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CAROVANE 2003
"Addio alle armi"
Dal 6 al 14 settembre 2003

progetto storico culturale per valorizzare popoli e culture sottoposti a doppia oppressione: una che schiaccia e impoverisce, l’altra che svuota le coscienze e rapina milioni di uomini, donne e bambini di memoria e dignità.
OBIETTIVO
Carovane 2003 intende rappresentare un cammino per avvicinare tra loro popoli e paesi, per stringere tra uomini e donne appartenenti a culture diverse nuovi legami di amicizia e solidarietà, per accrescere la conoscenza reciproca fra tradizioni culturali sinora mantenutesi estranee.
SVILUPPO DEL PROGETTO
In uno scenario mondiale che esclude e divide Carovane 2003 si propone un diario della solidarietà tra storie e culture con artisti – scrittori – musicisti – registi – attori - poeti "non riconciliati", per raccontare con l’invenzione della parola mondi e voci legati insieme dalla forza della memoria e della libertà


"Addio alle armi" è il titolo di un romanzo che Hemingway, lo scrittore straniero più amato dai cubani e che più ha intrecciato la propria esistenza con l’isola della Revoluciòn, scrisse dopo la catastrofe umana e politica della Prima Guerra Mondiale: scegliendo quelle parole, che sembrano sussurrate con la decenza ed il rispetto che derivavano dall’incommensurabile stanchezza di chi aveva visto i marchi infami della guerra sulla pelle propria e dei propri compagni, lo scrittore nordamericano sperava di comporre un canto che perpetuasse le tante storie umane travolte dalla guerra affinché la memoria di quegli orrori potesse aiutare i lettori del futuro a non ritornare a piangere per l’assurdo della morte prodotta su scala industriale.
Solo oggi sappiamo quanto quel suo augurio sia rimasto lettera morta.
Siamo ormai arrivati al terzo annus horribilis, e stiamo tuttora scivolando in un abisso di criminale prepotenza che vuole i popoli della Terra, loro malgrado, coinvolti uno scenario di guerra globale che molti speravano, dopo gli incubi della Guerra Fredda, di non dover più rivivere.
Questo clima mefitico non avvelena (o inebria, a ciascuno il suo) solo gli statunitensi, non solo noi europei, partecipanti o no alle gloriose gesta belliche di Bush, non solo i poveracci che hanno la sfortuna di vivere dove ogni ricchezza si tramuta in maledizione, ma anche Cuba e gli stessi paesi latinoamericani che, nello sferragliante silenzio dei media, impegnati su altri fronti più redditizi dal punto di vista dell’audience, si sono ritrovati di colpo costretti a giocare il ruolo di vittima o carnefice scelto da sanguinari pupari: non sono incoraggianti i segnali che arrivano dai tanti Sud del Mondo.
"Addio Alle Armi", quindi ridiventa di attualità ed il titolo dal romanzo di Hemingway appare come il più appropriato per illustrare il Festival di Letteratura, Musica, Teatro ed Impegno Civile, CAROVANE 2003, che approda alla sua quarta edizione, e che si terrà quest’anno a Piacenza nel periodo dal 6 al 14 di settembre, con un programma collaterale e contemporaneo a Sesto San Giovanni. Sostengono quest’iniziativa l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, la libreria Fahrenheit 451 di Piacenza, oltre alla Provincia e al Comune di Piacenza.
La già abbondante programmazione dello scorso anno si è infittita e, tramite una dilatazione cronologica e qualitativa, CAROVANE 2003 è pronta a diventare un punto di riferimento, sull’intero territorio nazionale, per tutti coloro che ritengono che l’impegno civile ed intellettuale (in senso pasoliniano), vada riportato in mezzo alla gente della piazza, in spazi aperti ed autenticamente democratici, nell’agorà, insomma, per sottrarlo al prisma grottescamente deformante della televisione.
Come già durante le precedenti edizioni, il compito di aprirci gli occhi per farci vedere le "unghie sporche della miseria", secondo le parole secche ma bellissime di un poeta latinoamericano, è affidato alle sensibilità di scrittori, alla critica dei giornalisti e dei tanti intellettuali italiani e stranieri che accettano la sfida lanciata dalla piccola città emiliana: smascherare quella che sembra una fuorviante follia mondiale ricomponendola in un quadro coerente e perciò rivelandone la tremenda spietatezza anti-umanistica.
Durante nove giorni sarà possibile, attraverso le testimonianze e le parole degli invitati, conoscere ed approfondire quelle realtà economiche e politiche atroci che costringono i tre quarti dell’umanità a vivere in condizioni sub-umane.
La rassegna è itinerante e si aprirà il giorno 6 di settembre a Castel San Giovanni, paese nella provincia di Piacenza, che ospiterà il grande concerto di apertura, dedicato al cantante cileno Victor Jara, protagonista di primo piano nella cultura musicale sudamericana e mondiale, di cui ricorre quest’anno il trentennale del barbaro assassinio. Nel pomeriggio si terrà l’incontro "I Dannati della Terra", con ospiti stranieri ed italiani. Il 6 sarà inoltre una giornata dedicata all’Anno Europeo dei Disabili e buona parte delle attività pensate per quel giorno sono state sviluppate con la collaborazione dell’Associazione Nazionale dei Mutilati ed Invalidi del Lavoro.
La domenica CAROVANE si porterà a Pianello Val Tidone, sulle colline, dove si terrà il concerto di Nicola Arigliano, anticipato da "La Nave de los Locos", spazio libero dedicato alla presentazione di libri, che, per la prima volta, esce dalle mura della città di Piacenza, offrendo un primo assaggio della rassegna letteraria.
Lunedì 8, durante la mattinata, avverrà, ad opera del Presidente Gianni Minà, la consegna del Premio Internazionale Nicolás Guillèn promosso dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, che diviso nelle due sezioni, lettaria e solidale, nelle passate edizioni era andato rispettivamente a Roberto Fernandez Retamar e Carmen Yañez, per meriti artistici, ed a Emergency e Padre Alex Zanotelli, per meriti civili. Quest’anno, il premio dedicato al grande poeta e rivoluzionario cubano si aprirà per ricevere il contributo di due prestigiose istituzioni, che hanno deciso di stringere un gemellaggio con CAROVANE e con il Premio Nicolás Guillèn: il Premio Juan Rulfo di Radio France Internationale, uno dei maggiori riconoscimenti internazionali per scrittori di lingua spagnola, ed il CICEP di Parigi, ovvero il Centro Internazionale – Interuniversitario di Creazione di Spazi Poetici e di Ricerca, diretto dai docenti Philippe Tancelin e Geneviève Clancy, che da diversi anni, operano per aprire il mondo accademico e della poesia alle fasce più deboli della società francese, lavorando, per esempio, con i clochards, con i carcerati, oppure nei ghetti urbani delle metropoli francesi.
Ulteriori collaborazioni che internazionalizzeranno CAROVANE saranno: il gemellaggio con il Festival di Musica e Cinema "Zaragoza Global" di Saragozza e con l’Accademia Mondiale della Poesia dell’Unesco di Verona e Parigi, che ha fornito un prezioso contributo organizzativo per rendere possibile, nella giornata di venerdì 12 "La Carovana dei Poeti contro la Guerra", che annovererà tra i partecipanti Sam Hamill, capofila della protesta dei poeti statunitensi contro la guerra dei Bush e straordinaria figura di poeta, editore ed ex-marine pacifista.
Nei sei giorni di programmazione nella città di Piacenza ci sarà spazio, oltre alla quotidiana "Nave de los Locos", per dibattiti sulle nuove guerre per il controllo delle risorse energetiche, in particolare dell’acqua, per una tavola rotonda sui "Diritti nell’epoca della globalizzazione". Da segnalare infine la giornata dell’11 settembre in cui moltissimi testimoni italiani ed internazionali si avvicenderanno sul palco per ricordare i tanti tragici 11 settembre che hanno costellato gli ultimi trent’anni della storia mondiale: l’11 settembre 1971 data dell’eccidio avvenuto nella prigione di Attica, l’11 settembre 1973 di Santiago del Cile, data della morte delle speranze del popolo cileno, e l’11 settembre 2001 che ha marcato la più sconvolgente cesura temporale della storia contemporanea.
Naturalmente gli spazi di riflessione saranno affiancati da eventi quali concerti e spettacoli teatrali che si terranno ogni giorno nella cornice della Piazza del Duomo di Piacenza.
Come nelle precedenti edizioni il tema Cuba sarà presente, sullo sfondo o in primo piano, in diversi momenti, a partire dallo spazio dedicato al Premio Nicolás Guillén, nei dibattiti sull’America Latina e nelle diverse mostre. Anche quest’anno la delegazione cubana, apporterà un elemento di valore aggiunto per la qualità delle personalità che la rappresenteranno.
Tra i tanti intellettuali che hanno già accettato di partecipare: Marc Cooper di The Nation, Riccardo Petrella, Vandana Shiva, Shams Nadir, Zvi Schuldiner, Ramon Chao, Gianfranco Bettin, Maurizio Chierici, Italo Moretti. Altre conferme giungeranno nelle prossime settimane. Il Festival si chiuderà il giorno 14, a Fiorenzuola, con una giornata dedicata alla cultura araba, sotto il segno della comprensione e della tolleranza.
Come già successe lo scorso anno, ci sarà anche un episodio Post-CAROVANE di un giorno: a cura del Premio Nicolás Guillén e del Premio Juan Rulfo, sarà un incontro dedicato alla memoria di Pablo Neruda di cui ricorrono quest’anno i trent’anni della morte.