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Magna Carta: La porta e il cammino
Secondo i dati preliminari della Commissione Elettorale Nazionale, su una lista attualizzata di 9.298.277 elettori, ha esercitato i diritto al voto l’ 84,41% e il 73,31 % ha votato per il Sí di riaffermazione alla nuova Carta Magna della Repubblica

27 febbraio 2019 - Secondo i dati preliminari della Commissione Elettorale Nazionale, su una lista attualizzata di 9.298.277 elettori, ha esercitato i diritto al voto l’84,41% e il 73,31 % ha votato per il Sì di riaffermazione alla nuova Carta Magna della Repubblica.
Cuba ha stampato un Sì con le mani, con i piedi, con il pugno, per firmare e nello stesso tempo riaffermare.
Non è il primo 24 febbraio in cui il paese, come al galoppo attraverso la manigua, appoggia nello sperone il piede nudo, tiene ferme le redini e nella destra il machete del lavoro e della battaglia, il machete che taglia il vento.
La maggioranza di cubani l’hanno ratificata di nuovo la data mambì, ribelle e di vittoria.
Scrivere sulla scheda è stato come girare la maniglia da dentro, dare un giro di chiave, aprire una nuova porta. La legge a favore dell’ordine pone limiti ma offre prima di tutto cammino e opportunità.
Per questo lungo sentiero che continua con la porta aperta, marcerà ora la nazione per costruire agilmente il suo futuro.
Non è dal chilometro zero che funziono di nuovo gli orologi, certo che no!
Né si tratta di forgiare un nuovo inizio, e nemmeno di una rifondazione. Quello che si apre è l’occasione di adeguarsi all’esigenza dei tempi, di esprimere questo sesto senso delle rivoluzioni che è il senso del momento storico.
L’Isola ha votato per aprire una porta che ha superato con il carico completo sulle spalle, sorridente perché porta nello zaino il baule inalienabile dei suoi principi, delle sue più sacre e intoccabili conquiste.
Ottimista perché trascina, per tenerla ben vicina, l’insoddisfazione, che è la qualità naturale del rivoluzionario vero, che lo anima a mettere sempre davanti quello che non è completo, per correggere, trasformare e perfezionare.
Il cammino d’ora in poi è questo: consolidare e perfezionare perchè la Magna Carta che abbiamo firmato amplia i diritti, fissa i doveri, somma nuove garanzie, legittima le figure che sorgono al calore delle urgenze, dà potere alla spinta operaia, contadina, della scienza, protegge e blinda i settori vulnerabili, diversifica i modi per irrobustire e fare quell’economia di cui abbiamo bisogno, con urgenza, che ci permetta di infilarci senza distrazioni nella rotta dello sviluppo sostenibile.
Questa porta che si è aperta è una tremenda lezione di dignità, prima di tutto, di piena sovranità, della risoluzione popolare di una massa, in maggioranza, che conosce perché le fa male a volte il costato, come le cicatrici grandi di cento guerre, dalla sfida di un David per sei decenni, in piedi di fronte alle narici di Golia.
Cuba ha votato perché sa quanto vale essere libera, sovrana e indipendente, proprio nei tempi grigi in cui suonano di nuovo i tamburi imperiali. Mani cubane hanno aperto questa porta e saranno cubane tutte le impronte che spianeranno il cammino nell’andare.
Tratto da: GM – Grama Int.
Autore: Dilbert Reyes Rodríguez - Infografico dei risultati del Referendum Costituzionale da Razones de Cuba

http://it.granma.cu/cuba/2019-02-27/carta-magna-la-porta-e-il-cammino