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I tentacoli di Bolsonaro contro Cuba

4 dicembre 2018 - Sarebbe ingenuo credere che l’aggressione di Jair Bolsonaro contro i medici cubani per far sì che abbandonino il paese, non sia parte di un piano più ampio, i cui tentacoli stanno venendo alla luce già sin d’ora che non ha assunto ancora la presidenza.
Appare però ben chiaro sino a dove è capace di andare con i suoi intrighi contro l’Isola che ha salvato la vita a migliaia di suoi compatrioti e ha assistito con alta professionalità milioni di brasiliani.
Bolsonaro guarda verso Washington e l’amministrazione Trump, facilitando un percorso politico anticubano e antivenezuelano per assicurare il binomio Jair-Eduardo, padre e figlio.
Tutti i giorni appare un nuovo anello: l’affettuosa riunione di Jair con l’assessore della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Bolton, in cui il tema principale sono state Venezuela e Cuba e non proprio per riconoscere le conquiste del due nazioni nei settori della salute, dell’educazione e del lavoro, con altri benefici con impatto diretto per la popolazione e la loro sicura solidarietà.
A Miami, il figlio del nuovo mandatario, Eduardo Bolsonaro, ha avuto un’amichevole incontro con Orlando Gutiérrez, uno dei peggiori rappresentanti della mafia cubano-americana, vincolato a terroristi e salariati della USAID.
È il principale capoccia a Miami della campagna d’opposizione contro la minima apertura delle relazioni, com’era avvenuto durante la presidenza di Barak Obama.
Per lasciare una testimonianza della sua posizione, dopo la visita in questione Eduardo Bolsonaro ha posato per le macchine fotografiche con il terrorista di origine cubana Orlando Gutiérrez.
In un twitt il figlio del presidente brasiliano ha sostenuto: «La sinistra si è unita e ha generato una dittatura sanguinosa a Cuba. È giunta l’ora di unirci per distruggere la bestia che loro hanno creato».
Per mostrarsi così com’è, Bolsonaro junior ha indossato a Miami una maglietta con scritto: « Sii buono, non essere comunista».
Nel caso del suo anfitrione, Orlando Gutiérrez, in nome di una cosiddetta "Assemblea della Resistenza Cubana", ha guidato negli ultimi tempi, dopo la negazione dei viaggi delle navi da crociera nell’Isola, il richiamo "dell’esilio" a intraprendere azioni a favore della creazione di una Nuova Repubblica.
Nota: quest’ultima cosa non la spiega, ma immagino che questa nuova Repubblica sia quella di un’altra stella sulla bandiera degli Stati Uniti.
Come carte di credito di fronte alla nuova amministrazione statunitense Gutiérrez e altri disgraziati che vivono del miserabile affare della controrivoluzione, hanno inviato un messaggio a Donald Trump per «ringraziarlo per le nuove misure implementate contro Cuba».
Questo signore e altri latinoamericani della sua stirpe sono stati convocati dal deputato ultra reazionario figlio del presidente, Eduardo Bolsonaro, a quello che loro stessi chiamano un «Vertice Conservatore delle Americhe», che si svolgerà l’8 dicembre a Foz de Iguazú, città situata alla triple frontiera tra Brasile, Argentina e Paraguay.
Tra i partecipanti ci sono José Antonio Kast, l’ultra reazionario che ha ottenuto l’8% dei voti nelle presidenziali cilene; Orlando Gutiérrez, rappresentante della mafia cubano-americana di Miami; Jorge Jérez Cuéllar, generale colombiano della riserva, e l’oppositore venezuelano, Miguel Ángel Martín.
È invitato anche l’ex presidente colombiano Álvaro Uribe.
Se Jair Bolsonaro e suo figlio Eduardo hanno fomentato alleanze con personaggi come Orlando Gutiérrez e altri terrorista negli Stati Uniti, come credere che la campagna contro i medici cubani in Brasile sia stata solo un’iniziativa del nuovo mandatario e non un piano preparato da Washington e indirizzato contro Cuba e il Venezuela, fondamentalmente?
Tratto da: GM – Granma Int. - Autore: Elson Concepción Pérez


http://it.granma.cu/mundo/2018-12-06/i-tentacoli-di-bolsonaro-contro-cuba