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L'assurda escalation degli Stati Uniti contro Cuba

"Qualsiasi osservatore può constatare che i vincoli bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti vanno verso un ulteriore deterioramento. L’orientamento che ufficialmente ha voluto dare il governo di Washington si dirige in questo senso. I passi che fa, le dichiarazioni che rilascia e i funzionari che designa in posizioni chiave, sono indici di questo fine", ha detto Carlos Fernández de Cossío, direttore generale per gli Stati Uniti della Cancelleria cubana.
Intervenendo mercoledì 12 dicembre all’Istituto Superiore delle Relazioni Internazionali, in occasione della XVII edizione della Serie di Conversazioni di Cuba sulla Politica Estera degli Stati Uniti, Carlos Fernández de Cossío, direttore generale per gli Stati Uniti della Cancelleria cubana, ha denunciato l’ostilità dell’attuale amministrazione e dei personaggi che la circondano, contro l’Isola.
Ha spiegato che di fronte a questa escalation "quello che è certo è che Cuba, con la sua stabilità politica, economica e sociale, e con la sua forza istituzionale nell’applicazione e nel rispetto della legge, rappresenta un baluardo che contribuisce alla protezione e alla sicurezza regionale, compresa la frontiera sud degli Stati Uniti per quanto riguarda la criminalità organizzata, il traffico di droga, la tratta di esseri umani, il contrabbando di diversi tipi, l’attività criminale nel suo insieme e il terrorismo".
Tuttavia, di fronte alla volontà di Cuba si rivelano con prove crescenti le intenzioni di fabbricare o manipolare eventi che, secondo il parere del direttore del Ministero degli Esteri, mirano a "generare situazioni di crisi, alcune delle quali di pericoloso vasto raggio".
Uno dei più noti, a suo avviso, è quello dei presunti incidenti di salute riportati dai diplomatici degli Stati Uniti a Cuba, un pretesto che senza alcuna prova è stato usato per espellere senza giustificazione diversi dei nostri diplomatici a Washington, per ridurre unilateralmente la presenza di personale statunitense a La Habana, compresa quello dedicato all'attività consolare, con il conseguente danno a decine di migliaia di cittadini cubani che dipendono da questi servizi. Con lo stesso trucco, il 10 dicembre, il governo degli Stati Uniti ha annunciato la chiusura permanente del suo del suo Ufficio dei Servizi d’Immigrazione e Cittadinanza, il quale, secondo Fernández de Cossío, "in termini pratici, era già chiuso da più di un anno".
A questo proposito, ha affermato che "devo sottolineare che, nonostante le dichiarazioni pubbliche dei funzionari del governo statunitense, del loro uso irresponsabile e calunnioso del termine "attacchi "e delle versioni tendenziose pubblicate dalla stampa, la verità è che fino a oggi non ci sono né prove né spiegazioni legate alla scienza che confermino l'esistenza di eventi di salute motivati dalla presenza a Cuba di diplomatici degli Stati Uniti. Su questa conclusione hanno concordato le agenzie specializzate degli Stati Uniti con le quali abbiamo potuto avere scambi di opinioni in un clima di cooperazione e fiducia. Funzionari del Dipartimento di Stato ci hanno confermato negli incontri ufficiali che non hanno prove di alcun tipo di attacco".
L'aggressività degli Stati Uniti contro Cuba passa attraverso la recente dichiarazione del consigliere della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Bolton, nella quale ha citato l'esistenza di una "troika della tirannia" e di un "triangolo del terrore" nel nostro emisfero, dando la responsabilità a Cuba per i problemi della regione, in particolare gli affari interni del Venezuela e del Nicaragua.
"Si è arrivati a usare la menzogna più spietata quando, in complicità con l'OSA, si sostiene che il personale del governo cubano pratichi torture nei paesi fratelli. Non è Cuba che ha un record documentato sulla pratica della tortura, una pratica che ripudiamo nel modo più assoluto, né è a Cuba che gli alti funzionari del governo difendono ancora pubblicamente quel crimine obbrobrioso", ha sottolineato il direttore per gli Stati Uniti di Minrex.
Mentre accade tutto ciò, un maggior numero di americani e, soprattutto, di cubano-americani viaggiano a Cuba, c'è più interesse e contatti reali tra le due società; nel loro Congresso, autorità regionali e vari settori mostrano sentimenti a favore di una relazione costruttiva.
Fernández de Cossío ha sottolineato che sopravvivono legami come l'esistenza di Ambasciate e canali ufficiali di comunicazione, "il che non può essere sottovalutato. Perdura anche una certa dose di cooperazione bilaterale su questioni di reciproco interesse, ma molto al di sotto di ciò che è possibile e di ciò che è necessario", ha precisato.
Ha riferito che gli argomenti in cui si sono avuti più scambi e più risultati nell'ultimo anno sono quelli relativi alla cooperazione in materia di immigrazione. Ha citato anche la cooperazione in agricoltura, salute, istruzione, ambiente, scienza e tecnologia; tuttavia, ha segnalato l'assenza di segnali di sostegno da parte del governo degli Stati Uniti, poiché tutto si svolge molto al di sotto delle reali potenzialità.
Lo stesso giorno in cui Bolton ha lanciato le sue minacce, il Ministro degli Esteri di Cuba ha espresso la volontà del suo popolo e del governo nell'Assemblea Generale degli Stati Uniti: "Siamo disponibili alla convivenza pacifica, all'interno delle profonde differenze che esistono con il Governo degli Stati Uniti, basata sul rispetto reciproco, sull'uguaglianza sovrana e sul beneficio per entrambi i popoli".
Philip Brenner, professore alla American University, ha esemplificato le opportunità che entrambe le parti possono perdere con questa battuta d'arresto. Ha fatto riferimento alle difficoltà che avranno i cubani per poter partecipare al prossimo Congresso dell'Associazione degli Studi Latinoamericani, che si terrà nel 2019 a Boston. Ha spiegato che, a causa di tutto ciò, dei 20.000 visti di immigrazione annuali che si concedevano ai cubani, ne sono stati dati solo 3.000.
Da parte sua, Charlie Cook, analista di questioni politiche e direttore di The Cook Political Report, ha affermato che le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti hanno deviato dal percorso che avevano intrapreso. Cook spera che la strada sarà ripresa, anche se non sa se sarà a partire dalle elezioni negli Stati Uniti del 2020 o da quelle del 2024.
Traduzione: mac

http://www.granma.cu/mundo/2018-12-12/la-absurda-escalada-de-estados-unidos-contra-cuba-12-12-2018-21-12-58