mail inviata il
10 gennaio 2006
Cabaiguán, 8 gennaio 2006
Cari amici e compagni,
inizia l’anno 2006 che per tutti ci auguriamo sia migliore di quello
precedente, ognuno di noi ha le proprie speranze e le mie, che sono speranze che
vengono da Cuba, permettetemi di raccontarvele in questo messaggio di posta
elettronica con l’intento di non annoiarvi….. l’italiano non è mai stato il mio
forte!
Spero fermamente che la Revolución continui il suo cammino, e questa è una
speranza che sembra scontata per tutti noi che abbiamo un ideale ben preciso.
Credo, invece, occorra andare oltre, conoscere, analizzare bene questo fenomeno
avvenuto e consolidato da oltre 40 anni in questo piccolo paese caraibico. E'
importante per chi coltiva gli ideali nobili della fratellanza, della
solidarietà fra i popoli e rifiuta lo sfruttamento dei popoli più deboli per
l’arricchimento degli egoisti senza scrupoli.
E quindi, prendere finalmente coscienza della carica di solidarietà, pace e
altruismo racchiusa in questa società plasmata dagli ideali della Revolución.
Tutti si stupiscono dell'eccezionale ospitalità del popolo cubano e che qui, a
Cuba, il turista - che io chiamerei più precisamente "L’ospite" - vive una
dimensione diversa rispetto a qualsiasi altro paese.
Pochi si chiedono e analizzano il perché e pochi riescono a capire che questo
aspetto deriva anche dalla "Educazione" che da più di 40 anni questo popolo si è
data, scegliendo di vivere in una società diversa, dove è vietato arricchirsi a
scapito degli altri.
Esistono molte cose da migliorare, ancora tante, e aspetti nati e maturati
durante questo periodo che vanno, a mio parere, rivisti e combattuti.
Non sono una novità la corruzione e l'eccessiva burocrazia, denunciate
ripetutamente anche da Fidel nei suoi discorsi, e neanche sono una novità le
spinte alla deriva di un'insignificante parte di questa società che si è
abituata alle conquiste ottenute, dandole per scontate, e che guarda a una
dimensione che non sarebbe sicuramente alla sua portata.
La società capitalista, sopratutto la nostra, vive di questi sogni illusori.
Qui l’aspetto positivo è che chi ha il potere si mette continuamente in
discussione e fa autocritica, con decisioni operative intese a migliorare, a
correggere o a cambiare le situazioni, con ampi dibattiti che coinvolgono tutti
gli strati della popolazione.
E la quasi insignificante parte della società che vorrebbe qualche cosa di
diverso, l’egoismo dell’arricchimento, è combattuta con l’arma
dell’arricchimento culturale esteso gratuitamente a chiunque voglia accedervi e
con una libera e obiettiva informazione.
Cuba è il paese che, con un'economia da paese povero aggravata dal blocco
economico imperialista, non si è accontentato di ottenere le grandi conquiste
sociali per il suo popolo, ma ha cercato di condividerle lavorando
parallelamente e attivamente per eliminare le ingiustizie nei paesi poveri del
Terzo Mondo.
Quando si fa un bilancio della Revolución cubana bisogna tenere sempre in conto
questo aspetto.
Un esercito di cubani dall’inizio del processo rivoluzionario combatte
all’estero, nei paesi poveri, armato di bisturi, di medicine, di penne, di
quaderni e di libri per eliminare le più grandi vergogne dell’umanità, malattie
e analfabetismo.
Abbiamo parlato, nella lettera precedente, dell'Operazione Milagro, l’operazione
che in un certo numero di anni dovrà ridare la vista a circa sei milioni di
latinoamericani, totalmente a spese del popolo cubano aiutato da quello
venezuelano, artefice con Ugo Chávez della Revolución Bolivariana.
Ora, dopo che in tre anni, grazie ai maestri cubani, il Venezuela è stato
dichiarato da Chávez "Territorio libero dall’analfabetismo", scatta per la
Bolivia l'operazione 'Robinson', in 32 mesi dovrà essere alfabetizzata l’intera
Bolivia, con un invio massiccio di maestri e di professori cubani.
Chi fa parte dell' "Educación", il sistema scolastico cubano, aspetta da un
giorno all’altro la chiamata per la missione volontaria in questo paese.
Questo, naturalmente, grazie agli accordi bilaterali fra Evo Morales, socialista
neo-eletto Presidente della Bolivia, e Fidel Castro durante la prima visita
ufficiale all’estero del Presidente boliviano.
Vivendo a Cuba conosco molto bene questa realtà per informarvi che il popolo
cubano intero partecipa a queste missioni, in quanto a volte vi è qualche
problema qui, perché il tal medico o il tal professore sono in missione e al
loro posto c’è un neo-laureato che non si è ancora del tutto "fatto le ossa".
Qui la solidarietà ha un’altra filosofia, diversa dalla nostra. La solidarietà è
dividere quel poco che si ha e non dare agli altri quello che a noi non serve
più.
Conosco anche molti medici e maestri cubani, dei quali sono molto amico, che
stanno facendo o che hanno fatto questa esperienza.
Parlo naturalmente anche di direttori di ospedali, chirurghi, stomatologi,
professori, direttori di scuole, rettori di università, ecc…, nessuno si astiene
dal partecipare.
I racconti sono bellissimi e commoventi, drammatiche sono le realtà dove
operano, come drammatiche sono le condizioni di vita a cui sono sottoposti,
rischiando quotidianamente la vita per le infezioni, per morsi di serpenti, per
le zone malariche piene di zanzare, e anche di essere eliminati fisicamente da
qualche 'squadrone della morte', tristemente famosi in America Latina.
A volte qualcuno non ce la fa, ma tutti, e stiamo parliamo di circa 40.000
cubani che si alternano facendo internazionalismo nel mondo, professionisti
quotatissisimi nel mercato dei paesi ricchi, alla fine della missione tutti
fanno ritorno a Cuba, nel loro paese .
Ebbene queste persone, a cui sarebbe sufficiente presentarsi in una qualsiasi
Ambasciata statunitense di un qualsiasi paese e chiedere asilo politico,
ottenendo subito lavoro, casa e cittadinanza, grazie alla 'Legge di
Aggiustamento cubano', emanata nel 1966, semplicemente se ne tornano a casa, se
ne tornano a Cuba, il paese da dove, secondo la stampa diffamatoria dei nostri
paesi, tutti vorrebbero fuggire…fuggire dal "regime dittatoriale castrista".
Ma torniamo al tema corruzione e a quello dei lavoratori sociali, giovani
neo-laureati o neo-diplomati, che hanno sostituito i lavoratori che lavoravano
nei distributori di combustibile e che sorvegliano anche tutti gli impianti di
raffineria e di trasporto, di cui vi ho parlato la volta precedente. Visto i
risultati ottenuti, gradualmente la stessa operazione viene estesa alle cucine e
ai magazzini degli hotel, delle scuole di tutti i tipi e nelle aziende e nei
settori strategici dove il fenomeno ladrocinio e corruzione aveva raggiunto
livelli allarmanti, generando da parte dei dirigenti corrotti un cattivo esempio
e un'immagine distorta della Revolución.
Ai lavoratori, momentaneamente sostituiti, viene pagato lo stesso salario se
accettano di acquisire maggior professionalità in apposite scuole, oppure se
vogliono possono cambiare lavoro.
Ebbene, è cominciato un anno un po' speciale qui a Cuba. Ogni anno si
caratterizza con uno slogan che si protrae fino alla fine dello stesso.
Quest’anno sarà "L'Anno della rivoluzione energetica a Cuba", una guerra allo
spreco energetico.
Come vi avevo accennato, è già terminata la sostituzione gratuita in tutto il
paese di tutte le lampadine a incandescenza con quelle a basso consumo. Nei
prossimi giorni verrà iniziata la distribuzione a prezzo politico dei nuovi
fornelli elettrici a basso consumo e la sostituzione dei frigoriferi vecchi con
quelli nuovi, sempre a basso consumo.
In un discorso del Comandante era stato accennato alla ipotetica eliminazione
della cosiddetta "libreta", cioè quel minimo che lo Stato garantisce a tutti i
cittadini residenti sul territorio cubano.
Questo fatto ha creato un poco di allarmismo, ma quello che è stato detto non è
esattamente così, semplicemente è stato detto che in un paese che sta crescendo
con un ritmo abbastanza forte, una volta create le condizioni, i prezzi dei
generi alimentari e delle materie di prima necessità potrebbero essere abbassati
notevolmente. A questo punto non sarebbe più necessario questo strumento, che di
per sé ha dei costi di gestione considerevoli. Comunque per ora la libreta c’è e
rimane!
Concludo raccontandovi una storia…è la storia di una conoscente laureata in
Storia del Marxismo e che fa l'insegnante.
Uso un altro nome per ragioni di correttezza e la chiamo Sara.
Sara è emigrata a Miami da più di due anni, novembre 2003, grazie agli accordi
sull'emigrazione fra Cuba e gli Stati Uniti stipulati nel 1994
dall'Amministrazione Clinton e che sono molto limitati.
Sara non ha ricevuto, il primo anno al 31 dicembre, i circa 2.500 dollari che
ricevono, solo per il primo anno, gli immigrati cubani clandestini che non
abbiano ancora un lavoro stabile.
Lei non era clandestina e quindi non ricade sotto la famosa e criminale 'Legge
di Aggiustamento cubano', ancora in vigore negli Stati Uniti.
Non ha soldi per telefonare a Cuba e l’ultimo dell’anno le abbiamo fatto un
regalo, chiamandola con una scheda telefonica perché la sua migliore amica
potesse, dopo un anno, parlare con lei.
Era commossa e fra le lacrime non finiva di ringraziarmi per l’opportunità che
le avevo dato per parlare con la sua amica.
Morale…lavora con i lavori saltuari più umili e più umilianti, deve vivere con
un uomo cubano di cui non è innamorata per dividere le spese di alloggio e
soffre di un preoccupante problema di salute, però non può andare da nessun
medico perché non ha i soldi per pagare l’assicurazione sanitaria e neanche il
medico.
Notizie tecniche: martedì 10 gennaio scarichiamo il container a Sancti Spíritus
e si comincia a lavorare seriamente.
Augurando a tutti un felice anno nuovo vi saluta da Cuba
Rodolfo Dal Pane