Cari amici e compagni,
mi scuso per non avervi scritto da tanto tempo e saldo il debito ora, dopo
tre giorni dal ritorno in Italia.
Avevo alcuni appunti presi in giro per Cuba durante la mia opera solidale e ne
approfitto ora per scriverli, prima che mi butti a capofitto nella preparazione
dei PC per il prossimo invio.
Dal principio di aprile non ho avuto un minuto di tempo per sedermi al PC e
concentrarmi nei comunicati, che altro non sono le mie impressioni sulla realtà
da me affrontata quotidianamente.
Cuba è l’oriente, (inteso come province orientali dell’isola caraibica), mi
hanno sempre detto! Io non avevo dubbi e dopo otto anni di Cuba colmo la mia
lacuna e approfitto di un progetto della ICRT Nacional, (Istituto della radio e
televisione cubana) per recarmici.
Sono a Santiago de Cuba per l’installazione di due PC + stampante e modem in
ogni mittente radio municipale della provincia di Santiago de Cuba.
Ho percorso in lungo e in largo tutta la provincia di Santiago de Cuba
addentrandomi nei più reconditi luoghi della Sierra Maestra, in municipi che si
chiamano "Tercer Frente", "Segundo Frente", Palma Soriano, El Uvero, ecc. Qui si
sono succeduti gli avvenimenti storici dell’Esercito Ribelle durante i primi
tempi delle battaglie rivoluzionarie. "Tercer Frente" al comando del comandante
Juan Almeida Bosque, "Segundo Frente" comandato da Raúl Castro Ruz, infine El
Uvero dove risedeva il Comando centrale delle operazioni dell’Esercito Ribelle
agli ordini di Fidel Castro Ruz.
Il primo municipio visitato è stato quello di Guamá, la sede dell'emittente
radio municipale è nel paese che si chiama Chivirico dove, tra l'altro, c’è
anche la sede municipale .
Si percorre la strada che da Santiago de Cuba costeggia il mare verso la
provincia di Granma… mare alla sinistra, Sierra Maestra alla destra. Chivirico
si trova alcuni chilometri prima di El Uvero. La strada è molto sconnessa e
piena di buche, (eredità del ciclone dell’anno scorso), però il paesaggio che ci
circonda è incantevole come incantevoli ed esaltanti sono le sensazioni che si
provano percorrendo questi luoghi, pensando agli avvenimenti storici.
Noto una quantità insolita di piccoli cimiteri che si incontrano sparsi lungo la
strada e viene da pensare agli avvenimenti bellici della Revolución, ma non è
cosi! Una giornalista dell'emittente radio, mentre sto installando il sistemo
operativo in un PC, mi spiega il motivo dicendomi che le ragioni sono da
ricercare prima del "triunfo de la Revolución".
In quella epoca priva di servizi medici di primo intervento, di ospedali e di
medici di famiglia sulla vicina Sierra Maestra, quando qualcuno si ammalava o
gli capitava qualche cosa di serio, non aveva altra alternativa che scendere sul
litorale, quasi impraticabile a quei tempi, con la speranza quasi sempre vana di
trovare un mezzo per recarsi a Santiago de Cuba a curarsi. Molti non riuscivano
e molti morivano in attesa di essere trasportati negli ospedali. Venivano quindi
sepolti nel cimitero più vicino per ovvie ragioni logistiche.
Sono a Cruces de los Baños "capoluogo" del Municipio di Tercer Frente, a due ore
e mezzo di auto da Santiago de Cuba se non c’è maltempo, mentre installo il PC
parlo con il direttore dell'emittente radio locale che mi spiega le
caratteristiche del municipio, l'economia, la storia ricca di avvenimenti della
guerra rivoluzionaria.
Come abbiamo detto qui c’era il comando di Juan Almeida Bosque, comandante della
Revolución ancora vivo e vegeto. Siamo a circa 700 metri di altitudine ed esiste
una sala video, l'ospedale, il policlinico, lo Joven Club de Computación,
l'asilo infantile, la scuola primaria e secondaria e, da poco tempo, anche la
sede universitaria con alcune facoltà. Questo secondo il programma recente della
Revolución che si chiama municipalizzazione delle università. Ogni municipio
cubano ha una sede universitaria con alcune facoltà.
La Revolución mi ha dato tutto, mi dice un anziano contadino con un grosso
sigaro che gli penzola dalla bocca e che ha combattuto con l’esercito Rebelde.
Prima della Revolución non avevo nulla, dovevo lavorare come uno schiavo per
morire di fame, ero uno dei sette fratelli della mia famiglia, tutti analfabeti.
Ora ho tre figli laureati e uno che è diplomato nella scuola del turismo e
lavora in hotel. Ho 78 anni e sono ancora disposto a imbracciare il fucile per
difendere ciò che abbiamo conquistato, meglio morire combattendo che avere
ancora nel mio paese i nordamericani che ci sfruttano.
Se non fossi venuto a Cuba probabilmente non sarei venuto a conoscenza di una
malattia che a Cuba viene definita con una sigla, XP. A Cuba ci sono 22 ragazzi
che soffrono di questa malattia genetica e il fatto che siano tutti ragazzi
dimostra che qui è arrivata di recente. Si tratta di ragazzi che devono vivere
nella quasi assoluta oscurità e non possono prendere luce, anche quella delle
luci al neon li danneggia. Possono uscire solo di notte.
Il sindaco di La Sierpe, un municipio sperduto della provincia di Sancti
Spíritus, dove risiede questo ragazzo figlio di contadini, ha scritto una
lettera affinché si possa mettere un computer nella sua casa per permettergli di
apprendere l'informatica.
Esiste un programma del Ministero dell'Educazione per potere mettere un PC a
casa di ognuno di questi ragazzi… ma si sa, dobbiamo sempre fare i conti con il
maledetto blocco.
È arrivata l'autorizzazione dell'Educación Provincial de Sancti Spíritus e
quindi siamo andati a installare il PC.
Non descrivo l’accoglienza che abbiamo avuto dalla famiglia del ragazzo che ha 9
anni, vi lascio immaginare!!! Non è questo il motivo per cui racconto questo
fatto, bensì per farvi sapere cosa mettono a disposizione i servizi sociali
cubani.
Una maestra elementare, solo per lui, si reca tutti i giorni alla sua casa per
insegnargli il programma scolastico, supportata da due "lavoratori sociali", che
altro non sono che due recenti laureati, che per due anni devono lavorare nel
sociale. Le due ragazze "lavoratrici sociali" rimangono con il ragazzo tutto il
giorno e gli alunni della locale scuola elementare vanno settimanalmente a casa
sua a visitarlo.
Nel periodo delle vacanze, lo Stato cubano accompagna questi ragazzi insieme ai
genitori, se lo desiderano, ogni anno in un campeggio diverso, organizzando per
loro escursioni in luoghi interessanti dal punto di vista culturale, naturistico
o storico. Naturalmente tutto questo deve essere fatto di notte con rientro
prima dell’alba. Quindi, musei o altro dovranno essere aperti appositamente per
questi ragazzi che hanno una vita totalmente opposta a quella dei comuni
mortali.
Vi racconto una storia e poi ci salutiamo.
Emilio è il marito di una collega di lavoro della mia compagna, che è
professoressa in una scuola cubana. Suo padre, da tanti anni negli Stati Uniti e
quindi cittadino americano, fa richiesta perché lo raggiunga là ed egli accetta
con l’intenzione, dopo aver creato le condizioni, di far venire negli Stati
Uniti anche la moglie. Tutto questo, naturalmente, in modo legale.
Arriva negli Stati Uniti, ottiene subito la cittadinanza americana come tutti i
cubani, mentre ai cittadini di altre nazionalità al confine gli sparano addosso.
Perde però automaticamente quella cubana.
Emilio comincia a lavorare negli Stati Uniti e a inviare qualche soldo a sua
moglie a Cuba, con immensi sacrifici. Dopo un po’ di tempo riesce a mettere da
parte il denaro per recarsi in vacanza a Cuba a trovare la moglie.
Terminati i due mesi di visto turistico deve rientrare, però lui si reca
all'Immigrazione e gli dice che non vuole assolutamente tornare negli Stati
Uniti… vuole rimanere nella sua Cuba costi quel che costi. In questi casi la
legge cubana per gli ex-cittadini cubani con nazionalità statunitense non
prevede l’espulsione dal paese, bensì una pena detentiva per violazione della
legge sulla immigrazione clandestina.
Emilio dice che andrà in prigione a pagare il proprio debito con la giustizia,
però dalla sua Cuba non se ne va… negli Stati Uniti non ci ritornerà mai e poi
mai.
Quando rientrerò a Cuba nel prossimo novembre, non credo riuscirò ad andare a
trovare Emilio in carcere, in quanto egli sarà già ai lavori socialmente utili
fino a scontare la sua pena. Di Emilio a Cuba ce ne sono tanti, e fanno parte
della "immigrazione clandestina" alla rovescia, di cui nessuno parla. Qui da noi
fa molto più notizia l’altra immigrazione e pare che ai nostri giornali
interessi molto di più!
Vi saluto tutti dandovi appuntamento a fine anno quando ritornerò a Cuba, nel
frattempo dovrò darmi da fare parecchio per il prossimo invio di materiale
informatico che dovrebbe partire alla fine di settembre.
¡Hasta la victoria, siempre!
Rodolfo Dal Pane
25 giugno 2006
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