per coloro che si sono donati a questo paese senza chiedere nulla in cambio.
Tutto questo mi scalderà il cuore quando metterò il Sì sulla scheda, la metterò nell’urna e Carmencita certificherà il mio voto con il suo saluto da pioniera.
SÌ, E MILLE VOLTE, PER IL FUTURO DI CUBA.

* Riforma costituzionale: il 22 luglio 2018, il Parlamento ha deciso di sottoporre il progetto a consultazione popolare dal 13 agosto al 15 novembre. Il 22 dicembre 2018 l'Assemblea Nazionale ha approvato la nuova Magna Carta arricchita con le proposte del popolo cubano: circa 760 modifiche, tra aggiunte e cancellazioni di articoli, frasi, parole e altro, rispetto al Progetto che era stato sottoposto a consultazione popolare. Quel giorno è stato indetto il referendum per il 24 febbraio 2019.

Foto: Diremo Sì a una Costituzione che protegge l’infanzia. (Cubahora)
Autore Leticia Martínez Hernández – Traduzione: mac

http://www.cubahora.cu/sociedad/si-y-mil-veces-si