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IL VENEZUELA ROMPE LE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON GLI STATI UNITI

Il governo di Donald Trump ha diretto un colpo di Stato nella nazione bolivariana e ha designato un presidente ad interim, cosa che oltre ad essere un’azione di ingerenza, è anche anticostituzionale. Il presidente cubano ha espresso il suo appoggio al legittimo presidente venezuelano Nicolás Maduro. L’Armata Bolivariana ha sostenuto Maduro, così come vari paesi e movimenti sociali del mondo.

23 gennaio 2019 - «Il nostro appoggio e solidarietà al Presidente Nicolás Maduro di fronte ai tentativi imperialisti di screditare e destabilizzare la Rivoluzione bolivariana», ha detto il Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, di fronte all’ingerenza del governo degli Stati Uniti che pretende di installare un governo fantoccio in Venezuela.
Il governo di Donald Trump ha diretto un colpo di Stato nella nazione bolivariana e ha designato un presidente ad interim, cosa che oltre ad essere un’azione di ingerenza, è anche anticostituzionale..
In questo scenario Nicolás Maduro, Presidente del Venezuela, ha annunciato la decisione di terminare le relazioni diplomatiche e politiche con gli Stati Uniti, come risposta alle pretese di Washington di imporre un Governo parallelo nella nazione sudamericana, ha segnalato PL.
Di fronte alla congregazione popolare riunita attorno al Palazzo di Miraflores, il Capo di Stato venezuelano ha denunciato le azioni dell’opposizione nazionale e dell’Esecutivo statunitense dopo l’auto giuramento come presidente incaricato di Juan Guaidó, deputato dell’Assemblea Nazionale, parlamento attualmente senza autorità che ubbidisce agli ordini imperiali.
«Il Governo imperialista degli Stati Uniti dirige un’operazione per imporre un colpo di Stato con un governo fantoccio in Venezuela», ha detto Maduro. Il Presidente ha precisato che il personale dell’ambasciata statunitense dispone di 72 ore per abbandonare il paese.
Inoltre, ha sostenuto che il popolo venezuelano non vuole tornare all’epoca degli interventi promossi da Washington e di fronte ai tentativi per dirigere un’operazione golpista nel paese, ha ordinato di rompere le relazioni diplomatiche con la nazione del nord.
L’annuncio è stato fatto poche ore dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha riconosciuto Juan Guaidó come mandatario interino del Venezuela.
Telesur ha informato che l’azione della destra all’opposizione diretta dal Governo degli Stati Uniti, con l’auspicio della OSA, che a sua volta ha riconosciuto Guaidó, oltre a essere la conseguenza dell’ingerenza dell’attuale Governo statunitense è un’azione totalmente incostituzionale, perché non esiste nella Magna Carta venezuelana la figura di un presidente ad interim.
Di fronte alla mobilitazione di massa della popolazione venezuelana in appoggio al suo legittimo presidente, Maduro ha denunciato gli Sati Uniti, dicendo che lo chiamano dittatore e adesso vogliono imporre, mediante un colpo di Stato, un presidente che non è stato eletto dal popolo. «Hanno la bramosia del petrolio, del gas e dell’oro. Noi diciamo loro: queste ricchezze non sono vostre, sono del popolo del Venezuela e sarà così per sempre», ha avvertito. e ha aggiunto che solo il popolo venezuelano mette e toglie i presidenti.
Maduro ha richiamato alla calma la popolazione : «Nervi d’acciaio, calma e tranquillità (…) qui non si arrende nessuno e otterremo la vittoria della pace», ha sostenuto.
La flagrante ingerenza degli Stati Uniti ha avuto un nitida espressione nel loro Segretario di Stato, Mike Pompeo, che ha fatto un appello ai militari venezuelani e alle forze della sicurezza ad appoggiare la democrazia, a sostenere Guaidó. Il giorno prima, il vicepresidente Mike Pence, senza peli sulla lingua, aveva convocato gli oppositori a manifestare per le strade della capitale del Venezuela.
Di fronte al tentativo golpista, l’Unione Civico Militare della Rivoluzione Bolivariana si è espressa a favore della costituzionalità e della sovranità della nazione. Il ministro venezuelano per la Difesa, Vladimir Padrino López, mercoledì 23 ha detto che la Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) si è impegnata nella difesa della sovranità nazionale e con la Costituzione del paese. Attraverso il suo account in Twitter, Padrino López ha affermato che «Noi soldati della Patria non accettiamo un presidente imposto all’ombra di oscuri interessi, né auto proclamato al margine della Legge».
L’Armata Bolivariana ha sostenuto la posizione del ministro, ratificando il suo attaccamento alla Costituzione venezuelana e la sua lealtà al presidente Nicolás Maduro, eletto nel maggio del 2018 con il 67% dei voti per il periodo 2019-2025.
«Quello che ha fatto l’Assemblea Nazionale senza autorità porta a un’azione penale. La Camera costituzionale ha chiesto al Pubblico Ministero che la Procura agisca contro questa entità e contro gli organizzatori di questo colpo di Stato per giudicare il fatto come crimine contro la Patria e la Costituzione, con l’aggravante di complicità con un governo straniero, questo è nelle leggi venezuelane», ha detto a Telesur l’avvocatessa costituzionalista Olga Álvarez. Il popolo nelle strade sta chiedendo che si faccia giustizia per il tentativo di usurpazione delle funzioni del presidente eletto democraticamente, ignorando il potere cittadino e ignorando lo stato di diritto.
«Hanno mentito, hanno fatto un teatro che nel diritto non esiste. Guaidó si è auto eletto di fronte ai suoi seguaci e non di fronte alle autorità pubbliche, perché non poteva farlo, perché per questo avrebbe dovuto emergere dalle elezioni». Olga Álvarez ha spiegato che per questo non lo può riconoscere nessun organismo internazionale. Ed è che Guaidó è stato designato dagli Stati Uniti.
I paesi che lo hanno riconosciuto sono quelli del «cartello di Lima», che a loro volta non hanno personalità giuridica per agire come blocco, ma fanno parte di un piano per eliminare l’identità latinoamericana, per impedire di difendere la Patria Grande di Bolívar. Meno di 24 ore fa, il mandatario brasiliano Jair Bolsonaro ha detto che non vuole un’America bolivariana. Non è un piano solo contro il Venezuela, ma anche contro Nuestra América, quella difesa da José Martí. È un piano contro i popoli.
Questa complicità ha fatto sì che dopo il riconoscimento del presunto mandatario ad interim venezuelano da parte dell’organizzatore di questo colpo di Stato,il governo di Donald Trump, i paesi dell’auto proclamato Gruppo di Lima: Paraguay, Brasile, Argentina, Canada, Colombia, Brasile, Cile e la OSA, hanno riconosciuto Guaidó.
Ma la comunità internazionale non ha sbagliato e si è pronunciata per la legittimità di Nicolás Maduro alla guida del popolo che lo ha eletto. Evo Morales, ha scritto nel suo account di Twitter: «La nostra solidarietà con il popolo venezuelano e con il nostro fratello Nicolás Maduro, in queste ore decisive in cui gli artigli dell’imperialismo cercano nuovamente di ferire a morte la democrazia e l’autodeterminazione dei popoli del Sudamerica. Non saremo mai più il cortile posteriore degli Stati Uniti». Anche il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, ha espresso il suo appoggio e il suo sostegno di fronte agli attacchi dell’opposizione venezuelana.
Il portavoce della Segretaria delle Relazioni Estere del Messico ha annunciato che il Governo del presidente Andrés Manuel López Obrador non prevede cambiamenti nella sua politica estera rispetto al Venezuela e riconosce Nicolás Maduro come presidente legittimo. Il portavoce ha precisato che l’amministrazione federale messicana si manterrà ferma nella sua politica di non intervento negli affari interni del Venezuela. Dalla Russia, il senatore del Consiglio della Federazione di questo paese, Andréi Klímov, ha assicurato che il Governo del presidente Vladimir Putin no prevede cambiamenti nella politica estera del Cremlino rispetto al Venezuela.
Ugualmente, i movimenti sociali hanno espresso il loro sostegno a Maduro. Il Frente Brasil Popular che riunisce una serie di organizzazioni politiche ha offerto il suo appoggio dalle reti sociali: «L’imperialismo agisce oggi con forza totale contro la sovranità del Venezuela. Tutto il sostegno dei movimenti sociali del Brasile al presidente Nicolás Maduro», si legge nel suo comunicato. Movimenti con queste caratteristiche si sono riuniti nell’ambasciata del Venezuela in Bulgaria per esprimere la loro solidarietà al popolo del fraterno paese e al suo legittimo presidente, Nicolás Maduro.

Tratto da: GM – Granma Int. – Foto: Venezolana de televisión

http://it.granma.cu/mundo/2019-01-25/il-venezuela-rompe-le-relazioni-diplomatiche-con-gli-stati-uniti